
{"id":69341,"date":"2018-12-22T23:49:15","date_gmt":"2018-12-22T21:49:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=69341"},"modified":"2018-12-22T23:49:15","modified_gmt":"2018-12-22T21:49:15","slug":"paul-klee-alle-origini-dellarte-al-mudec","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/69341\/arte\/paul-klee-alle-origini-dellarte-al-mudec.html","title":{"rendered":"PAUL KLEE. ALLE ORIGINI DELL\u2019ARTE  AL MUDEC"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_69342\" aria-describedby=\"caption-attachment-69342\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-69342\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/occhio@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/occhio@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/occhio@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-500x351.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/occhio@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee.jpg 709w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-69342\" class=\"wp-caption-text\">das Auge<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il MUDEC racconta il fascino di Klee per l\u2019arte \u201cprimitiva\u201d nella mostra<br \/>\n<strong>PAUL KLEE. ALLE ORIGINI DELL\u2019ARTE<\/strong><br \/>\nMUDEC &#8211; Museo delle Culture di Milano<br \/>\n<strong>Sino al 3 marzo 2019<\/strong><br \/>\nLa mostra Paul Klee. Alle origini dell\u2019arte, ospitata al MUDEC di Milano , a<br \/>\ncura di Michele Dantini e Raffaella Resch, presenta un\u2019ampia selezione di opere di Klee sul<br \/>\ntema del \u201cprimitivismo\u201d, con un\u2019originale revisione di questo argomento che in Klee include sia<br \/>\nepoche preclassiche dell\u2019arte occidentale (come l\u2019Egitto faraonico), sia epoche sino ad allora<br \/>\nconsiderate \u201cbarbariche\u201d o di decadenza, come l\u2019arte tardo-antica, quella paleocristiana e copta,<br \/>\nl\u2019Alto Medioevo; sia infine l\u2019arte africana, oceanica e amerindiana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_69343\" aria-describedby=\"caption-attachment-69343\" style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-69343\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/Klee_Hoher_Wachter@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-221x300.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/Klee_Hoher_Wachter@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/Klee_Hoher_Wachter@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-295x400.jpg 295w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/Klee_Hoher_Wachter@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee.jpg 523w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-69343\" class=\"wp-caption-text\">Hoher Waechter<\/figcaption><\/figure>\n<p>La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gru<br \/>\nKlee \u00e8 un grande conoscitore della storia dell\u2019arte occidentale in tutta la sua ampiezza e<br \/>\nvariet\u00e0. Pressoch\u00e9 in ogni momento della sua attivit\u00e0 istituisce rapporti nuovi e inattesi con<br \/>\nquesta o quella componente della tradizione e si nutre di memorie figurative, in modo non<br \/>\nnostalgico. Per necessit\u00e0 insieme storica e di temperamento, l\u2019omaggio si intreccia in lui<br \/>\nintimamente alla parodia.<br \/>\nIl nascente interesse delle avanguardie per l\u2019arte extraeuropea viene a costituire uno dei<br \/>\nrepertori di Klee, che nel suo modo personale e distaccato corrisponde con l\u2019universo<br \/>\nfantastico, antropologico e stilistico di queste arti, studiandone le forme, le tecniche e<br \/>\nsoprattutto il principio ispiratore.