
{"id":72471,"date":"2019-09-29T19:27:38","date_gmt":"2019-09-29T17:27:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=72471"},"modified":"2019-09-29T19:27:38","modified_gmt":"2019-09-29T17:27:38","slug":"triennale-milano-progetti-programmi-ide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/72471\/architettura\/triennale-milano-progetti-programmi-ide.html","title":{"rendered":"Triennale Milano Progetti, programmi, ide"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-72472\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/09\/FQ6A9526-\u00a9-Triennale-Milano-foto-Gianluca-Di-Ioia-267x400.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/09\/FQ6A9526-\u00a9-Triennale-Milano-foto-Gianluca-Di-Ioia-267x400.jpg 267w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/09\/FQ6A9526-\u00a9-Triennale-Milano-foto-Gianluca-Di-Ioia-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/09\/FQ6A9526-\u00a9-Triennale-Milano-foto-Gianluca-Di-Ioia-768x1152.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-72473\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/09\/69923273_10159065141174152_5884925508503732224_n-267x400.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/09\/69923273_10159065141174152_5884925508503732224_n-267x400.jpg 267w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/09\/69923273_10159065141174152_5884925508503732224_n-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/09\/69923273_10159065141174152_5884925508503732224_n.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/>Dopo il successo di Broken Nature: Design Takes on Human Survival, XXII<br \/>\nEsposizione Internazionale della Triennale di Milano, e l\u2019apertura del Museo del<br \/>\nDesign Italiano, Triennale Milano, sotto la guida del Presidente Stefano Boeri,<br \/>\npresenta il suo programma culturale per l\u2019autunno-inverno 2019 e per tutto il<br \/>\n2020.<br \/>\nTale programma, avviato nel 2018, tiene conto della storia dell\u2019istituzione e della<br \/>\ntradizione dei grandi Maestri del progetto e, al contempo, vuole restituire la<br \/>\ncomplessit\u00e0 del contemporaneo attraverso la pluralit\u00e0 di linguaggi che sono<br \/>\npropri di Triennale &#8211; design, architettura, arti visive, urbanistica, fotografia,<br \/>\nperforming arts, teatro, danza, musica \u2013 con una vocazione sempre pi\u00f9<br \/>\ninternazionale.<br \/>\nChiusa il 1\u00b0 settembre 2019, Broken Nature: Design Takes on Human Survival,<br \/>\na cura di Paola Antonelli, ha toccato alcuni dei temi chiave e delle urgenze di<br \/>\nstretta attualit\u00e0 proponendo esempi di design ricostituente, progetti e strategie,<br \/>\nsu diverse scale, in grado di reinterpretare il rapporto tra gli esseri umani e il<br \/>\ncontesto in cui vivono, includendo sia gli ecosistemi sociali che quelli naturali.<br \/>\nBroken Nature ha riscosso un grande successo di pubblico con 281.421 visitatori.<br \/>\nLe istanze e urgenze affrontate dalla mostra non si esauriscono per\u00f2 con il<br \/>\ntermine dell\u2019esposizione, ma troveranno seguito in numerose iniziative di<br \/>\nTriennale durante l\u2019anno tra cui, il 21 e 22 novembre 2019, il Forum sulla<br \/>\nForestazione Urbana, evento culturale di riferimento sul tema della<br \/>\nrigenerazione urbana intesa come processo di strategie, politiche, azioni,<br \/>\nfinalizzate alla realizzazione di uno sviluppo urbano sostenibile.<br \/>\nAttraverso un intenso programma di convegni, un\u2019esposizione di progetti e<br \/>\nalcune pubblicazioni di diffusione nazionale, la rassegna vuole contribuire<br \/>\nefficacemente alla ripresa del Paese, valorizzandone nuovi progetti e iniziative.