
{"id":7374,"date":"2010-08-03T09:43:24","date_gmt":"2010-08-03T07:43:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=7374"},"modified":"2010-08-03T09:45:15","modified_gmt":"2010-08-03T07:45:15","slug":"enrico-baj-dalla-materia-alla-figura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/7374\/arte\/enrico-baj-dalla-materia-alla-figura.html","title":{"rendered":"Enrico Baj: dalla materia alla figura"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 16pt\"><font>Castello Pasquini, Castiglioncello (Li) <\/font><\/span> <\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 16pt\"><font>10 luglio &#8211; 26 settembre 2010<\/font><\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 16pt\"><font> <\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">Con il Patrocinio della Regione Toscana,<\/span><span style=\"font-size: 12pt\"> <\/span><span style=\"font-size: 12pt\">dal 10 luglio al 26 settembre 2010 le sale del Castello Pasquini, a Castiglioncello, ospiteranno la mostra <em>&ldquo;Enrico Baj: dalla materia alla figura&rdquo;.<\/em><\/span><\/h2>\n<p> <font>&nbsp;<\/font><font><strong>L&rsquo;iniziativa, promossa dal Comune di Rosignano Marittimo, con la collaborazione dell&rsquo;associazione &ldquo;Il Valore del Segno&rdquo;<\/strong> &#8211; che festegger&agrave; con questo evento i venti anni di attivit&agrave;, interamente dedicati a diffondere sul territorio l&rsquo;operato di alcuni tra i maggiori protagonisti dell&rsquo;arte contemporanea italiana &#8211; <strong>rappresenta un appuntamento espositivo finalizzato ad indagare un momento cruciale dello sviluppo creativo di Enrico Baj, ovvero l&rsquo;iniziale approccio con la sostanza pittorica e la successiva trasformazione di quest&rsquo;ultima in immagine.<\/strong><\/font><font>&nbsp;<\/font> <\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font><strong>L&rsquo;esposizione, curata da Luciano Caprile e Roberta Cerini Baj, si articola in sei sezioni e raccoglie 77 opere <\/strong>eseguite dal maestro milanese a partire dal 1951 (anno di fondazione del <em>Movimento Nucleare<\/em><span>) fino agli anni &rsquo;90, periodo in cui i concetti di &ldquo;materia&rdquo; e &ldquo;figura&rdquo;, che avevano precedentemente interessato l&rsquo;elemento pittorico, danno vita a &ldquo;maschere tribali&rdquo; e &ldquo;totem&rdquo; in cui <\/span>l&rsquo; &ldquo;objet trouv&eacute;&rdquo; partecipa a pieno al gioco compositivo dell&rsquo;artista.<\/font><\/p>\n<p> <font>&nbsp;<\/font> <\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>Quando Baj fonda con Sergio Dangelo il <em>Movimento Nucleare <\/em>il pensiero &egrave; rivolto al <em>De Rerum Natura <\/em>di Lucrezio e soprattutto al rischio di catastrofe atomica che incombeva sul nostro pianeta appena uscito dalla guerra. Le opere di quegli anni evocano un mondo devastato dall&rsquo;immane tragedia, propongono un <em>day after<\/em> che ha cancellato l&rsquo;umanit&agrave; o l&rsquo;ha trasformata in un rinnovabile incubo. <\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>Questo clima accoglie i visitatori nelle <strong>prime due sale<\/strong> a partire da <em>Due figure atomizzate<\/em>, un olio e smalto su tela del 1951 esibito nel 2001 al Palazzo delle Esposizioni di Roma e nel 2008 al Victoria &amp; Albert Museum di Londra, tanto per citare le manifestazioni pi&ugrave; recenti. Gi&agrave; da questo primo lavoro emerge un inquietante processo metamorfico volto a interessare la stessa sostanza pittorica che promuove forme umanoidi o zoomorfe in un&rsquo;atmosfera livida di colature e di umori. La mostruosa <em>Zia Vannia<\/em> del 1955 nasce da l&igrave; e lo stesso Baj non esita a escogitare nel 1956 un <em>Autoritratto<\/em> che lievita da un impasto informale.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>Il passo successivo ci viene offerto dalla <strong>terza sala<\/strong> dove compaiono le &ldquo;montagne&rdquo; emerse da un magma in continuo divenire scandito da elementi vitali a mimare occhi e volti. <\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>Poco alla volta questa trasformazione sostanziale conquista il profilo di un corpo ancora indistinto come si evince dalle opere esposte nel <strong>quarto ambiente<\/strong>. L&rsquo;idea dei &ldquo;generali&rdquo; nasce da l&igrave; e da l&igrave; deriva il loro atteggiamento prevaricatore, come se il concetto di violenza e di distruzione fosse insito nel loro corredo cromosomico. <em>G&eacute;n&eacute;ral se promenant avec son petit chien<\/em> del 1960 &egrave; una delle opere pi&ugrave; significative dell&rsquo;intera rassegna non solo e non tanto per le sue dimensioni (cm 180 x 200) ma soprattutto per l&rsquo;incisiva causticit&agrave; narrativa: lo stesso anno della sua realizzazione &egrave; stato ospitato al Mus&eacute;e d&rsquo;Art Moderne de la Ville de Paris in occasione del XVI Salon de Mai. Da parte sua <em>Georges Grenville, Marquis de Buckingham <\/em>del 1963 ripone nell&rsquo;ampollosit&agrave; del titolo nobiliare la risibile essenza della sua persona. A quest&rsquo;ultima immagine possiamo idealmente e degnamente affiancare <em>Zita de Bourbon-Parme, Imp&eacute;ratrice d&rsquo;Autriche<\/em>, paladina di tutte le &ldquo;dame&rdquo; vestite di frivolezza e di vacuit&agrave;. Quindi due tipici &ldquo;generali&rdquo; del 1975 concludono con belluina arroganza militare la <strong>quinta stazione<\/strong>.