
{"id":73821,"date":"2020-01-16T22:23:48","date_gmt":"2020-01-16T20:23:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=73821"},"modified":"2020-01-16T22:23:48","modified_gmt":"2020-01-16T20:23:48","slug":"filarmonica-della-scala-lottava-e-la-quinta-dirette-da-chailly-verso-il-tutto-esaurito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/73821\/musica\/filarmonica-della-scala-lottava-e-la-quinta-dirette-da-chailly-verso-il-tutto-esaurito.html","title":{"rendered":"Filarmonica della Scala L\u2019Ottava e la Quinta dirette da Chailly verso il tutto esaurito"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-73822\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2020\/01\/5e40ffd5-2943-4407-ae3f-994cb2e59fc2-500x281.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2020\/01\/5e40ffd5-2943-4407-ae3f-994cb2e59fc2-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2020\/01\/5e40ffd5-2943-4407-ae3f-994cb2e59fc2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2020\/01\/5e40ffd5-2943-4407-ae3f-994cb2e59fc2-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2020\/01\/5e40ffd5-2943-4407-ae3f-994cb2e59fc2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><strong>L\u2019<em>Ottava<\/em> e la <em>Quinta<\/em> dirette da Chailly verso il tutto esaurito<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pochissimi posti residui per le tre serate della Stagione Sinfonica in cui il Maestro presenta l\u2019Ouverture Egmont e le Sinfonie n\u00b0 8 e 5. Il programma sar\u00e0 replicato dal Maestro con la Filarmonica della Scala a Colonia, Anversa, Essen e Parigi dal 22 al 28 gennaio.<\/strong><\/p>\n<p>Gioved\u00ec 16, venerd\u00ec 17 e domenica 19 gennaio Riccardo Chailly torna sul podio a una settimana dall\u2019ultima rappresentazione di <em>Tosca <\/em>per una tappa fondamentale dell\u2019integrale beethoveniana intrapresa con i complessi scaligeri in occasione del 250 anniversario della nascita del compositore. Saranno eseguite infatti insieme all\u2019ouverture <em>Egmont<\/em> la Sinfonia n\u00b08, approdo di un Beethoven innovatore e sfida tecnica per qualsiasi orchestra, e la celeberrima Sinfonia n\u00b05. Il Maestro ha coinvolto Coro e Orchestra del Teatro alla Scala, Filarmonica della Scala e Orchestra dell\u2019Accademia Teatro alla Scala in un progetto di integrale sinfonica (da settembre 2019 a giugno 2020) in cui alle sinfonie sono accostate altre opere dello stesso Beethoven, dall\u2019Ouverture da <em>Egmont<\/em> al <em>Concerto per violino<\/em> con Leonidas Kavakos, e pagine di Mahler (la Quarta con Christiane Karg) e Luciano Chailly (la <em>Sonata tritematica n. 4<\/em> su testi di Lucrezio).\u00a0 Il rapporto di Chailly con Beethoven \u00e8 la storia di una vita, ma solo nel 2011 il Maestro ha deciso di offrire al disco un\u2019integrale sinfonica con il Gewandhaus di Lipsia, la pi\u00f9 antica orchestra d\u2019Europa di cui era Direttore Musicale e la cui tradizione beethoveniana si radicava nelle letture di Mendelssohn. La scelta di allora, maturata in anni di studio, esperienza e riflessione, era stata quella di tornare al dettato beethoveniano eliminando convenzioni e abitudini sedimentate in due secoli di tradizione esecutiva, rispettando alla lettera la partitura inclusi i metronomi d\u2019autore, notevolmente pi\u00f9 rapidi di quelli abituali. Tornava cos\u00ec alla luce un Beethoven autentico, anticonvenzionale e spavaldamente contemporaneo, sebbene non privo di precursori, il pi\u00f9 illustre dei quali \u00e8 stato un altro Direttore Musicale scaligero: Arturo Toscanini.<\/p>\n<p>Sulle tre serate alla Scala restano solo pochissimi posti e all\u2019entusiasmo del pubblico milanese corrisponde un impegno altrettanto importante all\u2019estero. Riccardo Chailly presenter\u00e0 infatti il medesimo programma nel corso della prossima tourn\u00e9e europea della Filarmonica della Scala (dal 22 al 28 gennaio) con tappe a Colonia (22 gennaio), Anversa (23 gennaio), Essen (24 gennaio) e Parigi (27 gennaio; nei concerti a Lussemburgo il 25 e a Parigi il 28 saranno eseguiti invece il Concerto per violino con Renaud Capu\u00e7on e i Quadri di un\u2019esposizione di Musorgskij). Il programma con le Sinfonie n\u00b0 8 e 5 torner\u00e0 il 27 aprile alla Elbphilharmonie di Amburgo, mentre nei giorni seguenti la Filarmonica eseguir\u00e0 la Sesta e il concerto per violino a Norimberga, Monaco e Friburgo. Il riconoscimento internazionale del Maestro (che \u00e8 stato da poco nominato Artiste de l\u2019ann\u00e9e dalla rivista francese Diapason) e dell\u2019orchestra permette oggi alla Filarmonica della Scala di celebrare orgogliosamente Beethoven nell\u2019anno del duecentocinquantenario in alcune delle pi\u00f9 prestigiose sale europee.