
{"id":69382,"date":"2019-01-08T01:05:54","date_gmt":"2019-01-07T23:05:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=69382"},"modified":"2019-01-08T01:05:54","modified_gmt":"2019-01-07T23:05:54","slug":"re-build-in-the-built-environment-sino-al-20-gennaio-in-triennale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/69382\/architettura\/re-build-in-the-built-environment-sino-al-20-gennaio-in-triennale.html","title":{"rendered":"\u201cRe-build in the built environment\u201d sino al 20 gennaio in Triennale"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-69383\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/03_TerrazzaTriennale_659A8327_phGiovannaSilva-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/03_TerrazzaTriennale_659A8327_phGiovannaSilva-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/03_TerrazzaTriennale_659A8327_phGiovannaSilva-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/03_TerrazzaTriennale_659A8327_phGiovannaSilva-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/03_TerrazzaTriennale_659A8327_phGiovannaSilva-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/03_TerrazzaTriennale_659A8327_phGiovannaSilva-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>Una mostra alla Triennale di Milano racconta la valorizzazione<br \/>\ndel patrimonio costruito attraverso il suo riuso in chiave<br \/>\ncontemporanea<br \/>\nPromossa da Capoferri, \u201cRe-build in the built environment\u201d &#8211; dal 14 dicembre 2018 al 20 gennaio 2019 &#8211;<br \/>\npresenta quattro progetti emblematici nel raccontare il tema della valorizzazione del patrimonio<br \/>\narchitettonico esistente e del suo riuso, secondo le esigenze della contemporaneit\u00e0.<br \/>\nA cura di Simona Galateo, con le fotografie di Giovanna Silva.<br \/>\nNell\u2019anno europeo dedicato al Patrimonio Culturale, dal 14 dicembre al 20 gennaio<br \/>\n2019, la Triennale di Milano ospita una mostra che mette in scena il rapporto tra<br \/>\narchitettura contemporanea, tutela storica, valorizzazione filologica e patrimonio<br \/>\ncostruito. A cura di Simona Galateo, \u201cRe-build in the built environment\u201d presenta una serie<br \/>\ndi progetti internazionali, raccontati attraverso disegni tecnici, elementi di\u00a0progetto e fotografie di\u00a0<em>Giovanna Silva.<\/em><\/p>\n<p>Il Patrimonio culturale e costruito<br \/>\nIl 2018 \u00e8 l\u2019anno europeo dedicato al Patrimonio Culturale: un invito a promuovere le buone<br \/>\npratiche volte a preservare, gestire e valorizzare le preziose eredit\u00e0 di cui disponiamo,<br \/>\nrafforzando il senso di appartenenza a un comune spazio europeo.<br \/>\nParte di quelle inestimabili risorse da tutelare \u00e8 anche il patrimonio costruito e architettonico,<br \/>\nstorico cos\u00ec come moderno, con cui diventa oggi imprescindibile confrontarsi nel progettare.<br \/>\nIn questa stessa direzione si inseriscono anche i programmi della Comunit\u00e0 Europea &#8211; da<br \/>\nHorizon 2020 a Europe 2020 \u2013 che promuovono trasformazioni che limitino, se non<br \/>\nazzerino, un ulteriore consumo di suolo. L\u2019architettura contemporanea ha il compito di<br \/>\nrivalutare, ripensare e adattare il patrimonio esistente perch\u00e9 accolga nuove funzioni; ricostruire nuovi significati anche attraverso l&#8217;azione dell&#8217;innesto e sviluppare i temi cardine<br \/>\ndel recupero, del riuso, dell\u2019ambiente e della sostenibilit\u00e0 energetica.