
{"id":74976,"date":"2024-10-22T18:12:33","date_gmt":"2024-10-22T16:12:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=74976"},"modified":"2024-10-22T18:12:33","modified_gmt":"2024-10-22T16:12:33","slug":"al-mudec-niki-de-saint-phalle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/74976\/spettacoli\/al-mudec-niki-de-saint-phalle.html","title":{"rendered":"Al Mudec Niki de Saint Phalle"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAmo le curve, le sinuosit\u00e0, il mondo \u00e8 rotondo, il mondo \u00e8 un seno\u201d.<br \/>\nNiki de Saint Phalle<br \/>\nAl Mudec la prima retrospettiva in un museo civico italiano<br \/>\nNiki de Saint Phalle<br \/>\n5 ottobre 2024 &#8211; 16 febbraio 2025<br \/>\nIn collaborazione con Niki Charitable Art Foundation<br \/>\na cura di<br \/>\nLucia Pesapane<br \/>\nNiki de Saint Phalle, \u2018donna e artista\u2019 (come lei stessa amava definirsi), pittrice, scultrice, autrice<br \/>\ndi film sperimentali, performer, sfugge a una definizione univoca.<br \/>\nLe sue opere monumentali, tra cui parchi e sculture pubbliche, si intrecciano con una riflessione<br \/>\npi\u00f9 personale e a volte struggente. Da un lato, \u00e8 vista come una celebrit\u00e0 indipendente e<br \/>\norgogliosa della sua arte; dall\u2019altro, la sua fragilit\u00e0 fisica e le numerose disuguaglianze e<br \/>\ndiscriminazioni sociali a cui ha assistito nel corso della vita ne fanno emergere la sua umanit\u00e0<br \/>\ne sensibilit\u00e0 nei confronti dei pi\u00f9 fragili.<br \/>\nVissuta in un\u2019epoca di grandi cambiamenti sociali e artistici \u2013 dal movimento femminista degli<br \/>\nanni &#8217;60 e &#8217;70 al Nouveau R\u00e9alisme di cui fu protagonista \u2013 Niki de Saint Phalle (Neuilly-surSeine, 1930, La Jolla, 2002) \u00e8 stata una delle artiste che maggiormente ha sfidato gli<br \/>\nstereotipi di genere attraverso l\u2019arte, esprimendo la propria identit\u00e0 attraverso la<br \/>\nfemminilit\u00e0, la sensualit\u00e0 e l\u2019amore per la vita come creazione.<br \/>\n\u201cNiki de Saint Phalle \u00e8 oggi considerata come una delle artiste pi\u00f9 importanti del XX secolo \u2013<br \/>\nspiega la curatrice della mostra Lucia Pesapane &#8211; Ha saputo, come pochi artisti prima,<br \/>\nutilizzare lo schermo ed i media per promuovere la sua arte e il suo impegno sociale nei confronti<br \/>\ndelle minorit\u00e0 e dei pi\u00f9 fragili, malati, bambini e animali. Questa responsabilit\u00e0 si \u00e8 tradotta in<br \/>\nun&#8217;arte gioiosa, inclusiva, in grado di veicolare attraverso opere comprensibili e amate da tutte<br \/>\nle generazioni un discorso attento alle diversit\u00e0, non-eurocentrico e non-gerarchico.<br \/>\nL\u2019artista fa breccia perch\u00e9 la sua opera parla di libert\u00e0 e di diritti e ci dimostra che ribellarsi \u00e8<br \/>\nsano, necessario, indispensabile. La sua arte ci offre un rimedio possibile contro l&#8217;ingiustizia,<br \/>\nun conforto, \u00e8 un accesso alla bellezza.\u201d<br \/>\nLa mostra \u201cNiki de Saint Phalle\u201d, che ha aperto al pubblico il 5 ottobre ed \u00e8 organizzata per la<br \/>\nprima volta in un grande museo civico italiano come il Mudec, celebra l\u2019artista francoamericana conosciuta per le sue grandi e colorate Nanas, ma ne rivela anche il lato impegnato<br \/>\nattraverso una diversa lettura della sua opera.<br \/>\nFamosa e oggetto di numerose retrospettive nel mondo negli ultimi dieci anni, Saint Phalle non<br \/>\nha ancora avuto l\u2019occasione in Italia di essere riconosciuta come una delle grandi artiste del XX<br \/>\nsecolo, nonostante sia stata una delle protagoniste assolute della scena artistica d\u2019avanguardia<br \/>\ndegli anni Sessanta e Settanta in Europa e negli Stati Uniti.