
{"id":74558,"date":"2023-04-22T17:05:55","date_gmt":"2023-04-22T15:05:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=74558"},"modified":"2023-04-22T17:05:55","modified_gmt":"2023-04-22T15:05:55","slug":"leandro-erlich-a-palazzo-reale-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/74558\/arte\/leandro-erlich-a-palazzo-reale-di-milano.html","title":{"rendered":"LEANDRO ERLICH a Palazzo Reale di  Milano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-74559\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2023\/04\/82-nehmk-500x333.jpeg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2023\/04\/82-nehmk-500x333.jpeg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2023\/04\/82-nehmk-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2023\/04\/82-nehmk-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2023\/04\/82-nehmk-720x480.jpeg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2023\/04\/82-nehmk.jpeg 1080w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2023\/04\/82-nehmk-272x182.jpeg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span class=\"markaf8fuo7st\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">22<\/span>\u00a0aprile \u2013 4 ottobre 2023\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b>Dal\u00a0<span class=\"markqqp6gjloc\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">22<\/span>\u00a0aprile<\/b>\u00a0<b>Palazzo Reale\u00a0<\/b>a\u00a0<b>Milano<\/b>\u00a0accoglie per la\u00a0<b>prima volta in Europa<\/b>\u00a0un\u2019ampia monografica di una delle maggiori figure di spicco della scena artistica internazionale:\u00a0<b>Leandro Erlich.<\/b><\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">La mostra\u00a0<i>Leandro Erlich. Oltre la soglia<\/i>, promossa da\u00a0<b>Comune di Milano-Cultura<\/b>,\u00a0\u00e8\u00a0prodotta e organizzata da\u00a0<b>Palazzo Reale\u00a0<\/b>e\u00a0<b>Arthemisia,\u00a0<\/b>in collaborazione con lo<b>\u00a0Studio Erlich<\/b>, con la curatela di<b>\u00a0Francesco Stocchi<\/b>.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Artista argentino, nato a Buenos Aires nel 1973, Erlich crea grandi installazioni con cui il pubblico si relaziona e interagisce, diventando esso stesso l\u2019opera d\u2019arte.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><br aria-hidden=\"true\" \/>Le sue opere sono uniche e rappresentano un\u2019assoluta novit\u00e0\u00a0nel mondo dell\u2019arte e uniscono creativit\u00e0, visione, emozione e divertimento.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Palazzi in cui ci si arrampica virtualmente, case sradicate e sospese in aria, ascensori che non portano da nessuna parte, scale mobili aggrovigliate come fossero fili di un gomitolo, sculture spiazzanti e surreali, video che sovvertono la normalit\u00e0.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial,                                                          sans-serif;\"><br aria-hidden=\"true\" \/>Sono tutti elementi che ci raccontano qualcosa di ordinario in un contesto stra-ordinario, dove tutto\u00a0\u00e8\u00a0diverso da quello che sembra, dove si perde il senso della realt\u00e0\u00a0e la percezione dello spazio.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><br aria-hidden=\"true\" \/>I lavori di Erlich sono frutto di una ricerca artistica profonda e concettuale, che gioca con i paradossi della percezione e che ha gi\u00e0\u00a0raggiunto milioni di visitatori nel mondo: 600.000 a Tokyo e 300.000 a Buenos Aires, ovunque il pubblico\u00a0\u00e8\u00a0accorso alle sue mostre, caratterizzate da installazioni\u00a0<i>site specific<\/i>\u00a0molto complesse da realizzare e quindi molto rare.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Dal\u00a0<span class=\"markqqp6gjloc\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">22<\/span>\u00a0aprile 2023 a Palazzo Reale,\u00a0viene data al pubblico la possibilit\u00e0\u00a0di conoscere il lavoro di Erlich attraverso\u00a0le sue opere pi\u00f9\u00a0note ed iconiche,\u00a0<b>per la prima volta riunite in una sola sede<\/b>\u00a0con l\u2019intento di sistematizzare la produzione dell\u2019artista.