
{"id":7069,"date":"2010-07-19T08:51:17","date_gmt":"2010-07-19T06:51:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=7069"},"modified":"2010-07-19T08:51:17","modified_gmt":"2010-07-19T06:51:17","slug":"pompei-e-vinum-nostrum-una-mostra-e-un-viaggio-nei-luoghi-storici-del-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/7069\/turismo\/pompei-e-vinum-nostrum-una-mostra-e-un-viaggio-nei-luoghi-storici-del-vino.html","title":{"rendered":"Pompei e Vinum nostrum: una mostra e un viaggio nei luoghi storici del vino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><strong><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 12pt\">Al via agli itinerari in Campania e in Lucania, dal 19 luglio al 15 maggio 2011<\/span><\/font><\/strong><\/strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: &#39;Arial Unicode MS&#39;; color: black\">\u3000<\/span><\/font><font color=\"black\"><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">E&rsquo; Pompei&nbsp; la protagonista della grande mostra <em><span style=\"font-style: italic\">Vinum nostrum<\/span><\/em>&nbsp; (dal 20 luglio al 15 maggio 2011 a Firenze, Palazzo Pitti) che ripercorre la storia della vite nell&rsquo;antichit&agrave;, dalla Mesopotamia alla Grecia fino a Roma, da dove si diffuse a tutte le Provincie dell&rsquo;Impero. Particolarit&agrave; dell&rsquo;iniziativa &egrave; quella di proporre contemporaneamente in tutta Italia una serie di itinerari collegati a partire naturalmente dall&rsquo;area archeologica vesuviana, custode di una testimonianza unica sulla viticoltura antica: l&rsquo;eruzione del Vesuvio del 79 d. C. infatti sigill&ograve; oltre alla citt&agrave; con i suoi abitanti anche gli ambienti naturali insieme alle straordinarie tracce di&nbsp;una coltura&nbsp;&nbsp;che tanta parte ebbe nella&nbsp;storia antica.&nbsp; Il reimpianto e la valorizzazione dei vigneti dell&rsquo;antica Pompei&nbsp; costituiscono ormai un modello per gli scienziati di tutto il mondo: nata da un importate lavoro di sperimentazione condotto da oltre quindici anni dal Laboratorio la loro valorizzazione conosce oggi un nuovo impulso grazie alla promozione voluta dal Commissario delegato per l&rsquo;emergenza Marcello Fiori. Il&nbsp;pregiato vino&nbsp;&nbsp;Villa dei Misteri in seguito al coinvolgimento delle ambasciate italiane di tutto il mondo, &egrave; divenuto cos&igrave; un&nbsp;significativo biglietto da visita delle attivit&agrave; di una Pompei sempre pi&ugrave; viva. Tra i vari riconoscimenti scientifici la SANP ha ricevuto anche il Premio Roero 2003 dedicato al paesaggio viticolo italiano.<\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt\">&rsquo;Durante l&rsquo;intero periodo della mostra chi verr&agrave; a visitare Pompei potr&agrave; percorrere una &ldquo;via del vino antico&rdquo; &#8211; spiega Fiori &#8211; ma sar&agrave; anche invitato a recarsi a Firenze a visitare la mostra o quei luoghi poco noti della Basilicata e della Campania che hanno visto germogliare tanti secoli fa quelle viti, che qualche sconosciuto navigante aveva portato dalla lontana Grecia. <\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt\">&Egrave; un tentativo, raro nel nostro Paese, di legare un percorso espositivo alle realt&agrave; territoriali: se riuscir&agrave;, non solo sar&agrave; motivo di orgoglio per tutti quelli che a questo progetto hanno lavorato, ma soprattutto sar&agrave; anche una piacevole occasione di scoperta e di crescita per quei turisti che vogliono unire la qualit&agrave; archeologica alla qualit&agrave; del paesaggio e dell&rsquo;ambiente naturale&rsquo;&rsquo;.<\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Ecco perch&eacute; &egrave; la Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei con il suo Laboratorio di Ricerche Applicate diretto da Annamaria Ciarallo, a curare per Campania e Lucania, che era l&#39;antica Enotria, le iniziative collegate alla mostra fiorentina <em><span style=\"font-style: italic\">Vinum Nostrum<\/span><\/em>. La Soprintendenza della Basilicata ha infatti affidato al Laboratorio pompeiano i suoi campioni per &nbsp;lo studio naturalistico della viticoltura antica &nbsp;in ambito magnogreco.<\/span><\/font><\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">I primi due percorsi al via il 20 luglio. A Pompei &ldquo;La via del vino nell&rsquo; antica Pompei&rdquo;. A Grumento, nel Museo Archeologico dell&rsquo; Alta Val d&rsquo; Agri, la mostra &ldquo;Dioniso e le Ninfe: culto e iconografia&rdquo;.