<br \/>\nInaugurato nell\u2019aprile 2019, Il Museo del Design Italiano, diretto da Joseph<br \/>\nGrima, presenta in un allestimento permanente, che copre un arco temporale<br \/>\nche va dal 1946 al 1981, una selezione dai 1.600 oggetti parte della collezione di<br \/>\nTriennale. Questo rappresenta solo il primo passo verso un pi\u00f9 articolato<br \/>\nprogetto di ampliamento sia della collezione permanente che degli spazi<br \/>\ndestinati a ospitare tale collezione.<br \/>\nLa riflessione sulla collezione prevede la costituzione di un comitato preposto<br \/>\nalle nuove acquisizioni, i cui componenti saranno annunciati entro la fine del<br \/>\n2019. L\u2019attenzione sar\u00e0 rivolta non solo all\u2019acquisizione di singoli pezzi, ma \u00e8<br \/>\nprevisto anche un ragionamento pi\u00f9 ampio su quel patrimonio diffuso su tutto il<br \/>\nterritorio costituito da archivi, case museo, musei di impresa in un percorso che<br \/>\nsi sta delineando in stretta collaborazione con ADI e Assolombarda.<br \/>\nIl Museo del Design Italiano inoltre in questo e nei prossimi anni sar\u00e0 reso vivo da<br \/>\nlecture, mostre a rotazione, incontri, approfondimenti che mettano in dialogo i<br \/>\npezzi della collezione con altre collezioni o con nuclei tematici di oggetti.<br \/>\nUn altro importante passo del 2019 \u00e8 la ridefinizione del ruolo dei partner privati.<br \/>\n\u00c8 stato infatti privilegiato il legame con grandi partner istituzionali che<br \/>\nsostengono l\u2019istituzione nello sviluppo dei suoi progetti riportando a Triennale<br \/>\ntutta la produzione culturale ed espositiva e le linee guida curatoriali.<br \/>\nTriennale Milano ha da tempo intrapreso una serie di collaborazioni internazionali<br \/>\ncon istituzioni pubbliche e private al fine di ampliare e arricchire la propria<br \/>\nproposta culturale.<br \/>\nIn questa prospettiva, un\u2019importante novit\u00e0 del 2020 \u00e8 l\u2019avvio della<br \/>\ncollaborazione tra Triennale Milano e Fondation Cartier pour l\u2019art<br \/>\ncontemporain di Parigi, una delle eccellenze internazionali nel campo della<br \/>\ncreazione contemporanea. La collaborazione tre le due istituzioni si colloca in un<br \/>\npercorso gi\u00e0 avviato con la mostra David Lynch. The Air is on fire, presentata in<br \/>\nTriennale nel 2007, e, pi\u00f9 recentemente, con l\u2019installazione The Great Animal<br \/>\nOrchestra, realizzata da Bernie Krause e United Visual Artists, presentata<br \/>\nnell\u2019ambito della XXII Esposizione Internazionale.<br \/>\nLa partnership prevede, a partire da aprile 2020, la definizione di una<br \/>\nprogrammazione condivisa di mostre dedicate all\u2019arte contemporanea, curate da<br \/>\nFondation Cartier, negli spazi del Cubo al primo piano del Palazzo dell\u2019Arte.<br \/>\nL\u2019accordo di collaborazione \u00e8 della durata di 8 anni.<br \/>\nLa presentazione della collezione della Fondazione Cartier, curata dall\u2019argentino<br \/>\nGuillermo Kuitca, sar\u00e0 la prima mostra nell\u2019aprile 2020 cui far\u00e0 seguito<br \/>\nnell\u2019autunno 2020 Claudia Andujar. La lotta Yanomami, retrospettiva dedicata ai<br \/>\n50 anni di lavoro della fotografa brasiliana Claudia Andujar.<br \/>\nLa partnership tra Triennale e Fondation Cartier rappresenta un riferimento per<br \/>\naltre iniziative di collaborazione tra istituzioni pubbliche e private in ambito<br \/>\neuropeo, che condividono mission, visioni progettuali e impegno nella<br \/>\npromozione e valorizzazione dei linguaggi del contemporaneo.<br \/>\nL\u2019identificazione di uno specifico spazio nel Palazzo dell\u2019Arte dedicato all\u2019arte<br \/>\ncontemporanea introduce un altro tema nodale che si collega alla<br \/>\nprogrammazione culturale: la volont\u00e0 di lavorare sui diversi spazi espositivi di<br \/>\nTriennale per dare loro una precisa identit\u00e0 e connotazione tematica a<br \/>\npartire da marzo 2020.