
{"id":71670,"date":"2019-07-02T09:30:57","date_gmt":"2019-07-02T07:30:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=71670"},"modified":"2019-07-02T09:30:57","modified_gmt":"2019-07-02T07:30:57","slug":"tai-durella-e-incrocio-manzoni-i-bianchi-della-serenissima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/71670\/enogastronomia\/tai-durella-e-incrocio-manzoni-i-bianchi-della-serenissima.html","title":{"rendered":"TAI, DURELLA E INCROCIO MANZONI: \u201cI BIANCHI DELLA SERENISSIMA\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Tre vitigni a bacca bianca, autoctoni del Veneto, Tai, Durella e Incrocio Manzoni 6.0.13, sono stati i protagonisti del secondo incontro del ciclo \u201cAutoctonia Milano\u201d &#8211; \u201cI bianchi della Serenissimaideato e organizzato da Winedrops, realt\u00e0 specializzata nella ricerca e nella commercializzazione di vini provenienti da uve originarie delle varie regioni italiane.<\/p>\n<p>Carlo Schettino, titolare di Winedrops, prosegue cos\u00ec \u00a0la rassegna con cui vuole offrire<br \/>\nla giusta visibilit\u00e0 a vitigni dalle grandi qualit\u00e0 e alle Cantine che li coltivano.<br \/>\nDue vitigni sono stati presentati dalla Cantina Ornella Bellia, di Pramaggiore, in provincia<br \/>\ndi Venezia: il leggendario Manzoni bianco, incrocio di Riesling renano e Pinot bianco, a<br \/>\nquasi cento anni dalla creazione da parte del grande agronomo veneto Luigi Manzoni, e il<br \/>\nTai, che, come un\u2019araba fenice, \u00e8 risorto dalle ceneri del Tocai (assumendo, in Veneto,<br \/>\nquesto nome) e sta vivendo una seconda, autonoma, giovinezza.<\/p>\n<p><strong>Cantina Ornella Bellia<\/strong><\/p>\n<p>La storia della Cantina Ornella Bellia si sviluppa a partire dal 1951 attraverso tre<br \/>\ngenerazioni, che hanno espresso la propria passione in un territorio vocato<br \/>\nall\u2019eccellenza e che hanno fatto della qualit\u00e0 la propria missione di vita. L\u2019Azienda \u00e8<br \/>\nsituata a Pramaggiore, nel cuore dell\u2019area \u201cLison Pramaggiore\u201d, che oggi fa parte<br \/>\ndella nuova Doc \u201cVenezia\u201d.<br \/>\nIniziando da 18 ettari condotti a mezzadria da Aurelio Bellia, la Cantina \u00e8 stata poi<br \/>\nguidata dal figlio Giovanni e ora dalla nipote Ornella, con oltre 33 ettari di propriet\u00e0<br \/>\nuniti ad altrettanti ettari di selezionati e fidelizzati conferitori che puntualmente<br \/>\nricevono dagli agronomi ed enologi le corrette indicazioni sulle cure da apportare al<br \/>\nvigneto e alle uve.<br \/>\n<strong>Il vitigno Tai bianco<\/strong><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-71671\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/31H5Dl1cPoL-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/31H5Dl1cPoL-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/31H5Dl1cPoL-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/31H5Dl1cPoL-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/31H5Dl1cPoL.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><br \/>\nIl vitigno denominato \u201cTai\u201d \u00e8 l\u2019erede, in Veneto, del glorioso Tocai, che da sempre<br \/>\nviene tradizionalmente allevato tutto il Nord Est d\u2019Italia. Dopo che, dal 2007, non \u00e8<br \/>\nstato pi\u00f9 possibile utilizzare il nome storico, in Friuli, quest\u2019uva ha assunto il nome<br \/>\n\u201cFriulano\u201d, in Lombardia \u201cTuch\u00ec\u201d e in Veneto, per l\u2019appunto, \u201cTai\u201d. La rivoluzione<br \/>\nha coinvolto anche il Tai rosso, vitigno totalmente diverso dal punto di vista<br \/>\nampelografico, parente del francese Grenache e del sardo Cannonau.<br \/>\nLa zona di produzione del Tai \u00e8 situata prevalentemente nelle provincie di Padova<br \/>\n(Colli Euganei), Treviso (Riviera del Piave) e Venezia, dove il vino assume il nome<br \/>\ndel territorio: Lison Pramaggiore.