
{"id":7356,"date":"2010-08-03T08:34:15","date_gmt":"2010-08-03T06:34:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=7356"},"modified":"2010-08-03T08:34:15","modified_gmt":"2010-08-03T06:34:15","slug":"torna-in-italia-esposta-alla-fondazione-sorlini-la-prima-opera-firmata-di-vittore-carpaccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/7356\/arte\/torna-in-italia-esposta-alla-fondazione-sorlini-la-prima-opera-firmata-di-vittore-carpaccio.html","title":{"rendered":"Torna in Italia, esposta alla Fondazione Sorlini, la prima opera firmata di Vittore Carpaccio"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14px\"><strong>Torna definitivamente in Italia<\/strong> e sar&agrave; esposta &nbsp;al pubblico grazie alla Fondazione Sorlini &#8211; che nella Pinacoteca allestita nel seicentesco Palazzo di Carzago di Calvagese, in provincia di Brescia, ha da alcuni anni reso accessibile buona parte della collezione di Luciano Sorlini &#8211; la &ldquo;prima&rdquo; opera di Vittore Carpaccio (Venezia, 1465 circa &ndash; 1525\/1526):&nbsp; una <strong>preziosa tavola giovanile<\/strong> che la critica, unanimemente, <strong>attribuisce al grande artista<\/strong> veneziano, ponendola <strong>agli esordi del suo operato<\/strong>.<br \/> &nbsp;<br \/> La tavola, raffigurante il <em>Salvator Mundi tra quatto santi<\/em> con visibile la firma VETOR SCARPAZO &#8211; &nbsp;proveniente da una collezione di New York e passata poi in una propriet&agrave; londinese &#8211;&nbsp;&nbsp; era stata posta <strong>in apertura del <em>corpus<\/em> carpaccesco<\/strong> da Giuseppe Fiocco, che nella sua prima monografia evidenziava i raccordi con l&rsquo;arte di Gentile Bellini,&nbsp; Marco Marziale e Antonello da Messina, e analogamente da Anna Maria Brizio, Roberto Longhi e dal Berenson, che la collocava dunque intorno al 1480.<br \/> I successivi studiosi, sottolineando di volta in volta l&rsquo; &ldquo;antonellismo convinto e militante&rdquo; (A. Gentili) o la solennit&agrave; e severit&agrave; dell&rsquo;impianto &ldquo; in sintonia con la reinterpretazione umanistica del mondo antico, proposta&hellip; da Tullio Lombardo&rdquo; (V. Sgarbi),<br \/> hanno teso a spostarne la datazione di qualche anno: chi verso il 1485, chi nella seconda met&agrave; del nono decennio, chi ancora intorno al 1490.<br \/> &nbsp;<br \/> Con l&rsquo;acquisto del 2009, l&rsquo;approdo dell&rsquo;importantissimo dipinto presso la Fondazione Luciano e Agnese Sorlini <strong>d&agrave; modo ora di poter ammirare da vicino e di studiare pi&ugrave; attentamente il lavoro carpaccesco<\/strong>, che in Italia era stato esposto solo nel 1963, in occasione della rassegna monografica organizzata a Palazzo Ducale da Pietro Zampetti.<br \/> Cos&igrave;, &nbsp;per esempio, &nbsp;&egrave; stato possibile effettuare una <strong>campagna riflettografica<\/strong> da parte del laboratorio Laniac dell&rsquo;Universit&agrave; di Verona,&nbsp; che oltre ad aver confermato la presenza di alcuni vecchi restauri &nbsp;e un pentimento nell&rsquo;area della mano che sorregge il globo,&nbsp; ha anche confermato la <strong>congruit&agrave; della iscrizione con la firma, l&rsquo;alta qualit&agrave; del disegno sottostante<\/strong>, soprattutto nelle teste dei Santi, e &#8211; dal punto di vista stilistico &#8211;&nbsp; un&rsquo;esecuzione in prossimit&agrave; dell<em>&rsquo;Arrivo degli Ambasciatori a Colonia<\/em>, datato 1490, e del <em>Polittico di San Martino<\/em> nel Museo d&rsquo;Arte Sacra a Zara, collocato tra il 1487 e il 1493.<br \/> &nbsp;<br \/> Diversi i <strong>passaggi dell&rsquo;opera<\/strong>, a partire dalla fine dell&rsquo;800, quando la tavola viene documentata a Venezia presso il conte&nbsp; Antonio Contin di Castelseprio, ingegnere idraulico impegnato nella risistemazione del Lido. &nbsp;<br \/> Alla morte di questi &#8211; come ricostruisce attentamente in questa occasione <strong>Enrico Maria Dal Pozzolo<\/strong> &#8211; il dipinto passa a Firenze presso il&nbsp; <strong>celebre antiquario Elia Volpi<\/strong> e in breve diviene propriet&agrave; del <strong>banchiere inglese Thomas Brocklebank<\/strong>, che al tempo si divideva tra le sue dimore di Londra,&nbsp; del Kent e di Villa San Leonardo a Firenze.