
{"id":72526,"date":"2019-10-01T11:17:02","date_gmt":"2019-10-01T09:17:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=72526"},"modified":"2019-10-01T11:17:02","modified_gmt":"2019-10-01T09:17:02","slug":"teatro-della-cooperativa-stagione-2019-20-piazza-fontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/72526\/teatro\/teatro-della-cooperativa-stagione-2019-20-piazza-fontana.html","title":{"rendered":"TEATRO DELLA COOPERATIVA  STAGIONE 2019 | 20  PIAZZA FONTANA"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-72527\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/Il-rumore-del-silenzio_Laura-Curino_ph.-Stefano-Spinelli_1-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/Il-rumore-del-silenzio_Laura-Curino_ph.-Stefano-Spinelli_1-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/Il-rumore-del-silenzio_Laura-Curino_ph.-Stefano-Spinelli_1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/Il-rumore-del-silenzio_Laura-Curino_ph.-Stefano-Spinelli_1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/Il-rumore-del-silenzio_Laura-Curino_ph.-Stefano-Spinelli_1-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/10\/Il-rumore-del-silenzio_Laura-Curino_ph.-Stefano-Spinelli_1-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>TEATRO DELLA COOPERATIVA<\/strong><\/p>\n<p>STAGIONE 2019 |<strong> 20<\/strong><\/p>\n<p><strong>PIAZZA FONTANA<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>Stagione 2019<\/strong>\/<strong>20<\/strong> del <strong>Teatro della Cooperativa<\/strong>, in sintonia con la sua identit\u00e0, \u00e8 una proposta artistica e culturale che si racconta come un viaggio all\u2019interno della contemporaneit\u00e0. Una particolare attenzione \u00e8 rivolta alla dimensione dell\u2019impegno civile e della memoria storica, cos\u00ec da stimolare il desiderio di conoscere e ricordare.<\/p>\n<p><strong>28 titoli<\/strong> tra <strong>produzioni<\/strong>, <strong>riprese<\/strong> e <strong>spettacoli ospiti<\/strong>, di cui <strong>7 per la prima volta a Milano<\/strong>, <strong>8 prime nazionali <\/strong>per pi\u00f9 di<strong> 150 alzate di sipario <\/strong>e ancora <strong>una <\/strong><strong>rassegna di teatro scolastico<\/strong> dedicata alla storia contemporanea (<strong><em>Be-Festival<\/em><\/strong> &#8211; <em>seconda edizione<\/em>).<\/p>\n<p>\u00c8 un teatro che si assume il compito di raccontare la storia collettiva, comprese le pagine pi\u00f9 buie \u2212 gli anni degli eccidi e della strategia della tensione, i crimini impuniti, i depistaggi, la corruzione, gli scempi e i disastri ambientali, i morti sul lavoro e per il lavoro \u2212 ricorrendo a registri stilistici differenti. Una stagione <strong>variegata<\/strong>, caratterizzata da un fitto calendario, senza temere di utilizzare la <strong>comicit\u00e0<\/strong>, l\u2019<strong>ironia<\/strong> e lo <strong>sberleffo<\/strong> per parlare di argomenti alti o di farlo attraverso la <strong>canzone<\/strong>, la <strong>musica dal vivo<\/strong> e la <strong>danza<\/strong>, passando da spettacoli in cui a prevalere \u00e8 il rigore espressivo ad altri che s\u2019ispirano alla <strong>commedia dell\u2019arte<\/strong> o attingono allo spirito antico e nobile del <strong>teatro popolare<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cA cinquant\u2019anni di distanza dall\u2019attentato di <strong>Piazza Fontana<\/strong> e dalla morte di <strong>Giuseppe<\/strong> <strong>Pinelli<\/strong> (la diciottesima vittima della strage), \u00e8 d\u2019obbligo dedicare la stagione al ricordo di quell\u2019evento che ha rappresentato un passaggio fondamentale per la nostra democrazia. &#8211; Dichiara <em>Renato<\/em> <em>Sarti<\/em>, Direttore Artistico del <em>Teatro della Cooperativa<\/em> &#8211; Fu la marea umana che partecip\u00f2 ai funerali del 15 dicembre che ferm\u00f2 quel tentativo di eversione della destra golpista. Purtroppo per\u00f2, secondo un sondaggio fatto