<br \/>\nA volte per\u00f2, come in questo tuttavia, i mali non vengono per nuocere. Le nuove<br \/>\ndifferenziate denominazioni, infatti, consentono di evidenziare maggiormente le<br \/>\ntipicit\u00e0 assunte dal vitigno nelle diverse condizioni di allevamento. In Veneto, ma<br \/>\nanche in tutte le zone di produzione, si \u00e8 quindi accentuato l\u2019interesse verso questo<br \/>\nvitigno dalla personalit\u00e0 cos\u00ec marcata, sia per l\u2019aroma seducente che per una beva<br \/>\nentusiasmante.<br \/>\nDal punto di vista organolettico, il Tai da un vino bianco elegante di colore giallo<br \/>\npaglierino che, al naso, presenta aromi floreali, un ricordo di frutta a polpa bianca e<br \/>\nsoprattutto una delicata nota di mandorla amara, tipica della variet\u00e0. In bocca \u00e8<br \/>\ndeciso, sapido e di buon corpo. Compagno ideale per piatti di pesce, primi e secondi,<br \/>\n\u00e8 ottimo anche con i salumi.<br \/>\n<strong>Il vitigno Incrocio Manzoni 6.0.13 (Manzoni bianco)<\/strong><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-71672\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/4-100x300.png\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/4-100x300.png 100w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/4-133x400.png 133w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/4.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/strong><br \/>\nLa nascita del vitigno Manzoni Bianco, o Incrocio Manzoni 6.0.13, \u00e8 frutto<br \/>\ndell\u2019interesse che si diffuse in Europa all\u2019inizio del secolo scorso per il miglioramento<br \/>\ngenetico della vite, come possibile soluzione alle malattie (fillossera, oidio) che in<br \/>\nquel periodo infestarono i vigneti di tutto il continente.<br \/>\nIn Italia, la sperimentazione fu iniziata nel 1924 dal professore veneto Luigi Manzoni,<br \/>\nin accordo con l\u2019illustre agronomo piemontese Giovanni Dalmasso, con l\u2019obiettivo di<br \/>\nricercare una variet\u00e0 a bacca bianca e una nera da affiancare a quelle tradizionali<br \/>\nallora coltivate.<br \/>\nRisultato delle ricerche fu l\u2019Incrocio Manzoni 6.0.13, risultato appunto<br \/>\ndell\u2019incrocio tra Riesling renano e Pinot bianco. Considerato un vitigno<br \/>\nautoctono della provincia di Treviso, oggi \u00e8 allevato anche in numerose parti<br \/>\nd\u2019Italia.<br \/>\nIl Manzoni Bianco si adatta ottimamente a climi e terreni anche molto diversi<br \/>\ntra loro, anche se si fanno preferire i terreni collinari, non compatti, profondi e<br \/>\nfreschi.<br \/>\nIl grappolo \u00e8 di dimensioni ridotte e mediamente compatto. L\u2019acino \u00e8 piccolo e<br \/>\ndi colore giallo-verde, la buccia \u00e8 spessa e ha un gusto aromatico. Il vino che si<br \/>\nottiene \u00e8 di grande finezza, equilibrio ed eleganza, buon corpo, discreta<br \/>\ngradazione e acidit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Cantina Fattori di Terrossa<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-71673\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/ronca_classico36-115x300.png\" alt=\"\" width=\"115\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/ronca_classico36-115x300.png 115w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/ronca_classico36-153x400.png 153w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/ronca_classico36.png 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 115px) 100vw, 115px\" \/>La terza uva \u00e8 la Durella: bacca bianca coltivata fin dal 1700 (presentata dalla Cantina<br \/>\nFattori di Terrossa, in provincia di Verona), che origina il vino Durello e che si sta<br \/>\naffermando come base ideale per Metodi Classici di grande \u2026 classe!<\/p>\n<p>L\u2019Azienda \u00e8 stata fondata all\u2019inizio del secolo scorso, quando Antonio Fattori, inizi\u00f2<br \/>\na piantare viti nelle colline di Terrossa, in provincia di Verona.