<br \/>\nPari all\u2019interesse per la caricatura, che evolve in lui rapidamente in direzioni diverse e pi\u00f9<br \/>\ncomplesse della semplice vignetta da foglio di giornale, \u00e8 l\u2019interesse per il rinnovamento<br \/>\ndell\u2019arte sacra, sviluppatosi in particolare a partire dagli anni in cui Klee collabora alle<br \/>\niniziative del Blaue Reiter con Kandinskij e soprattutto con Franz Marc. Klee \u00e8 convinto che alle<br \/>\norigini dell\u2019arte ci sia una religione, un \u201cpopolo\u201d o una comunit\u00e0 storica e linguistica provvista<br \/>\ndi simboli comuni e riti condivisi. Ed \u00e8 convinto che occorra oltrepassare le iconografie<br \/>\ntradizionali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_69344\" aria-describedby=\"caption-attachment-69344\" style=\"width: 278px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-69344\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/arte-278x300.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/arte-278x300.jpg 278w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/arte-371x400.jpg 371w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/arte.jpg 657w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-69344\" class=\"wp-caption-text\">Italy, Lombardy, Milan, Museo del Novecento. Whole artwork view. Abstract view of the park of Schwabing, the arts district in Monaco.<\/figcaption><\/figure>\n<p>A partire dal 1912-1913 Klee dissemina le proprie immagini di ideogrammi, rune<br \/>\no elementi \u201calfabetici\u201d di invenzione. Si sforza di rinviare l\u2019osservatore al processo che sta<br \/>\ndietro l\u2019immagine; di sollecitare in lui domande attorno al senso di ci\u00f2 che vede; di indurlo a<br \/>\nleggere e decifrare con attenzione. Guarda all\u2019arte bizantina, all\u2019arte celtica, ovviamente<br \/>\nall\u2019illustrazione primo-rinascimentale tedesca per trovare precedenti di un\u2019arte (per lo pi\u00f9<br \/>\nsacra) intimamente congiunta alla parola e alla \u201crivelazione\u201d. In seguito, negli anni Venti e<br \/>\nTrenta, il suo interesse per l\u2019epigrafia si nutre di riferimenti agli antichi alfabeti cuneiformi<br \/>\nmedio-orientali e alla geroglifica egizia.<br \/>\n\u00c8 durante gli ultimi anni della Grande Guerra che Klee vive una sorta di \u201cconversione\u201d, che lo<br \/>\nporta a privilegiare temi \u201ccosmici\u201d e a distaccarsi dalle attitudini parodistiche mostrate in<br \/>\nprecedenza. Klee, in questa fase, immagina di abitare presso \u201cil cuore della Creazione\u201d, vicino<br \/>\nalla mente di Dio, e l\u2019arte diventa archetipo, formula di tutte le cose esistenti. I suoi modelli,<br \/>\nvalidi ancora negli anni Venti e Trenta, sono l\u2019illustrazione tedesca tardo-medievale, le<br \/>\nminiature celtiche o mozarabiche o l\u2019arte del tempo della \u00abmigrazione dei popoli\u00bb.<br \/>\nIl quadro (o ancor pi\u00f9 il disegno) si trasforma in una sorta di pagina di diario \u201cmetafisica\u201d:<br \/>\nl\u2019opera non si osserva pi\u00f9 o meno fuggevolmente, ma \u201csi legge\u201d a vari livelli, come una sorta<br \/>\ndi partitura musicale. L\u2019artista concepisce l\u2019arte in modo nuovo, \u201cmistico\u201d appunto, in un<br \/>\nrapporto indissolubile tra pittura e musica, immagini e parole.<br \/>\nLe sezioni in cui \u00e8 suddivisa la mostra racconteranno questo processo di formazione<br \/>\nartistica. Dalla caricatura al periodo in cui Klee si definisce anche \u201cillustratore cosmico\u201d; a un<br \/>\nprimitivismo di tipo \u201cepigrafico\u201d, la cui sezione di riferimento non a caso verr\u00e0 intitolata<br \/>\n\u201calfabeti e geroglifiche d\u2019invenzione\u201d. Una sezione \u00e8\u00a0 costruita intorno al tema dell\u2019arte<br \/>\nextraeuropea e dell\u2019arte dell\u2019infanzia: le origini primordiali dell\u2019arte, infatti &#8211; coerentemente<br \/>\ncon il suo tempo- per Klee sono da ricercarsi in questi ambiti dove egli indica che sia possibile<br \/>\noperare una vera \u201criforma\u201d. Una originale re-invenzione del teatrino di marionette che Klee<br \/>\naveva costruito per il figlio Felix, \u00e8 posta insieme a una selezione delle opere etnografiche<br \/>\ndel MUDEC.