
{"id":69829,"date":"2019-02-13T01:20:10","date_gmt":"2019-02-12T23:20:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=69829"},"modified":"2019-02-13T01:20:10","modified_gmt":"2019-02-12T23:20:10","slug":"picasso-metamorfosi-a-palazzo-reale-milano-sino-al-17-febbraio-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/69829\/arte\/picasso-metamorfosi-a-palazzo-reale-milano-sino-al-17-febbraio-2019.html","title":{"rendered":"PICASSO  Metamorfosi  a Palazzo Reale  Milano sino al 17 febbraio 2019"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69830\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/461x296.jpg-300x193.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/461x296.jpg-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/02\/461x296.jpg.jpg 461w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>PICASSO\u00a0\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Metamorfosi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Palazzo Reale, Milano<\/p>\n<p>dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019<\/p>\n<p><em>Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, il risultato sarebbe la figura del Minotauro<\/em>.<\/p>\n<p>Pablo Picasso, <em>Minotauromachia<\/em> (1935)<\/p>\n<p>La mostra <strong><em>Picasso Metamorfosi<\/em><\/strong> in programma <strong>dal 18 ottobre<\/strong> a <strong>Palazzo Reale<\/strong>\u00a0ha segnato la stagione autunnale milanese: dedicata al rapporto multiforme e fecondo che il genio spagnolo ha sviluppato, per tutta la sua straordinaria carriera, con il mito e l\u2019antichit\u00e0, si proponeva di esplorare per la prima volta da questa particolare prospettiva il suo intenso e complesso processo creativo.<\/p>\n<p>Promossa e prodotta da <strong>Comune di Milano &#8211; Cultura, Palazzo Reale <\/strong>e<strong> MondoMostreSkira<\/strong>, la mostra \u00e8 curata da <strong>Pascale Picard<\/strong>, direttrice dei Musei civici di Avignone. Il progetto, tappa milanese della grande rassegna europea <strong>triennale<\/strong> <strong><em>Picasso-M\u00e9diterran\u00e9e<\/em><\/strong>, promossa dal <strong>Mus\u00e9e Picasso<\/strong> di Parigi con altre istituzioni internazionali, presenta circa <strong>200 opere tra lavori di Picasso e opere d\u2019arte antica<\/strong> cui il grande maestro si \u00e8 ispirato, provenienti dal <strong>Mus\u00e9e National Picasso di Parigi<\/strong> e da altri importanti musei europei come, tra gli altri, il <strong>Mus\u00e9e du Louvre di Parigi<\/strong>,\u00a0 i <strong>Musei Vaticani di Roma<\/strong>, il Museo <strong>Archeologico Nazionale di Napoli<\/strong>, il <strong>Mus\u00e9e Picasso di Antibes<\/strong>, il <strong>Mus\u00e9e des Beaux-Arts di Lione<\/strong>, il <strong>Centre Pompidou di Parigi<\/strong>, il <strong>Mus\u00e9e de l\u2019Orangerie di Parigi<\/strong>, il <strong>Museu Picasso di Barcellona<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto aggiunge un nuovo tassello al percorso di approfondimento sul grande artista intrapreso da Palazzo Reale nei decenni, un vero e proprio ciclo di mostre su Picasso che ha reso speciale il rapporto tra il maestro spagnolo e Milano. Prima fra tutte l\u2019esposizione di <em>Guernica<\/em> nella Sala delle Cariatidi nel 1953, un avvenimento eccezionale e un autentico regalo che Picasso fece alla citt\u00e0; segu\u00ec, a distanza di quasi mezzo secolo, una grande antologica nel settembre 2001, quattro giorni dopo gli attentati alle Twin Towers, organizzata con la collaborazione degli eredi dell&#8217;artista; infine la rassegna monografica del 2012, che document\u00f2 in un grande excursus cronologico la variet\u00e0 di tecniche e mezzi espressivi che caratterizzarono la produzione dell\u2019artista spagnolo.<\/p>\n<p>Con <em>Picasso Metamorfosi<\/em> invece \u00e8 stata l\u2019antichit\u00e0 nelle sue diverse forme a declinarsi nelle <strong>mitologie reinventate da Picasso<\/strong> e presentate nelle <strong>sei sezioni<\/strong> della mostra con le opere del grande artista accostate a quelle di arte antica \u2013 ceramiche, vasi, statue, placche votive, rilievi, idoli, stele &#8211; che lo hanno ispirato e profondamente influenzato.