<br \/>\n\u201cIl termine re-build \u00e8 qui utilizzato come sinonimo del pi\u00f9 diffuso riciclo\u201d afferma Simona<br \/>\nGalateo \u201cProprio per spostare l\u2019attenzione dal predominio dei valori dell\u2019esistente, troppo<br \/>\nspesso un vero e proprio freno per le trasformazioni architettoniche e urbane, ai valori di<br \/>\nprincipi progettuali capaci di manipolare l\u2019edificato per l\u2019istituzione di nuovi cicli di vita e<br \/>\nper il miglioramento dell\u2019efficienza energetica.\u201d<br \/>\nI progettisti sono sempre pi\u00f9 chiamati a far fronte in modo improrogabile alle esigenze<br \/>\ncontemporanee, tra cui quelle ambientali, e a progettare funzioni nuove a partire dalle risorse<br \/>\nprimarie di cui disponiamo, dal vuoto \u2013 fisico e di senso \u2013 lasciato come residuo nei brani<br \/>\ndella citt\u00e0 densa e diffusa.<br \/>\nI progetti in mostra<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69384\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/02_TempioCapitolinoBrescia_659A8784_phGiovannaSilva-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/02_TempioCapitolinoBrescia_659A8784_phGiovannaSilva-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/02_TempioCapitolinoBrescia_659A8784_phGiovannaSilva-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/02_TempioCapitolinoBrescia_659A8784_phGiovannaSilva-1-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/02_TempioCapitolinoBrescia_659A8784_phGiovannaSilva-1-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/02_TempioCapitolinoBrescia_659A8784_phGiovannaSilva-1-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69385\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/05_PalazzoAnguissola_GallerieDItalia_659A8672_phGiovannaSilva-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/05_PalazzoAnguissola_GallerieDItalia_659A8672_phGiovannaSilva-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/05_PalazzoAnguissola_GallerieDItalia_659A8672_phGiovannaSilva-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/05_PalazzoAnguissola_GallerieDItalia_659A8672_phGiovannaSilva-267x400.jpg 267w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/05_PalazzoAnguissola_GallerieDItalia_659A8672_phGiovannaSilva.jpg 1969w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69386\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/04_MorganLibrary_659A0205_phGiovannaSilva-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/04_MorganLibrary_659A0205_phGiovannaSilva-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/04_MorganLibrary_659A0205_phGiovannaSilva-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/04_MorganLibrary_659A0205_phGiovannaSilva-267x400.jpg 267w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2019\/01\/04_MorganLibrary_659A0205_phGiovannaSilva.jpg 1969w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Le quattro architetture in mostra &#8211; Morgan Library, Terrazza Triennale, Palazzo<br \/>\nAnguissola Gallerie d\u2019Italia, Tempio Capitolino di Brescia \u2013 rappresentano emblematici<br \/>\nesempi dell\u2019importanza della valorizzazione del patrimonio esistente e dell\u2019attivazione di<br \/>\nnuovi significati.<br \/>\nIl racconto parte dalla scala architettonica \u2013 dove l\u2019intervento \u00e8 avvenuto talvolta a livello di<br \/>\nriuso, talvolta di innesto \u2013 per arrivare al dettaglio dei serramenti.<br \/>\nCapoferri si \u00e8 trovato ad essere interlocutore comune del progettista come del<br \/>\nsovrintendente, interprete di norme complesse, sensibile esecutore del progetto e attivo nel<br \/>\nconcorrere alla definizione di soluzioni capaci di soddisfare in armonia le differenti esigenze.