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Erlich ci porta in un altrove magico, dove il possibile diventa impossibile, ma che stupisce ed emoziona grazie ad un grande senso estetico e una poesia fortemente intrinseca.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Il risultato\u00a0\u00e8\u00a0esplosivo, divertente, appassionante, indimenticabile.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Il suo lavoro esplora le basi percettive della realt\u00e0\u00a0e la nostra capacit\u00e0\u00a0di interrogare queste stesse basi attraverso un quadro visivo. L&#8217;architettura del quotidiano\u00a0\u00e8\u00a0un tema ricorrente nell&#8217;arte di Erlich, che mira a creare un dialogo tra ci\u00f2\u00a0che conosciamo come dato certo e ci\u00f2\u00a0che percepiamo nella visione, cos\u00ec\u00a0come cerca di colmare la distanza tra lo spazio del museo e l&#8217;esperienza quotidiana.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">L\u2019artista si descrive cos\u00ec:\u00a0<i>Mi piace presentarmi come un artista concettuale che lavora nel regno del reale e della percezione. Il mio soggetto\u00a0<\/i><i>\u00e8<\/i><i>\u00a0la realt<\/i><i>\u00e0<\/i><i>, i simboli e il potenziale di significato. Mi impegno a creare un corpo di opere &#8211; soprattutto nella sfera pubblica &#8211; che si apra all&#8217;immaginazione, sovverta la normalit<\/i><i>\u00e0<\/i><i>, ripensi la rappresentazione e proponga azioni che costruiscano e decostruiscano situazioni per sconvolgere la realt<\/i><i>\u00e0<\/i><i>. Parlando in generale.<\/i><\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Ogni opera di Leandro Erlich apre una finestra sul mondo sensibile, ma invece di ingannare l&#8217;occhio svela gli inganni visivi a cui pu\u00f2\u00a0essere soggetta la mente, aprendo nuovi orizzonti e interrogativi.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Un\u2019opera di Erlich suscita, come prima reazione, un senso di familiarit\u00e0\u00a0rispetto al quotidiano, per poi insinuare un certo dubbio. Osservando con attenzione l\u2019opera, lo sguardo dello spettatore inizia a dubitare di ci\u00f2\u00a0che percepisce trovandosi di fronte a un fenomeno inspiegabile.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Suscitare nel pubblico domande, dubbi, emozioni che interagiscono con i suoi lavori\u00a0\u00e8\u00a0l&#8217;obiettivo del fare artistico di Erlich, ed\u00a0\u00e8\u00a0proprio la partecipazione dello spettatore che rende completa l\u2019opera.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Difficile spiegare Erlich a parole, bisogna provare l\u2019esperienza per capire.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">La mostra vede come<i>\u00a0sponsor<\/i>\u00a0<b>Generali Valore Cultura<\/b>, con il sostegno di\u00a0<b>VeraLab<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Mercato Centrale Milano<\/b>, come\u00a0<i>media partner<\/i><b>\u00a0Urban Vision<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Outpump<\/b>\u00a0e\u00a0<i>mobility partner<\/i><b>\u00a0Freccia Rossa Treno Ufficiale<\/b>.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><br aria-hidden=\"true\" \/>Il catalogo\u00a0\u00e8\u00a0edito da\u00a0<b>Toluca \u00c9ditions<\/b>\u00a0ed\u00a0\u00e8\u00a0realizzato con il contributo di\u00a0<b>Galleria Continua<\/b>.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b>LA MOSTRA<\/b><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><br aria-hidden=\"true\" \/>Le creazioni di Erlich &#8211; come spiega il curatore della mostra\u00a0<b>Francesco Stocchi<\/b>\u00a0&#8211; sono strutture architettoniche che funzionano come macchine ottiche che mettono in discussione il dato sensibile del mondo. Con la mostra a Palazzo Reale di Milano, Erlich ha scelto l\u2019Italia come luogo d&#8217;elezione per la presentazione dell&#8217;ambizioso progetto che, tramite la messa in scena di spazi di nuova percezione, stimola la riflessione e la contemplazione.