<br \/>\nIl ragionamento sugli spazi del Palazzo dell\u2019Arte nasce con l\u2019intento di valorizzarli<br \/>\nulteriormente e riportare l\u2019impianto architettonico all\u2019idea originaria di Giovanni<br \/>\nMuzio, non tanto da un punto di vista strettamente filologico ma recuperandone<br \/>\nla filosofia progettuale e le caratteristiche di straordinaria versatilit\u00e0, flessibilit\u00e0 e<br \/>\nmodularit\u00e0 dell\u2019edificio. Luca Cipelletti \u00e8 stato incaricato della direzione artistica<br \/>\ndei lavori sul Palazzo dell\u2019Arte, lavori che saranno conclusi entro il temine del<br \/>\nmandato del Consiglio d\u2019Amministrazione e saranno accompagnati da un<br \/>\npercorso di incontri, eventi e lecture, anche in collaborazione con l\u2019Archivio<br \/>\nMuzio, per dare vita a una discussione aperta e pubblica sulla restituzione<br \/>\ndell\u2019edificio alla sua forma originaria.<br \/>\nTale riflessione sugli spazi e su nuove modalit\u00e0 di fruizione degli stessi \u00e8<br \/>\nintrodotta da ottobre 2019 con il programma di Parla Ascolta Guarda Fai,<br \/>\ndiretto da Umberto Angelini, Direttore Artistico di Triennale Milano Teatro, e<br \/>\ncurato da Fantom e Davide Giannella. Incontri, installazioni, performance, ascolti,<br \/>\nproiezioni, laboratori e progetti dalla molteplice natura coinvolgeranno<br \/>\ndirettamente il pubblico e gli spazi del Palazzo dell&#8217;Arte. Triennale sar\u00e0 abitata da<br \/>\nartiste e artisti e dalle loro opere. In Triennale compositori, registi, riviste, radio<br \/>\nmonteranno i loro studi per un giorno, una notte, una settimana, un mese. In<br \/>\nTriennale sposteranno temporaneamente le loro attivit\u00e0, discuteranno,<br \/>\norganizzeranno e produrranno progetti, mostre e spazi indipendenti per l\u2019arte<br \/>\ncontemporanea<br \/>\nLa data inaugurale del programma, che si svilupper\u00e0 tra ottobre 2019 e febbraio<br \/>\n2020, \u00e8 sabato 5 ottobre, con una serata in Teatro tesa tra performance, musica<br \/>\nelettronica e arti visive, di cui saranno headliner Caterina Barbieri, musicista, e<br \/>\nRuben Spini, artista. In anteprima per un teatro italiano.<br \/>\nIl programma proseguir\u00e0 poi dal 9 ottobre con l\u2019inaugurazione del progetto<br \/>\nAVALANCHE dell\u2019artista spagnolo Carlos Casas.<br \/>\nAVALANCHE \u00e8 una piattaforma di contenuti audiovisuali installati nello spazio<br \/>\ndell\u2019Impluvium ai quali si sommeranno performance musicali di alcuni dei pi\u00f9<br \/>\nimportanti musicisti elettronici contemporanei ed incontri sul tema dell\u2019abitare e<br \/>\ndei confini del mondo grazie all\u2019intervento di architetti e antropologhi.<br \/>\nUno spazio immersivo da vivere e fruire in maniera diversa e in tempi differenti,<br \/>\ncontemplativa e attiva, a seconda delle circostanze e delle proposte che vi si<br \/>\navvicenderanno.<br \/>\nLo spazio verr\u00e0 adattato secondo i criteri architettonici tipici delle abitazioni<br \/>\npresenti nella catena montuosa del Pamir, in Tagikistan grazie alla<br \/>\ncollaborazione tra l\u2019artista e lo studio di ricerche architettoniche Raumplan.<br \/>\nPer animare ulteriormente Triennale, sempre da ottobre \u00e8 inoltre prevista una<br \/>\ncollaborazione coi Pomeriggi Musicali che prevede un articolato programma di<br \/>\nconcerti da camera.<br \/>\nIn un\u2019era in cui per la facilit\u00e0 di riproducibilit\u00e0 e veicolazione delle immagini<br \/>\nchiunque pu\u00f2 esperire un\u2019opera d\u2019arte attraverso il proprio smartphone o tablet,<br \/>\nle istituzioni culturali devono interrogarsi su quali nuove modalit\u00e0 di esperienza e<br \/>\nfruizione degli spazi espositivi e delle mostre proporre ai propri visitatori. Da<br \/>\nquesto nasce l\u2019dea di ragionare sul tema del gioco, che sar\u00e0 uno dei temi chiave<br \/>\ndella programmazione a partire dal 2019 e sar\u00e0 esplorato anche nei prossimi anni<br \/>\nattraverso mostre, public program e attivit\u00e0 rivolte a bambini, ragazzi, famiglie e<br \/>\nscuole.