
{"id":73485,"date":"2019-12-12T14:22:15","date_gmt":"2019-12-12T12:22:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=73485"},"modified":"2019-12-12T14:26:09","modified_gmt":"2019-12-12T12:26:09","slug":"teatro-out-off-il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-di-fedor-dostoevskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/73485\/teatro\/teatro-out-off-il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-di-fedor-dostoevskij.html","title":{"rendered":"Teatro Out Off  IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0  di F\u00ebdor Dostoevskij"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-73486\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/12\/3W-Il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-regia-Lorenzo-Loris-nella-foto-Mario-Sala-Foto-Erica-Falcinelli-500x334.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/12\/3W-Il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-regia-Lorenzo-Loris-nella-foto-Mario-Sala-Foto-Erica-Falcinelli-500x334.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/12\/3W-Il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-regia-Lorenzo-Loris-nella-foto-Mario-Sala-Foto-Erica-Falcinelli-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/12\/3W-Il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-regia-Lorenzo-Loris-nella-foto-Mario-Sala-Foto-Erica-Falcinelli-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/12\/3W-Il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-regia-Lorenzo-Loris-nella-foto-Mario-Sala-Foto-Erica-Falcinelli-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/12\/3W-Il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-regia-Lorenzo-Loris-nella-foto-Mario-Sala-Foto-Erica-Falcinelli-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/12\/3W-Il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-regia-Lorenzo-Loris-nella-foto-Mario-Sala-Foto-Erica-Falcinelli.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>sino al\u00a0 22 dicembre<\/p>\n<p>Teatro Out Off<\/p>\n<p><strong>IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>di <strong>F\u00ebdor Dostoevskij<\/strong><\/p>\n<p>Traduzione e drammaturgia di<br \/>\nFausto Malcovati e Mario Sala<br \/>\nregia Lorenzo Loris<br \/>\ncon Mario Sala<\/p>\n<p>scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini<br \/>\nluci e fonica Luigi Chiaromonte, consulenza musicale Ariel Bertoldo,<\/p>\n<p>collaborazione ai movimenti Barbara Geiger, assistente alla regia Davide Pinardi<\/p>\n<p>Interventi pittorici in locandina di Giovanni Franzi<\/p>\n<p>Produzione Teatro Out Off<\/p>\n<p>Spettacolo in abbonamento Invito a Teatro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>OLTRE IL TEATRO: gli incontri<\/strong><\/p>\n<p><u>Il 12,19 e 21 dicembre<\/u>, dopo lo spettacolo, alle ore 21.00 circa, proiezione del film <strong>MAC DOS\u00a0 &#8211; DOStoevskij in MACmahon<\/strong> di Davide Pinardi Back stage dello spettacolo &#8220;Il sogno di un uomo ridicolo&#8221; regia di Lorenzo Loris<\/p>\n<p><u>venerdi 13 dicembre<\/u>, ore 17.00 a MACAO (sala del cinemino) via Molise, 68 dialogo su <strong>Dostoevskij e l\u2019Utopia<\/strong> tra il Prof. Fausto Malcovati, e <strong>Carlotta Muston<\/strong> e <strong>Davide Scotti<\/strong> di <strong>Extinction Rebellion<\/strong><\/p>\n<p><strong>RACCONTACI LA TUA UTOPIA<\/strong><\/p>\n<p>Storie di giovani che a Milano credono e agiscono affinch\u00e9 la felicit\u00e0 sia possibile su questa terra: 13 dicembre, dopo lo spettacolo incontro con <strong>Carlotta Muston<\/strong> e <strong>Davide Scotti<\/strong> di \u00a0<strong>Extinction Rebellion;<\/strong> 18 dicembre, dopo lo spettacolo incontro con\u00a0 Matteo Castellani, Silvia Fontana e Mariangela Vitale del gruppo \u00a0<strong>Acropoli \u2013 Tempio del Futuro Perduto<\/strong>; 20 dicembre dopo lo spettacolo incontro con <strong>Francesca