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">La fascinazione nei confronti della sua opera da parte di un ampio pubblico, che va al di l\u00e0\u00a0dei soli addetti ai lavori, risiede nella sua necessit\u00e0\u00a0di rivolgersi direttamente allo spettatore, mettendolo di fronte a quesiti, coinvolgendolo attivamente fino a esporlo universalmente.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Le\u00a0<b>19 opere in mostra<\/b>\u00a0dimostrano che, liberandosi dalle nozioni acquisite con l&#8217;esperienza, ognuno di noi pu\u00f2\u00a0sperimentare una propria dimensione, una nuova visione non offuscata: l&#8217;avvento di un nuovo tipo di mondo.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><br aria-hidden=\"true\" \/>Ogni lavoro\u00a0\u00e8\u00a0un evento che riguarda l&#8217;osservazione di piccoli fenomeni banali che, trasferiti nello spazio museale, acquistano una nuova condizione. L&#8217;opera stimola nuovi comportamenti collettivi e trasforma le abitudini automatiche in momenti di rivelazione, disagio e riorganizzazione.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><br aria-hidden=\"true\" \/>Quando poi si tratta di comportamenti sociali, Erlich diventa un vero e proprio agente di disturbo.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Allo spettatore\u00a0\u00e8\u00a0richiesto un impegno e un&#8217;azione partecipativa per svelare ogni opera, che volutamente suscita, come prima reazione, un senso di familiarit\u00e0\u00a0rispetto al quotidiano, successivamente si insinua anche un senso d\u2019incertezza: l\u2019attenzione richiesta al pubblico rappresenta la materia prima per Leandro Erlich e solo il pubblico ne completa l\u2019opera.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Le installazioni di Erlich nei musei di tutto il mondo hanno svelato livelli di lettura stratificati e complessi. Il linguaggio dell&#8217;interattivit\u00e0, unito alla portata dei social media, permette alla sua azione artistica di espandersi ben oltre le mura delle istituzioni. Erlich presenta immagini esplicite di una condizione attuale esortando cos\u00ec\u00a0il visitatore a riconoscere il proprio squilibrio, l&#8217;esclusione e l&#8217;auto fascinazione.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Il percorso espositivo inizia a sorprendere gi\u00e0 nel Cortile di Palazzo Reale, dove \u00e8 allestita la monumentale installazione site-specific\u00a0<b><i>B\u00e2timent<\/i><\/b>, creata nel 2004 per la Nuit Blanche di Parigi. Da allora \u00e8 stata presentata in tutto il mondo, adattandosi alle caratteristiche dell\u2019architettura locale. Il meccanismo espositivo \u00e8 tuttavia sempre lo stesso: appoggiata orizzontalmente a terra \u00e8 posizionata la riproduzione della facciata di un edificio, con balconi, nicchie, fregi, tettoie. I visitatori si \u201cappendono\u201d virtualmente alle decorazioni e un grande specchio inclinato a 45 gradi riflette l\u2019immagine a terra su un piano verticale, dando l\u2019illusione di una facciata reale e la sensazione che la legge di gravit\u00e0 non esista pi\u00f9.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Le installazioni proseguono nelle sale al piano terra di Palazzo Reale.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><b><i>Elevator Pitch<\/i><\/b>\u00a0(2011) invoca il tipo di scenari fantastici che un protagonista potrebbe affrontare in un racconto di Jorge Luis Borges. Anonime porte d&#8217;ascensore costruite in una parete che sembravano abbastanza irrilevanti fino a quando non si sono aperte accompagnate dal ripetitivo, caratteristico rintocco, vera allegoria della circolarit\u00e0 della vita. L\u2019apertura delle porte svela una cabina piena di passeggeri di ogni tipo, impegnati in situazioni diverse, disinteressati alla nostra presenza rendendo il nostro sguardo invisibile; nessuno scende, nessuno sale, il rapporto con la vita degli altri \u00e8 solo apparentemente prossimo. Poich\u00e9 a ciascuna opera \u00e8 stata riservata una propria stanza nella galleria, queste dialogano direttamente con l\u2019architettura, operando al meglio come distorsioni spaziali di rimando metafisico.