<\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">DUE ITINERARI IN CAMPANIA <\/span><\/font><\/strong><\/strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">&#8211; La <em><span style=\"font-style: italic\">Campania Felix<\/span><\/em> degli antichi era notissima anche per la produzione di vini: gli autori classici citano in particolare il Falerno, il Pompeiano, il Sorrentino. La viticoltura campana &egrave; perdurata nei secoli &ndash; Santa Lancerio, ad esempio, nel 1536 enumera ben quattordici vini di alta qualit&agrave; molto amati da Paolo III Farnese, di cui era &ldquo;bottigliere&rdquo; &#8211; e ancora oggi nella regione si producono vini molto pregiati.<\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 9pt\">POMPEI<\/span><\/font><\/strong><\/strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 9pt\"> &#8211;<\/span><\/font><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"> Gli studi condotti nell&rsquo;antica Pompei, confermando quanto sostenuto dagli Autori classici circa la produzione di un &ldquo;vino pompeiano&rdquo; hanno evidenziato la presenza di vigneti in alcune aree a verde dislocate nei quartieri, che si sviluppavano intorno all&rsquo;Anfiteatro. Sul terreno furono trovati, infatti, non solo pollini e frammenti di legno appartenenti a viti, ma anche le cavit&agrave; lasciate nel terreno dalle radici, i cui calchi confermarono la presenza di viti appoggiate a pali di legno e dislocate su filari orientati in direzione N-S con distanze tra filari e su filare, che corrispondevano a quelle indicate dagli agronomi classici.<strong><span style=\"font-weight: bold\"> <\/span><\/strong>Volendo restituire al loro antico uso quegli spazi la scelta delle variet&agrave; da mettere a dimora fu stabilita da uno studio ampelografico comparato tra i grappoli d&rsquo;uva raffigurati negli affreschi e quelli dei vitigni campani che la tradizione vuole discendano dai capostipiti greci e romani. Dopo una sperimentazione colturale durata quattro anni si decise di reimpiantare i vigneti due vitigni autoctoni, lo <em><span style=\"font-style: italic\">sciacinoso<\/span><\/em> e il <em><span style=\"font-style: italic\">piedirosso, <\/span><\/em>i cui capostipiti si identificavano probabilmente con la <em><span style=\"font-style: italic\">Vitis<\/span><\/em><em><span style=\"font-style: italic\"> oleogina<\/span><\/em> e la <em><span style=\"font-style: italic\">Columbina<\/span><\/em><em><span style=\"font-style: italic\"> purpurea <\/span><\/em>.<strong><span style=\"font-weight: bold\"> <\/span><\/strong>Attualmente le uve prodotte nei vigneti dell&rsquo;antica Pompei vengono vinificate dalla Mastroberardino con il nome dei &ldquo;Villa dei Misteri&rdquo;: <\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Cantine Mastroberardino<\/span><\/font><\/strong><\/strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"> &#8211; Le cantine Mastroberardino sono state premiate nel 2003 con il Premio Roero dedicato al paesaggio viticolo italiano per l&rsquo;attivit&agrave; di recupero e di valorizzazione dei vitigni autoctoni campani. La loro storia risale ufficialmente al 1878, ma fin dall&rsquo;inizio del secolo precedente la famiglia, rimasta ininterrottamente alla guida dell&rsquo;Azienda e giunta oggi alla decima generazione, svolgeva la sua attivit&agrave; nel settore del vino. Al dr. Antonio Mastroberardino, Cavaliere del Lavoro ed attuale Presidente Onorario della Societ&agrave;, &egrave; unanimemente riconosciuto il grandissimo merito di avere creduto nella vocazione vinicola del territorio irpino e nella qualit&agrave; dei suoi vigneti quando, alla fine della seconda guerra mondiale, essi erano sull&rsquo;orlo dell&rsquo;estinzione. La sua passione e competenza ne ha permesso il recupero e la valorizzazione, premiati sia dalla loro affermazione sui mercati di tutto il mondo, sia dal riconoscimento della prestigiosa Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) attribuita prima al Taurasi nel 1992 e poi nel 2003 al Greco di Tufo ed al Fiano di Avellino: una straordinaria concentrazione di vini di pregio per un territorio di ridotte dimensioni.