
{"id":75087,"date":"2024-11-07T20:45:49","date_gmt":"2024-11-07T18:45:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=75087"},"modified":"2024-11-07T20:45:49","modified_gmt":"2024-11-07T18:45:49","slug":"paolo-fresu-al-teatro-carcano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/75087\/teatro\/paolo-fresu-al-teatro-carcano.html","title":{"rendered":"PAOLO FRESU AL TEATRO CARCANO"},"content":{"rendered":"<p>PAOLO FRESU<br \/>\nkind of MILES<br \/>\ndal 7 al 10 novembre 2024<\/p>\n<p>Scarica le immagini<br \/>\nkind of Miles<br \/>\ndi e con Paolo Fresu, tromba, flicorno e multi-effetti<br \/>\ne con Bebo Ferra, chitarra elettrica<br \/>\nDino Rubino, pianoforte e Fender Rhodes Electric Piano<br \/>\nMarco Bardoscia contrabbasso<br \/>\nStefano Bagnoli, batteria<br \/>\nFilippo Vignato, trombone, multi-effetti elettronici, keyboard<br \/>\nFederico Malaman, basso elettrico<br \/>\nChristian Meyer, batteria<br \/>\nregia Andrea Bernard<br \/>\nvideo Marco Usuelli<br \/>\nproduzione TEATRO STABILE DI BOLZANO<\/p>\n<p>Quanto vale un mito. Ma soprattutto cosa lascia. \u00c9 difficile oggi individuarne di nuovi. I miti attuali nascono e muoiono con la stessa velocit\u00e0 del mondo contemporaneo. Mitico \u00e8 qualcuno che fa qualcosa di speciale, che esce da un ordinario universalmente riconosciuto. Miles Davis \u00e8 un artista mitico per antonomasia. Un uomo capace di raccontare una storia recente che va aldil\u00e0 del jazz e della musica e la cui personalit\u00e0 marcata appare prepotentemente non solo attraverso la sua tromba ma anche nel viso scavato degli ultimi anni, negli occhi profondi che inchiodano lo sguardo e nelle mani rugose che hanno toccato il cuore. A noi del presente ha lasciato non solo un\u2019icona, ma un soffio che \u00e8 carezza e graffio. kind of Miles di Paolo Fresu \u00e8 un\u2019opera musicale e teatrale che evoca l\u2019universo creativo e visionario dell\u2019immenso musicista scomparso nel 1991. L\u2019intento \u00e8 quello di ricostruire la vita e la musica di un artista che ha segnato il Novecento attraverso la voce narrante di un unico autore\/attore e attraverso il suo universo sonoro e le sue relazioni artistiche ed umane.<\/p>\n<p>La formazione musicale \u00e8 composta da diverse personalit\u00e0 e diversi strumenti, acustici ed elettrici, che hanno sottolineato il suo percorso discografico e live sotto il profilo del suono e della ricerca. Il racconto narrato da Fresu \u00e8 quello di uno dei personaggi pi\u00f9 eccentrici ed influenti della storia recente. Una scrittura intima puntellata da momenti personali di vita vissuta (soprattutto l\u2019apprendistato del jazz a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta), la comparazione con l\u2019alter ego Chet Baker e da storie tratte dalla fiorente letteratura su Davis.<\/p>\n<p>Alcuni dei visual che compongono la scenografia dello spettacolo sono elaborati dal vivo sulla base degli impulsi registrati da alcuni sensori indossati da Paolo Fresu. Questi sono frutto della ricerca e dello sviluppo della Libera Universit\u00e0 di Bolzano e sono parte attiva dello spettacolo.<\/p>\n<p>La bellezza in un grande concerto teatrale<br \/>\nVittorio Albani<\/p>\n<p>kind of Miles chiude idealmente la trilogia prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano che ha visto Paolo Fresu protagonista di Tempo di Chet (spettacolo dedicato alla figura del trombettista californiano Chet Baker), Tango Macondo (progetto sulla letteratura onirica sudamericana tra la Sardegna e l\u2019Argentina) con un lavoro musicale e teatrale capace di disegnare il mondo creativo e visionario dell\u2019immenso trombettista di statunitense nato nel 1926.<br \/>\nI musicisti in scena collaborano da sempre con Fresu, ne condividono i palcoscenici e sono partecipi alla scrittura collettiva intessuta di ampi spazi di improvvisazione misti ad interpretazioni di cover mutuate dal repertorio davisiano.<br \/>\nSul palcoscenico due formazioni capaci di attraversare la storia musicale di Davis passando dalle prime registrazioni per la nobile Dial assieme a Charlie Parker ai gruppi con Sonny Rollins e John Coltrane fino alle produzioni con Gil Evans, al quintetto stellare con Wayne Shorter e Herbie Hancock e agli anni Ottanta con la musica elettrica e binaria.<br \/>\nIl cielo e terra si incontrano, con l\u2019ausilio di materiale storico, soluzioni sceniche e nuove tecnologie inserite in una speciale scatola teatrale per l\u2019attenta regia di Andrea Bernard. Il tutto per quello che \u00e8 in ultima analisi un \u201cgrande concerto teatrale\u201d per far incontrare i jazzofili e gli appassionati del teatro.