<br \/>\nInfine, la sezione dedicata a \u201cpolicromie e astrazione\u201d designa un diverso insieme di opere,<br \/>\ncaratterizzate, oltrech\u00e9 dal rigoroso disegno geometrico per lo pi\u00f9 associato a motivi<br \/>\narchitettonici, dalla trasparenza di differenti velature di colore.<br \/>\nKlee viene quindi presentato sia attraverso le sue opere astratte e policrome, conosciute e<br \/>\namate dal grande pubblico, sia attraverso i suoi meno noti lavori caricaturali; al tempo stesso,<br \/>\npuntuali ricerche sulle fonti, sui repertori iconografici e formali e sui documenti testuali<br \/>\ndanno conto della complessit\u00e0 del sostrato culturale dell\u2019artista, della vastit\u00e0 della sua<br \/>\nproduzione e dell\u2019ampiezza delle tecniche da lui utilizzate.<br \/>\nLE SEZIONI<br \/>\nINTRODUZIONE<br \/>\nAcclamato come \u201cliberatore\u201d dai surrealisti a Parigi, professore osannato dagli studenti del<br \/>\nBauhaus, ispiratore di generazioni di artisti, eppure refrattario a ogni esercizio di scuola e<br \/>\nriluttante a ridursi a un unico stile: Klee dedica la propria attivit\u00e0 alla ricerca dell\u2019\u00aborigine\u00bb<br \/>\ndell\u2019arte. Insegue forse pi\u00f9 di ogni altro artista del \u2019900 la collaborazione tra rigore e fantasia,<br \/>\nteoria e capriccio fantastico.<br \/>\nL\u2019\u00aborigine\u00bb dell\u2019arte non si colloca, per Klee, agli inizi della storia dell\u2019arte occidentale n\u00e9<br \/>\ncoincide con l\u2019arte delle caverne. Originaria \u00e8 piuttosto un\u2019esperienza che permetta all\u2019artista<br \/>\ndi distanziarsi dal quotidiano e di considerare le vicende umane da grande distanza, come<br \/>\nattraverso un telescopio. Questa esperienza non \u00e8 necessariamente gioiosa, pu\u00f2 anzi<br \/>\navvicinarsi al \u201cterrore\u201d.<br \/>\nNella sua attivit\u00e0 Klee alterna tecniche e stili tratte dai pi\u00f9 diversi repertori artistici, senza per\u00f2<br \/>\ncadere mai nel revival o nell\u2019eclettismo. Privilegia l\u2019arte preclassica, l\u2019arte dell\u2019Alto Medioevo e<br \/>\ndel primo Rinascimento, soprattutto tedesco. Talvolta guarda anche all\u2019arte extraoccidentale,<br \/>\ngiocando da par suo, con ironia carica di scetticismo, la carta \u201cprimitivista\u201d.<br \/>\nLa selezione di un centinaio di opere di Klee, accompagnata da preziosi manufatti etnografici<br \/>\ndel Mudec e da testi storici, focalizza alcuni spunti illuminanti di questa ricerca dell\u2019originario,<br \/>\ndel primitivo, in una sequenza strutturata per temi. Si parte con le taglienti caricature del ciclo<br \/>\nInventionen e si conclude con una delle sue ultime pitture, un capolavoro &#8211; testamento. Il<br \/>\npercorso \u00e8 costellato da vere e proprie rivelazioni per il pubblico, prestiti importantissimi che<br \/>\nper la loro fragilit\u00e0 si possono ammirare raramente. Il senso di ogni opera \u00e8 racchiuso nella<br \/>\ntitolazione che ne \u00e8 la chiosa finale; il titolo, infatti, dischiude un universo ambiguo e<br \/>\nimmaginario, sempre venato di ironia. Il nostro racconto far\u00e0 appello alle parole e allo sguardo<br \/>\ndi Klee, invitando il visitatore a osservare i mondi insospettati che l\u2019artista ha svelato ai nostri<br \/>\nocchi.