Rendano<\/strong> del bar, libreria e spazio alternativo <strong>Mamusca<\/strong>; 17 dicembre, dopo lo spettacolo, presentazione dell\u2019Utopia di <strong>\u00a0Mep -Movimento per l\u2019Emancipazione della Poesia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Torna all\u2019Out Off lo spettacolo che questa primavera ha fatto discutere e ha appassionato il nostro pubblico \u00a0\u201cIl sogno di un uomo ridicolo\u201d con la regia di Lorenzo Loris e uno strepitoso Mario Sala. Un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 da Dostoevskij, che riesce a parlarci ancora oggi della necessit\u00e0 dell\u2019utopia proprio in un momento in cui il futuro, pi\u00f9 che un sogno fantastico, \u00e8 un incubo distopico.\u00a0 Per Dostoevskij l\u2019uomo deve porsi degli obiettivi positivi perch\u00e9 \u00a0la felicit\u00e0 sulla Terra pu\u00f2 esistere e cercarla non solo ha senso, ma \u00e8 forse l\u2019unica cosa che abbia senso fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel suo percorso di questi ultimi anni, tutto incentrato sui rapporti fra letteratura e teatro, fra parola scritta per essere letta e parola scritta per essere detta, Lorenzo Loris si era gi\u00e0 imbattuto in Dostoevskij nel 2015 con il suo lucido e sognante allestimento de <em>Le notti bianche<\/em>. Dai soprassalti emotivi dei due protagonisti di allora, da quell\u2019<em>intero attimo di beatitudine<\/em> concesso dalla bella Nasten\u2019ka al suo impossibile amante, ci si porta ora con questo <em>Sogno di un uomo ridicolo <\/em>a un racconto per una voce sola, in cui quell\u2019attimo si dilata per\u00f2 fino a raggiungere dimensioni cosmiche, e quella beatitudine si fa redenzione. La parola, qui, \u00e8 gi\u00e0 monologante, pronta per l\u2019uso per cos\u00ec dire, in un racconto tutto scritto in prima persona, con un protagonista forte, evocativo in ogni suo gesto e in ogni sua parola. Quasi a dimostrare, come l\u2019attento e instancabile lavoro di Loris sembra volerci suggerire, che questi due mondi, letteratura e teatro, possono felicemente travasarsi l\u2019uno nell\u2019altro in modo quasi osmotico, e in questo trasvolare dalla pagina al palcoscenico la parola letteraria vibrare di nuove risonanze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dostoevskij concepisce <em>Il sogno di un uomo ridicolo<\/em> come un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 e inizialmente inserito nel <em>Diario di uno scrittore<\/em>. Un uomo ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si \u00e8 sempre sentito estraneo alla societ\u00e0. Ogni interesse, ogni impulso vitale sembra in lui ormai drammaticamente destinato a esaurirsi nel nulla, quando ecco la svolta salvifica presentarglisi in forma di sogno, suggerendo un\u2019improvvisa quanto inaspettata opportunit\u00e0 di riscatto. Il racconto decolla cos\u00ec assieme al suo protagonista, si sposta di piano e approda in altri mondi: le anguste pareti di una povera stanza in affitto esplodono letteralmente nello spazio, e una rivelazione di trascinante potenza si offre disinteressata agli occhi dell\u2019uomo con la forza di una resurrezione per il suo corpo segnato dal dolore e dalla sconfitta. La felicit\u00e0 sulla Terra pu\u00f2 esistere, e cercarla non solo ha senso, ma \u00e8 forse l\u2019unica cosa che abbia senso fare. Ora l\u2019uomo ridicolo lo sa, l\u2019ha vista e toccata con mano, il suo sogno gliel\u2019ha inequivocabilmente mostrata, e ci\u00f2 che si \u00e8 visto <em>c\u2019\u00e8<\/em>, non pu\u00f2 non esserci. La sua condizione non gli \u00e8 pi\u00f9 di peso, e il tempo della sua vita ora \u00e8 un tempo pieno, un tempo di parole da regalare, di semplici verit\u00e0 da confidare, senza patemi, a chi, casomai, tra una risata e l\u2019altra le volesse ascoltare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Note<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>regia<\/strong><\/p>\n<p>Un uomo qualunque sa di non essere considerato come vorrebbe, di non essere creduto: non solo, di essere addirittura costantemente deriso per ci\u00f2 che pensa e dice. Dove pu\u00f2, quest&#8217;uomo, trovare la forza di continuare a vivere? Come pu\u00f2 entrare in relazione con gli altri?