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>Window Captive Reflection<\/i><\/b><i>\u00a0<\/i>(2013) rappresenta la routine e l&#8217;atmosfera statica all&#8217;interno di un atelier, sovrapposta a vedute della vegetazione esterna. La giustapposizione di un doppio riflesso, in cui si percepiscono i dettagli dello spazio interno unito all&#8217;ondeggiare degli alberi del giardino, richiama la memoria che il vetro contiene. Ci\u00f2 che si vede, insieme a ci\u00f2 che si percepisce, pone lo spettatore di fronte a uno spazio \u201caltro&#8221; che imprigiona nel riflesso non solo immagini ma anche il tempo. Associare dualismi opposti, come uno stato di riflessione con uno stato di azione, \u00e8 caratteristico del linguaggio di Erlich. Ma sono condizioni solamente apparenti.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>The Cloud<\/i><\/b>\u00a0(2018): una delle tendenze dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 quella di cercare di aggiungere ordine e forma a ci\u00f2 che non c&#8217;\u00e8, come nel caso delle stelle disposte a caso e organizzate in costellazioni. Disorientamento e smarrimento percettivo sono caratteristiche costanti dell&#8217;opera di Erlich, che si &#8220;diverte&#8221; a creare immagini che scatenano nell&#8217;osservatore sensazioni illusorie. Quasi a voler catturare l&#8217;impalpabile, Erlich presenta diverse nuvole che fluttuanti in imponenti vetrine come in un gabinetto di curiosit\u00e0. Allo stesso modo, fin dall&#8217;antichit\u00e0 abbiamo immaginato varie forme nelle nuvole, che cambiano continuamente, intraprendendo attraverso le loro continue mutazioni un viaggio onirico. Una volta fuori, viene naturale alzare lo sguardo e osservare il cielo che, secondo l&#8217;artista, con le sue luci, forme e colori condiziona la percezione che ognuno di noi ha della propria citt\u00e0.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><b><i><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/>Rain<\/i><\/b><i>\u00a0<\/i>(1999) fu realizzata per la prima volta in occasione della Biennale Whitney del 2000 a New York e sfida ingegnosamente la convenzione accettata secondo cui solo all&#8217;aperto pu\u00f2 piovere in modo torrenziale. L&#8217;opera consiste in un falso esterno sotto forma di una messinscena realizzata con un muro di mattoni e finestre, contro cui le gocce di pioggia ingegnerizzate si disperdono con forza, mentre i lampi illuminano il cielo. Oltre al disorientamento, caratteristico dell\u2019opera di Erlich, di vedere uno spazio esterno dall&#8217;interno, l&#8217;opera genera strane e inquietanti sensazioni di malinconia e spavento radicate nella condizione di una pioggia che non conosce soluzioni di continuit\u00e0.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">In\u00a0<b><i>Port of reflections<\/i><\/b>\u00a0(2014), tre barche sembrano galleggiare sull&#8217;acqua. In realt\u00e0, quest&#8217;installazione utilizza un computer per calcolare il modo in cui una barca dondola sull&#8217;acqua, per poi ricrearne con precisione l\u2019aspetto e le movenze. Percepiamo l&#8217;opera in questo modo perch\u00e9 crediamo che una barca sia qualcosa che galleggia sull&#8217;acqua. In questo modo, l&#8217;opera ci aiuta a capire quanto vediamo le cose attraverso la lente dei nostri preconcetti e stereotipi. La &#8220;riflessione&#8221; del titolo va oltre la sua dimensione sensoriale, stimolando un ragionamento sul rapporto tra immagine e realt\u00e0: come in opere quali\u00a0<i>Subway<\/i>,\u00a0<i>Global Express<\/i>,\u00a0<i>El Avion<\/i>,\u00a0<i>Port of Reflection\u00a0<\/i>ci ricorda che ci moviamo senza sosta, siamo sempre in transito su una barca, allegoria del percorso di vita, come Ulisse nel suo ritorno a Itaca.