<br \/>\nCome ha scritto Johan Huizinga in Homo Ludens (1938), il gioco \u00e8 essenziale per<br \/>\nla societ\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0. \u00c8 necessario per generare cultura. Nel XX secolo, il tema<br \/>\ndel gioco \u00e8 stato affrontato in arte, architettura e design, si pensi ai giochi<br \/>\nrealizzati dalle prime Avanguardie o a quelli di Fluxus, i cui lavori negli anni<br \/>\nSessanta e Settanta uscivano dalle gallerie per entrare nello spazio pubblico,<br \/>\nfino al lavoro di quegli artisti che si sono confrontati con la progettazione di<br \/>\ncampi da gioco pubblici per sfidare le tradizionali modalit\u00e0 di esperire l\u2019arte e<br \/>\nrivelare paradigmi sociali, filosofici e culturali.<br \/>\nLa mostra PLAY!, ideata e curata da Julia Peyton-Jones, con Emma Enderby,<br \/>\nsotto la direzione artistica di Lorenza Baroncelli, vedr\u00e0 la creazione nella Galleria<br \/>\nal piano terra di Triennale di uno skatepark realmente praticabile, realizzato<br \/>\ndall\u2019artista coreana Koo Jeong A, che, fin dagli anni Novanta, lavora sulla<br \/>\nreinvenzione degli spazi attraverso installazioni site-specific esperienziali e<br \/>\npartecipative. Tra i progetti pi\u00f9 recenti di Koo \u00e8 proprio la serie dedicata agli<br \/>\nskatepark, il primo dei quali, OTRO, \u00e8 stato realizzato nel 2012 in collaborazione<br \/>\ncon L&#8217;Escault Architectures e costruito sull\u2019isola di Vassivi\u00e8re in Francia.<br \/>\nIntorno allo skatepark e negli spazi comuni di Triennale si svilupper\u00e0 una serie di<br \/>\ninstallazioni realizzate da artisti internazionali che trasformeranno il Palazzo<br \/>\ndell\u2019Arte in un paesaggio giocoso e interattivo, uno spazio fruibile da un pubblico<br \/>\ndi tutte le et\u00e0. La mostra vuole stimolare nel visitatore una partecipazione fisica<br \/>\ne mentale dello spazio che, attraverso le varie installazioni, arriva a sfidare le<br \/>\ndinamiche relazionali tra uomo e oggetto, tra individuo e collettivit\u00e0.<br \/>\nIn parallelo, la mostra includer\u00e0 un approfondimento dedicato a come il tema del<br \/>\ngioco sia stato trattato nelle edizioni storiche della Triennale attraverso una<br \/>\nselezione di materiali d\u2019archivio.<br \/>\nPer sua storia e missione Triennale \u00e8 sempre stata un incubatore di<br \/>\nsperimentazione e ricerca progettuale, in grado di proporre sempre nuovi e<br \/>\nrivoluzionari modelli architettonici e commissioni speciali che mettessero in<br \/>\nconnessione e dialogo l\u2019edificio storico di Muzio con il parco Sempione.<br \/>\nGi\u00e0 con il Labirinto dei Ragazzi dei BBPR, realizzato nel 1954 in occasione della X<br \/>\nTriennale, e con la grande mostra sul Tempo Libero del 1964, Triennale ha avviato<br \/>\nuna riflessione sulla dimensione ludica, didattica e culturale delle attivit\u00e0 che si \u00e8<br \/>\nsoliti ricondurre al concetto di \u201cgioco\u201d, un insieme di attivit\u00e0 che in realt\u00e0 non<br \/>\nriguardano solo ed esclusivamente il mondo dell\u2019infanzia.<br \/>\nA partire da queste esperienze, nell\u2019aprile 2020 verr\u00e0 inaugurato nel Giardino di<br \/>\nTriennale il primo Playground Pavilion, un padiglione\/campo da gioco<br \/>\nliberamente fruibile e praticabile negli orari di apertura di Triennale destinato a<br \/>\nun pubblico ampio e trasversale. Ogni anno Triennale inviter\u00e0 di volta in volta<br \/>\narchitetti, designer e artisti a confrontarsi con la progettazione di un Padiglione<br \/>\ndedicato al gioco, ricollegandosi cos\u00ec alla tradizione dell\u2019istituzione, ma<br \/>\nproiettandosi verso il futuro, introducendo nuove modalit\u00e0 di pensare agli spazi<br \/>\ncomuni e alla loro fruizione, con l\u2019obiettivo di raggiungere pubblici pi\u00f9 ampi e<br \/>\ndiversificati attraverso architetture dinamiche generatrici di pratiche<br \/>\npartecipative e relazionali.