
{"id":70357,"date":"2019-04-02T12:00:38","date_gmt":"2019-04-02T10:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=70357"},"modified":"2019-04-02T12:00:38","modified_gmt":"2019-04-02T10:00:38","slug":"fai-villa-necchi-campiglio-la-stanza-di-filippo-de-pisis-luigi-vittorio-fossati-bellani-e-la-sua-collezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/70357\/arte\/fai-villa-necchi-campiglio-la-stanza-di-filippo-de-pisis-luigi-vittorio-fossati-bellani-e-la-sua-collezione.html","title":{"rendered":"FAI  Villa Necchi Campiglio La stanza di Filippo de Pisis \u00a0Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-70358\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/04\/Filippo-de-Pisis_Natura-morta-con-papagallo_1942-500x395.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/04\/Filippo-de-Pisis_Natura-morta-con-papagallo_1942-500x395.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/04\/Filippo-de-Pisis_Natura-morta-con-papagallo_1942-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/04\/Filippo-de-Pisis_Natura-morta-con-papagallo_1942-768x607.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><strong>La stanza di Filippo de Pisis.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Filippo de Pisis, Antonio Antony de Witt, Ottone Rosai, Alberto Savinio.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>da mercoled\u00ec 3 aprile a domenica 15 settembre 2019 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, Villa Necchi Campiglio, Via Mozart, 14<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il FAI \u2013 Fondo Ambiente Italiano<\/strong> presenta a <strong>Villa Necchi Campiglio<\/strong> la mostra \u201c<strong>La stanza di Filippo de Pisis. Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione\u201d,<\/strong> <strong>dal 3 aprile al 15 settembre<\/strong>, <strong>a cura di Paolo Campiglio e Roberto Dulio<\/strong>.<\/p>\n<p>Roma, 1944: una stanza colma di arredi e oggetti preziosi, con quadri alle pareti, quasi tutti di un unico pittore: la stanza di Filippo de Pisis. La collezione \u00e8 l\u2019effetto di un sodalizio virtuoso tra pittori che dipingono e scrivono, letterati appassionati di immagini e musica, cultori delle arti e bibliofili: Luigi Vittorio Fossati Bellani ne \u00e8 l\u2019animatore.<\/p>\n<p>La mostra riunisce per la prima volta la collezione di opere, alcune mai esposte al pubblico, che Fossati Bellani aveva raccolto e allestito nella sua casa di Roma. L\u2019esposizione \u00e8 un<strong> omaggio al collezionista e alla sua passione per l\u2019opera di Filippo de Pisis, <\/strong>che amava affiancare alle raffinate tele di Savinio, Rosai e de Witt.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea della mostra <\/strong>ha origine, come spunto iniziale, da<em> La Tinca (<\/em>1928), l\u2019opera depisisiana gi\u00e0 di collezione Fossati-Bellani poi passata nella raccolta d\u2019arte <strong>del Novecento di Claudia Gian Ferrari <\/strong>donata al FAI e custodita a Villa Necchi Campiglio. L\u2019intento di ricostruire la sua storia ne ha svelato un\u2019altra, significativa e avvincente: quella del suo collezionista originario, che ha suggerito un percorso di ricerca volto a restituire l\u2019intero nucleo di opere di Filippo de Pisis raccolte da Luigi Vittorio Fossati Bellani. L\u2019allestimento, riflesso delle intenzioni e del gusto del collezionista, ha portato alla realizzazione di una sorta di <strong><em>Wunderkammer<\/em> depisisiana<\/strong> <strong>che racchiude ventidue dipinti realizzati tra 1916 e 1943: sedici di Filippo de Pisis, tre di Antonio Antony de Witt, uno di Ottone Rosai e due di Alberto Savinio, che in origine erano tutti esposti nella stessa stanza. <\/strong>Tra le opere di de Pisis esposte <strong>il celebre <em>Bacchino<\/em> (1928), da anni dato per disperso, che compare sul manifesto della mostra<\/strong>, e per la prima volta il <em>San Sebastiano<\/em> (1930), l\u2019antesignano di una lunga serie di opere dedicate al soggetto.<\/p>\n<p>Spicca inoltre la rara serie di dipinti creati dal pittore nella primavera del 1935 a Londra, dove si era recato per un soggiorno di qualche mese, in gran parte acquisiti da Vittorio al ritorno dell\u2019artista a Parigi. Un altro nucleo di opere pittoriche riguarda, infine, le tele realizzate dall\u2019artista in casa dell\u2019amico a Roma nei primi anni Quaranta, frutto di un sodalizio raro e di una complice amicizia.<\/p>\n<p>Grazie ai materiali d\u2019archivio, alla campagna fotografica di documentazione dell\u2019appartamento realizzata negli anni sessanta, prima della dispersione della collezione, e all\u2019attenta e paziente ricerca delle opere disperse, \u00e8 oggi possibile apprezzare i dipinti e i disegni nel dispiegarsi della loro collocazione originaria: l\u2019impressione \u00e8 quella di entrare<strong> per la prima volta nella stanza di de Pisis, ricreata come un volume chiuso, in cui le gigantografie delle immagini storiche rievocano l\u2019atmosfera originale<\/strong>.<\/p>\n<p>Proveniente da un\u2019agiata famiglia di industriali del tessile, Luigi Vittorio Fossati Bellani, dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria in Germania, torna in Italia e prende parte alla Prima Guerra Mondiale. Al termine del conflitto si trasferisce a Venezia e poi a Firenze, dove <strong>stringe amicizia con Marino Moretti, letterato, poeta e scrittore che probabilmente lo introduce a Filippo de Pisis<\/strong>: <strong>fin da subito i dipinti dell\u2019artista ferrarese lo appassionano e ne diviene collezionista.