<br \/>\nOggi la cantina \u00e8 guidata dalla terza generazione, il nipote, anche lui Antonio, che a<br \/>\npartire dagli anni Settanta ha adottato tecniche, strumenti e metodi sempre pi\u00f9<br \/>\naggiornati: nuovi vigneti o recupero di alcuni vecchissimi, contenitori in cemento,<br \/>\nlegno o acciaio, fermentazioni a temperature sempre pi\u00f9 basse.<br \/>\nI vigneti si trovano tra i 150 e 450 metri di altezza: a ogni quota vitigni diversi per<br \/>\nvini diversi, lavorati e condizionati in una cantina dove sistemi e metodi non invasivi<br \/>\nhanno permesso di eliminare quasi totalmente l\u2019uso della chimica.<br \/>\n<strong>Il vitigno Durella bianca<\/strong><br \/>\nIl vino Durello, nelle sue versioni fermo e spumante, \u00e8 ottenuto dalla vinificazione<br \/>\ndel vitigno Durella bianca, presente nella regione del veronese da tempi remotissimi.<br \/>\nIl suo nome sembra derivare dalla resistenza dell\u2019acino alle intemperie e alle<br \/>\nalterazioni. In un passato ormai lontano, queste uve erano vinificate con la<br \/>\nmacerazione delle parti solide e per questo il vino si presentava dal colore molto<br \/>\nintenso e dal gusto astringente; per la sua acidit\u00e0, era utilizzato per incrementare il<br \/>\ntenore acido di altri vini. Negli anni Sessanta del secolo scorso, si pass\u00f2 invece alla<br \/>\nvinificazione \u201cin bianco\u201d (ossia facendo fermentare il succo d\u2019uva separatamente<br \/>\ndalle vinacce), ottenendo nettamente vini pi\u00f9 gradevoli alla beva.<br \/>\nAllevato nella zona dei Monti Lessini, presenta grappoli compatti di dimensioni<br \/>\ncontenute, con acini ovoidali dal colore giallo verdastro. Il vino che se ne ottiene \u00e8 di<br \/>\ncolore giallo paglierino, fruttato, fresco, dal gusto acidulo molto piacevole.<br \/>\nProprio l\u2019elevata acidit\u00e0 ne fa una base ideale per la produzione di spumanti, sia<br \/>\nrifermentati in autoclave sia in bottiglia (metodo classico): bollicine in cui al naso si<br \/>\navvertono di volta in volta sia note agrumate (pi\u00f9 o meno marcate, pi\u00f9 o meno dolci),<br \/>\nsia sentori pi\u00f9 morbidi, di mela verde, mentre in bocca si percepiscono una<br \/>\nmineralit\u00e0 molto persistente, con una crosta di pane appena accennata e un<br \/>\nretrogusto amarognolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-71674\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/07\/62279471_2263126707096235_4820365409754546176_n-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>Dulcis in fundo.. la degustazione \u00e8 terminata con un passito della Cantina Bellia il cui nome \u00e8\u00a0 un omaggio a MAL\u00a0 e alla sua canzone Pensiero d&#8217;amore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Avviata nel mese di maggio, la rassegna \u201cAutoctoni a Milano\u201d \u00e8 finalizzata a fare, con<br \/>\ncadenza mensile, conoscere i vitigni autoctoni di tutte le regioni d\u2019Italia, che costituiscono<br \/>\nil pi\u00f9 raro e prezioso patrimonio della nostra vitivinicoltura.<br \/>\nWinedrops opera dal 2012, nel settore della distribuzione di vini, con l\u2019innovativa formula del<br \/>\nconto vendita, coinvolgendo a oggi circa 50 cantine di tutta Italia con prodotti autoctoni e con una<br \/>\nrete di altrettanti clienti professionisti della ristorazione su Milano. Oggi Winedrops ha una<br \/>\nlogistica in prossimit\u00e0 di Milano e raggiunge i propri Clienti entro 48h. Obiettivo di Winedrops \u00e8<br \/>\nsoprattutto quello di riuscire a offrire ai propri Clienti-Operatori, vini indigeni monovarietali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre vitigni a bacca bianca, autoctoni del Veneto, Tai, Durella e Incrocio Manzoni 6.0.13, sono stati i protagonisti del secondo incontro del ciclo \u201cAutoctonia Milano\u201d &#8211; \u201cI bianchi della Serenissimaideato e organizzato da Winedrops, realt\u00e0 specializzata nella ricerca e nella commercializzazione di vini provenienti da uve originarie delle varie regioni italiane. 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