<br \/>\nA gennaio 2020 nella Curva del primo piano, spazio che sar\u00e0 destinato alle<br \/>\nmostre \u201cmanifesto\u201d delle discipline di Triennale, inaugurer\u00e0 la collettiva The<br \/>\nState of the Art of Architecture, che presenter\u00e0 lo stato dell\u2019arte<br \/>\ndell\u2019architettura contemporanea internazionale, cui seguir\u00e0 la personale<br \/>\ndell\u2019architetto danese Bjarke Ingels in aprile, la collettiva Future Cities \u2013 una<br \/>\nriflessione sul futuro delle citt\u00e0 \u2013 in autunno 2020 e, nel 2021, la personale<br \/>\ndell\u2019artista e teorica Hito Steyerl.<br \/>\nLa mostra Enzo Mari e Hans Ulrich Obrist \u00e8 il primo appuntamento di una serie<br \/>\ndi dialoghi, che avranno come spazio espositivo dedicato la Galleria<br \/>\ndell\u2019Architettura al piano terra, che nascono con lo scopo di far incontrare e<br \/>\nconfrontare un Maestro del progetto con un altro progettista, un intellettuale, un<br \/>\ncritico, un regista o un artista con l\u2019obiettivo che da questo incontro scaturiscano<br \/>\nnuove letture e punti di vista sul suo lavoro.<br \/>\nIl secondo appuntamento dei Dialoghi sar\u00e0 dedicato nell\u2019autunno 2020<br \/>\nall\u2019architetto Carlo Aymonino, il progetto si concluder\u00e0 nel 2022 con il dialogo<br \/>\ntra Italo Lupi e Saul Steinberg.<br \/>\nNella sua programmazione Triennale guarder\u00e0 inoltre, da una parte, alla storia e<br \/>\nalla tradizione e, dall\u2019altra, alle ricerche internazionali pi\u00f9 innovative e<br \/>\nsperimentali. Due cicli di mostre saranno dedicati rispettivamente agli Eroi del<br \/>\nprogetto, un percorso che inizia con Giancarlo De Carlo e Vico Magistretti e si<br \/>\nconcluder\u00e0 nel 2022 con Giovanni Muzio, a partire da un lavoro di ricerca su<br \/>\nmateriali d\u2019archivio spesso inediti &#8211; anche nella prospettiva dell\u2019ampliamento<br \/>\ndelle Collezioni di Triennale &#8211; e alle Avanguardie, con l\u2019obiettivo di presentare e<br \/>\nvalorizzare alcuni tra i pi\u00f9 innovativi e sperimentali artisti, architetti, designer<br \/>\ncontemporanei spesso attivi in ambiti cross-disciplinari, tra i quali Pedro Reyes,<br \/>\nElena Torzo, Beniamino Servino e altri.<br \/>\nIl programma espositivo di Triennale sar\u00e0 accompagnato da eventi, festival,<br \/>\nconferenze e incontri e si confronter\u00e0 con la proposta del Triennale Milano Teatro,<br \/>\nche il 5 ottobre inaugura la sua stagione teatrale.<br \/>\nTriennale porter\u00e0 inoltre avanti il dialogo con la citt\u00e0 di Milano attraverso progetti<br \/>\nspecifici negli spazi dell\u2019Urban Center, all\u2019interno del Palazzo dell\u2019Arte, e proporr\u00e0<br \/>\nmostre ed eventi legati a tematiche sociali, attraverso diverse collaborazioni con<br \/>\nrealt\u00e0 cittadine, quali, ad esempio, il Carcere di San Vittore.<br \/>\nPer l\u2019Urban Center Comune di Milano e Triennale lanceranno a breve una call for<br \/>\nideas per lo sviluppo di un programma di conferenze e laboratori con l\u2019obiettivo di<br \/>\nindagare e osservare la citt\u00e0 e i suoi cambiamenti.<br \/>\nI temi di interesse sono la rigenerazione e trasformazione urbana attraverso la<br \/>\ncreazione di osservatori sul paesaggio italiano, sull\u2019economia circolare, sulle<br \/>\ngrandi opere, la forestazione urbana, le politiche urbane, gli spazi aperti.<br \/>\nNel 2020 torner\u00e0 anche l\u2019appuntamento con il Parco delle Culture,<br \/>\nmanifestazione nata nel 2018 per volont\u00e0 del Comune di Milano, ideata e<br \/>\npromossa da Triennale Milano. L\u2019iniziativa vuole dare vita a una programmazione<br \/>\ncondivisa da diverse istituzioni culturali milanesi &#8211; Acquario Civico, Biblioteca del<br \/>\nParco Sempione, Castello Sforzesco, I Pomeriggi Musicali, Piccolo Teatro di<br \/>\nMilano, Triennale Milano &#8211; e intende fare di un luogo unico come Parco Sempione,<br \/>\nstraordinario spazio verde circondato dalle pi\u00f9 importanti eccellenze culturali, un<br \/>\nfulcro della citt\u00e0 attraverso un programma in cui confluiscono arte, teatro, musica,<br \/>\nscienza e letteratura.