
{"id":69259,"date":"2018-12-19T11:24:44","date_gmt":"2018-12-19T09:24:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=69259"},"modified":"2018-12-19T11:24:44","modified_gmt":"2018-12-19T09:24:44","slug":"reality-80-il-decennio-degli-effetti-speciali-galleria-gruppo-credito-valtellinese-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/69259\/arte\/reality-80-il-decennio-degli-effetti-speciali-galleria-gruppo-credito-valtellinese-milano.html","title":{"rendered":"REALITY \u201880 Il \u201cdecennio degli effetti speciali\u201d Galleria Gruppo Credito Valtellinese Milano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69260\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/9-300x214.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/9-300x214.jpeg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/9-768x548.jpeg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/9-500x357.jpeg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/9.jpeg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #404040; font-family: Arial; font-size: small;\">Se Umberto Eco in piena Tangentopoli defin\u00ec gli anni Ottanta come il &#8216;decennio degli effetti speciali&#8217;, REALITY &#8217;80 si potrebbe immaginare come il caleidoscopio visivo dell&#8217;epoca. Analogamente al fantasmagorico strumento ottico, la mostra &#8211; che inaugura il 19 dicembre alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese per la cura di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio con la consulenza scientifica di Valentino Catrical\u00e0 e Mario Piazza &#8211; si propone come l&#8217;avvicendamento in libera sovrapposizione cronologica e tematica di cultura, societ\u00e0, spettacolo, arti, design e grafica della &#8216;Milano da bere&#8217;.<br \/>\nIl tipo di narrazione del progetto espositivo \u00e8 quello di un intreccio continuo di storie e figure riferibili al decennio 1980-1990 all&#8217;interno di una ripartizione tematica e allestitiva costruita per frammenti monumentali e reperti tratti da eventi salienti &#8211; come l\u2019attentato a Papa Wojtyla del 1981 e il congresso del PSI all\u2019Ansaldo dell\u201989, seguito alla caduta del Muro di Berlino \u2013 affiancati da oggetti \u2018cult\u2019 quali il circuito dinamico del Pac-Man nel formato Arcade tower da sala giochi e la parata eteroclita di sorprese, gadget, \u2018Regalissimi\u2019, inclusi nelle merendine della generazione dei Paninari. Il tutto allineato lungo un asse temporale compreso fra il celeberrimo manifesto dell&#8217;amaro Ramazzotti (il pulsante start nella memoria collettiva: &#8220;Questa Milano da vivere, da amare, da godere. &#8230; Questa Milano da bere\u201d) proveniente da uno scatto di Mario De Biasi del 1986 &#8211; esposto in mostra in vintage print \u2013 e il re-make scenico-segnico di Keith Haring per il Muro di Berlino del 1986 \u2013 a rievocazione delle fasi preparatorie del celebre murale, oggi perduto, riproposto in scala ambientale su teloni da camion -.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_69261\" aria-describedby=\"caption-attachment-69261\" style=\"width: 206px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-69261\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/10-206x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/10-206x300.jpeg 206w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/10-768x1117.jpeg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/10-275x400.jpeg 275w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/10.jpeg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-69261\" class=\"wp-caption-text\">Created with The GIMP<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"color: #404040; font-family: Arial; font-size: small;\">All&#8217;interno di questa ricostruzione per frammenti lo spettatore spazia fra la piramide di Filippo Panseca, affiancata dalle Sculture Biodegradabili del decennio precedente che ne hanno preparato il terreno concettuale, procedendo attraverso una selezione di opere provenienti da quella fucina artistica che fu la Brown Boveri di Milano (con lavori di Stefano Arienti, Corrado Levi, Claudio D\u00e9stito, Pierluigi Pusole, e quelli di Cosimo Barna, Francesco Garbelli, Milo Sacchi tra i promotori di quell\u2019iniziativa),e dalla speculare esperienza romana dell&#8217;ex Pastificio Cerere accostati dai dipinti in grande formato di Nathalie Du Pasquier, Salvo, Tino Stefanoni, sino a perdersi nel dedalo delle mappe segniche di Alessandro Mendini e Massimo Giacon, come nei soggetti pittorici sovrappopolati di Marco Cingolani. In contrapposizione a questa sezione si trova allineata in lunga parete l&#8217;imponente teoria di manifesti politici tratti dal progetto di identit\u00e0 visiva curato da Ettore Vitale per il Partito Socialista \u2013 primo caso di immagine coordinata elaborata per un partito politico in Italia &#8211; e da Giuliano Vittori per l\u2019Estate Romana durante l\u2019amministrazione di Giulio Carlo Argan e Renato Nicolini.