<\/p>\n<p>Riprendiamo di seguito alcuni brani dell\u2019intervista rilasciata da Riccardo Chailly al giornalista britannico James Jolly in occasione dell\u2019incisione dell\u2019integrale delle sinfonie con il Grewandhausorchester.<\/p>\n<p><strong>Sinfonia n. 8 in fa magg. op. 93<\/strong><\/p>\n<p><strong>JJ:<\/strong> Credo che per molti l\u2019ottava sia una sinfonia che attira perch\u00e9 \u00e8 breve e ha un\u2019atmosfera leggera. Alcune persone la percepiscono come una sorta di respiro prima dell\u2019immensa opera con la quale Beethoven concluse il suo lavoro sinfonico\u2026 cosa ne pensa?<\/p>\n<p><strong>RC:<\/strong> Adoro questo lavoro. Se si comincia il primo movimento completamente <em>alla breve<\/em>, cosa che dovrebbe essere fatta, speriamo da sempre pi\u00f9 direttori, con 69 battiti, penso che il pezzo si trasformi in qualcosa che ha molto dello spirito della musica da ballo. E poi c&#8217;\u00e8 il delizioso secondo movimento, uno <em>Scherzo<\/em>. Ma il finale \u00e8 il punto pi\u00f9 l&#8217;estremo in tutte le nove sinfonie. Il metronomo \u00e8 quasi paradossale, 84 a battuta, che \u00e8 davvero al limite per l\u2019esecutore. Anzi oltrepassa un po\u2019 il limite. E nonostante gli archi debbano suonare le terzine in modo incredibilmente veloce, il risultato del terzo movimento \u00e8 bello e naturale. Neppure Toscanini, stranamente, si \u00e8 avvicinato al metronomo originale nel finale. Alla fine credo che Beethoven, anche se all&#8217;inizio potrebbe sembrare folle e provocatorio, non fosse estremo. C\u2019era solo il desiderio di ottenere il risultato che voleva dall\u2019orchestra.<\/p>\n<p><strong>Sinfonia n. 5 in do min. op. 67<\/strong><\/p>\n<p><strong>RC:<\/strong> Quello che ho cercato di ottenere con la Sinfonia n. 5 \u00e8 il senso di un destino inevitabile, il che musicalmente significa che non si pu\u00f2 suonare rallentando. Non c&#8217;\u00e8 mai alcuna variazione di tempo scritta nell\u2019intero primo movimento ad eccezione di un solo passaggio marcato Adagio nella cadenza dell&#8217;oboe. Tutto il resto \u00e8 in tempo unico. E questo \u00e8 ci\u00f2 che sto cercando di ottenere davvero, non solo la velocit\u00e0 originale ma anche la non flessibilit\u00e0, il senso di ossessione e quasi di condanna; occorre resistere alla tentazione di indulgere nei \u201critenuto\u201d. \u00c8 molto difficile da ottenere, potrebbe sembrare molto facile dire semplicemente \u201cfacciamo in tempo unico\u201d, ma nella pratica non lo \u00e8 affatto. Con qualsiasi orchestra al mondo si esegue la n.5 si correr\u00e0 in modo razionale, e molto spesso irrazionale, nelle trappole di \u201crallentando\u201d non scritti.<\/p>\n<p><strong>JJ:<\/strong> L\u2019inizio \u00e8 difficile?<\/p>\n<p>Molto. Molto difficile tecnicamente. Ricordo di aver fatto un corso estivo di direzione d&#8217;orchestra a Siena con il leggendario Maestro Franco Ferrara. Il suo insegnamento si concentrava, quasi ogni giorno, sullo stesso punto: &#8220;esegui per favore l&#8217;inizio della n. 5&#8221;. Lui era sempre fermo nel dire: &#8220;ricorda, \u00e8 come il rimbalzo di una palla, il movimento di una palla che lanci sul pavimento e di cui vedi il battere, cui seguono i successivi rimbalzi: la velocit\u00e0 naturale e la distanza del rimbalzo dovrebbero corrispondere al chiaro levare della mano destra del direttore per rendere il ritmo dell\u2019inizio della Quinta, che in effetti \u00e8 molto difficile da ottenere. Alla fine del primo movimento, alle battute 463 e 464, il primo corno riprende la prima cellula di sol-sol-sol-mi; sol-sol-sol-mi due volte pi\u00f9 lentamente. Questo \u00e8 il punto focale per dimostrare se le scelte di tempo sono giuste o sbagliate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Ottava e la Quinta dirette da Chailly verso il tutto esaurito Pochissimi posti residui per le tre serate della Stagione Sinfonica in cui il Maestro presenta l\u2019Ouverture Egmont e le Sinfonie n\u00b0 8 e 5. 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