<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em> Mitologia del Bacio \u2013 Ingres, Rodin, Picasso<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Con l\u2019invenzione delle <em>Demoiselles d\u2019Avignon<\/em> (1907), riconosciuta come il manifesto di una nuova estetica, Picasso scardina i codici della pratica artistica accademica. Ma lo fa poggiando sulla propria formazione classica, nutrendosi degli archetipi della storia dell\u2019arte, dove scopre forme adatte alla metamorfosi dei codici artistici vigenti. Prima di lui, erano stati Ingres e Rodin ad aprire la strada. L\u2019introduzione della mostra riunisce i tre artisti attorno al tema del bacio con alcuni dipinti di Picasso cui fanno da contrappunto due opere emblematiche: <em>Il bacio<\/em> di Rodin e <em>Paolo e<\/em> <em>Francesca<\/em> di Ingres. Il confronto rivela come l\u2019approccio di Picasso conduca ad un\u2019interpretazione libera e profondamente innovativa dell\u2019antichit\u00e0. Ne sono testimoni le varie versioni de <em>Il bacio<\/em> presenti in mostra, diverse una dall\u2019altra e connotate da una evidente tensione erotica che Picasso decliner\u00e0 per tutta la sua carriera, dal 1899 sino al 1970. Questa pulsione evidenzia da subito come uno dei centri della sua opera sia il suo rapporto con l\u2019universo femminile, cos\u00ec come molto trattato risulta anche il tema dell\u2019artista e dei suo modelli in studio.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong><em> Arianna tra Minotauro e Fauno<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La ricerca estetica di Picasso sin dall\u2019inizio si rif\u00e0 alle tante raffigurazioni di esseri fantastici presenti nel repertorio mitologico. Tra i suoi punti di riferimento ricorrenti vi sono figure ibride lacerati tra umano e animale, bene e male, vita e morte. Le sue opere sono popolate da Fauni maschi e femmine &#8211; rappresentati nei disegni a penna e inchiostro <em>Fauno, cavallo e uccello<\/em> (1936) e nel celebre olio <em>Testa di uomo barbuto<\/em> (1938) &#8211; ma anche da minotauri e centauri. La figura di Arianna, emblema della bellezza che incarna il rinnovamento tra tradimento e idillio amoroso, suggerisce l\u2019idea di una rinascita perpetua e ciclica. Nell\u2019opera di Picasso, numerose sono le odalische sprofondate nel sonno che rimandano alla celebre <em>Arianna addormentata<\/em> del Vaticano. L\u2019artista sviluppa attorno alla sua figura temi che gli sono particolarmente cari: il Minotauro, l\u2019arena, la guerra, la passione amorosa e la perpetua ebbrezza della vita incarnata dal corteo bacchico. La affascinante bellezza di Arianna offerta alla contemplazione \u00e8 presente in una serie di raffigurazioni con tutte le espressioni dell\u2019emozione amorosa: dall\u2019erotismo sereno alle fantasie sul rapimento e lo stupro cui rimandano gli esseri ibridi che la affiancano. Esempi di questa trasposizione sono l\u2019acquaforte <em>Ragazzo pensieroso veglia su una donna dormiente al lume di candela<\/em> (1934); i disegni a matita <em>Due figure<\/em> (1933); <em>Donna con le braccia incrociate al di sopra della testa<\/em> (1939) e <em>Studi di nudo con le braccia al di sopra della testa<\/em> (1946); e i vari nudi femminili: gli olii <em>Nudo disteso<\/em> (1932) <em>Nudo in un giardino<\/em> (1934),<em>Nudo con bouquet di iris e<\/em> <em>specchio<\/em> (1934); e i disegni a penna e inchiostro <em>Lo scultore e la\u00a0 modella<\/em> (1931), <em>Nudo che si pettina<\/em> (1954), <em>Baccanale<\/em> (1955).<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong><em> Alla Fonte dell\u2019Antico &#8211; Il Louvre<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il virtuosismo di Picasso si sviluppa sin dalla sua adolescenza a contatto con una pratica accademica di cui padroneggia perfettamente la tecnica e il repertorio, avendo assimilato le forme della scultura greca. Questo approccio si sviluppa ulteriormente in occasione del suo viaggio in Italia, a Roma e Napoli, nel 1917 e al suo incontro con Olga Khokhlova. L\u2019ispirazione classica mitiga in questi anni l\u2019intensa esperienza cubista. <em>La fonte<\/em> (1921), si ispira a una personificazione del fiume Nilo conservata al Campidoglio a Roma ma anche\u00a0 a un dipinto di Ingres, e sfocer\u00e0 &#8211; sempre nel 1921 &#8211;\u00a0 nei dipinti delle <em>Tre<\/em> <em>Donne alla fonte<\/em>, il cui soggetto \u00e8 ispirato da una pittura di un vaso greco conservato al Louvre. Picasso visita spesso questo museo e si ispira alle figure dei bassorilievi greci per il suo dipinto <em>Donna seduta<\/em> (1920), come per il tardivo <em>Nudo seduto su una sedia<\/em> (1963), e il suo bronzo <em>Uomo stante<\/em> (1942), figure reinterpretate in una chiave originale e distante dalla ieraticit\u00e0 delle statue ellenistiche.