<\/strong> Approdato a Roma, si stabilisce in un grande appartamento all\u2019interno di <strong>Palazzo Tittoni in via Rasella<\/strong>: la via dell\u2019attentato partigiano contro le forze d\u2019occupazione tedesche che porter\u00e0 all\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine (1944). Questo evento drammatico segna per sempre il destino di Luigi Vittorio Fossati Bellani: coinvolto nei rastrellamenti tedeschi, viene rilasciato, ma dopo alcuni giorni, <strong>il 3 aprile 1944 (la mostra apre al pubblico a 75 anni da questa data), provato dall\u2019accaduto, muore.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione si inserisce nel programma di approfondimento storico e artistico che il FAI ha intrapreso dal 2012: mostre di rigoroso approccio scientifico che hanno l\u2019intento di <strong>studiare e valorizzare l\u2019attivit\u00e0 di pittori e scultori gi\u00e0 presenti a Villa Necchi con una o pi\u00f9 opere, partendo da queste per elaborare nuovi percorsi di approfondimento, sempre nel solco dello \u201cspirito del luogo\u201d.<\/strong> Dopo Alfredo Ravasco, Arturo Martini e Timo Bortolotti l\u2019attenzione \u00e8 ora posta su Filippo de Pisis, di cui sono esposte permanentemente in villa sei opere: <em>La tinca <\/em>(1928), <em>La scarpetta rossa<\/em> (1930), <em>Tre ostriche sull\u2019impiantito<\/em> (1932), <em>Natura morta con lepre<\/em> (1942) \u2013 donate da Claudia Gian Ferrari \u2013 un acquarello, <em>Fiori<\/em> (1947) appartenuto a Nedda Necchi e <em>Ritratto di giovane<\/em> (1929) da una donazione privata.<\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo, edito da Skira, a cura di Paolo Campiglio e Roberto Dulio<\/strong>, con testi a commento della collezione, e con una intervista a <strong>Giulia Maria Mozzoni Crespi, <\/strong>fondatrice e Presidente onorario del FAI, nipote di Luigi Vittorio Fossati Bellani.<\/p>\n<p><strong>Con il Patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, Cattedra Unesco del Politecnico di Milano e Associazione per Filippo de Pisis.<\/strong><\/p>\n<p>Grazie ad <strong>Assogestioni<\/strong>, l\u2019associazione italiana dei gestori del risparmio, amica del FAI dal 2018, Main Sponsor della Mostra.<\/p>\n<p>Il calendario \u201cEventi nei Beni del FAI 2019\u201d \u00e8 reso possibile grazie al significativo sostegno di <strong>Ferrarelle<\/strong>, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI e al prezioso contributo di <strong>PIRELLI<\/strong> che conferma per il settimo anno consecutivo la sua storica vicinanza alla Fondazione.<\/p>\n<p>Per il secondo anno si conferma la prestigiosa presenza di <strong>Radio Monte Carlo<\/strong> in qualit\u00e0 di Media Partner.<\/p>\n<p>Villa Necchi Campiglio \u00e8 museo riconosciuto da <strong>Regione Lombardia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA STANZA DI FILIPPO DE PISIS. LUIGI VITTORIO FOSSATI BELLANI E LA SUA COLLEZIONE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Filippo de Pisis, Antonio Antony de Witt, Ottone Rosai, Alberto Savinio<\/strong><\/p>\n<p><strong>da mercoled\u00ec 3 aprile a domenica 15 settembre 2019<\/strong><\/p>\n<p><strong>Orari<\/strong>: da mercoled\u00ec a domenica dalle ore 10 alle 18<\/p>\n<p><strong>Ingresso con visita alla villa<\/strong>: Intero: <strong>\u20ac 14<\/strong>; Studenti: <strong>\u20ac 7<\/strong>; Ridotto (Ragazzi 6 -18 anni): <strong>\u20ac 4<\/strong>; Iscritti FAI: <strong>\u20ac Ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Per informazioni e prenotazioni<\/u><\/strong><strong>: <\/strong><\/p>\n<p>Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14 \u2013 Milano: tel. 02.76340121; <a href=\"mailto:fainecchi@fondoambiente.it\">fainecchi@fondoambiente.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stanza di Filippo de Pisis. \u00a0Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione Filippo de Pisis, Antonio Antony de Witt, Ottone Rosai, Alberto Savinio. da mercoled\u00ec 3 aprile a domenica 15 settembre 2019 Milano, Villa Necchi Campiglio, Via Mozart, 14 Il FAI \u2013 Fondo Ambiente Italiano presenta a Villa Necchi Campiglio la mostra \u201cLa &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/70357\/arte\/fai-villa-necchi-campiglio-la-stanza-di-filippo-de-pisis-luigi-vittorio-fossati-bellani-e-la-sua-collezione.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">FAI  Villa Necchi Campiglio La stanza di Filippo de Pisis \u00a0Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":70358,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[23979,23977,1308,23976,23980,23978,23981,23982,1198],"class_list":["post-70357","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-alberto-savinio","tag-antonio-antony-de-witt","tag-fai","tag-filippo-de-pisis","tag-luigi-vittorio-fossati-bellani","tag-ottone-rosai","tag-paolo-campiglio","tag-roberto-dulio","tag-villa-necchi-campiglio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70357","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70357"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70357\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70359,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70357\/revisions\/70359"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}