
{"id":69971,"date":"2019-02-25T09:19:48","date_gmt":"2019-02-25T07:19:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=69971"},"modified":"2019-02-25T09:19:48","modified_gmt":"2019-02-25T07:19:48","slug":"teatro-elfo-puccini-tamburi-nella-notte-di-bertolt-brecht","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/69971\/teatro\/teatro-elfo-puccini-tamburi-nella-notte-di-bertolt-brecht.html","title":{"rendered":"TEATRO ELFO PUCCINI  Tamburi nella notte  di Bertolt Brecht"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-69972\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/Tamburi-nella-notte-Copia-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/Tamburi-nella-notte-Copia-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/Tamburi-nella-notte-Copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/Tamburi-nella-notte-Copia-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/Tamburi-nella-notte-Copia-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/Tamburi-nella-notte-Copia-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/Tamburi-nella-notte-Copia.jpg 1260w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>TEATRO ELFO PUCCINI<\/p>\n<p>25 febbraio \/ 10 marzo, sala Fassbinder<\/p>\n<p><strong>Tamburi nella notte<\/strong><\/p>\n<p>di Bertolt Brecht diritti del testo Suhrkamp Verlag<\/p>\n<p>versione scenica di Emanuele Aldrovandi<\/p>\n<p>regia Francesco Frongia<\/p>\n<p>con Luigi Aquilino, Edoardo Barbone, Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani, Eugenio Fea, Ilaria Longo, Simone Previdi, Alessandro Savarese, Valentina Sichetti, Irene Urciuoli,<\/p>\n<p>Daniele Vagnozzi<\/p>\n<p>scene e costumi Erika Carretta, luci Fabrizio Visconti<\/p>\n<p>coproduzione Teatro dell\u2019Elfo\/Teatro Filodrammatici di Milano<\/p>\n<p>si ringrazia l\u2019Accademia del Filodrammatici<\/p>\n<p><em>Tamburi nella notte<\/em> \u00e8 la seconda opera teatrale di Brecht ma la prima a essere messa in scena negli anni difficili del primo dopoguerra. Inizialmente il testo viene definito dramma dallo stesso autore. Tuttavia, nella successiva revisione, diventa commedia. L\u2019azione si svolge in una notte del novembre 1918 mentre a Berlino si prepara la rivolta spartachista. \u00c8 una commedia ambigua in cui la ribellione contro le convenzioni dipinge una vicenda che spezza ogni possibile idealizzazione romantica dei fatti.<\/p>\n<p>\u00abHo sempre pensato che per essere rivoluzionari fosse necessario essere romantici e che per fare la rivoluzione bisognava saper sognare. Ma cosa succede quando il privato si scontra con il pubblico? Cosa spinge i personaggi di quest\u2019opera giovanile di Brecht a non aderire ai moti rivoluzionari per richiudersi nel luogo pi\u00f9 intimo per una coppia di giovani amanti? In <em>Tamburi della notte,<\/em> con ironia e sarcasmo, Brecht ci mette di fronte a questa scelta. Il reduce che torna dalla guerra scopre di essere stato rimpiazzato con un candidato migliore, pi\u00f9 ricco, ma soprattutto pi\u00f9 sano e questa situazione lo spinge in un primo tempo a rifiutare la ragazza per unirsi alla rivolta spartachista, ma poi, in un impeto di romanticismo, a lottare per riaverla, se pur \u2018disonorata\u2019. E cos\u00ec dice addio ai sogni e alle utopie rivoluzionarie per costruirsi un privatissimo sogno piccolo borghese dove rifugiarsi e costruire un futuro pi\u00f9 convenzionale ma, forse, pi\u00f9 sicuro. Questa decisione finale, cos\u00ec inusuale per un autore \u2018ideologico\u2019, pone lo spettatore davanti a una scelta molto contemporanea: decidere se \u2018passare dalla simpatia all\u2019antipatia nei confronti del protagonista, senza il soccorso di appropriati effetti di straniamento\u2019. A distanza di molti anni questo testo, poco frequentato, ci permette di confrontarci con il nostro bisogno di ribellione, con la necessit\u00e0 che abbiamo di rifiutare un mondo che non ci assomiglia e di provare a costruire il nostro ideale. Cercando di raggiungere quel luogo impossibile che \u00e8 l\u2019utopia dobbiamo imparare a guardare dentro di noi, ad accettare chi siamo e quello che vogliamo essere nella societ\u00e0. La costruzione dell\u2019utopia parte da noi e forse le nostre scelte private possono migliorare poco alla volta il mondo che ci circonda\u00bb.