una decina di anni fa nelle scuole milanesi, la gran parte degli studenti non sapeva nulla di quella strage e quel poco era sbagliato: per loro non era stata opera dei fascisti (solo il 6% li indicava come responsabili) ma delle Brigate Rosse (41%), della mafia, dei comunisti o addirittura degli anarchici (20%!) che invece furono vittime di una violenta campagna diffamatoria. Tutto rientra nella norma di un Paese che politicamente e storicamente \u00e8 <em>sbadato<\/em> per antonomasia e non sarebbe pi\u00f9 preoccupante del solito, se una buona parte della popolazione italiana di oggi non rivelasse ancora una particolare propensione per le peggiori pulsioni razziste, xenofobe, reazionarie. Anche se c\u2019\u00e8 poco da ridere, condividiamo la battuta di <em>Paolo<\/em> <em>Rossi<\/em> (che sar\u00e0 presente nella stagione): <em>Quando la politica diventa un teatrino, il teatro deve diventare un Parlamento<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>RASSEGNA CIONI MARIO<\/strong><\/p>\n<p>Ritorna la <strong><em>Rassegna Cioni Mario<\/em><\/strong>, che prende il nome dallo spettacolo di Roberto Benigni <em>Cioni Mario di Gaspare fu Giulia<\/em>, in cui l\u2019attore toscano si presentava al pubblico solo, su un palco spoglio. Allo stesso modo gli spettacoli di questa rassegna vedono in scena attori soli su un palco nudo.<\/p>\n<p><strong>Teoria del Cracker<\/strong>, per la prima volta a Milano, accende i riflettori sul palco del Teatro della Cooperativa (11\/13 ottobre). Lo spettacolo, di e con <em>Daniele Aureli<\/em>, racconta con rabbia e poesia una storia di nuvole tossiche e di amianto vista da un punto di vista inusuale, quello della malattia, ospite indesiderato dentro a un corpo inconsapevole; prosegue con un\u2019altra prima milanese, <strong>Riva <\/strong><strong>Luigi \u201969 \u201970-Cagliari ai d\u00ec dello scudetto<\/strong> (8\/10 novembre) di e con <em>Alessandro Lay<\/em>, un omaggio al bomber, <em>poeta realista del calcio<\/em>, come lo defin\u00ec Pier Paolo Pasolini, che port\u00f2 in Sardegna lo scudetto e disse no alle grandi squadre del Nord; e ancora <strong>Ci vuole fegato<\/strong> (22\/24 maggio), secondo capitolo della saga famigliare di e con <em>Fabrizio Brandi<\/em> (gi\u00e0 ospite della scorsa stagione), ispirata a Vasco Pratolini; si conclude con <strong>Comu veni Ferrazzano<\/strong> (19\/21 giugno), atto finale della trilogia <em>P3_coordinate popolari<\/em>, che ha declinato attraverso diverse forme di espressioni artistiche l\u2019opera di <em>Giuseppe Pitr\u00e8<\/em>, scrittore, letterato e antropologo siciliano.<\/p>\n<p><strong>FUORI NIGUARDA<\/strong><\/p>\n<p>Di questa rassegna fanno parte le produzioni del <em>Teatro della Cooperativa<\/em> che varcano i confini del Quartiere Niguarda per essere ospiti su altri palcoscenici milanesi.<\/p>\n<p>\u00c8 firmato da <em>Renato Sarti<\/em> <strong>Il rumore del silenzio<\/strong> (9 dicembre-<strong><em>Teatro Elfo Puccini<\/em><\/strong> e 10\/15 dicembre <em>Teatro della Cooperativa<\/em>), un testo che, con un <em>modus operandi<\/em> che ricorda il lavoro del gruppo delle Annales di Jacques Le Goff, attento alle psicologie collettive, alla sensibilit\u00e0 e alla vita quotidiana dell\u2019uomo comune, tratteggia la <em>grande storia<\/em> partendo dalle <em>piccole storie<\/em>.<\/p>\n<p>A cinquant\u2019anni dalla bomba di Piazza Fontana, una doverosa riflessione, che, attraverso le voci dei protagonisti, dei familiari delle vittime e di Licia Pinelli, cerca di ricostruire e restituire il senso profondo e umano di quanto accaduto. Sul palco, insieme all\u2019autore, una delle grandi interpreti del panorama teatrale italiano, <em>Laura Curino<\/em>. Lo spettacolo, che debutter\u00e0 in prima nazionale al <strong><em>Teatro Elfo Puccini<\/em><\/strong>, fa parte del ciclo di iniziative promosse dalle amministrazioni comunali di Milano e Brescia in occasione del cinquantennale della strage di Piazza Fontana e del quarantacinquesimo anniversario di quella di Piazza della Loggia (\u201cMI50, BS45\u201d).