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Chiunque abbia viaggiato su un volo notturno che attraversa pi\u00f9 fusi orari ha probabilmente familiarit\u00e0 con la sensazione di stasi e disorientamento associata al risveglio.\u00a0<b><i>Night Flight<\/i><\/b><i>\u00a0<\/i>(2015) \u2013 cos\u00ec come\u00a0<b><i>El Avi\u00f3n<\/i><\/b>\u00a0(2011) \u2013 induce questo senso di sogno riproducendo una veduta notturna della superficie terrestre dal finestrino di un volo passeggeri. La meraviglia e annoiata inquietudine che accompagnano i lunghi voli, vengono evocate attraverso questa simulazione convincente all&#8217;interno di un museo per generare un momentaneo dubbio sul fatto che si stia vedendo o meno il vero panorama da chilometri sopra la superficie terrestre.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Uno dei temi ricorrenti di Erlich \u00e8 la persistenza di mondi nascosti dietro la facciata comune e a volte insipida della normalit\u00e0. Come spesso avviene, al primo sguardo\u00a0<b><i>The View<\/i><\/b><i>\u00a0<\/i>(1997-2005) non offre nulla di pi\u00f9 insolito di un paio di finestre adiacenti alla cucina, con le persiane semiaperte. Avvicinandosi e scrutando attraverso le persiane, appare l&#8217;immagine della parete posteriore del condominio vicino. Siamo in un&#8217;ora serale imprecisata e pi\u00f9 di una dozzina di vicino stanno tutti svolgendo i loro vari rituali: vestirsi, lavarsi, cucinare, mangiare o guardare la TV. Un voyeurismo tanto manifesto da creare l&#8217;illusione di una sorveglianza continua. Tuttavia, l&#8217;illusione \u00e8 cos\u00ec irresistibile da accendere l&#8217;esperienza di un piacere proibito nell&#8217;osservare ci\u00f2 che fanno i propri vicini senza il timore di essere colti sul fatto.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>Ascensor<\/i><\/b><b>\u00a0<\/b>(1995) e<b>\u00a0<i>Lifted Lift<\/i>\u00a0<\/b>(2019)<b>\u00a0<\/b>sono ascensori che non salgono n\u00e9 scendono: spogliati delle loro funzioni, la curiosit\u00e0 ci impone di scrutare all&#8217;interno, portandoci a una duplice combinazione di sorprese. La prima \u00e8 la vista verso il basso, che si estende all&#8217;infinito sotto il pavimento che induce la seconda, la consapevolezza che questo spazio in realt\u00e0 non possa esistere. Il mondo immaginario che\u00a0<i>Lift\u00a0<\/i>crea si basa sull&#8217;idea che gli spettatori si aspettino in qualche modo, quando guardano al suo interno, di scorgere un vano ascensore segreto che corre sotto il pavimento del museo: quest\u2019opera \u00e8 la prova diretta che le leggi della natura sono state momentaneamente sospese, permettendo alla percezione di prevalere sulla logica. Ogni sorpresa \u00e8, a suo modo, un caso di spazio liminale che agisce per correggere o minare la prospettiva dominante del momento: dalla realt\u00e0 alla fantasia, o dall&#8217;illusione alla rivelazione.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">In\u00a0<b><i>Global Express<\/i><\/b>\u00a0(2011), i paesaggi urbani scorrono oltre quello che sembra essere il finestrino di una metropolitana o di un treno sopraelevato. Mentre osserviamo le immagini, possiamo percepire la cadenza incalzante del viaggio, osservando una citt\u00e0 iconica (Tokyo) trasformarsi senza soluzione di continuit\u00e0 in un&#8217;altra (New York) e poi in un&#8217;altra ancora (Parigi). Global Express rivela i monumenti e i segni architettonici che identifichiamo con ogni citt\u00e0. Intrecciati tra loro come un evento simultaneo, sperimentiamo ci\u00f2 che la tecnologia ci offre ogni giorno: la capacit\u00e0 di attraversare distanze impossibili in millisecondi. Architetto dell&#8217;incerto, Leandro Erlich crea spazi dai confini fluidi e instabili. Il video ci lascia la sensazione di aver fatto un viaggio unico, in cui pi\u00f9 metropoli si fondono in un unico reel globale.