<\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 9pt; font-weight: bold\">LA COPPA DI<\/span><\/font><\/strong><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 9pt; font-weight: bold\"> NESTORE E LE VITI DI ISCHIA<\/span><\/font><\/strong><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt; font-weight: bold\"> &#8211; <\/span><\/font><\/strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Ischia ha un ricco patrimonio storico-artistico, che comprende a Lacco Ameno il Museo e gli Scavi di S. Restituta e soprattutto il Museo Archeologico di Pithecusae, in cui sono conservate la Coppa di Nestore ed altre testimonianze che segnano l&rsquo;origine della viticoltura in Campania. A Forio si segnalano i Giardini La Mortella, realizzati negli anni &lsquo;30 dal famoso paesaggista Page. L&#39;itinerario comprende il <strong><strong><font><span style=\"font-family: Arial\">Museo di S. Restituta <\/span><\/font><\/strong><\/strong>&nbsp;&nbsp;posto sotto la chiesa Santa Restituta situata nel comune di Lacco Ameno, nel luogo stesso degli antichi insediamenti<strong><strong><font><span style=\"font-family: Arial\"> e Il Museo Archeologico di Pithecusae, <\/span><\/font><\/strong><\/strong>&nbsp;a Lacco Ameno. Il Museo &egrave; ospitato nell&#39;edificio principale del complesso di Villa Arbusto, costruito nel 1785 da Don Carlo Acquaviva, Duca d&#39;Atri, l&igrave; dove esisteva la masseria dell&#39;Arbusto. La propriet&agrave; divenuta nel 1952 residenza estiva dell&#39;editore A. Rizzoli fu acquistata, poi dal Comune di Lacco Ameno per ospitarvi il Museo Archeologico, destinato ad illustrare la storia dell&#39;isola dalla Preistoria sino all&#39;et&agrave;. Romana.<br \/> Il Complesso dell&#39;Arbusto comprende anche uno splendido parco, ricco di una grande variet&agrave; di piante, e gode di una straordinaria posizione panoramica. Numerosi ed importantissimi sono sopratutto i reperti relativi all&#39;insediamento greco di Pithecusae, fondato nel secolo quarto dell&#39;VIII sec. a.c. da Greci provenienti dall&#39;isola di Eubea.<strong><span style=\"font-weight: bold\"> <\/span><\/strong><\/span><\/font><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: &#39;Arial Unicode MS&#39;; color: black; font-size: 10pt; font-weight: bold\">\u3000<\/span><\/font><\/strong><strong><font color=\"black\"><\/font><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt; font-weight: bold\">Cantine d&rsquo;Ambra &#8211; <\/span><\/font><\/strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Il vigneto Frassitelli delle Cantine D&rsquo; Ambra &egrave; stato celebrato da Veronelli come uno dei &quot;piu&#39; belli al mondo&quot;. La viticoltura sull&rsquo; isola di Ischia ha radici antichissime, testimoniate dai reperti conservati nei suoi Musei: essa si &egrave; protratta nei secoli gestita con fatica dalle famiglie locali, che hanno strappato la terra terrazzando anche alle pendici pi&ugrave; acclivi.&nbsp; Le Cantine d&rsquo; Ambra fondate nel 1880, sono celebri per il recupero dei vitigni autoctoni isolani e per il ripristino dell&rsquo; antica viticoltura ischitana caratterizzata da stretti terrazzamenti situati a 500 mt. d&rsquo; altezza a strapiombo sul mare. Le cantine sono affiancate da un Museo dedicato alle tradizioni agricole ischitane, che completano in maniera significativa il percorso di visita<\/span><\/font><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black\">.<\/span><\/font><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"> <\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" class=\"ecxMsoNormal\"><strong><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 11pt\">In Lucania<\/span><\/font><\/strong><\/strong><strong><strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 18pt\"> <\/span><\/font><\/strong><\/strong><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">&#8211; Terra ancora oggi sconosciuta agli Italiani stessi, la Lucania, odierna Basilicata, &egrave; un po&rsquo; la culla della viticoltura europea: non a caso la sua pi&ugrave; antica popolazione era quella degli Enotri, che abitavano l&rsquo; Enotria, la terra del vino, e i suoi vini, i l<em><span style=\"font-style: italic\">ucani<\/span><\/em> e i <em><span style=\"font-style: italic\">lagarini<\/span><\/em>, sono ricordati dagli scrittori classici. La Regione ha tutelato gran parte del propri territorio e oggi &egrave; quella che in Italia in proporzione ha la maggiore concentrazione di parchi e di riserve naturali. Particolarmente ricco il programma degli itinerari a partire da quello del &nbsp;<strong><strong><font><span style=\"font-family: Arial\">Vulture<\/span><\/font><\/strong><\/strong>, un