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>La conquista della figura si associa ora al trionfo dell&rsquo;ornamento che non diventa mai un elemento puramente decorativo, ma entra nel carattere degli effigiati. Qualunque oggetto pu&ograve; partecipare al gioco compositivo dell&rsquo;artista: due quadranti di orologio (si vedano gli ultimi &ldquo;generali&rdquo;) forniscono la rotondit&agrave; di uno sguardo, mentre una rondella pu&ograve; indicare efficacemente il moto di stupefazione di una bocca; il naso promuove invece il destino aguzzo di un frammento di legno (&egrave; il caso di <em>Zita<\/em>). E poi ci sono le medaglie, le nappe e le passamanerie ad accendere ulteriori occasioni di stupefacente narrazione.<\/font><\/p>\n<p> <font>&nbsp;<\/font> <\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>Il successivo percorso creativo di Enrico Baj ha sempre inteso coniugare il piacere ludico (ovvero il piacere di stupirsi e di stupire il prossimo) a una severa disamina della societ&agrave; che ci circonda e che sembra continuamente attirata da una masochistica vocazione per la catastrofe. Seguendo la traccia iniziale che chiama in causa la &ldquo;materia&rdquo; e la &ldquo;figura&rdquo; si perviene all&rsquo;<strong>ultima, coloratissima sala <\/strong>che raduna le &ldquo;maschere tribali&rdquo; e i &ldquo;totem&rdquo; in cui la pratica del &ldquo;ready made&rdquo; diventa l&rsquo;ennesimo pretesto per una disamina dei comportamenti umani, capaci di mescolare nello stesso tempo una tecnologia sempre pi&ugrave; sofisticata ad atteggiamenti regressivi. Cos&igrave; <em>Attkuyu <\/em>pu&ograve; inalberare un telefono cellulare mentre il bifronte <em>Luigi XV e Madama Pompadura<\/em> si fa trapanare il cranio da una lama.<\/font><\/p>\n<p> <font>&nbsp;<\/font> <\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>A ribadire il rapporto di Baj con i vari materiali da tradurre in curiosi personaggi o in seducenti forme, compaiono <strong>nelle vetrine<\/strong> i &ldquo;meccani&rdquo;, i &ldquo;lego&rdquo;, le &ldquo;plastiche&rdquo;, i &ldquo;mobili&rdquo;, gli &ldquo;specchi&rdquo;.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>La mostra raduna dunque una serie di opere che hanno contrassegnato il cammino del maestro milanese, contraddistinto da importanti tappe museali sia in Italia che all&rsquo;estero. <\/font><\/p>\n<p><font>&nbsp;<\/font><strong><font>&nbsp;<\/font><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\">&nbsp;<\/span><strong><span style=\"font-size: 10pt\">Informazioni:<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Ufficio Cultura<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Comune di Rosignano M.mo <\/span><span style=\"font-size: 10pt\">Tel. 0586 724.395\/.496 fax 0586 724.286 <\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"mailto:c.bellucci@comune.rosignano.livorno.it\">c.bellucci@comune.rosignano.livorno.it<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"mailto:c.fantoni@comune.rosignano.livorno.it\">c.fantoni@comune.rosignano.livorno.it<\/a><\/span><strong><span style=\"font-size: 10pt\">&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><span style=\"font-size: 10pt\">Centro per l&rsquo;Arte Diego Martelli<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"> Tel. 0586 759012 (in orario mostra)<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"http:\/\/www.comune.rosignano.livorno.it\/\">www.comune.rosignano.livorno.it<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\" align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p> <\/font><\/span>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Castello Pasquini, Castiglioncello (Li) 10 luglio &#8211; 26 settembre 2010 Con il Patrocinio della Regione Toscana, dal 10 luglio al 26 settembre 2010 le sale del Castello Pasquini, a Castiglioncello, ospiteranno la mostra &ldquo;Enrico Baj: dalla materia alla figura&rdquo;. &nbsp;L&rsquo;iniziativa, promossa dal Comune di Rosignano Marittimo, con la collaborazione dell&rsquo;associazione &ldquo;Il Valore del Segno&rdquo; &#8211; &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/7374\/arte\/enrico-baj-dalla-materia-alla-figura.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Enrico Baj: dalla materia alla figura<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2185,605,2186],"class_list":["post-7374","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-baj","tag-mostre-in-italia","tag-rosignano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7374","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7374"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7374\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7376,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7374\/revisions\/7376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}