<br \/>\nLa doppia sequenza \u00e8 affiancata da una galassia di oggetti iconici del design\u00a0<i>Milan made<\/i>\u00a0dalla quale spiccano: le cover di Stefano Tamburini, quelle di Giacomo (Mojetta) Spazio per \u2018Stampa Alternativa\u2019, le parodie disneyane di Massimo Mattioli con i poster di Sergio Calatroni per il ciclo \u2018Afro City\u2019, fino alle ambientazioni di Mario Convertino per \u2018Mister Fantasy\u2019 e \u2018Frigidaire\u2019. Un rilievo particolare assumono in questo contesto i nuovi pattern pervasivi degli anni \u201980, dominati dall\u2019estetica del punto, della retta, del triangolo, del piccolo segmento ripetuto, delle \u2018formine vuote\u2019 disseminate random ai margini di quasi tutti i manufatti grafici dell\u2019epoca: dalle copertine di \u2018Domus\u2019 (diretta da Alessandro Mendini nei primissimi anni \u201980) \u2013 sostenute dalle immagini new-dada elaborate da Occhiomagico \u2013 agli impaginati di Ettore Sottsass; le cover degli LP e le musicassette \u2013 poi ampiamente imitate con l\u2019uniposca nelle compilation piratate su mixtape &#8211; disegnate da Mario Convertino; i comics magazine \u2018Frigidaire\u2019 e \u2018Alter Alter\u2019,<\/span><span style=\"color: #404040; font-family: Times; font-size: small;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #404040; font-family: Arial; font-size: small;\">\u2018Lira di Dio\u2019, \u2018Satyricon\u2019, \u2018Tango\u2019, \u2018Zut\u2019 e \u2018Cuore\u2019 nelle varianti successive \u2018Fegato\u2019, \u2018Milza\u2019, \u2018Mamma\u2019; le scorribande proto-punk nelle grafiche musicali di Giacomo Spazio e Massimo Giacon. Alfabeti visivi, Re-design, Design Banale, Cosmesi, Robot Sentimentale sono poi i titoli che introducono alla esuberante e vastissima produzione del progetto multidisciplinare del gruppo Alchimia verso un design neo-moderno. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #404040; font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69262\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/20-300x295.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/20-300x295.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/20-768x755.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/20-407x400.jpg 407w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/12\/20.jpg 1417w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nel manifesto teorico del gruppo, si legge: \u201cPer noi vale l\u2019ipotesi che debbano convivere metodi di ideazione e di produzione confusi, dove possano mescolarsi artigianato, industria, informatica, tecniche e materiali attuali e inattuali.\u201d In mostra trova cos\u00ec cittadinanza la parata eclettica di esperimenti realizzati con materiali artigianali, di recupero, di massa, improbabili, provocatori, kitsch, spesso abbandonati allo stadio di prototipo quali: la \u2018Pensione ideale\u2019 (Franco Raggi), l\u2019\u2019Abito Sonoro\u2019 con la performance \u2018Persone Dipinte\u2019 (Anna Gili), lo \u2018Stilismo della moda\u2019 (Cinzia Ruggeri) e soprattutto, \u2018Il Mobile Infinito\u2019 che nel 1981 annulla per eccesso sia le tipologie che la firma degli stessi progettisti, entrando con i Magazzini Criminali nella sperimentazione teatrale. Le attivit\u00e0 emozionali, psichiche e antropologiche si espandono cos\u00ec nel Refettorio delle\u00a0<span class=\"markyvwgsfhfm\" data-markjs=\"true\">Stelline<\/span>\u00a0dall\u2019arredo al libro alla didattica, sino alla video arte e al suono. Volti, pose, tic, inflessioni comportamentali occhieggiano infine in una galleria di 50 scatti di Maria Mulas a documentare i party scintillanti degli anni del dopo-terrorismo, che anticipano la messe di documenti, memorabilia, reperti video, giornali, libri, vignette satiriche, cataloghi d&#8217;arte e display commerciali a completamento dell&#8217;allestimento, in un crescendo cromatico bubble-gum che culmina con le divise da &#8216;sfitinzia&#8217; e &#8216;gallodidio&#8217; dei Paninari.<br \/>\nLa mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo-album (22&#215;30 cm, 164 pp., 220 ill.) edito dalla Fondazione Creval, che sar\u00e0 presentato al pubblico in finissage, con testi dei curatori e saggi di Mario Piazza e Valentino Catrical\u00e0, arricchito da un&#8217;antologia di interviste ai protagonisti del decennio.<\/p>\n<p><b><u>Coordinate mostra<\/p>\n<p><\/u>Titolo<\/b>\u00a0REALITY \u201880<br \/>\n<b><\/b>Il \u201cdecennio degli effetti speciali\u201d<\/p>\n<p><b>Sede\u00a0<\/b>Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\nCorso Magenta n. 59 \u2013 Milano<\/p>\n<p><b>Durata\u00a0<\/b>20 dicembre 2018 \u2013 23 febbraio 2019<\/p>\n<p><b>Inaugurazione\u00a0<\/b>mercoled\u00ec 19 dicembre h. 18.30<br \/>\n<b><\/b>Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\n<b><br \/>\nOrari e ingressi\u00a0<\/b>Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\n<b><\/b>da marted\u00ec a venerd\u00ec 14.00 \u201319.00<br \/>\nsabato 9.00 \u2013 12.00<br \/>\napertura straordinaria sabato 23 febbraio 10.00 \u2013 19.00<br \/>\nchiuso domenica e luned\u00ec; 25 e 26 dicembre, 1 gennaio<br \/>\nINGRESSO LIBERO<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se Umberto Eco in piena Tangentopoli defin\u00ec gli anni Ottanta come il &#8216;decennio degli effetti speciali&#8217;, REALITY &#8217;80 si potrebbe immaginare come il caleidoscopio visivo dell&#8217;epoca. 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