vulcano a caldera spento da epoca preistorica. Ricco di sorgenti, ricoperto di boschi formati tra gli altri da faggi, querce, frassini ha una ricca flora costituita da ben 977 specie comprendenti piante officinali di pregio. Le sue larghe e fertilissime pendici di natura vulcanica ospitano estesi vigneti coltivati ad aglianico: il termine sembra essere corruzione di <em><span style=\"font-style: italic\">vitis hellenica, <\/span><\/em>il vitigno che la tradizione vuole importato nella terra degli Enotri dall&rsquo; antica<em><span style=\"font-style: italic\"> <\/span><\/em>Grecia. Soprattutto nei vigneti a consumo familiare la tecnica colturale &egrave; molto antica: viti condotte ad alberello basso e tralci raccolti su tre canne appositamente disposte<strong><span style=\"font-weight: bold\">. <\/span><\/strong>Uno dei paesi pi&ugrave; rappresentativi &egrave;&nbsp; <strong><span style=\"font-weight: bold\">Barile <\/span><\/strong>il cui nome<strong><span style=\"font-weight: bold\"> <\/span><\/strong>potrebbe anche essere riferito allo stemma che raffigura un barile e un grappolo d&#39;uva, a testimonianza&nbsp; della vocazione territoriale strettamente legata all&rsquo; aglianico.. Interessanti sono le oltre cento cantine scavate nel tufo circa cinque secoli fa e ancora oggi utilizzate per l&#39;invecchiamento del vino, simbolo dell&rsquo;arte enoica barilese. Nel territorio sorgono le <strong><span style=\"font-weight: bold\">Cantine Paternoster premiate <\/span><\/strong>nel 2004 con il Premio Roero proprio per l&rsquo; attivit&agrave; di recupero e di valorizzazione della viticoltura nell&rsquo; area del Vulture, iniziata gi&agrave;<strong><span style=\"font-weight: bold\"> <\/span><\/strong>agli inizi del secolo scorso ad opera di&nbsp; Anselmo Paternoster , che decise nel 1925 (data ancora ben visibile sul portone dell&rsquo;azienda), di destinare alla vendita le prime bottiglie di Aglianico, sino ad allora prodotte per consumo familiare.<\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" class=\"ecxMsoNormal\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Non molto lontana sorgono Melfi, con l&rsquo; imponente castello di Federico II e&nbsp; <strong><span style=\"font-weight: bold\">Venosa<\/span><\/strong>, patria di Orazio. Poco fuori del suo &nbsp;abitato sono l&rsquo; anfiteatro e i resti di un quartiere di epoca romana con mosaici raffiguranti anche tralci di vite. <\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" class=\"ecxMsoNormal\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">I percorsi del vino continuano passando per<strong><span style=\"font-weight: bold\"> Pietragalla<\/span><\/strong>, , ai margini dell&rsquo; area del Vulture, il cui Comune &egrave; stato premiato il Premio Roero 2004 &nbsp;per l&rsquo; attivit&agrave; di recupero e di valorizzazione dei palmenti che caratterizzano il suo territorio: appena fuori paese sorge infatti un vasto insediamento di queste caratteristiche strutture utilizzate per la pigiatura del vino scavate parzialmente nel tufo e ricoperte di zolle di terra. Questi palmenti, organizzati, a seconda del numero dei proprietari che si servivano di ciascuno di essi, con una o pi&ugrave; vasche per la pigiatura in cui veniva lasciato fermentare il mosto, sono di grande interesse per lo studio dell&rsquo; architettura rurale del passato<strong><span style=\"font-weight: bold\">. <\/span><\/strong><\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" class=\"ecxMsoNormal\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Lo fronteggia, torreggiante a 900 m di altezza, Acerenza, l&rsquo;antica <em><span style=\"font-style: italic\">Acheruntia <\/span><\/em>citata da Orazio, giudicato uno dei pi&ugrave; bei borghi d&rsquo; Italia, celebre per la sua Cattedrale. Su un versante dell&rsquo; alta collina su cui sorge la citt&agrave; si aprono le caratteristiche celle per la conservazione del vino scavate nella roccia.<strong><span style=\"font-weight: bold\"> <\/span><\/strong><\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">L&rsquo;altro percorso del vino in terra lucana si svolge in&nbsp; Val d&rsquo;Agri, cuore del Parco Nazionale dell&rsquo; Appennino Lucano: racchiusa tra le alte montagne del Volturino e del Sirino gode di una splendida natura ed &egrave; ricca di testimonianze archeologiche che ne sottolineano il percorso seguendo il fiume fino al suo sbocco nello Ionio, nei pressi dell&rsquo;antica <em><span style=\"font-style: italic\">Heraclea<\/span><\/em>, in quella porzione di territorio dove erano i terreni dedicati a Dioniso. Terra di famose scuole di ceramisti fioriti alla fine del V sec. a. C., fu forse una delle vie percorse da alcune variet&agrave; di vite per giungere dall&rsquo;antica Grecia a Roma.