<br \/>\nIn ciascuno dei 4 casi i serramenti, le facciate, i meccanismi di movimento, sono stati pensati<br \/>\nad hoc, diventando elementi di identit\u00e0 caratterizzanti sia del linguaggio progettuale sia<br \/>\ndell\u2019edificio stesso. Un lavoro che evidenzia la capacit\u00e0 artigianale dell\u2019azienda che unisce<br \/>\nsapere della tradizione a tecnologie di frontiera. Gli oggetti posti in mostra sono piccoli<br \/>\ncapolavori di design, frutto della continua sperimentazione e di un lavoro su misura che \u00e8<br \/>\nl\u2019unica via per rendere moderne, sicure, fruibili e contemporanee le molte architetture<br \/>\nesistenti soggette alle attenzioni e tutele delle Soprintendenze.<\/p>\n<p>L\u2019allestimento<br \/>\nIl progetto di allestimento, a cura di Piovenefabi, mette in scena i progetti attraverso 3 livelli<br \/>\ndi intervento.<br \/>\nIl primo \u00e8 quello a livello di edificio, alla scoperta di una nuova prospettiva: tre grandi<br \/>\nfinestre dell\u2019impianto originale, tamponate da decenni, vengono riaperte e riconsegnate<br \/>\nall\u2019architettura del luogo. Regalando una inedita vista di Parco Sempione e Torre Branca,<br \/>\nquesta azione diventa emblematica nell\u2019esprimere la volont\u00e0 della Triennale del riportare<br \/>\nl\u2019edificio di Giovanni Muzio al suo disegno autentico.<br \/>\nIl secondo intervento racconta il saper fare di Capoferri, attraverso l\u2019esposizione di campioni<br \/>\ndi studio e prove tecniche: una delle grandi pareti diviene una sorta di lapidario<br \/>\ncontemporaneo, adornata con oltre quaranta elementi relativi ad altrettanti progetti<br \/>\ninternazionali. L\u2019insieme dei campioni, in legno e acciaio, rende scenografica la meccanica<br \/>\ne il design dei componenti che definiscono gli edifici nella loro architettura fin nei minimi<br \/>\ndettagli.<br \/>\nIl terzo intervento \u00e8 invece quello di focus sui progetti in mostra: una struttura cruciforme<br \/>\nin inox sabbiato delinea quattro aree. Grandi pannelli trasparenti accolgono le fotografie di<br \/>\nGiovanna Silva e i designi che raccontano l\u2019estetica e l\u2019intelligenza dei progetti. All\u2019interno<br \/>\ndi ciascuna struttura si trovano anche i mock-up di progetto e i tavoli-vetrina che rendono<br \/>\nscenografico il racconto della componentistica minuta prodotta su misura per realizzare<br \/>\nciascun edificio.<br \/>\nI progetti in mostra<br \/>\nMorgan Library<br \/>\nRenzo Piano Building Workshop<br \/>\nNew York, 2006<br \/>\nIl progetto di RPBW per la Morgan Library rappresenta l\u2019ultimo intervento in ordine di<br \/>\ntempo sul volume costruito nel 1906 dall\u2019architetto Charles McKim su commissione del<br \/>\nproprietario, JP Morgan. Renzo Piano \u00e8 intervenuto salvaguardando l\u2019esistente ed<br \/>\nesaltandolo con l\u2019aggiunta di tre nuovi volumi che convergono in uno spazio centrale posto<br \/>\nsotto il livello della strada, a una profondit\u00e0 di 17 metri, dando vita a una grande piazza<br \/>\nipogea. Uno spazio che mette in dialogo gli edifici originali, illuminato dalle grandi vetrate<br \/>\ndel nuovo volume centrale d\u2019ingresso affacciato sulla 5th Avenue.<br \/>\nI nuovi innesti della Morgan Library sono stati realizzati utilizzando l\u2019acciaio e il vetro,<br \/>\npermettendo di avere grandi superfici illuminanti gli spazi ipogei della biblioteca e gli<br \/>\nambienti adiacenti. Capoferri ha progettato per l\u2019entrata principale della J.P. Morgan Library<br \/>\nporte e serramenti a taglio termico in vero bronzo, vincendo la sfida di realizzare il<br \/>\ncollegamento tra le porte di accesso a taglio termico e la struttura portante. Tenendo conto<br \/>\ndelle dilatazioni termiche di entrambe, la facciata \u00e8 stata costruita permettendo queste<br \/>\ndilatazioni al di sotto del piano pavimento grazie a un sistema con inserti in Teflon. Sono<br \/>\nstate cos\u00ec rispettate le linee sottili dell\u2019architettura del nuovo volume, permettendo al tempo<br \/>\nstesso la dilatazione termica verso l\u2019alto tipica degli infissi, senza generare attriti di sorta.