\u00a0 Nel suo cuore ferito e consapevole, la vita, a poco a poco, non pu\u00f2 che spegnersi. Perch\u00e9 la sua esistenza abbia un senso \u00e8 necessario che qualcuno gli risponda. E&#8217; indispensabile che quella piccola fiammella che arde dentro di lui si alimenti attraverso uno scambio di attenzione, di affetto, di amore.<\/p>\n<p>Ma se tutto ci\u00f2 gli viene a mancare, niente vale pi\u00f9 la pena.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso accade per\u00f2 che quest\u2019uomo, afflitto dall\u2019inutilit\u00e0 di essere al mondo, riprenda forza e vigore attraverso un sogno e ritrovi la volont\u00e0 e la gioia di vivere. Ha deciso infatti di trasmettere agli altri la propria straordinaria esperienza, basata su una verit\u00e0 incontrovertibile, tanto semplice ed evidente da non essere vista: l&#8217;amore salver\u00e0 l\u2019umanit\u00e0 e ci\u00f2 che la circonda.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che lo stravagante\u00a0 protagonista vuole comunicarci.\u00a0 E per questo viene scambiato per un pazzo. In fondo, il testo di Dostoevskij sta tutto qui.<\/p>\n<p>La nostra scelta per rappresentarlo \u00e8 stata radicale. Abbiamo prosciugato ogni aspetto predicatorio, cercando di far emergere oltre che un valore religioso pi\u00f9 universale, anche una visione profeticamente apocalittica del mondo contemporaneo su cui poter riflettere, filtrata per\u00f2 attraverso il candore e la simpatia del protagonista.<\/p>\n<p>Sulle tavole di un teatro in disarmo, in uno spazio svuotato, uno spazio destinato alla finzione in cui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fingere, assistiamo al confronto fra uno strano individuo e le sue avventurose fantasie;\u00a0 una specie di clown, che vorrebbe svelare una verit\u00e0 importante a coloro che lo ascoltano ma non intendono prenderlo sul serio. Lui ne \u00e8 cosciente e ne soffre. Ma in fondo non gli importa. Basta che il suo messaggio salvifico prima o poi raggiunga qualcuno e risvegli le anime morte delle persone che incontra.<\/p>\n<p>Se ponessimo,\u00a0 per un attimo, l&#8217;attenzione\u00a0 sulle piccole meschinit\u00e0 quotidiane che tutti noi commettiamo nei confronti degli altri, allora capiremmo quante volte perdiamo l\u2019occasione di tendere una mano a un nostro simile in difficolt\u00e0 per trasmettergli anche il pi\u00f9 semplice gesto d\u2019amore.<\/p>\n<p>L&#8217; egoismo, la corruzione, la malvagit\u00e0 non sono inevitabili, il Male non \u00e8 insito nella natura umana; una nuova via \u00e8 possibile, una nuova umanit\u00e0, in pace con se stessa e con la Terra, pu\u00f2 nascere e prosperare. Dostoevskij sceglie, per diffondere &#8220;la lieta novella&#8221;, un uomo insignificante, un emarginato: proprio dai pi\u00f9 umili pu\u00f2 iniziare il riscatto.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Lorenzo<\/strong> <strong>Loris<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201cFacciamo gesti d\u2019amore e saremo belli. \u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Dostoevskij visionario. I suoi romanzi cupi, tormentati hanno continui squarci fantastici che ci portano in altri mondi, in altre epoche, in altre dimensioni. I suoi personaggi hanno continui slanci fuori dalla loro realt\u00e0, dalla loro esistenza dolorosa, umiliata, frustrata. Spesso, \u00e8 vero, siamo trascinati in incubi, angosciose immersioni nel subconscio, messaggi disperati, previsioni apocalittiche. Penso ai sogni di Raskolnikov in \u201cDelitto e castigo\u201d: la cavallina che viene crudelmente uccisa dal padrone, anticipazione