&nbsp; Plinio indica i luoghi che circondavano Grumentum (Grumento) come area di produzione dei vini Lagarini: attestazioni arrivano anche dal ritrovamento di reperti archeologici di varia natura legati al mondo del vino. D&rsquo;altra parte nell&rsquo; area archeologica sono conservati alcuni palmenti ottocenteschi, che dimostrano il perdurare nel tempo della tradizione viticola del luogo. <\/span><\/font><\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Per informazioni sugli itinerari:<\/span><\/font><\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Pompei: <\/span><\/font><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"><a href=\"http:\/\/www.pompeiisites.org\/\" target=\"_blank\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: &#39;Times New Roman&#39;; color: black; font-size: 12pt\">www.pompeiisites.org<\/span><\/font><\/a><\/span><\/font><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/font><\/p>\n<p> <font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"> <\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Museo degli Argenti <\/span><\/font><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">Info e prenotazioni: <a href=\"mailto:prenotazioni@operalaboratori.com\"><font color=\"#0068cf\"><span style=\"font-family: &#39;Times New Roman&#39;; font-size: 12pt\">prenotazioni@operalaboratori.com<\/span><\/font><\/a><\/span><\/font><\/p>\n<p> <font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"> <\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\">In Basilicata:<\/span><\/font><\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"><a href=\"http:\/\/www.archeobasi.it\/\" target=\"_blank\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: &#39;Times New Roman&#39;; color: black; font-size: 12pt\">www.archeobasi.it<\/span><\/font><\/a><\/span><\/font><\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"><a href=\"http:\/\/www.parcoappenninolucano.it\/\" target=\"_blank\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: &#39;Times New Roman&#39;; color: black; font-size: 12pt\">www.parcoappenninolucano.it<\/span><\/font><\/a><\/span><\/font><\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"><a href=\"http:\/\/www.comune.pietragalla.pz.it\/\" target=\"_blank\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: &#39;Times New Roman&#39;; color: black; font-size: 12pt\">www.comune.pietragalla.pz.it<\/span><\/font><\/a><\/span><\/font><\/p>\n<p><font color=\"black\"><span style=\"font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt\"><a href=\"http:\/\/www.comune.acerenza.pz.it\/\" target=\"_blank\"><font color=\"black\"><span style=\"font-family: &#39;Times New Roman&#39;; color: black; font-size: 12pt\">www.comune.acerenza.pz.it<\/span><\/font><\/a><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><font><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><font><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoAutoSig\"><font><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt\">UFFICIO STAMPA<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoAutoSig\"><font><span style=\"font-size: 12pt\">Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoAutoSig\"><font><span style=\"font-size: 12pt\">Via Villa dei Misteri, 2<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoAutoSig\"><font><span style=\"font-size: 12pt\">80045 Pompei NA<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoAutoSig\"><font><span style=\"font-size: 12pt\">Tel. 081.8575220<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoAutoSig\"><font><span style=\"font-size: 12pt\">Fax 081.8575234<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoAutoSig\"><font><span style=\"font-size: 12pt\"><a href=\"http:\/\/www.pompeiisites.org\/\">www.pompeiisites.org<\/a> <\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><font><\/font><\/p>\n<p> <\/span><\/font><\/span><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al via agli itinerari in Campania e in Lucania, dal 19 luglio al 15 maggio 2011\u3000 E&rsquo; 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