<br \/>\nCaricature<br \/>\nNelle Invenzioni in apertura della mostra entra in scena la verve satirico-grottesca dell\u2019artista,<br \/>\ndestinata a non abbandonarlo mai. \u00c8 qui raggruppata, con le incisioni giovanili, una nutrita serie<br \/>\ndi opere tratte dall\u2019intero percorso di Klee: \u201cmaschere\u201d e caricature post-impressioniste, scene<br \/>\ndi teatro \u201cbuffo\u201d del periodo del Bauhaus, animali d\u2019invenzione, demoni tardi. Le opere<br \/>\n\u201csatiriche\u201d di Klee rivelano la perseveranza dell\u2019artista nel postillare e commentare l\u2019attualit\u00e0<br \/>\nartistica, sociale o politica senza mai scendere sul piano della cronaca n\u00e9 rendersi disponibile a<br \/>\nun esercizio di militanza. Al tempo stesso ci permettono di comprendere come la caricatura sia<br \/>\nil genere figurativo forse pi\u00f9 congeniale a Klee: \u00e8 nella caricatura, infatti, che il giovane artista<br \/>\ntrova immediatamente autorizzate quelle deformazioni oscene o grottesche di cui si serve per<br \/>\ndare vita a un repertorio di forme e figure fantastiche.<br \/>\nFormatosi a Monaco attorno alla fine del XIX secolo, Klee \u00e8 un appassionato lettore di riviste<br \/>\nsatiriche tedesche, come \u201cJugend\u201d o \u201cSimplicissimus\u201d, da cui trae sia l\u2019orientamento al pastiche<br \/>\nsia il gusto del chimerico e del fantastico.<br \/>\nIn Klee c\u2019\u00e8 un rapporto di singolare vicinanza tra caricatura e antichit\u00e0: egli \u201cscopre\u201d l\u2019antico<br \/>\nattraverso la caricatura. Lo soccorrono sia determinate letture \u2013 tra tutte, la brillante Histoire<br \/>\nde la caricature antique di Champfleury (1867) \u2013 sia la sua particolare abilit\u00e0 nell\u2019appropriarsi<br \/>\ndi tecniche e stili desueti, senza peraltro mai cadere nell\u2019ovviet\u00e0.<br \/>\nIllustratore cosmico<br \/>\nLa fama di Klee nel periodo espressionista \u00e8 legata alla sua capacit\u00e0 di trascendere l\u2019attualit\u00e0<br \/>\nimmediata e di preferire a un pathos eccessivo immagini in apparenza distaccate, simili a pietre<br \/>\npreziose e cristalli, pervase da una singolare pensosit\u00e0 o quiete. Lo si chiamava, al tempo,<br \/>\n\u201cillustratore cosmico\u201d: ponendo cos\u00ec l\u2019accento sul tratto candido e insieme sapienziale di<br \/>\ndisegni e acquerelli che sembrano voler spiegare le \u201cleggi\u201d del divenire universale da punti di<br \/>\nvista non semplicemente umani. A Monaco sono detti \u201ccosmici\u201d filosofi, poeti e letterati, come<br \/>\nKarl Wolfskehl (in stretto contatto con Klee) e Ludwig Klages, impegnati a proporre una<br \/>\nrigenerazione di tipo iniziatico dell\u2019arte e della letteratura pi\u00f9 antiche.<br \/>\n\u00c8 nella seconda met\u00e0 della guerra che Klee conosce una sorta di \u201cconversione\u201d, quando, in<br \/>\nseguito anche alla morte di Franz Marc, abbandona almeno in parte la propria attivit\u00e0 di<br \/>\ndisegnatore satirico per proporsi nei panni dell\u2019eremita, dell\u2019artista \u201cmistico\u201d e del veggente. In<br \/>\nci\u00f2, si appoggia a repertori arcani o desueti, tratti dalla storia della miniatura, dall\u2019arte bizantina<br \/>\no addirittura dall\u2019arte del periodo detto delle \u201cmigrazioni dei popoli\u201d. Si tratta per di pi\u00f9 di<br \/>\nimmagini (pagine di evangeliario, codici miniati, rilegature o altro) che, come gli insegnano<br \/>\nstorici e archeologi contemporanei, prefigurano, nei loro \u201cdeliri calligrafici\u201d e nella \u201csublime<br \/>\nisteria\u201d, quel misticismo che gli artisti del \u201cCavaliere azzurro\u201d si propongono di ridestare<br \/>\nvolgendo le spalle all\u2019arte di tradizione classico-rinascimentale. Trova origine qui, nella scelta<br \/>\n\u201ccosmica\u201d di Klee, la fedelt\u00e0 dell\u2019artista ai formati piccoli e piccolissimi.