dell\u2019omicidio della vecchia usuraia, o l\u2019incubo finale in cui l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 distrutta da microbi micidiali fautori di follia. E ancora nei \u201cFratelli Karamazov\u201d il poema che Ivan inventa per il fratello Alioscia: il Grande Inquisitore, torvo personaggio che affronta Cristo ridisceso sulla terra, lo aggredisce, lo incalza con la sua logica spietata, lo respinge. Ma ci sono anche sogni liberatori, sereni, attimi di sospensione in cui l\u2019uomo si ritrova fuori dalla sua tormentata quotidianit\u00e0 e vive sospeso in una beatitudine che gli sembra irreale. Ricorrente nei romanzi della maturit\u00e0 \u00e8 il sogno della cosiddetta \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d, presente ne \u201cL\u2019adolescente\u201d, ne \u201cI demoni\u201d: il sogno di un\u2019umanit\u00e0 felice, in pace, senza conflitti, il sogno di una natura intatta, di un\u2019armonia che abbraccia tutto il creato. E in questo sogno affiora il grande tema dell\u2019amore: l\u2019uomo, ci dice Dosotevskij, \u00e8 nato per amare, per dividere con i propri simili affetto, tenerezza, comprensione. E se siamo circondati da violenze, delitti, perversioni, guerre cerchiamo anche noi di far affiorare il sogno (forse, appunto, il sogno di un uomo ridicolo) di un\u2019altra possibilit\u00e0 pi\u00f9 umana, per noi umani. Troppo spesso ce ne dimentichiamo, anche noi travolti dal nostro quotidiano affanno: ma \u00e8 cos\u00ec semplice un gesto d\u2019amore verso chi ci sta vicino. Ecco quello che l\u2019uomo ridicolo vuole predicare: amatevi. E lo prendono per pazzo. Non importa. Basta che il messaggio arrivi. Cadr\u00e0 nel vuoto, forse. O germoglier\u00e0. E allora forse qualche frammento dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro si realizzer\u00e0 su questa nostra terra cos\u00ec desolata. La bellezza salver\u00e0 il mondo, ci dice Dostoevskij ne \u201cL\u2019idiota\u201d: non \u00e8 la bellezza esteriore, \u00e8 una bellezza interiore che nasce dall\u2019amore. Facciamo gesti d\u2019amore e saremo belli.\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><strong>Fausto Malcovati\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Due righe su \u201cL\u2019Uomo ridicolo\u201d<\/strong><\/p>\n<p><em>Se qualcuno mi fermasse per strada promettendo di rivelarmi la magica parola che da sola avrebbe la forza di rimettere ogni cosa in ordine su questa nostra Terra, probabilmente tirerei dritto. Sorriderei forse, per educazione, ma tirerei dritto. Lo spirito dei tempi non vede di buon occhio l\u2019utopia. Siamo tutti orgogliosamente pieni di concretezza, di cose da fare, di fatti-non-parole. L\u2019idea che ogni cosa possa davvero cambiare, che il mondo possa diventare molto migliore, che si possa trovare infine la felicit\u00e0 su questa Terra, ci appare perfino ridicola. Roba per adolescenti, per adepti di qualche nuova o vecchia religione, per visionari con la testa fra le nuvole. Forse le cose stavano gi\u00e0 cos\u00ec ai tempi di Dostoevskij, o forse no. Sta di fatto che in questo racconto non c\u2019\u00e8 un tempo e non c\u2019\u00e8 uno spazio: non siamo necessariamente in Russia, nessun dettaglio la richiama al di fuori del nome dell\u2019autore, e non si percepisce sullo sfondo una precisa epoca storica. L\u2019uomo ridicolo potrebbe abitare ovunque e in qualunque tempo: per questo mi piace, e ci \u00e8 piaciuto, pensare a lui come a qualcuno che giri tra noi, con il suo carico di sconfitta e umiliazione e il suo sogno da raccontare. Con la sua utopia da comunicare: ridicola quanto lui stesso sa di essere, ma proprio per questo pi\u00f9 lieve e perfino meno compromettente all\u2019ascolto.