<\/p>\n<p>Francesco Frongia<\/p>\n<p>\u00abAccurati e ben disegnati, scene e costumi vestono e truccano i personaggi come in un teatrino delle meraviglie \u2013 i volti cinerei e dai particolari accesi, in perfetto stile grottesco brechtiano \u2013 e li caricano, come omini a molla, dei caratteri stereotipati di quella concezione teatrale. Non ne pu\u00f2 venir fuori che un\u2019opera satirica, di tutto e di tutti: della guerra e del Secondo Reich, questo s\u00ec, ma anche dello Spartachismo, della borghesia e dell\u2019utopia, della famiglia borghese e dei suoi stereotipi, piccoli interessi e beceri intrighi, non meno che dell\u2019ideologia, qualunque essa sia, ciecamente votata all\u2019ideale a cui \u00e8 disposta ad immolare la pur piccola felicit\u00e0 di un\u2019esistenza individuale gi\u00e0 provata e distrutta da una guerra comunque insensata. (&#8230;)<\/p>\n<p>Non si risparmiano, i neodiplomati eppur grintosi e talentuosi giovanissimi attori. Certo aiutati da una cornice che li pone in situazione (efficacissima la scena iniziale ambientata fra le mura della casa borghese, dove l\u2019asfissia etico-relazionale \u00e8 efficacemente resa in una costrizione degli attori a occupare una porzione di palco talmente angusta da essere spesso costretti a sovrapporsi gli uni agli altri), non lesinano passione, humor, capacit\u00e0 di caratterizzazione, v\u00e8rve e, in fondo, anche tanta autoironia, nell\u2019interpretare questi personaggi-fantoccio, efficace stigma e monito di quel che, ai loro occhi di ventenni, potr\u00e0 forse sembrare una societ\u00e0 sclerotizzata dalla convenzione\u00bb.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Francesca Romana Lino, \u00a0<em>fattiditeatro.it<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>____________________________________________________________________________________________________________<\/p>\n<p><strong>Teatro Elfo Puccini, sala Fassbinder<\/strong> \u2013 Orari: MAR-SAB ore 21:00 \/ DOM ore 16:30 \u2013 Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 \u2013 Prezzi: Intero \u20ac 32.50, Ridotto \u20ac 17, Marted\u00ec \u20ac 21,50 \u00a0\u2013 \u00a0www.elfo.org<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TEATRO ELFO PUCCINI 25 febbraio \/ 10 marzo, sala Fassbinder Tamburi nella notte di Bertolt Brecht diritti del testo Suhrkamp Verlag versione scenica di Emanuele Aldrovandi regia Francesco Frongia con Luigi Aquilino, Edoardo Barbone, Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani, Eugenio Fea, Ilaria Longo, Simone Previdi, Alessandro Savarese, Valentina Sichetti, Irene Urciuoli, Daniele Vagnozzi scene e costumi &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/69971\/teatro\/teatro-elfo-puccini-tamburi-nella-notte-di-bertolt-brecht.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">TEATRO ELFO PUCCINI  Tamburi nella notte  di Bertolt Brecht<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":69972,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[23768,6603,1140],"class_list":["post-69971","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-teatro","tag-francesco-frongia","tag-sala-fassbinder","tag-teatro-elfo-puccini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69971"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69973,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69971\/revisions\/69973"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69972"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}