<br \/>\nLa volont\u00e0 di rafforzare il dialogo con le altre istituzioni cittadine si riflette anche<br \/>\nnella programmazione culturale di Triennale: una serie di festival saranno<br \/>\npresentati durante il corso dell\u2019anno negli spazi del Palazzo dell\u2019Arte. Dai festival<br \/>\nmusicali JAZZMI e TRI.P, organizzati insieme a Ponderosa Music &amp; Art, alla Milano<br \/>\nArch Week, organizzata con il Comune di Milano, il Politecnico di Milano e<br \/>\nFondazione Giangiacomo Feltrinelli, a Milano Calcio City, prodotto da Triennale<br \/>\nMilano e AC Immaginario, dal Tempo delle Donne a FEST Il Festival delle Serie TV,<br \/>\ndal Festival dei Diritti a BookCity.<\/p>\n<p>IL PROGRAMMA<br \/>\nPLAY!<br \/>\nnovembre 2019<br \/>\nAttraverso lo skatepark ideato da Koo Jeong A e una serie di installazioni nel<br \/>\nPalazzo dell\u2019Arte la mostra vuole stimolare nel visitatore una partecipazione fisica<br \/>\ne mentale dello spazio che, attraverso le varie installazioni, arriva a sfidare le<br \/>\ndinamiche relazionali tra uomo e oggetto, tra individuo e collettivit\u00e0.<br \/>\nPlaygroud Pavilion<br \/>\naprile 2020<br \/>\nUn padiglione\/campo da gioco appositamente ideato per Triennale liberamente<br \/>\nfruibile e praticabile destinato a un pubblico ampio e trasversale<br \/>\nI DIALOGHI<br \/>\nGalleria piano terra<br \/>\nEnzo Mari e Hans Ulrich Obrist<br \/>\nmarzo \u2013 settembre 2020<br \/>\nDal costante dialogo nel corso degli anni tra Enzo Mari e Hans Ulrich Obrist nasce<br \/>\nquesto progetto espositivo dedicato a presentare il lavoro e il pensiero di uno dei<br \/>\nprincipali maestri e teorici del design italiano. Progetti, modelli, disegni e materiali<br \/>\ndi archivio documentano oltre 60 anni dell\u2019attivit\u00e0 di Mari. Organizzata in quattro<br \/>\nsezioni la mostra si apre con un nucleo di opere esposte in Enzo Mari. L\u2019arte del<br \/>\ndesign (GAM &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Torino, 2009), curata<br \/>\ndallo stesso Mari.<br \/>\nCarlo Aymonino<br \/>\nottobre 2020<br \/>\nAttraverso materiali d\u2019archivio la monografica presenta il lavoro dell\u2019architetto<br \/>\nromano Carlo Aymonino, evidenziando non solo la sua importanza nella scena<br \/>\nurbanistica della Roma degli anni Settanta, ma anche raccontandone gli aspetti<br \/>\npi\u00f9 umani e personali.<br \/>\nItalo Lupi e Saul Steinberg<br \/>\n2022<br \/>\nUno scambio e dialogo tra il lavoro di un maestro della grafica come Italo Lupi e il<br \/>\ndisegnatore e illustratore Saul Steinberg.<br \/>\nLE MOSTRE MANIFESTO<br \/>\nCurva primo piano<br \/>\nThe State of the Art of Architecture<br \/>\ngennaio \u2013 marzo 2020<br \/>\nPartendo dall&#8217;esperienza fatta a Chicago da Joseph Grima nell\u2019ambito della prima<br \/>\nedizione della Chicago Architecture Biennial, da lui curata nel 2015, saranno<br \/>\ninvitati oltre 50 studi di architettura internazionali a cui verr\u00e0 chiesto un progetto<br \/>\n\u201cmanifesto\u201d del loro approccio al fare architettura.<br \/>\nLa mostra presenter\u00e0, attraverso diversi media, il lavoro di una generazione di<br \/>\narchitetti provenienti da tutto il mondo invitata a riflettere sulla produzione di<br \/>\nnuove forme di pensiero architettonico.<br \/>\nUna serie di dibattiti e discussioni con ospiti internazionali accompagneranno la<br \/>\nmostra per portare un nuovo sguardo sul panorama dell&#8217;architettura<br \/>\ninternazionale contemporanea.