
{"id":71949,"date":"2019-07-18T23:22:32","date_gmt":"2019-07-18T21:22:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=71949"},"modified":"2019-07-18T23:22:32","modified_gmt":"2019-07-18T21:22:32","slug":"palazzo-reale-milano-guido-pajetta-miti-e-figure-tra-forma-e-colore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/71949\/arte\/palazzo-reale-milano-guido-pajetta-miti-e-figure-tra-forma-e-colore.html","title":{"rendered":"Palazzo Reale Milano Guido Pajetta Miti e figure tra forma e colore"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-71950\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/4_28_Autoritratto-in-giallo_Guido-Pajetta_1961-203x400.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/4_28_Autoritratto-in-giallo_Guido-Pajetta_1961-203x400.jpg 203w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/4_28_Autoritratto-in-giallo_Guido-Pajetta_1961-152x300.jpg 152w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/4_28_Autoritratto-in-giallo_Guido-Pajetta_1961.jpg 727w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/p>\n<p>Dal 5 luglio al 1\u00b0 settembre 2019 a Palazzo Reale apre al pubblico la mostra \u201dGuido Pajetta. Miti e figure tra forma e colore\u201d, promossa e prodotta da Comune di Milano &#8211; Cultura, Palazzo Reale e Fondazione Guido Pajetta.<\/p>\n<p>La rassegna, curata da Paolo Biscottini, Paolo Campiglio e dal figlio dell\u2019artista Giorgio Pajetta, ripercorre attraverso 95 opere, suddivise in 8 sezioni espositive, oltre sessant\u2019anni di lavoro dell\u2019artista milanese che ha avuto una posizione di primissimo piano nel panorama artistico del \u2018900.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-71951\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/1_01_Ritratto-di-signora_Guido-Pajetta_1922.tif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-71952\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/7_67_Donna-assorta-nella-lettura_Guido-Pajetta_1955-492x400.jpg\" alt=\"\" width=\"492\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/7_67_Donna-assorta-nella-lettura_Guido-Pajetta_1955-492x400.jpg 492w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/7_67_Donna-assorta-nella-lettura_Guido-Pajetta_1955-300x244.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/7_67_Donna-assorta-nella-lettura_Guido-Pajetta_1955-768x625.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 492px) 100vw, 492px\" \/>Nella sua lunga carriera Pajetta ha attraversato quasi interamente il secolo scorso, incontrandone gli stili e i personaggi pi\u00f9 importanti ma, nonostante i numerosi sodalizi artistici e le innegabili influenze, rimane una figura anomala all\u2019interno di questo contesto. Non gli interessa infatti legarsi e identificarsi con uno stile, tanto che si allontana da qualunque movimento artistico riconosciuto per non essere limitato nel proprio fare arte e resta per tutta la sua vita una figura eccentrica e libera nella propria indagine artistica.<\/p>\n<p>Nella vasta fortuna espositiva di Pajetta, questa mostra risponde all\u2019esigenza di riscoprirne la storia dalle origini alla morte.<\/p>\n<p>Divisa per ambiti tematici, l\u2019esposizione pone attenzione tanto ai rapporti di Pajetta con il panorama artistico milanese legato alla corrente \u201cNovecento\u201d e soprattutto a Sironi, quanto al suo successivo desiderio di entrare in rapporto con la produzione europea, e in particolar modo francese, con uno specifico interesse per il cubismo e il surrealismo. Il gesto pittorico di Pajetta, a volte leggero e veloce, altre volte graffiante e marcato, muta in continuazione. Ma se nel corso della sua carriera l\u2019artista cambia la forma della sua pittura e si mantiene sempre in bilico tra figurativo e astratto, non \u00e8 cos\u00ec per i contenuti, tutti riconducibili alla ricerca di s\u00e9, e di s\u00e9 nella storia.