<br \/>\nAlfabeti e geroglifiche d\u2019invenzione<br \/>\nUn\u2019intensa produzione di simboli e alfabeti \u00e8 rintracciabile in tutta l\u2019opera di Klee. Il suo sar\u00e0<br \/>\nun esercizio costante e divertito, intriso di conoscenze colte degli alfabeti antichi come il<br \/>\ncuneiforme, il geroglifico o il demotico egizio, le rune celtiche, la calligrafia islamica e ogni sorta<br \/>\ndi sistema linguistico, anche d\u2019invenzione.<br \/>\nKlee si dedica in vario modo ai segni. Anzitutto alla forma stessa di ciascuna lettera, che \u00e8<br \/>\ntracciata, in quanto tale, in modo certamente arbitrario, ma che pure \u00e8 rigorosa all\u2019interno di<br \/>\nun alfabeto quale sistema compiuto di rappresentazione. Oppure osserva l\u2019aspetto che i simboli<br \/>\npossono assumere in quanto ideogrammi, raffigurazioni di un\u2019immagine spesso suggerita<br \/>\nallusivamente: e allora ritroviamo pseudo-grafemi, unit\u00e0 grafiche minime, che si trasformano<br \/>\nin figure: umane, animali o vegetali. Altrove guarda ai segni nel loro insieme in quanto assetto<br \/>\nsimbolico per descrivere un mondo potenziale, e in questi casi gli elementi grafici non<br \/>\nsembrano in nulla lettere di un alfabeto, bens\u00ec immagini cifrate dal cui insieme desumiamo<br \/>\nstanze, ambienti, situazioni. Infine Klee sembra declinare i segni come vero e proprio lettering,<br \/>\nsoluzioni grafiche adottate all\u2019interno di opere principalmente figurative.<br \/>\nKlee \u00e8 anche un appassionato di liste, numerazioni e ordinamenti tassonomici, come si pu\u00f2<br \/>\nvedere dalla struttura che ha dato ai suoi Diari e dalla catalogazione delle sue opere. Siamo<br \/>\ntentati di credere che a volte volesse confondere le idee o divertirsi: quando il gallerista Hans<br \/>\nGoltz gli obietta che la sua numerazione \u00e8 un problema dal momento che non si pu\u00f2 attribuire<br \/>\nun valore alto alle opere, sapendo che quell\u2019anno ne ha prodotte un gran numero, egli serafico<br \/>\nrisponde: \u201cSemplice, aggiunger\u00f2 lettere, cos\u00ec nessuno se ne accorge\u201d.<br \/>\nIl museo etnografico e la stanza dei bambini<br \/>\nDue filoni di ricerca percorrevano l\u2019Europa agli inizi del Novecento, influenzando l\u2019operare<br \/>\ndegli artisti delle avanguardie: l\u2019etnografia e l\u2019arte dei bambini. Klee guarda ai mondi<br \/>\nextraeuropei e alla produzione infantile come a due differenti territori inesplorati della<br \/>\nfigurazione, come a nuove fonti da cui attingere non solo soluzioni formali, ma anche un<br \/>\napproccio al reale divergente da quello che permea l\u2019immaginario europeo.<br \/>\nGli oggetti del Mudec sono stati selezionati cercando incroci e corrispondenze con le collezioni<br \/>\neuropee allora note a Klee. La maschera del Gabon \u00e8 comparabile a quella esposta nel 1906 al<br \/>\nMuseo Etnografico di Berna e pubblicata nel 1912 sull\u2019Almanacco del \u201cBlaue Reiter\u201d. Caso<br \/>\nspeciale \u00e8 quello dei tessili: i frammenti esposti fanno parte di una grande tunica della cultura<br \/>\nHuari e furono venduti a diversi musei nel mondo, tra cui il Castello Sforzesco che li acquis\u00ec nel<br \/>\n1934 per le sue raccolte extraeuropee.<br \/>\nL\u2019impiego di tecniche particolari e di materiali organici, il ruolo della maschera come evocatrice<br \/>\ndi pulsioni interiori e, soprattutto, la concezione della realt\u00e0 come qualcosa che non va<br \/>\nmeramente imitato dall\u2019arte, ma \u00e8 dotato di una vita propria, sono alcuni degli aspetti messi in<br \/>\nrelazione con Klee dalla critica fin dai suoi esordi artistici.