<\/p>\n<p><strong>Nome di battaglia Lia<\/strong> (21\/26 aprile) e <strong>Mai Morti<\/strong> (23 e 25 aprile) saranno ospitati dal <strong><em>Teatro Out Off <\/em><\/strong>per le celebrazioni della Festa di Liberazione del 25 Aprile. Sempre nell\u2019ottica di rispettare calendari e ricorrenze istituzionali (ma ben consci che l\u2019esercizio della memoria si esercita 365 giorni l\u2019anno), in occasione del Giorno della Memoria il 27 gennaio al <strong><em>Piccolo Teatro Grassi<\/em><\/strong> andr\u00e0 in scena <strong>I me ciamava per nome: 44.787 \u2013 Risiera di San Sabba <\/strong>(al <em>Teatro della Cooperativa<\/em> dal 28 gennaio al 2 febbraio), spettacolo nato dalle testimonianze raccolte da storici dell\u2019IRSREC FVG (Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell\u2019Et\u00e0 contemporanea del Friuli Venezia Giulia) sulla Risiera di San Sabba, unico lager nazista in Italia munito di forno crematorio (da tremila a cinquemila le vittime).<\/p>\n<p>In linea con la natura genuinamente popolare del Teatro della Cooperativa, non saranno solo spettacoli caratterizzati da un forte legame con la Storia e la Memoria ad essere protagonisti della nuova stagione; al <strong><em>Teatro Filodrammatici di Milano<\/em><\/strong> sar\u00e0 riproposto un classico di Shakespeare, tratto da <em>Sogno di una notte di mezza estate<\/em>, attualizzato e contestualizzato ai giorni nostri, ne <strong>La molto tragica storia di Piramo e Tisbe che muoiono per amore<\/strong> (3\/8 marzo), la sgangherata banda di attori del Bardo si trasforma in una multietnica e comicissima filodrammatica tutta al femminile, guidata dal terribile El Cumenda.<\/p>\n<p>Sul palco del <strong><em>Teatro Verdi <\/em><\/strong>nello spettacolo <strong>Noi siamo voi: votatevi!<\/strong> (18 febbraio 8 marzo), invece, saranno protagonisti <em>Antonio Cornacchione<\/em> e <em>Sergio Sgrilli<\/em>, che si cimenteranno nell\u2019ardua impresa di rivoluzionare il panorama politico italiano, ormai intasato dal numero troppo elevato di partiti\u2026 fondandone uno nuovo, con l\u2019aiuto del pubblico, tra canzoni e riflessioni, ironiche, ma precise e puntuali, sulla situazione del nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>EVENTI SPECIALI<\/strong><\/p>\n<p>Rassegna di attivit\u00e0, improvvisazioni e laboratori extra stagione.<\/p>\n<p>Torna <em>Domenico Pugliares<\/em>, che ripropone il suo lavoro di improvvisazione <strong>Il parassita <\/strong>(il 9 febbraio e il 29 marzo), che, come suggerisce il titolo, si nutre degli spettacoli altrui per nascere e prosperare, insediandosi all\u2019interno delle loro scenografie per creare situazioni nuove ed inaspettate, anche grazie al coinvolgimento del pubblico.<\/p>\n<p>E proprio sul coinvolgimento in prima persona del pubblico si basa l\u2019intervento che vedr\u00e0 protagonista <em>Paolo Rossi<\/em>, unito al <em>Teatro della Cooperativa<\/em> e al suo fondatore <em>Renato Sarti<\/em> da un profondo legame, per il <em>secondo atto<\/em> delle <strong>Cinque Giornate di Milano <\/strong>(18\/22 marzo): dopo l\u2019auto occupazione della scorsa stagione (culminata in una <em>no-stop<\/em> di oltre 24 ore, in cui l\u2019attore non ha mai abbandonato il palco di via Hermada), il \u201cKowalksy delle barricate\u201d, coadiuvato dal suo comandante in campo, il fidato <em>Renato Sarti<\/em>, si metter\u00e0 alla guida di artisti e pubblico contro \u201cil Radetzky che \u00e8 in ognuno di noi\u201d per condurli alla riconquista delle periferie, con azioni improvvisate ed imprevedibili.<\/p>\n<p>Per rinsaldare il rapporto con le periferie, in questo caso con il territorio di Niguarda, casa del Teatro della Cooperativa dal 2002, risulta particolarmente importante la sinergia con l\u2019associazione <em>Minima Theatralia<\/em>, che coinvolge gli abitanti del quartiere in laboratori e momenti di teatro partecipato. Il progetto di quest\u2019anno culminer\u00e0 nello spettacolo <strong>Kafka of Suburbia-Kafka delle periferie<\/strong> (27 e 28 giugno), che chiude la stagione del teatro.