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>Lost Garden<\/i><\/b>\u00a0(2013), sfruttando l\u2019architettura dello spazio, consiste in una costruzione triangolare con due finestre sulla facciata e un giardino al suo interno. Nelle parole dell&#8217;artista, Lost Garden (2009) aspira a creare profondit\u00e0 nell&#8217;esperienza banale degli spazi quotidiani, suggerendo uno stato di nostalgia permanente. Come in altre opere di Erlich, lo spettatore \u00e8 intrappolato in un gioco di percezione scultorea e di\u00a0<i>trompe l\u2019oeil<\/i>, perfino quando l&#8217;aspetto esterno dell&#8217;opera contraddice ci\u00f2 che percepiamo del suo interno. Il riferimento del titolo a &#8220;ci\u00f2 che \u00e8 perduto&#8221; contrasta con l&#8217;immagine idilliaca e paradisiaca del giardino, trasformando l&#8217;opera in una metafora del desiderio di recuperare e immortalare il passato.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>Changing<\/i><\/b>\u00a0(2008). Quando il pubblico entra nel camerino elegantemente arredato, trova gli specchi figura intera installati su tre lati. Ma questi specchi si estendono in lontananza creando spazio, piuttosto che mostrare il nostro riflesso. Entrate nello spogliatoio e scoprire che \u00e8 collegato a un altro spogliatoio in fondo che magari riflette la vostra immagine attraverso altri specchi. Si potrebbe persino incontrare uno sconosciuto che appare improvvisamente nello specchio di uno spogliatoio vicino. Attraverso questo giorno di illusioni e vuoti, i camerini proliferano come un labirinto dai confini indefiniti. La confusione e la paura di perdersi si dissolvono a favore della meraviglia dell\u2019incontro. Proprio come Alice che si perde nello specchio e non \u00e8 pi\u00f9 in grado di distinguere tra questo e quell&#8217;altro lato dello specchio, tra s\u00e9 e l&#8217;altro, noi ci perdiamo in un labirinto intrecciato di non uno, ma ben 30 spogliatoi.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>Staircase<\/i><\/b><b>\u00a0<\/b>(2005)<b>\u00a0<\/b>sembra una scala a chiocciola a grandezza naturale, compresa la tromba delle scale, e poi ruotata di 90 gradi. Sebbene lo spettatore stia guardando un&#8217;opera d&#8217;arte in verticale dal pavimento, viene colto dall&#8217;illusione ottica di sbirciare in una tromba delle scale rivolta verso il basso. Le altre persone sulle scale possono essere viste guardando di lato, non verso l&#8217;alto, il che rafforza ulteriormente un\u2019esperienza dai tratti inquietanti. Con quest&#8217;opera, che elimina il ruolo di una scala per far salire e scendere le persone, Erlich libera la struttura architettonica dalla sua funzione originale, trasformandola attraverso la sua sovversione percettiva, in un&#8217;opera d&#8217;arte autonoma.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\">Una delle prime sculture video di Erlich \u00e8<b><i>\u00a0Subway<\/i>\u00a0<\/b>(2009) dove immagini in movimento introducono un&#8217;ambientazione virtuale, uno spazio altro trasportato in galleria. Come El Avi\u00f3n e Global Express (entrambi del 2011), questa installazione invoca il ritmo ipnotico del viaggio e del transito ma la funzione delle immagini \u00e8 meno narrativa a favore di un\u2019illusione spaziale: Le sequenze audiovisive, spesso mute, sono regolate secondo i parametri della verosimiglianza cinematografica, perch\u00e9 \u00e8 questo che ce le fa percepire come realistiche. Una sorta di temporalit\u00e0 ciclica e ripetitiva in cui l&#8217;interesse per la progressione delle immagini inizia a dissolversi come per esempio in Elevator Pitch (2011).<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>Traffic jam &#8211; Order of importance<\/i><\/b><b>\u00a0<\/b>(2018) presenta una veduta di sculture ricoperte di sabbia di auto e camion, disposte in modo tale da assomigliare a un ingorgo nel tentativo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sulla crisi del cambiamento climatico. Due file di veicoli divise da uno spartitraffico dove la maggior parte dei veicoli \u00e8 parzialmente sepolta nella sabbia, per dare l&#8217;impressione di essere sommersa &#8211; un riferimento all&#8217;innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento globale. &#8220;Il cambiamento climatico e le sue conseguenze non sono pi\u00f9 una questione di prospettiva o di opinione&#8221;, ha dichiarato Erlich. &#8220;La crisi climatica \u00e8 diventata un problema oggettivo che richiede soluzioni immediate\u201d. Come un&#8217;immagine di una Pompei contemporanea o una reliquia del futuro, l\u2019opera allude anche alla nostra fragile posizione nel grande equilibrio universale.