<\/p>\n<p>Terrazza Triennale<br \/>\nOBR Paolo Brescia e Tommaso Principi<br \/>\nMilano, 2015<br \/>\nIn occasione di EXPO 2015 \u00e8 stato realizzato un nuovo innesto sulla Terrazza Triennale: un<br \/>\nvolume semplice, geometrico, razionale e interamente trasparente che si apre verso l\u2019esterno,<br \/>\nreinterpretando in chiave contemporanea il concetto lecourbusiano del plan libre. Il<br \/>\npadiglione si presenta arretrato rispetto ai portali della facciata storica, da cui riprende il<br \/>\npasso strutturale, dell\u2019edificio di Giovanni Muzio, con la medesima attenzione &#8211; e ambizione<br \/>\nestetica &#8211; al sistema portante modulare. Sottili profili portanti in acciaio finemente disegnati<br \/>\nsorreggono le vetrate in parte scorrevoli, mentre le vetrate laterali traslano su binari paralleli,<br \/>\naprendo lo spazio della cucina da un lato e del cocktail bar dall\u2019altro.<br \/>\nCapoferri ha completato la struttura in soli 60 giorni, sviluppando soluzioni tecniche inedite<br \/>\nper coniugare le prestazioni tecnico-meccaniche con il brief di progetto. Per assicurare la<br \/>\ntotale autonomia portante del nuovo volume rispetto al palazzo \u00e8 stata realizzata una pedana<br \/>\ncon pavimento galleggiante in legno, che protegge il rivestimento esistente della terrazza e<br \/>\nospita gli impianti.<br \/>\nLa struttura leggera e modulare \u00e8 stata realizzata in acciaio inox e consta di sette campate,<br \/>\nper una lunghezza totale di trentatr\u00e9 metri, una profondit\u00e0 di cinque metri e un\u2019altezza totale<br \/>\ndi tre. Le vetrate esplorano i limiti estremi della tecnica: realizzate a taglio termico, hanno<br \/>\nle dimensioni minime (55mm di spessore) ottenibili su profili mobili. I dispositivi meccanici<br \/>\ndelle ante laterali, alzanti e scorrevoli, sono completamente incassati all\u2019interno della<br \/>\nstruttura portante dando l\u2019impressione, ad ante chiuse, che i vetri siano fissi. Le vetrate di<br \/>\ntesta nei due lati corti, con una traslazione orizzontale, si aprono interamente: una soluzione<br \/>\nmai realizzata prima consente alle ante di scorrere in senso perpendicolare al vetro sul solo<br \/>\nbinario inferiore (anch\u2019esso incassato a pavimento) senza nessuna guida superiore a vista.<br \/>\nGallerie d\u2019Italia \u2013 Palazzo Anguissola<br \/>\naMDL Michele De Lucchi<br \/>\nMilano, 2011<br \/>\nProgettati tra la fine del Settecento e i primi anni del Novecento, i quattro palazzi delle<br \/>\nGallerie d\u2019Italia ospitano al loro interno collezioni dell\u2019Ottocento e del Novecento.<br \/>\nIl progetto dello studio di Michele De Lucchi ha previsto un intervento di restauro della sede<br \/>\nstorica della Banca Commerciale e una valorizzazione e integrazione di Palazzo Anguissola,<br \/>\ngi\u00e0 restaurato negli anni Novanta.