<\/p>\n<p>Alle produzioni di natura comica appartiene anche <strong>Coppia aperta, quasi spalancata<\/strong> (22 febbraio\/1\u00b0 marzo), di <em>Dario<\/em> <em>Fo<\/em> e <em>Franca<\/em> <em>Rame<\/em>, diretto da <em>Renato Sarti<\/em>, con <em>Alessandra Faiella<\/em> e <em>Valerio Bongiorno<\/em>. Lo spettacolo, tra dialoghi serrati, situazioni paradossali e colpi di scena tragicomici, esplora le dinamiche sentimentali di coppia. Una commedia che denuncia l\u2019arretratezza emotiva, culturale e affettiva di certi uomini <em>sempre arrazzati<\/em> e pronti ad alzar la voce (e le mani). Sempre nel segno di riflessioni originali, ricche di spunti comici, ma non per questo meno profonde, si muove il nuovo lavoro scritto (insieme a <em>Carlo Turati<\/em>), interpretato e diretto da <em>Antonello Taurino<\/em>, prodotto dal <em>Teatro della Cooperativa<\/em>, <strong>Sono bravo con la lingua<\/strong>\u2013<strong>una storia di fonemi, idiomi, linguistica e computer<\/strong> (14\/26 gennaio) e accompagna lo spettatore in un viaggio attorno al mondo tra curiosit\u00e0 ed approfondimenti sulle particolarit\u00e0 della linguistica.<\/p>\n<p>La creazione e la fruizione di linguaggi espressivi \u00e8 al centro anche del concerto di danza e musica dal vivo, <strong>Mbira<\/strong> (25\/27 ottobre), per la prima volta a Milano, coprodotto dal <em>Teatro della Cooperativa<\/em> con <em>ALDES<\/em>, associazione di artisti e operatori culturali che, sotto la direzione di <em>Roberto Castello<\/em>, promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, nuove tecnologie e teatro.<\/p>\n<p>A partire dalla struttura compositiva dei singoli brani eseguiti, gli incisi scritti da <em>Renato Sarti<\/em> sono spunti per riflettere sulla complessit\u00e0 dei rapporti fra Africa ed Europa e su come le forme siano espressione di modelli sociali e valoriali che esprimono una precisa visione del mondo.<\/p>\n<p>Nel segno dell\u2019intreccio tra musica e parola, nasce l\u2019inno di teatro-canzone dedicato all\u2019ancestrale legame tra essere umano e madre terra ispirato alla letteratura, da Rilke a Thoreau, che si realizza nel <strong>Melodramma ecologico<\/strong> (5\/10 maggio), frutto della collaborazione tra <em>Duperdu<\/em> e <em>Legambiente<\/em>, nuova coproduzione del <em>Teatro della Cooperativa<\/em> in collaborazione con <em>Minima Theatralia<\/em>.<\/p>\n<p>S\u2019ispira allo stile del miglior variet\u00e0 e alla vena comica di Franca Valeri <strong>Una Marchesa ad Assisi <\/strong>(4\/16 febbraio), con cui <em>Ippolita Baldini<\/em>, coadiuvata nella drammaturgia da <em>Emanuele Aldrovandi<\/em>, racconta le peripezie della giovane aristocratica Roberta, che, alla ricerca di un suo posto nel mondo, si lancia nella non facile impresa di trovare s\u00e9 stessa in mezzo a un gruppo di pellegrini.<\/p>\n<p>Affrontano il tema della comunicazione politica nel mondo digitale del 2.0 <strong>SPIN-serata di teatro sonoro autopromozionale<\/strong> (20\/22 dicembre) di <em>Renato Gabrielli<\/em>, prodotto da <em>Proxima Res<\/em>, per la prima volta a Milano, e <strong>Il matto 4-la verit\u00e0 vi prego sul caso Regeni<\/strong> (prima nazionale 13\/22 marzo), antivirus alle menzogne di Stato nell\u2019inconfondibile stile di <em>Massimiliano Loizzi<\/em>.<\/p>\n<p>Ancora una prima milanese, <strong>Cos\u00ec parl\u00f2 Monna Lisa<\/strong> (12\/17 novembre) di <em>Antonio Piccolo<\/em>, uno dei pi\u00f9 interessanti sceneggiatori teatrali under 35, che, passando con disinvoltura dal comico al drammatico, crea l\u2019intarsio di un dialogo surreale, intriso dei misteri che avvolgono la figura della Gioconda, e usa il genio di Leonardo come arma contro la guerra.