<br \/>\nBjarke Ingels<br \/>\naprile \u2013 settembre 2020<br \/>\nLa mostra documenta il lavoro di Bjarke Ingels, architetto danese di fama<br \/>\ninternazionale, i cui progetti, mettendo in dialogo architettura e ambiente, si<br \/>\ncaratterizzano per una costante attenzione alle urgenze del contemporaneo e ai<br \/>\ntemi della trasformazione e del cambiamento, si tratti di cambiamento climatico,<br \/>\ndemografico, sociale, migratorio o ai cambiamenti indotti dallo sviluppo<br \/>\ntecnologico, economico o dalla stagnazione.<br \/>\nFuture Cities<br \/>\nottobre 2020<br \/>\nUna riflessione sul futuro delle citt\u00e0 attraverso gli interventi di architetti, urbanisti,<br \/>\nartisti, sociologi e filosofi.<br \/>\nHito Steyler<br \/>\nautunno 2021<br \/>\nArtista e teorica Hito Steyler porta avanti attraverso installazioni, video e scritti<br \/>\nuna rigorosa ricerca critica sui media, sulle tecnologie e sulle implicazioni sociali e<br \/>\npolitiche della veicolazione e circolazione delle immagini.<br \/>\nLE AVANGUARDIE<br \/>\nImpluvium<br \/>\nPedro Reyes<br \/>\ngennaio &#8211; marzo 2020<br \/>\nSpaziando dall\u2019architettura alla scultura, dalla performance al video, Pedro Reyes<br \/>\n(Citt\u00e0 del Messico, 1972) affronta tematiche sociali, ambientali, politiche ed<br \/>\neducative attraverso opere giocose e ironiche dalla forte connotazione<br \/>\npartecipativa.<br \/>\nFrancesca Torzo<br \/>\nData da definire<br \/>\nFrancesca Torzo (Padova, 1975) porta avanti un percorso di ricerca e analisi dei<br \/>\nlinguaggi architettonici e dell\u2019edilizia, con una particolare attenzione alla<br \/>\nsperimentazione sulle potenzialit\u00e0 dei materiali, in particolare del cemento,<br \/>\nproiettandoli in una dimensione poetica ed emozionale.<br \/>\nGLI EROI<br \/>\nSpazio centrale curva primo piano<br \/>\nGiancarlo De Carlo<br \/>\ngennaio \u2013 marzo 2020<br \/>\nIn occasione del centenario dalla nascita, la mostra presenter\u00e0 i diari, mai esposti<br \/>\nal pubblico, di Giancarlo De Carlo (1919-2005), architetto, urbanista, teorico<br \/>\ndell&#8217;architettura e accademico italiano.<br \/>\nI diari, ricchi di schizzi autografi, disegni, progetti, appunti di viaggio, aforismi<br \/>\narchitettonici e filosofici, curati e trascritti dalla figlia Anna, permettono di<br \/>\nripercorrere la vita intellettuale di De Carlo e svelano gli spunti di riflessione che<br \/>\nl\u2019architetto ha poi ritualizzato nel corso della fase pi\u00f9 matura della sua carriera.<br \/>\nVico Magistretti<br \/>\naprile \u2013 giugno 2020<br \/>\nIn occasione del centenario dalla nascita la mostra, realizzata in collaborazione<br \/>\ncon Fondazione Vico Magistretti, racconta la figura di questo importante Maestro<br \/>\nTriennale Milano 8\/9<br \/>\ndel design e dell\u2019architettura italiana attraverso progetti, disegni e materiali<br \/>\nd\u2019archivio.<br \/>\nGiovanni Muzio<br \/>\n2022<br \/>\nLa mostra esplora il rapporto di Giovanni Muzio con la citt\u00e0 di Milano.<br \/>\nLa Poesia \u00e8 di tutti<br \/>\nLinguaggi, azioni e visioni poetiche nelle pagine de \u201cla Lettura\u201d<br \/>\nnovembre 2019<br \/>\nPer il sesto anno \u00abla Lettura\u00bb e Fondazione Corriere della Sera presentano in<br \/>\nTriennale un viaggio volto a mettere in scena le forme contemporanee di dialogo<br \/>\ntra giornalismo, arte e strumenti di comunicazione. La mostra, curata da<br \/>\nGianluigi Colin e Antonio Troiano, ruota intorno ad uno dei linguaggi che pi\u00f9<br \/>\ncontraddistingue il lavoro dell&#8217;inserto, la Poesia. Questa sar\u00e0 \u201cesposta\u201d in una<br \/>\ndimensione originale, caratterizzata dalla contaminazione di forme e contenuti:<br \/>\nartisti come Fabre, Fioroni, Jodice, Kiefer, Kossuth, Paladino, Pistoletto, Spalletti<br \/>\ne Tatafiore dialogheranno con poeti passati e contemporanei attraverso opere<br \/>\nrealizzate per l\u2019occasione.