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Mario Sala<\/strong><\/p>\n<p><strong>Prenotel <\/strong><strong>\u00a00234532140 luned\u00ec ore 10 &gt; 18 e marted\u00ec &gt; venerd\u00ec ore 10 &gt; 20; sabato ore 16 &gt;20<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ritiro biglietti <\/strong><strong>Uffici via Principe Eugenio 22. Luned\u00ec &gt; venerd\u00ec ore 11 &gt; 13;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Botteghino del teatro, via Mac Mahon 16 da marted\u00ec a venerd\u00ec 1 ora prima dello spettacolo, sabato h 16 &gt;21, domenica h 15 &gt;17<\/strong><\/p>\n<p><strong>acquista online direttamente dal nostro sito www.<\/strong><a href=\"http:\/\/teatrooutoff.it\/\"><strong>teatrooutoff.it<\/strong><\/a><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 powered by\u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Intero <\/strong><strong>18 Euro &#8211; costo prevendita e prenotazione 1,50\/1,00 Euro <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abbonamenti:<\/strong><\/p>\n<p><strong>FreeCard\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 60 \u20ac 6 ingressi a scelta; 30 \u20ac 3 ingressi a scelta<\/strong><\/p>\n<p><strong>FreeYoung &amp; FreeSenior\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a040 \u20ac 6 spettacoli; 20 \u20ac 3 spettacoli<\/strong><\/p>\n<p><strong>Passepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10 <\/strong><strong>\u20ac, ingresso a 6 \u20ac per tutti gli <\/strong><\/p>\n<p><strong>spettacoli in programma. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Riduzione <\/strong><strong>12 Euro under 25 ; 9 Euro over 65 Convenzione con il Comune di Milano <\/strong><\/p>\n<p><strong>Orari spettacoli <\/strong><strong>marted\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec ore 20.45; gioved\u00ec e sabato ore 19.30; domenica ore 16.00 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Parcheggio convenzionato, Garage Govone, via Mac Mahon 9 \u2013 2\u20ac all\u2019ora Tel. 0233609770<\/strong><\/p>\n<p><strong>Trasporti pubblici\u00a0 Metro 5 fermata Cenisio, <\/strong><strong>tram 12-14 bus 78 Accesso disabili con aiuto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro Out Off 20155 Milano via Mac Mahon 16,\u00a0 Uffici via Principe Eugenio 22 telefono 02.34532140<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"mailto:info@teatrooutoff.it\"><strong>info@teatrooutoff.it<\/strong><\/a><strong>; <\/strong><a href=\"http:\/\/www.teatrooutoff.it\"><strong>www.teatrooutoff.it<\/strong><\/a><strong> , Bistrot del teatro\u00a0 tel. 0239436960<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>sino al\u00a0 22 dicembre Teatro Out Off IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di F\u00ebdor Dostoevskij Traduzione e drammaturgia di Fausto Malcovati e Mario Sala regia Lorenzo Loris con Mario Sala scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini luci e fonica Luigi Chiaromonte, consulenza musicale Ariel Bertoldo, collaborazione ai movimenti Barbara Geiger, assistente alla regia Davide &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/73485\/teatro\/teatro-out-off-il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-di-fedor-dostoevskij.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Teatro Out Off  IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0  di F\u00ebdor Dostoevskij<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":73486,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[25772,25771,25770,11457],"class_list":["post-73485","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-teatro","tag-fedor-dostoevskij","tag-il-sogno-di-un-uomo-ridicolo","tag-oltre-il-teatro","tag-teatro-out-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73485","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73485"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73485\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73488,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73485\/revisions\/73488"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}