
{"id":72686,"date":"2019-10-12T01:06:36","date_gmt":"2019-10-11T23:06:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=72686"},"modified":"2019-10-12T11:09:25","modified_gmt":"2019-10-12T09:09:25","slug":"lorenzelli-arte-serge-attukwei-clottey","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/72686\/arte\/lorenzelli-arte-serge-attukwei-clottey.html","title":{"rendered":"Lorenzelli\u00a0Arte Serge\u00a0Attukwei Clottey"},"content":{"rendered":"<table class=\"x_templateContainer\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td id=\"x_templateBody\" valign=\"top\">\n<table class=\"x_mcnTextBlock\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody class=\"x_mcnTextBlockOuter\">\n<tr>\n<td class=\"x_mcnTextBlockInner\" valign=\"top\">\n<table class=\"x_mcnTextContentContainer\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"x_mcnTextContent\" valign=\"top\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-72687\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/fda0ef57-38a7-4b3d-8935-a80161f3c352-298x400.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/fda0ef57-38a7-4b3d-8935-a80161f3c352-298x400.jpg 298w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/fda0ef57-38a7-4b3d-8935-a80161f3c352-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/fda0ef57-38a7-4b3d-8935-a80161f3c352-768x1032.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/p>\n<p>Serge\u00a0Attukwei Clottey (1985)<\/p>\n<p>Sometime in your life<\/p>\n<p>12 ottobre \u2013 31dicembre<\/p>\n<p>testo critico di Kristen Windmuller-Luna (curatore del dipartimento di Arte Africana del Brooklyn Museum di New York)<\/p>\n<p>catalogo in collaborazione con 1957 Gallery (Ghana)<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\"><strong><span class=\"markuixhgsppj\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Lorenzelli<\/span>\u00a0Arte\u00a0<\/strong>riprende la propria stagione espositiva con<strong>\u00a0la mostra<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">Sometime in your life\u00a0<strong>dell&#8217;artista ghanese\u00a0<\/strong>Serge<strong>\u00a0<\/strong>Attukwei Clottey<\/p>\n<p align=\"center\">che sar\u00e0 inaugurata venerd\u00ec 11 ottobre e aperta al pubblico sino a marted\u00ec 31 dicembre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nato ad Accra, dove vive e lavora, nel 1985, Serge Attukwei Clottey \u00e8 conosciuto a livello internazionale per le sue partecipazioni a numerose occasioni espositive in Europa e negli Stati Uniti, ultima delle quali al quartier generale di Facebook a San Francisco nel 2018, dove ha realizzato la monumentale installazione dell&#8217;opera\u00a0<em>Kusum Gboo Ga (La tradizione non muore mai)<\/em>.<\/p>\n<p>La mostra\u00a0Sometime in your life\u00a0che apre il prossimo 11 ottobre da\u00a0<span class=\"markuixhgsppj\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Lorenzelli<\/span>\u00a0Arte propone una serie di opere realizzate apposta per l&#8217;occasione e fornisce uno spaccato delle nuove tendenze e delle sfide che affrontano gli artisti africani contemporanei per capire il contesto in cui nascono questi lavori, ovvero il panorama culturale, sociale ed economico da cui provengono.<\/p>\n<p>Centrale nel lavoro di Clottey \u00e8 il dialogo con la storia culturale e politica del suo paese, il Ghana. Le opere esposte, enormi tappeti, costituiti da tessere di plastica gialla unite fra loro da fili di rame, sono realizzate utilizzando le taniche gialle che l&#8217;artista, insieme al suo collettivo, ha raccolto per le strade e le spiagge di Accra. Questi contenitori, i gallons, furono portate dall&#8217;Europa durante l&#8217;era coloniale e costituiscono un immenso problema ecologico in Ghana, dove esistono poche iniziative per lo smaltimento e il riciclaggio. Conosciuti come galloni &#8216;Kufuor&#8217; &#8211; da John Kufuor, il secondo presidente della Quarta Repubblica del Ghana &#8211; queste taniche sono storicamente legate a gravi carenze idriche ad Accra.<\/p>\n<p>I &#8216;gallons&#8217; vennero portati in Ghana dall&#8217;occidente, dall&#8217;Europa principalmente, come contenitori per olio da cucina o benzina, e furono quindi riutilizzati dalla popolazione ghanese per conservare acqua e far fronte al grave problema della siccit\u00e0. Attukwei, mosso dall&#8217;obiettivo di restituire alla zona di provenienza un oggetto con una forma ma soprattutto con un valore diverso, inizi\u00f2 a reinventare la finalit\u00e0 di questi oggetti come concetto fondante di un movimento artistico che chiam\u00f2\u00a0<strong>Afrogallonism<\/strong>, che si pu\u00f2 definire un riuscito esperimento di giustizia ambientale e sociale.