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>Classroom<\/i><\/b><b>\u00a0<\/b>(2017)<b>\u00a0<\/b>\u00e8 una installazione interattiva che pone il pubblico di fronte a due stanze di proporzioni identiche divise da un vetro. La prima stanza \u00e8 disadorna e tematicamente neutra, con semplici panche scure che inviato a sedersi, ma la stanza, dall&#8217;altra parte della finestra, \u00e8 una minuziosa simulazione di un&#8217;aula scolastica fatiscente, chiusa e congelata nel tempo. Quando gli spettatori entrano, si riflettono nel vetro e appaiono come fantasmi nella stanza dall&#8217;altra parte. In questo modo, diventano come le apparizioni del passato, un invito ad attingere ai propri ricordi personali e alla propria immaginazione per tornare, da adulti, a una scena archetipica dell\u2019infanzia. Mentre gli spettatori si godono l&#8217;atmosfera che questa illusione evoca, si confrontano anche con una visione del futuro sollevata dai loro ricordi e dalle loro storie d&#8217;infanzia, nonch\u00e9 con i problemi di calo della natalit\u00e0 e della popolazione con cui l\u2019Occidente si confronta oggi.<\/span><br aria-hidden=\"true\" \/><br aria-hidden=\"true\" \/><span style=\"font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;\"><b><i>Hair salon<\/i><\/b>\u00a0(2017), sebbene sembri una ricostruzione di un salone da parrucchiere con specchi e sedie ordinate, presenta delle sorprese. Alcuni specchi non mostrano i riflessi cosi come siamo abituati: non vediamo noi stessi, ma piuttosto persone che non sono nemmeno presenti nella stanza, che ci guardano disorientati quanto noi. In effetti, dall&#8217;altra parte di quello che pensiamo sia lo specchio c&#8217;\u00e8 uno spazio completamente diverso. Erlich fa leva sulla nostra aspettativa che lo specchio mostri il nostro volto, mentre in realt\u00e0 lo &#8220;specchio&#8221; \u00e8 solo una cornice che separa un altro spazio vuoto, in un gioco percettivo di pieni e vuoti comune all\u2019artista.<\/span><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Informazioni e prenotazioni<\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">T +39 02 892 99 21<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><a class=\"x_moz-txt-link-abbreviated\" href=\"http:\/\/www.palazzorealemilano.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\" data-linkindex=\"2\">www.palazzorealemilano.it<\/a><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><a class=\"x_moz-txt-link-abbreviated\" href=\"http:\/\/www.arthemisia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\" data-linkindex=\"3\">www.arthemisia.it<\/a><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Hashtag ufficiale<\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">#ErlichMilano<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Biglietti<\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Open\u00a0<\/b>\u20ac 17,00<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Intero\u00a0<\/b>\u20ac 15,00<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Ridotto\u00a0<\/b>\u20ac 13,00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 22\u00a0aprile \u2013 4 ottobre 2023\u00a0 Dal\u00a022\u00a0aprile\u00a0Palazzo Reale\u00a0a\u00a0Milano\u00a0accoglie per la\u00a0prima volta in Europa\u00a0un\u2019ampia monografica di una delle maggiori figure di spicco della scena artistica internazionale:\u00a0Leandro Erlich.La mostra\u00a0Leandro Erlich. 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