<br \/>\nIl materiale musicale preparato per l\u2019occasione verte principalmente su cinque estetiche legate al suono oltre che alla temporalit\u00e0, viaggiando fra standard che hanno fatto la storia del jazz e scelte originali composte dalla formazione, passando da Porgy and Bess di George Gershwin a Birth of the Cool, da Jack Johnson  allo storico album della \u201csvolta elettrica\u201d Bitches Brew e abbracciando anche il mondo pop armonico di Time after Time contrapponendolo alla pura improvvisazione propria della libert\u00e0 jazzistica.<br \/>\n\u201cSenza Miles la musica oggi sarebbe sicuramente diversa\u201d dice Fresu in una recente intervista parlando poi anche delle \u201crughe profonde che solcano il suo viso e le sue mani e dei suoi occhi profondi che inchiodano lo sguardo e toccano il cuore\u201d. Le stesse fotografate dal maestro Irving Penn per la copertina e le immagini a corredo di Tutu del 1986 (disco dedicato al famoso arcivescovo sudafricano oppositore dell\u2019apartheid e in origine pensato in collaborazione con Prince) capaci di comunicare immediatamente il senso di bellezza totale che ha sempre accompagnato la storia di questo incredibile musicista.<\/p>\n<p>MILES DAVIS<br \/>\ndi Vittorio Albani<br \/>\ntratto da \u201cLa storia del Jazz in 50 ritratti\u201d \u2013 Centauria Editore, 2021<\/p>\n<p>Che si parli di be-bop, di cool, di hard, di jazz modale, di jazz elettrico o di grandi contaminazioni con l\u2019universo pop, il suo nome non solo \u00e8 sempre sistematicamente presente ma, in quasi tutti i casi citati, viene indicato come quello del geniale innovatore che ha creato, o quantomeno fortemente influenzato, quei movimenti. Gli stessi che hanno segnato la storia della musica jazz, e che hanno permesso lo sviluppo e il successo della musica afroamericana per eccellenza. Nel 2006 il suo nome \u00e8 entrato di diritto addirittura nella Rock and Roll Hall of Fame al pari di Beatles o Bob Dylan.<br \/>\nConsiderare Miles Davis un autentico genio \u00e8 addirittura notazione superflua o sminuente. E pu\u00f2 anche essere retorico affermare come la sua figura artistica sia una di quelle che hanno segnato la storia tutta della musica moderna. Ma \u00e8 la pura verit\u00e0. Chi lo conobbe da una platea o ad una presentazione discografica lo ricorda come una persona scontrosa e asociale. Chi lo conobbe personalmente parla invece di una persona matura, posata, gentile anche se insicura, e forse per questo molto diretta. Virtuoso del non virtuoso, nel corso di una carriera unica \u00e8 riuscito a snocciolare l\u2019intera enciclopedia dell\u2019\u00abesecuzione totale\u00bb, portando spesso la materia jazzistica oltre i limiti, dando nobilt\u00e0 alle pause e ai silenzi o utilizzando la famosa \u00abnota fantasma\u00bb che soltanto un creativo inventore pu\u00f2 giungere a proferire. Riusc\u00ec come nessun altro ad evitare le classiche etichette e classificazioni, utilizzando sempre e comunque elementi stilistici differenti e da tutti ritenuti incompatibili gli uni con gli altri. La sua sonorit\u00e0, in capolavori assoluti quali il modale Kind of Blue (uscito nel 1959 e per molti il miglior disco di jazz mai pubblicato) come in quelli successivi alla celebre \u00absvolta elettrica\u00bb di In a silent way (1969) e Bitches Brew (1970), \u00e8 un marchio di fabbrica unico e forse irripetibile. Sia per lo stile trombettistico puro, singolare e personalissimo, che per quello indiretto del suono elettrico filtrato, o anche per l\u2019uso della sordina. Velato e incisivo, audace e vigoroso. Come il blues che ha sempre permeato la sua anima e non lo ha mai abbandonato. Nelle sue tante formazioni (spesso autentici laboratori di ricerca) sono passati quasi tutti i protagonisti del jazz moderno. \u00abPer me la musica e la vita sono una questione di stile\u00bb, disse a Quincy Troupe. Non serva altro.<\/p>\n<p>Spettacoli<br \/>\n7, 8 novembre ore 19.30<br \/>\n9 novembre ore 20.30<br \/>\n10 novembre ore 16.30<\/p>\n<p>Biglietti www.teatrocarcano.com<br \/>\nPrezzi interi da \u20ac 30,00 a \u20ac 38,00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PAOLO FRESU kind of MILES dal 7 al 10 novembre 2024 Scarica le immagini kind of Miles di e con Paolo Fresu, tromba, flicorno e multi-effetti e con Bebo Ferra, chitarra elettrica Dino Rubino, pianoforte e Fender Rhodes Electric Piano Marco Bardoscia contrabbasso Stefano Bagnoli, batteria Filippo Vignato, trombone, multi-effetti elettronici, keyboard Federico Malaman, basso &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/75087\/teatro\/paolo-fresu-al-teatro-carcano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">PAOLO FRESU AL TEATRO CARCANO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[22088,6467],"class_list":["post-75087","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teatro","tag-paolo-fresu","tag-teatro-carcano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75087"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75088,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75087\/revisions\/75088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}