<\/p>\n<p>\u201cNel suo lavoro \u2013 afferma il curatore Paolo Biscottini \u2013 Pajetta pare sempre pi\u00f9 impegnato nella ricerca di una verit\u00e0 recondita e forse anche di una nuova coscienza di s\u00e9. Affiora il senso di un\u2019angosciosa solitudine a cui non pongono rimedio n\u00e9 il successo di critica e di mercato, n\u00e9 la tenacia nel lavoro o la vasta cultura letteraria. Tormentato dalle proprie ossessioni, l\u2019artista si affida all\u2019immagine come a una sorta di travestimento o di alter ego\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 infatti l\u2019inquietudine il tema generale di questo pittore affannato, che cerca nella tela e soprattutto nel colore il senso della propria vita. \u201cMio padre \u2013 dice Giorgio Pajetta \u2013 in realt\u00e0 \u00e8 un amante dell\u2019avventura a trecentosessanta gradi. Lui ha sempre sperimentato nuovi linguaggi, nuove tematiche ma anche nuove tecniche pittoriche. Per Pajetta artista lo stile \u00e8 il mezzo e non il fine della carriera pittorica e l\u2019arte \u00e8 lo strumento per indagare il proprio mondo interiore, analizzando gli aspetti universali della vita dell\u2019uomo e la sua condizione esistenziale\u201d.<\/p>\n<p>Il catalogo della mostra \u00e8 pubblicato da Skira.<\/p>\n<p>Ingresso libero<\/p>\n<p>Orari:<br \/>\nluned\u00ec 14.30 _19.30<br \/>\nmarted\u00ec, mercoled\u00ec, venerd\u00ec e domenica 9.30_19.30<br \/>\ngioved\u00ec e sabato 9.30_22.30<\/p>\n<p>Ultimo ingresso un\u2019ora prima della chiusura<\/p>\n<p>Informazioni:<br \/>\n<a id=\"\" href=\"http:\/\/trk.comune.milano.it\/e\/t?q=8%3dEdHeHX%26y%3dW%262%3dYHVJ%26I%3dFbMVIa%266o5n9%3dB7O4M_5vgt_F6_6ufu_F0_5vgt_EAAQ0.KoFnUDI50oFrHwFnI3.C7_Mewc_Wt%268%3d%26vN%3dFbJXMW\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\">www.palazzorealemilano.it<\/a><br \/>\n<a id=\"\" href=\"http:\/\/trk.comune.milano.it\/e\/t?q=6%3dFbLcIV%263%3dU%263%3dWLTK%26G%3dJZNTMY%264p3r0%3d0AM5_Jhve_Ur_Kfug_Uu_Jhve_TwPBO.xNx66IpBvM93.tH2_Jhve_Tw%267%3d%26xK%3dIaLUPV\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\">www.guidopajetta.com<\/a><\/p>\n<p><em><strong>Guido Pajetta \u2013 Note biografiche<\/strong><\/em><br \/>\nGuido Pajetta nasce a Monza nel 1898 da un\u2019antica famiglia di pittori veneti. Nel 1915 inizia la propria formazione artistica presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera a Milano dove, in seguito, sar\u00e0 allievo di Ambrogio Alciati.<\/p>\n<p>Nel 1917 si arruola volontario nelle truppe d\u2019assalto per il Primo Conflitto Bellico Mondiale e si congeda nel 1920. L\u2019esperienza bellica avr\u00e0 su di lui un\u2019influenza devastante.<\/p>\n<p>Termina gli studi all\u2019Accademia di Brera nel 1922 con menzione onorevole e inizia la propria carriera nell\u2019ambito dell\u2019ambiente artistico milanese, coniugando la scuola tardo ottocentesca del maestro Alciati con la tradizione familiare.<\/p>\n<p>Fa la conoscenza di due artisti che segneranno la sua svolta dall\u2019accademismo alla modernit\u00e0: Anselmo Bucci e Mario Sironi, fondatori di \u201cNovecento\u201d e portatori a Milano di una vera e solida cultura europea. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1928, 1930 e 1932 e alla quadriennale di arte di Roma del 1931 e 1935. In parallelo alla carriera espositiva, Pajetta si afferma nelle principali gallerie private del tempo: Galleria Milano, il Milione e Gian Ferrari. In questi anni conosce anche Lucio Fontana, rientrato dall\u2019Argentina, con il quale stringe un\u2019amicizia che li legher\u00e0 a lungo.<\/p>\n<p>La svolta che l\u2019incontro con Sironi e con \u201cNovecento\u201d genera in Pajetta \u00e8 di grande importanza. L\u2019ago della bilancia culturale si sposta dal colorismo veneto al sintetismo volumetrico di Masaccio e Piero della Francesca, pittori centrali nel dibattito all\u2019interno di Novecento Italiano. Nel ciclo di dipinti in cui l\u2019influenza di Sironi \u00e8 palese, non mancano tuttavia esperienze del tutto personali che riguardano sia un colorismo pi\u00f9 acceso &#8211; spesso fantastico e irreale &#8211; sia una forma che, apparentemente di sintesi volumetrica, a un\u2019attenta osservazione si rivela generata dal colore, come da tradizione veneta.<\/p>\n<p>Nel 1934 compie il primo viaggio a Parigi alla ricerca di contatti culturali e di eventuali sedi espositive. Nei successivi lunghi soggiorni francesi, fino al 1939, Pajetta ha esperienze culturali che daranno una svolta al suo lavoro. Per la prima volta osserva con stupore la luce degli impressionisti e studia con attenzione i dipinti delle prime avanguardie europee, in particolare il cubismo di Picasso e Braque e la pittura fauve di Matisse e Dufy. Guarda inoltre con acceso interesse alle opere di Max Ernst, Dal\u00ec e De Chirico.