<\/p>\n<p>L&#8217;idea dell&#8217;Afrogallonism \u00e8 quindi quella di cambiare la forma di un oggetto, diventato simbolico per la popolazione e che rappresenta un grandissimo problema per il suo paese, attraverso un concetto artistico che esplora la relazione tra l&#8217;oggetto stesso e il consumo e le necessit\u00e0 per la vita dell&#8217;Africa moderna.<\/p>\n<p>Attukwei trasforma il rifiuto in arte, attraverso materiale facilmente disponibile e a fortissima valenza politica, indagando la potente rappresentativit\u00e0 degli oggetti di uso comune e quotidiano ed esplorando narrazioni personali e politiche profondamente radicate in storie di scambi e di migrazioni.<\/p>\n<p>Le sue opere, che tradiscono il legame con la tradizione tessile africana del Kente, sono arditi assemblaggi che esplorano i linguaggi della forma e dell&#8217;astrazione con le quali eleva il materiale ad un potente simbolo del sistema economico, del commercio e del riutilizzo, ma anche della globalizzazione e del ruolo del Ghana in questo contesto.<\/p>\n<p>L&#8217;artista ghanese utilizza i galloni tagliandoli in frammenti per ridurne il volume e quindi crea questo processo di tessitura nel quale fonde diverse storie, i galloni provengono da persone diverse e da diverse parti del paese. Ogni tessera di plastica ha tonalit\u00e0 di giallo diversa per la differente provenienza geografica, per il contenuto originario (benzina o olio) o a causa dell&#8217;et\u00e0 dei barili. \u201c<em>Quando unisco le tessere attraverso il processo artistico cambia la forma, cambia il valore e cambia la percezione della gente nel considerare la plastica<\/em>\u201d. Le tessere riportano anche i segni che servivano al riconoscimento dei galloni da parte dei proprietari oppure i codici a barre che creano una sorta di tessuto mimetico o i caratteri cinesi, indicativi di nuovi riferimenti di potere in Ghana.<\/p>\n<p>Attukwei ripropone le taniche anche per creare maschere ossessionanti, murales e installazioni di arte pubblica. Fondamentale per lui \u00e8 la nozione di performance come attivit\u00e0 quotidiana non solo perch\u00e9, insieme al suo collettivo GoLokal, si esibisce spesso a fianco delle installazioni, coinvolgendo la sua comunit\u00e0 nel dialogo su temi di giustizia economica, ambientale e sociale, ma anche per le modalit\u00e0 di approccio al lavoro, alla semplice ricerca del materiale: \u201c<em>Abbiamo un modo molto interessante di lavorare, specialmente quando andiamo alla discarica, ci vestiamo come donne e questo \u00e8 il motivo per cui tante donne raccolgono i galloni per me perch\u00e9 vedono che sono in grado di tradurlo in un&#8217;idea visiva a beneficio della comunit\u00e0\u00a0<a name=\"x_tw-target-text1\"><\/a>attraverso la creazione di posti di lavoro per il commerciare questi oggetti.\u00a0<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td id=\"x_templateFooter\" valign=\"top\">\n<table class=\"x_mcnTextBlock\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody class=\"x_mcnTextBlockOuter\">\n<tr>\n<td class=\"x_mcnTextBlockInner\" valign=\"top\">\n<table class=\"x_mcnTextContentContainer\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"x_mcnTextContent\" valign=\"top\"><em>WWW.<span class=\"markuixhgsppj\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">LORENZELLI<\/span>ARTE.COM &#8211; CORSO BUENOS AIRES 2 &#8211; 20124 &#8211; MILANO<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Serge\u00a0Attukwei Clottey (1985) Sometime in your life 12 ottobre \u2013 31dicembre testo critico di Kristen Windmuller-Luna (curatore del dipartimento di Arte Africana del Brooklyn Museum di New York) catalogo in collaborazione con 1957 Gallery (Ghana) Lorenzelli\u00a0Arte\u00a0riprende la propria stagione espositiva con\u00a0la mostra Sometime in your life\u00a0dell&#8217;artista ghanese\u00a0Serge\u00a0Attukwei Clottey che sar\u00e0 inaugurata venerd\u00ec 11 ottobre e &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/72686\/arte\/lorenzelli-arte-serge-attukwei-clottey.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Lorenzelli\u00a0Arte Serge\u00a0Attukwei Clottey<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1436,25320],"class_list":["post-72686","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-lorenzelli-arte","tag-serge-attukwei-clottey"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72686"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72688,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72686\/revisions\/72688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}