<br \/>\n\u201cNiki de Saint Phalle\u201d, prodotta da 24 ORE Cultura \u2013 Gruppo 24 ORE, promossa dal Comune<br \/>\ndi Milano-Cultura e che vede come Institutional Partner Fondazione Deloitte, \u00e8 resa possibile<br \/>\ngrazie alla collaborazione con la Niki Charitable Art Foundation, e porta a Milano 110<br \/>\nopere, di cui una decina di grandi dimensioni, oltre a una selezione di opere su carta, video,<br \/>\nvestiti della Maison Dior che ricordano anche il suo passato di modella nei bellissimi scatti<br \/>\nfotografici che la ritraggono e che contemporaneamente raccontano al pubblico una visione<br \/>\npersonale molto \u201cpop\u201d dell\u2019arte, intesa come percorso verso l\u2019affermazione del femminile.<br \/>\nA cura della critica d\u2019arte Lucia Pesapane, che ha allestito numerose mostre e retrospettive su<br \/>\nNiki de Saint Phalle in tutto il mondo, la mostra racconta in otto sezioni la carriera dell&#8217;artista,<br \/>\ndagli esordi fino agli ultimi lavori, in un ritmo diacronico e fortemente antologico, che<br \/>\nripercorre, attraverso il mondo colorato, polimorfo, tondeggiante e materno delle sue Nanas (e<br \/>\nnon solo), una vita personale molto meno gioiosa. Negli anni l\u2019artista ha dovuto spesso<br \/>\ndistruggere per elaborare il dolore e per poi ricostruire, rompendo gli schemi attraverso<br \/>\nintense provocazioni, per lasciare alla fine un\u2019impronta duratura nel mondo dell\u2019arte.<br \/>\nL\u2019occasione di vedere a Milano l\u2019opera di Niki de Saint Phalle in mostra al Mudec diventa ancora<br \/>\npi\u00f9 unica perch\u00e9 nello stesso periodo sar\u00e0 possibile ammirare le opere di un altro grande<br \/>\nartista, Jean Tinguely, suo marito, in mostra presso Hangar Bicocca dal 10 ottobre. La citt\u00e0 \u00e8<br \/>\nlegata a questi due artisti fin dagli anni Sessanta, quando ospit\u00f2 la prima esposizione di quello<br \/>\nche sarebbe diventato il gruppo dei Nouveaux R\u00e9alistes in cui Niki de Saint Phalle si distinse<br \/>\ncome l\u2019unica donna (tra nomi comeYves Klein, C\u00e9sar Baldaccini, Daniel Spoerri, Jacques<br \/>\nVillegl\u00e9, Christo, Gerard Deschamps, Edoardo Puglisi, Mimmo Rotella, Arman).<br \/>\n\u201cLa storia d&#8217;amore con Jean Tinguely fu intensa, passionale, esplosiva. Uno lo Yin et l&#8217;altro lo Yang,<br \/>\nVenere e Vulcano, furono i Bonny e Clyde dell&#8217;arte.\u201d Cos\u00ec descrive il loro rapporto artistico Lucia<br \/>\nPesapane, la curatrice di entrambe le mostre. \u201cLa dualit\u00e0 e la complementarit\u00e0 tra i due si<br \/>\nesprime attraverso l&#8217;accostamento di materiali diversi, di colori opposti, di forme asimmetriche<br \/>\nma che riescono a creare una polifonia sorprendente\u201d.<br \/>\nIn occasione della mostra, 24 ORE Cultura ha pubblicato il catalogo Niki de Saint Phalle, e ha<br \/>\nfinalmente ridato vita a Il mio segreto, il libro scritto dall\u2019artista, uscito di catalogo da tempo<br \/>\ne ormai introvabile. I due volumi sono disponibili all\u2019interno del bookshop della mostra, nelle<br \/>\nlibrerie e online.<\/p>\n<p>INFO UTILI:<br \/>\nMUDEC Via Tortona 56, tel. 02\/54917 (lun-ven 10.00-17.00)<br \/>\nDATE 5\/10\/2024 \u2013 16\/02\/2025<br \/>\nORARI Lun 14.30 \u201019.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 \u2010 19.30 | Gio, Sab<br \/>\n9.30\u201022.30<br \/>\nBIGLIETTI Intero \u20ac 16 | Ridotto \u20ac 14<br \/>\nIl servizio di biglietteria termina un\u2019ora prima della chiusura<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAmo le curve, le sinuosit\u00e0, il mondo \u00e8 rotondo, il mondo \u00e8 un seno\u201d. 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