<br \/>\nIl teatro delle marionette di Paul Klee nasce per esaudire una richiesta del figlio Felix. Tra il<br \/>\n1916 e il 1925, Paul realizza una cinquantina di pupazzi, di cui gran parte perduti. Il boccascena<br \/>\n\u00e8 ricavato da vecchie cornici, mentre per i personaggi Klee utilizza i materiali pi\u00f9 vari che trova<br \/>\nnel suo studio o in casa. Ossa di bue, prese elettriche, un pennello da barba, un guscio di noce<br \/>\ncompongono fantasiosamente i burattini, in un giocoso assemblaggio. Il repertorio \u00e8 quello<br \/>\npopolare tradizionale del teatro delle marionette nord-europeo, oppure nasce dall\u2019inventiva di<br \/>\nKlee, che ama raffigurare amici e colleghi, oppure dalla sua satira del tempo presente.<br \/>\nPolicromie e astrazione<br \/>\nSe per \u201castrazione\u201d si intende il rifiuto della \u201cfigura\u201d e del racconto e l\u2019adozione di schemi<br \/>\ngeometrici, come spesso si pensa anche per Klee, in realt\u00e0 cos\u00ec non \u00e8. Agli occhi di Klee,<br \/>\n\u201castrarre\u201d \u00e8 in primo luogo un comportamento: equivale a trascendere, distaccarsi,<br \/>\noltrepassare. Gli acquerelli e i disegni \u201castratti\u201d di Klee presuppongono, in un primo momento,<br \/>\nun\u2019inquietudine di tipo critico-culturale e religioso che possiamo ben chiamare \u201cmetafisica\u201d. In<br \/>\nun secondo momento, nel periodo dell\u2019insegnamento al Bauhaus, prevalgono invece interessi<br \/>\ndi tipo formale, che si prestano meglio a istanze didattiche: per l\u2019immagine priva di gravit\u00e0, per<br \/>\nesempio, o per la riduzione del mondo fenomenico a modelli di tipo geometrico.<br \/>\nL\u2019origine delle \u201cpolicromie\u201d di Klee \u00e8 da cercare nella tradizione post-impressionista tedesca e<br \/>\nsvizzero-tedesca, in particolare nelle variazioni sul tema della flora alpina: le vedute di prati e<br \/>\nalpeggi primaverili disseminati di fiori, tipiche di Giovanni Segantini, Ferdinand Hodler o<br \/>\nAugusto Giacometti, si riflettono senz\u2019altro nelle \u201cscacchiere\u201d di colori che Klee dipinge nel<br \/>\nterzo decennio del Novecento: qui l\u2019artista sembra applicare qui il principio, enunciato nei suoi<br \/>\nDiari, dell\u2019\u201castrazione con memorie\u201d naturalistiche. In seguito, il termine \u201cpolicromia\u201d prende a<br \/>\ndesignare un diverso insieme di opere, eseguite ad acquerello e caratterizzate dal rigoroso<br \/>\ndisegno geometrico, per lo pi\u00f9 associato a motivi architettonici, e dalla trasparenza di differenti<br \/>\nvelature di colore. Gli edifici sono cos\u00ec raffigurati in ornati celesti, quasi elementi di uno zodiaco<br \/>\no di una costellazione inventata dall\u2019artista.<br \/>\nLE VIDEOINSTALLAZIONI IN MOSTRA<br \/>\nLa mostra propone anche degli strumenti di interazione e di immersione all\u2019interno delle sale, per<br \/>\nconsentire al visitatore un coinvolgimento quanto pi\u00f9 possibile \u201ccompleto\u201d nel mondo dell\u2019artista.<br \/>\nCon gli occhi di Paul Klee.