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong><em> Il Louvre di Picasso: tra greci, etruschi e iberici<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Picasso visita regolarmente il Louvre dal 1901 e proseguir\u00e0 le sue visite anche dopo la seconda guerra mondiale. Tra il 1901 e il 1912, dalle testimonianze della sua prima compagna Fernande Olivier e del pittore-scrittore Ardengo Soffici, vi torner\u00e0 \u00a0numerose volte, scoprendo i periodi arcaici e la pittura dei vasi greci d\u2019epoca geometrica, la cui estrema stilizzazione attira la sua attenzione. I motivi a contorno delle figure che osserva hanno un ruolo fondamentale nel processo di elaborazione delle <em>Demoiselles d\u2019Avignon<\/em> come dimostrano i vari studi di nudi a matita esposti in questa sezione, ma anche l\u2019olio <em>Piccolo nudo seduto<\/em> (1907) e la scultura in legno <em>Tre nudi<\/em> (1907), che evolvono poi nelle sculture filiformi in legno <em>Donna seduta<\/em> e <em>Donna stante <\/em>(1930) che annunciano i lavori di Giacometti, ma si ispirano ai bronzi dell\u2019arte etrusca. L\u2019arte greca cicladica pervade inoltre il magnifico dipinto <em>Nudo seduto su fondo verde<\/em> (1946) o ancora la serie in bronzo <em>I Bagnanti<\/em> (1956). Picasso si \u00e8 infine ispirato alla sua collezione di oltre novanta pezzi di ex voto iberici in bronzo, di cui vari esempi sono esposti per la prima volta in questa mostra.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong><em> Antropologia dell\u2019antico<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La ceramica \u00e8 la protagonista di questa quinta sezione. Picasso la scopre nel dopoguerra, aprendo un nuovo capitolo delle sue declinazioni dall\u2019antico e, sperimentando il potenziale artistico della terracotta dipinta, fa evolvere l\u2019oggetto dalla sua funzione d\u2019uso allo status di opera d\u2019arte. Come nell\u2019antichit\u00e0, il ceramista e il pittore coabitano nello studio e creano insieme. Cos\u00ec la ceramista Suzanne Ramier incita Picasso alla ricerca di nuovi profili di vasi e stimola la consultazione dei repertori archeologici. Questa immersione nell\u2019universo ancestrale degli studi di ceramisti evoca in Picasso il ricordo di Pompei e rivela il suo gusto per tutte le forme d\u2019espressione decorative o artistiche provenienti dall\u2019ambiente romano. Picasso utilizza vari materiali riciclati di studio, frammenti di contenitori culinari e di piastrelle per arrivare a esiti straordinari come nelle terrecotte: <em>Donna con mantiglia<\/em> (1949), <em>Frammento di pignatta decorato con un viso<\/em> (1950), <em>Suonatore di flauto doppio seduto<\/em> (1958); o nelle bellissime ceramiche <em>Volti di donna<\/em> (1950), <em>Portafiori a forma d&#8217;anatra<\/em> (1950-1951), <em>Toro con banderillas gialle <\/em>(1957).<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong><em> L\u2019antichit\u00e0 delle metamorfosi<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La spettacolare scultura <em>La donna in giardino<\/em> (1932) in ferro saldato utilizzato come materiale di riciclo e volutamente dipinta di bianco come un marmo apre questa sezione per introdurre le <em>Metamorfosi<\/em> di Ovidio, di cui Picasso illustra nel 1931 una celebre edizione pubblicata da Albert Skira e di cui Skira, in occasione della mostra, riediter\u00e0 la copia anastatica. L\u2019importanza della pratica dell\u2019acquaforte nell\u2019opera di Picasso applicata \u00a0all\u2019edizione a stampa permette qui di approdare al libro<\/p>\n<p>d\u2019artista. La scarsa tiratura dell\u2019opera e il modo in cui Picasso incide la lastra di rame con un semplice tratto crea un effetto concorrente al disegno. L\u2019effetto grafico rinvia ugualmente ai decori antichi dei vasi dipinti. Le scene immaginate da Picasso accompagnano il testo e sottolineano l\u2019importanza della fonte letteraria nell\u2019interpretazione che ne propone l\u2019artista. Le <em>Metamorfosi <\/em>di Ovidio riappaiono in qualche soggetto nella celebre <em>suite Vollard<\/em> (1933-1935), di cui saranno presenti alcuni fogli, che presenta l\u2019artista nel ruolo dello scultore al lavoro con la modella evocando il mito di Pigmalione, senza dubbio tra i soggetti preferiti di Picasso. Questa fascinazione per l\u2019appropriazione della femminilit\u00e0 pu\u00f2 condurre a scene erotiche o di stupro ricordando cos\u00ec scene antiche tra fauni e baccanti.