<br \/>\nMarco Nereo Rotelli<br \/>\nOttobre 2019<br \/>\nIULM, cortile<br \/>\nCorrado Levi<br \/>\nPrimavera 2020<br \/>\nUna mostra diffusa in tutto il Palazzo dell\u2019Arte per presentare la figura eclettica,<br \/>\nla pratica e la poetica di Corrado Levi, architetto, artista, intellettuale, agitatore<br \/>\nculturale, docente, critico, curatore, collezionista.<br \/>\nNONMODERNISM<br \/>\naprile 2020<br \/>\nUn progetto collettivo di TOILETPAPER (Maurizio Cattelan &amp; Pierpaolo Ferrari),<br \/>\nStudio Job (Job Smeets), Charley Vezza e Stefano Seletti che si ricollega al<br \/>\npercorso iniziato con Il Super Ball alla Fondation Beyler di Basilea nel 2016 e<br \/>\nseguito da Maze of Quotes ad Art Basel Miami sempre nel 2016 per Fondation<br \/>\nBeyeler.<br \/>\nTriennale Milano Teatro<br \/>\nLa stagione 2019\/2020 di Triennale Milano Teatro continua e rafforza il percorso<br \/>\niniziato con la curatela di Umberto Angelini. A partire dall\u2019aggiornamento del<br \/>\nnome, Triennale Milano Teatro \u00e8 sempre pi\u00f9 parte integrante dell\u2019universo<br \/>\nTriennale Milano, luogo della produzione e della creazione delle arti<br \/>\ncontemporanee. Un progetto guidato dalla volont\u00e0 di dar vita a un vero e proprio<br \/>\ncantiere della ricerca e della sperimentazione, con lo sguardo rivolto alla scena<br \/>\ninternazionale e a quella italiana pi\u00f9 originale. Da qui la volont\u00e0 per questa nuova<br \/>\nstagione di chiamare a raccolta alcune delle esperienze pi\u00f9 interessanti delle<br \/>\nperforming arts nel panorama mondiale, rendendo al contempo sempre pi\u00f9<br \/>\nconnessa, integrata e omogenea la proposta del Teatro e quella di Triennale<br \/>\nMilano.<br \/>\nLa nuova stagione \u00e8 dedicata ai Classici con l\u2019obiettivo di ripartire da essi per<br \/>\nritrovare un punto di riferimento oltre la frammentazione del presente, per poter<br \/>\ncostruire strumenti di orientamento in grado di guidarci attraverso l\u2019epoca<br \/>\nliquida della post-verit\u00e0, per ascoltare le voci senza tempo dei loro autori e porle<br \/>\nin un confronto vivo e fecondo con l\u2019oggi.<br \/>\nLa conclusione della programmazione 2019\/2020 di Triennale Milano Teatro<br \/>\ncoincider\u00e0 con l\u2019avvio alla terza edizione di FOG Triennale Milano Performing<br \/>\nArts (marzo-giugno 2020)<br \/>\nTriennale Milano<br \/>\nviale Alemagna 6<br \/>\n20121 Milano<br \/>\nT. +39 02 724341<br \/>\nwww.triennale.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo di Broken Nature: Design Takes on Human Survival, XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, e l\u2019apertura del Museo del Design Italiano, Triennale Milano, sotto la guida del Presidente Stefano Boeri, presenta il suo programma culturale per l\u2019autunno-inverno 2019 e per tutto il 2020. Tale programma, avviato nel 2018, tiene conto della &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/72471\/architettura\/triennale-milano-progetti-programmi-ide.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Triennale Milano Progetti, programmi, ide<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":72473,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[25222,25220,25223,25221,25224,25225,20676,930,25219],"class_list":["post-72471","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","tag-cyrille-vigneron","tag-fondation-cartier","tag-herve-chandes","tag-joseph-grima","tag-lorenza-baroncelli","tag-severino-salvemini","tag-stefano-boeri","tag-triennale-milano","tag-triennale-milano-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72471","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72471"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72471\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72474,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72471\/revisions\/72474"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}