<\/p>\n<p>Anche <strong>Sospetti (S.U.S.)<\/strong> (14\/19 aprile), prodotto dal <em>Teatro Filodrammatici<\/em> e diretto da <em>Bruno Fornasari<\/em>, si propone di indagare il mondo intorno a noi, partendo dal lavoro del drammaturgo inglese <em>Barrie Keeffe<\/em> per esplorare con lucidit\u00e0 e sarcasmo il potere come forma di abuso.<\/p>\n<p>A confermare i rapporti di collaborazione con altre realt\u00e0 teatrali cittadine debutta in prima nazionale <strong>The dei after<\/strong> (9\/12 gennaio)<em>,<\/em> di <em>ATIR Teatro Ringhiera<\/em>, alla sua terza stagione \u201con the road\u201d. Dirette da <em>Rita Pelusio<\/em>, le tre attrici, <em>Mila Boeri, Cristina Castigliola, Matilde Facheris, <\/em>vestiranno i panni divini, anche se un po\u2019 malmessi, di Zeus, Efesto ed Ermes.<\/p>\n<p>Per la prima volta in cartellone con due spettacoli il <em>Teatro dell\u2019Argine<\/em>: <strong>Io, trafficante di uomini <\/strong>(19 e 20 ottobre)<em>,<\/em> in prima nazionale, racconta una storia di vittime e carnefici della pi\u00f9 crudele agenzia di viaggi del mondo e <strong>Mi chiamo Andrea, faccio fumetti<\/strong>, (15\/18 ottobre) per la prima volta a Milano, \u00e8 un monologo disegnato sull\u2019arte di uno dei pi\u00f9 grandi fumettisti italiani, Andrea Pazienza.<\/p>\n<p>Oltre alle collaborazioni tra altre realt\u00e0 teatrali milanesi, sono confermati interventi con artisti storici amici del Teatro della Cooperativa. Ritorna <em>Paolo Rossi<\/em> con il suo <strong>Allenamento col pubblico<\/strong> (22 novembre\/1\u00b0 dicembre), in cui il comico dialogher\u00e0 direttamente con gli spettatori, trasformandoli in attori protagonisti delle sue improvvisazioni, riuscendo cos\u00ec a mutare la sala del teatro in una vera e propria palestra di spettacolo. Torna in scena anche <em>Paolo Hendel<\/em>, diretto da <em>Gioele Dix<\/em>, con la prima milanese de <strong>La giovinezza \u00e8 sopravvalutata <\/strong>(27 marzo\/5 aprile), confessione autoironica sugli anni che passano, in cui si racconta l\u2019avvicinamento alla stagione della terza et\u00e0, e debutta <strong>Nino el Cata<\/strong> (9\/14 giugno) di <em>Piero Lenardon<\/em>, viaggio in una Milano quasi scomparsa che passa anche attraverso il recupero del dialetto milanese, ormai alla stregua di una lingua perduta.<\/p>\n<p>Dopo il successo ottenuto nella prima edizione, torna il <strong><em>BE.Festival<\/em><\/strong>, la rassegna di teatro scolastico dedicata alla storia contemporanea, nata all\u2019interno del progetto <strong><em>BE.St! Bella Storia<\/em><\/strong>, sostenuto da <em>Fondazione Cariplo<\/em>. Una tre giorni di spettacoli, incontri e momenti di festa per coinvolgere i ragazzi delle scuole in prima persona, facendoli diventare attori e critici, per poi trasformarli in spettatori consapevoli e far conoscere loro le pagine della storia pi\u00f9 recente.<\/p>\n<p>Fondamentale, per gli obbiettivi e la natura del Teatro della Cooperativa, che nasce e cresce nella periferia milanese, \u00e8 il rapporto con il territorio, che si esprime tramite eventi ed iniziative ad hoc e, soprattutto, attraverso il rapporto diretto con le persone e le realt\u00e0 che lo abitano: l\u2019ANPI sezione Martiri Niguardesi, l\u2019ANED \u2013 Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, la Casa della Memoria, le numerose scuole del quartiere (e non solo) con cui sono instaurate relazioni ormai consolidate, attraverso programmazioni ed interventi a loro dedicati con laboratori, matin\u00e9e, spettacoli di teatro ragazzi e varie altre attivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TEATRO DELLA COOPERATIVA STAGIONE 2019 | 20 PIAZZA FONTANA La Stagione 2019\/20 del Teatro della Cooperativa, in sintonia con la sua identit\u00e0, \u00e8 una proposta artistica e culturale che si racconta come un viaggio all\u2019interno della contemporaneit\u00e0. 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