<br \/>\n\u201cCon gli occhi di Paul Klee\u201d \u00e8 il titolo delle videoinstallazioni, curate da Storyville, che si susseguono<br \/>\nlungo il percorso. Un\u2019evocazione garbata e sempre documentata di immagini e filmati storici che<br \/>\nintendono fornire piccoli squarci su quello che poteva essere il sostrato immaginativo dell\u2019artista, ci\u00f2<br \/>\nche aveva visto o i luoghi dov\u2019era stato. Il racconto \u00e8 una sorta di cinepresa interiore che scandaglia una<br \/>\npresunta ma estremamente veridica memoria visiva dell\u2019artista. Si \u00e8 voluto deliberatamente<br \/>\naccantonare il taglio didascalico, per restituire all\u2019osservatore un\u2019esperienza che rimanesse pi\u00f9 fresca<br \/>\npossibile, liberamente interpretabile. Collocati nelle prime tre sale della mostra (dedicate ai temi della<br \/>\n\u201cCaricatura\u201d, dell\u2019\u201cIllustratore cosmico\u201d e degli \u201cAlfabeti e geroglifiche d\u2019invenzione\u201d), i filmati sono stati<br \/>\nrealizzati attingendo ad archivi di fototeche e cineteche che hanno messo a disposizione della mostra<br \/>\ndocumenti molto rari e altrimenti non fruibili dal grande pubblico, sottolineando come il profondo<br \/>\nlavoro di ricerca che caratterizza questa esposizione non si sia fermato alla scelta ragionata delle opere,<br \/>\nma sia una costante e una caratteristica di tutti gli aspetti della mostra.<br \/>\nLa lanterna magica di Klee<br \/>\nIn tutto simile a un moderno proiettore, la lanterna magica era uno strumento che permetteva di<br \/>\nottenere le fatate illusioni del precinema. Rifacendosi a questo precursore della cinepresa, il dispositivo<br \/>\ninterattivo che sar\u00e0 a disposizione del visitatore in mostra &#8211; ideato dagli artisti visivi di camerAnebbia &#8211;<br \/>\nazioner\u00e0 le marionette del teatro dei burattini di Klee, in contesti dove le prime tecniche del cinema di<br \/>\nanimazione tedesco, fatto di figure ritagliate e retroilluminate, sembrano ibridarsi con le ricerche di Klee<br \/>\ne con quelle dell\u2019avanguardia del Bauhaus. Uno strumento interattivo che accende la fantasia del<br \/>\nvisitatore e lo aiuta a calarsi perfettamente nell\u2019atmosfera di gioco che probabilmente il figlio di Klee<br \/>\npot\u00e8 vivere grazie all\u2019invenzione del teatro delle marionette appositamente costruito dal padre.<\/p>\n<p>INFO UTILI:<br \/>\nSEDE ESPOSITIVA e DATE MUDEC \u2013 Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)<br \/>\nDal 31 ottobre \u2013 3 marzo 2019.<br \/>\nORARI Lun 14.30 \u201019.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 \u2010 19.30 | Gio, Sab 9.30\u201022.30<br \/>\nIl servizio di biglietteria termina un\u2019ora prima della chiusura<br \/>\nBIGLIETTI Intero \u20ac 14,00 | Ridotto \u20ac 12,00<br \/>\nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917<u><\/u><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il MUDEC racconta il fascino di Klee per l\u2019arte \u201cprimitiva\u201d nella mostra PAUL KLEE. ALLE ORIGINI DELL\u2019ARTE MUDEC &#8211; Museo delle Culture di Milano Sino al 3 marzo 2019 La mostra Paul Klee. Alle origini dell\u2019arte, ospitata al MUDEC di Milano , a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch, presenta un\u2019ampia selezione di opere &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/69341\/arte\/paul-klee-alle-origini-dellarte-al-mudec.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">PAUL KLEE. ALLE ORIGINI DELL\u2019ARTE  AL MUDEC<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":69342,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[23543,20790,23541,17932,23542],"class_list":["post-69341","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-24-ore-cultura-gru","tag-comune-di-milano-cultura","tag-michele-dantini","tag-mudec","tag-raffaella-resch"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69341","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69341"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69341\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69345,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69341\/revisions\/69345"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69342"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}