<\/p>\n<p>La mostra <em>Picasso Metamorfosi<\/em> propone dunque di penetrare nel laboratorio intimo di un artista mondiale alla luce delle fonti antiche che ne hanno ispirato l\u2019opera, ma anche di svelare i meccanismi di una singolare alchimia che pone l\u2019Antichit\u00e0 al cuore di un modernit\u00e0 determinante per l\u2019arte del XX secolo.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Titolo<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><strong><em>\u00a0\u00a0 Picasso Metamorfosi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Curatore<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><strong>Pascale Picard<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Mostra promossa <\/strong><\/p>\n<p><strong>e prodotta da<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><strong>Comune di Milano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Palazzo Reale<\/strong><\/p>\n<p><strong>MondoMostre Skira<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Main Sponsor<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><strong>M&amp;G International Investments<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Catalogo<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><strong>Skira Editore<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Sede<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><strong>Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Date della mostra<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><strong>18 ottobre 2018 &gt;<\/strong><strong> 17 febbraio 2019<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Orari<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><strong>Luned\u00ec 14.30 \u2013 19.30 (dalle 9.00 alle 14.00 riservato alle Scuole)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec, mercoled\u00ec venerd\u00ec e domenica 9.30 \u2013 19.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec e sabato 9.30 \u2013 22.30<\/strong><\/p>\n<p>Ultimo ingresso un\u2019ora prima della chiusura<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Biglietti <\/strong>(audioguida inclusa)<\/td>\n<td width=\"446\"><strong>Intero<\/strong> \u20ac 14,00<\/p>\n<p><strong>Ridotto<\/strong> \u20ac 12,00<\/p>\n<p>Visitatori dai 18 ai 26 anni, over 65, portatori di handicap, gruppi (minimo 15 massimo 25 persone) e convenzioni<\/p>\n<p><strong>Ridotto speciale<\/strong> \u20ac 6,00<\/p>\n<p>Scuole, gruppi organizzati da Touring e FAI, giornalisti con tesserino ODG con bollino dell\u2019anno in corso non accreditati dall\u2019ufficio stampa e altre convenzioni<\/p>\n<p><strong>Biglietto Famiglia <\/strong>1 o 2 adulti \u20ac 12,00\/ ragazzi dai 6 ai 14 anni \u20ac 6,00<\/p>\n<p><strong>Gratuito<\/strong><\/p>\n<p>minori di 6 anni, guide turistiche abilitate con tesserino di riconoscimento, giornalisti accreditati dall&#8217;Ufficio Stampa e convenzioni<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Infoline e prevendite<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\">0292897755 &#8211; singoli<\/p>\n<p>0292897793 &#8211; gruppi<\/p>\n<p><a href=\"mondomostreskira-gruppi.vivaticket.it\">mondomostreskira-gruppi.vivaticket.it<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Prenotazioni visite guidate gruppi e scuole<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><a href=\"mailto:info@adartem.it\">info@adartem.it<\/a>; <a href=\"http:\/\/www.adartem.it\">www.adartem.it<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>Prenotazione attivit\u00e0 propedeutiche scuole e famiglie<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\">Sezione Didattica Palazzo Reale<\/p>\n<p>tel. 02884.48046 <a href=\"ed.scuolepalazzoreale@comune.milano.it\">ed.scuolepalazzoreale@comune.milano.it<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"206\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Informazioni online<\/strong><\/td>\n<td width=\"446\">&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.palazzorealemilano.it\">www.palazzorealemilano.it<\/a><\/p>\n<p>www.mostrapicassomilano.it<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PICASSO\u00a0\u00a0Metamorfosi Palazzo Reale, Milano dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019 Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, il risultato sarebbe la figura del Minotauro. 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