<br \/> &nbsp;<br \/> Morta la vedova di Brocklebank &ndash; che nel frattempo aveva rivelato alla critica l&rsquo;importante lavoro carpaccesco prestandolo, nel 1912, a una fondamentale mostra presso&nbsp; il Burlington Fine Arts Club di Londra &#8211; &nbsp;il <em>Salvator Mundi<\/em> venne acquistato all&rsquo;asta (1938) da uno <strong>storico dell&rsquo;arte russo<\/strong>:&nbsp; quel <strong>Vitale Bloch<\/strong>, fine conoscitore, attivo da tempo tra Londra, Parigi, l&rsquo;Olanda e l&rsquo;Italia,<br \/> amico di Longhi, che era riuscito a portare a Londra anche l&rsquo;ormai famoso <em>Tramonto<\/em> di Giorgione, ora alla National Gallery. La tavola dell&rsquo;artista veneziano passa quindi nella&nbsp; <strong>prestigiosa collezione del conte Alessandro Contini<\/strong> <strong>Bonacossi <\/strong>&ldquo;il pi&ugrave; in vista tra i mercanti italiani d&rsquo;arte antica&rdquo;, che proprio in Longhi aveva &ldquo;il consulente pi&ugrave; ascoltato&rdquo;.<br \/> &nbsp;<br \/> I passaggi successivi li abbiamo detti: l&rsquo;importante opera di Vittore Carpaccio &egrave; tra le tante, della famosa collezione fiorentina, che lasciano l&rsquo;Italia.<br \/> &nbsp;<br \/> Ora il dipinto potr&agrave; essere ammirato <strong>accanto alle altre significative opere<\/strong> &#8211; soprattutto d&rsquo;arte veneziana e veneta e in particolare del Sei e Settecento &ndash;&nbsp; che compongono la <strong>collezione Sorlini<\/strong>, formatasi nel corso degli anni grazie alla passione per l&rsquo;arte e all&rsquo;amore per le proprie dimore dei due coniugi.<br \/> Presso la Pinacoteca della Fondazione &#8211; costituitasi nel 2000 a poca distanza dal Lago di Garda, con lo scopo appunto di <strong>far conoscere e rendere fruibile la raccolta<\/strong> &ndash;si trovano infatti numerosi dipinti, in grado di offrire una panoramica estremamente ampia e completa della personalit&agrave; e delle correnti che hanno contribuito allo <strong>splendore artistico della Serenissima<\/strong>: tra grandi maestri, come Bellini, Veronese, Padovanino, Sebastiano e Marco Ricci, Pellegrini, Amigoni, Canaletto, Francesco e Antonio Guardi,<br \/> Pietro Longhi o Tiepolo per citarne solo alcuni &nbsp;&#8211; e in ambito bresciano Moretto e Ceruti &nbsp;&ndash; e notevoli comprimari come Diziani, Carpioni o Bison.<br \/> &nbsp;<br \/> La Fondazione Sorlini &egrave; aperta al pubblico su prenotazione.<\/p>\n<p> <\/span><span style=\"font-size: 12px\"><strong>Fondazione Luciano e Agnese Sorlini<br \/> <\/strong><br \/> Piazza Roma, 1<br \/> 25080 Carzago di Calvagese (BS)<br \/> tel: 030\/601031 &ndash; fax: 030\/6000707<br \/> <a href=\"mailto:info@fondazionesorlini.com\">info@fondazionesorlini.com<\/a><br \/> <a href=\"http:\/\/www.fondazionesorlini.com\/\">www.fondazionesorlini.com<\/a><br \/> &nbsp;&nbsp;<br \/> Ufficio stampa:<br \/> &nbsp;<br \/> Villaggio Globale International<br \/> Antonella Lacchin<br \/> 041\/5904893 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\"><a href=\"mailto:a.lacchin@villaggioglobale.191.it\">a.lacchin@villaggioglobale.191.it<\/a><br \/> <a href=\"http:\/\/www.villaggioglobaleinternational.it\/\">www.villaggioglobaleinternational.it<\/a><br \/> &nbsp;<br \/> &nbsp;<br \/> &nbsp;<br \/> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torna definitivamente in Italia e sar&agrave; esposta &nbsp;al pubblico grazie alla Fondazione Sorlini &#8211; che nella Pinacoteca allestita nel seicentesco Palazzo di Carzago di Calvagese, in provincia di Brescia, ha da alcuni anni reso accessibile buona parte della collezione di Luciano Sorlini &#8211; la &ldquo;prima&rdquo; opera di Vittore Carpaccio (Venezia, 1465 circa &ndash; 1525\/1526):&nbsp; una &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/7356\/arte\/torna-in-italia-esposta-alla-fondazione-sorlini-la-prima-opera-firmata-di-vittore-carpaccio.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Torna in Italia, esposta alla Fondazione Sorlini, la prima opera firmata di Vittore Carpaccio<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1469,2180,2181,605],"class_list":["post-7356","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-brescia","tag-carpaccio","tag-fondazione-sorlini","tag-mostre-in-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7356","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7356"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7356\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7357,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7356\/revisions\/7357"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}