<br \/>\nIl disegno del percorso espositivo cambia e dialoga con gli spazi dei diversi edifici, esaltando<br \/>\nle diverse modalit\u00e0 di fruizione dell\u2019opera che riprendono e attualizzano quelle delle epoche<br \/>\nin cui i palazzi sono stati costruiti: nel Palazzo Anguissola l\u2019apparato decorativo nelle sale<br \/>\nera cos\u00ec preminente da aver imposto un\u2019esposizione quasi del tutto indipendente dalle pareti,<br \/>\nattraverso l\u2019uso di cavalletti in bronzo. Con l\u2019obiettivo di assicurare una continuit\u00e0 dei<br \/>\npercorsi di visita degli spazi dei diversi edifici, il progetto ha previsto la chiusura del<br \/>\ncolonnato della corte quadrata del Palazzo (che ospita una scultura di Arnaldo Pomodoro),<br \/>\ntrasformata cos\u00ec in uno snodo per i collegamenti interni tra le diverse sale delle gallerie<br \/>\ndell\u2019Ottocento e per l\u2019accesso al giardino condiviso con la Casa del Manzoni.<br \/>\nCapoferri ha rispettato gli originali serramenti in legno di Palazzo Anguissola, integrandovi<br \/>\nun sistema di sicurezza: per ciascun serramento sono state finalizzate ferramenta e sistemi<br \/>\ndi blindatura nascosti disegnati ad hoc. La chiusura della corte ha richiesto inoltre la<br \/>\nrealizzazione di elementi autoportanti che riducessero al minimo l\u2019intervento murario \u2013<br \/>\nriduzione necessaria data la natura storica dell\u2019edificio. La struttura progettata presenta<br \/>\npilastri in bronzo e un tamponamento trasparente, in bronzo e vetro, talora fisso e talora<br \/>\napribile con soglie a filo. I serramenti in bronzo sono stati realizzati a disegno a seguito di<br \/>\nscansioni laser delle pareti dell\u2019edificio, necessarie date l\u2019irregolarit\u00e0 delle pareti.<br \/>\nLo stesso principio progettuale di autonomia strutturale \u00e8 stato seguito per la realizzazione<br \/>\nsu misura dei cavalletti, disegnati dall\u2019architetto Michele De Lucchi, progettati per sostenere<br \/>\ni bassorilievi del Canova.<br \/>\nTempio Capitolino<br \/>\nBrescia, 2013<br \/>\nPatrimonio Mondiale dell\u2019Umanit\u00e0 \u2013 UNESCO<br \/>\nIl tempio Capitolino di Brescia, riconosciuto patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 dall\u2019Unesco nel 2011,<br \/>\nrappresenta oggi il complesso archeologico pi\u00f9 importante e l\u2019edificio pubblico dell\u2019Impero<br \/>\nRomano meglio conservato nel Nord Italia. L\u2019area archeologica si compone del tempio, di<br \/>\nun Santuario, di un teatro e di un tratto di decumano storico, e dal 2013 \u00e8 entrata far parte<br \/>\ndel sistema museale bresciano.<br \/>\nIl tempio conserva al suo interno le parti originali della decorazione e dell\u2019arredo delle grandi<br \/>\ncelle, con pavimenti autentici realizzati in lastre di marmi colorati disposte a creare motivi<br \/>\ngeometrici. I tre grandi portali realizzati per proteggere e chiudere gli spazi interni del tempio<br \/>\nrappresentano al meglio la monumentalit\u00e0 del luogo: interamente realizzati in bronzo<br \/>\nraggiungono un\u2019altezza massima di otto metri nell\u2019ingresso centrale e quattro per i due<br \/>\nlaterali. Capoferri, sotto stretto controllo della Soprintendenza ai Beni Ambientali e<br \/>\nArchitettonici, ha progettato, costruito e installato i tre monumentali portali, curando il<br \/>\ndisegno e la realizzazione generale, delle maniglie, delle pull bars e dei dispositivi di<br \/>\nbloccaggio. Per proteggere l\u2019edificio esistente, Capoferri ha ancorato i portali alla struttura<br \/>\ncon soli 4 punti di fissaggio per la finestra principale dell\u2019ingresso e 6 per i due ingressi<br \/>\nlaterali \u2013 il massimo assoluto concesso dalle autorit\u00e0 per salvaguardare l\u2019antica struttura.<br \/>\nL\u2019ingresso principale \u00e8 progettato come una bow-window invertita, per larga parte<br \/>\nautoportante e quindi necessitante di pochi collegamenti con l\u2019edificio, e posto su supporti<br \/>\ndi gomma per non essere a diretto contatto con i pavimenti originali.