<\/p>\n<p>Rientrato a Milano nel 1938 si sposa con Maria Panizzutti, sua modella. Da questa unione nasceranno tre figli maschi.<\/p>\n<p>Dal 1942 &#8211; anno del primo bombardamento su Milano &#8211; Pajetta si trasferisce con la moglie e i figli a Tremezzo sul lago di Como, per far ritorno con la famiglia a Milano nel 1946. Dal mondo idilliaco del lago di Como Pajetta si ritrova in una citt\u00e0 affamata e distrutta dai bombardamenti, con scenari animati da un\u2019umanit\u00e0 disperata. Da questo momento la sua pittura cambia violentemente registro e perde ogni leggerezza. Il colore si fa cupo, nella riscoperta del nero, mentre il linguaggio si fa elementare, primitivo.<\/p>\n<p>Tra la fine deli anni \u201940 e i primi \u201960 espone a Milano, Parigi e anche a Londra, dove entra in contatto con la figurazione inglese espressa da artisti come Henry Moore, Francis Bacon e Graham Sutherland. Queste esperienze europee durano fino al 1963, quando decide di esporre unicamente alla Galleria del Lauro a Milano.<\/p>\n<p>Il 1967 segna un\u2019importante svolta nella sua vita e nella sua pittura: abbandona il grande studio di via Cadore e si \u201crintana\u201d in una piccola casa-studio nell\u2019amato quartiere di Brera, in via Tessa 1, dove inizia una nuova sperimentazione con la tecnica dei colori acrilici. Questo sistema gli consente di esprimere, in maniera \u201cinnocente\u201d, la propria dinamica psichica e gestualit\u00e0 interpretativa.<\/p>\n<p>Nel 1981 contrae una grave malattia articolare che lo costringe a lunghi periodi di inattivit\u00e0 con conseguente aggravamento della depressione. Da questo momento il suo lavoro subisce l\u2019ultima svolta. Le opere diventano per il pittore lo specchio per leggere la propria condizione intima e vi si alternano, in maniera antitetica, esplosioni vitalistiche e sentimenti di sofferenza e dolore.<\/p>\n<p>Pajetta muore nel 1987 a Milano.<\/p>\n<p><em><strong>Guido Pajetta \u2013 Tematiche<\/strong><br \/>\n<\/em>Nelle diverse fasi della sua opera, tra i temi pi\u00f9 cari all\u2019artista, troviamo il ritratto che, ereditato dalla tradizione familiare, nel secondo dopoguerra diventa decisamente pi\u00f9 introspettivo e critico, fino a sfociare in una vera ossessione con l\u2019autoritratto. \u00c8 invece la natura morta a dominare la fine degli anni Trenta e l\u2019inizio dei Quaranta, diventando un tema che accompagner\u00e0 l\u2019intera vicenda artistica di Pajetta. La variet\u00e0 degli oggetti, dalla frutta ai vasi, dalla sedia al drappo, ha il compito di rappresentare la condizione umana in tutta la sua precariet\u00e0 e permette all\u2019artista di fuggire, almeno apparentemente, dalle sue ossessioni.<\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni Trenta si intensificano anche i riferimenti alla classicit\u00e0 e al mito in una figurazione che da un lato denuncia affinit\u00e0 con la poetica di Carr\u00e0 e Sironi e dall\u2019altro esprime una tendenza a uscire dalla retorica conformista del tempo.<\/p>\n<p>\u00c8 poi la maschera, come metafora della vita e di una sempre pi\u00f9 sofferta condizione umana, a irrompere nell\u2019arte come rappresentazione di guerra, sofferenza e inquietudine.<\/p>\n<p>L\u2019altro grande tema pittorico del lavoro di Pajetta \u00e8 la figura femminile che per\u00f2 non \u00e8 mai oggetto di piatta idealizzazione ma piuttosto lo strumento per una lettura profonda della realt\u00e0 quotidiana. Nella sua pittura l\u2019ironia svolge un ruolo antiretorico, volto a esorcizzare le ferite dello spirito, per questo al nudo femminile sono spesso affiancati particolari animali domestici.<\/p>\n<p>\u00c8 infine attraverso una singolare lettura poetica del paesaggio che Pajetta esprime in senso crescente la volont\u00e0 di andare oltre il conformismo di questo genere per portarsi verso un mondo lontano e altro. \u00c8 in questo tema che cerca uno spazio autenticamente libero e l\u2019ingresso in luoghi fantastici e sovratemporali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 5 luglio al 1\u00b0 settembre 2019 a Palazzo Reale apre al pubblico la mostra \u201dGuido Pajetta. Miti e figure tra forma e colore\u201d, promossa e prodotta da Comune di Milano &#8211; Cultura, Palazzo Reale e Fondazione Guido Pajetta. 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