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\nRe-build in the built environment<br \/>\nQuattro architetture per la valorizzazione del patrimonio costruito<br \/>\nUna mostra in collaborazione con Capoferri<br \/>\n14 dicembre 2018 \u2013 20 gennaio 2019<br \/>\nLa Triennale di Milano<br \/>\nMarted\u00ec &#8211; domenica, 10.30 &#8211; 20.30<br \/>\nIngresso gratuito<br \/>\nProgetti in mostra:<br \/>\nMorgan Library | New York | Renzo Piano Building Workshop<br \/>\nTerrazza Triennale | Milano | OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi<br \/>\nGallerie d\u2019Italia, Palazzo Anguissola | Milano | aMDL Michele De Lucchi<br \/>\nTempio Capitolino | Brescia | Comune di Brescia e Soprintendenza per i Beni<br \/>\nAmbientali e Architettonici<br \/>\nCuratore scientifico: Simona Galateo<br \/>\nAllestimento: Piovenefabi<br \/>\nFotografia: Giovanna Silva<br \/>\nGrafica: Parcodiyellowstone<br \/>\nUfficio Stampa: Nemo Monti<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\nCAPOFERRI, UNA STORIA LUNGA UN SECOLO<br \/>\nFondata ad Adrara San Martino (BG) nel 1894, inizialmente come falegnameria artigianale, in oltre<br \/>\nun secolo di storia \u00e8 cresciuta fino ad essere oggi il leader nei serramenti su misura avendo saputo<br \/>\nunire la qualit\u00e0 manifatturiera dell\u2019artigiano con le risorse tecnologiche e gestionali della grande<br \/>\nindustria. Arrivata alla quinta generazione, l\u2019azienda si \u00e8 affermata per la capacit\u00e0 di realizzare opere<br \/>\n\u201cimpossibili\u201d, ampliando le possibilit\u00e0 espressive per gli architetti di utilizzare serramenti di grandi<br \/>\ne grandissime dimensioni, con meccanismi automatizzati, alzanti e scorrevoli, a scomparsa,<br \/>\ndistinguendosi per la capacit\u00e0 di svolgere progetti senza limiti di scala o di genere. Attiva pressoch\u00e9<br \/>\nin ogni continente, l\u2019azienda bergamasca collabora con alcuni dei maggiori progettisti della scena<br \/>\ninternazionale. Centoventiquattro anni di ricerca, di elevata professionalit\u00e0 e di solida tradizione<br \/>\nartigiana, hanno trasformato un piccolo laboratorio in una realt\u00e0 imprenditoriale internazionale,<br \/>\nleader nei serramenti speciali.<br \/>\nwww.capoferri.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mostra alla Triennale di Milano racconta la valorizzazione del patrimonio costruito attraverso il suo riuso in chiave contemporanea Promossa da Capoferri, \u201cRe-build in the built environment\u201d &#8211; dal 14 dicembre 2018 al 20 gennaio 2019 &#8211; presenta quattro progetti emblematici nel raccontare il tema della valorizzazione del patrimonio architettonico esistente e del suo riuso, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/69382\/architettura\/re-build-in-the-built-environment-sino-al-20-gennaio-in-triennale.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">\u201cRe-build in the built environment\u201d sino al 20 gennaio in Triennale<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":69383,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[15211,23559,4665,23560,15212,647],"class_list":["post-69382","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","tag-capoferri","tag-morgan-library","tag-palazzo-anguissola","tag-tempio-capitolino","tag-terrazza-triennale","tag-triennale-di-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69382"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69382\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69387,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69382\/revisions\/69387"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}