
{"id":6837,"date":"2010-07-09T10:07:46","date_gmt":"2010-07-09T08:07:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=6837"},"modified":"2010-07-09T10:10:56","modified_gmt":"2010-07-09T08:10:56","slug":"vita-di-michelangelo-carte-poesie-lettere-e-disegni-autografi-del-maestro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/6837\/arte\/vita-di-michelangelo-carte-poesie-lettere-e-disegni-autografi-del-maestro.html","title":{"rendered":"VITA DI MICHELANGELO CARTE, POESIE, LETTERE E DISEGNI AUTOGRAFI DEL MAESTRO"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font color=\"#800000\">Mostra su progetto scientifico della Fondazione Casa Buonarroti<\/font><\/h1>\n<p> <strong><span style=\"font-size: 11pt; color: maroon; font-family: Tahoma\">a cura di Lucilla Bardeschi Ciulich e Pina Ragionieri<\/span><\/strong> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center\" class=\"MsoNormal\" align=\"center\"><strong><span style=\"font-size: 11pt; color: maroon; font-family: Tahoma\">Napoli, Museo Archeologico, fino al 23 agosto 2010<\/span><\/strong><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 11pt; color: maroon; font-family: Tahoma\"><span style=\"font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">In un&#39;area acquistata nel 1508 da Michelangelo, <strong>la Casa Buonarroti<\/strong> quale ancor oggi ci appare <strong>&egrave; l&#39;esito del lungo lavoro di un davvero memore pronipote, Michelangelo Buonarroti il Giovane<\/strong>, che in circa trent&#39;anni, tra il 1612 e il 1643, seppe trarre da una modesta propriet&agrave; immobiliare la casa &quot;onorevole&quot; in Firenze alla quale a lungo e invano aveva aspirato il suo grande avo. <\/font><\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">Uomo di lettere e di corte, amico e protettore di artisti e scienziati al di l&agrave; dell&#39;effettivo rilievo sociale della sua figura, <strong>Michelangelo il Giovane ebbe anche spiccata passione di collezionista<\/strong>; e fu un <strong>assiduo conservatore delle memorie e delle carte familiari<\/strong>, con un naturale e specialissimo riguardo per tutto quanto si riferisse al sommo artista dal quale discendeva: caratteristiche che dopo di lui rimasero pi&ugrave; o meno una tradizione di famiglia. <\/font><\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">\u0116 questo il principale motivo per cui, nonostante le vicissitudini a volte drammatiche attraversate nei secoli, <strong>la Casa Buonarroti conserva tuttora la documentazione senza dubbio pi&ugrave; ricca su Michelangelo<\/strong>. Qui si conserva <strong>l&#39;Archivio Buonarroti<\/strong>, di propriet&agrave; della Casa: <strong>169 volumi<\/strong>, che partono dagli antenati di Michelangelo per giungere alla prima met&agrave; dell&#39;Ottocento, e che contengono il <strong>fondo pi&ugrave; importante di carte autografe dell&#39;artista.<\/strong> <strong>Qui si conserva anche la collezione pi&ugrave; cospicua al mondo di disegni autografi di Michelangelo.<\/strong><\/font><\/span><span><font><font color=\"#000000\"><strong>Questo patrimonio &egrave; tanto vario e cronologicamente completo da rendere possibile un ritratto biografico come quello che si propone questa mostra<\/strong>. <\/font><\/font><\/span><span style=\"font-family: Tahoma\"><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: Tahoma\"><font><font color=\"#000000\">Si prende l&#39;avvio <strong>dalle prime lettere e dalle poesie della giovinezza<\/strong> per giungere alla corrispondenza estrema dell&#39;artista, ormai quasi novantenne, con il prediletto nipote Leonardo; su questa falsariga si incontrano prove grafiche di alto impegno, come <strong>i disegni<\/strong>, scelti qui con l&#39;occhio fisso al risvolto biografico, siano essi di figura, o di progetto architettonico, o provenienti direttamente dai cantieri e dalle cave, come i famosi blocchi di marmo schizzati a beneficio degli scalpellini. Si accoglie inoltre qualche esempio della fortuna di Michelangelo che, evitando le gradevoli ma fuorvianti mitologie ottocentesche, cerchi in primo luogo di fornire adeguata testimonianza visiva di opere perdute o, per motivi diversi, non presenti in mostra.<\/font><\/font><\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">\u0116 un progetto che ha richiesto lunga lena, accompagnando in certa misura negli anni il lavoro della Casa Buonarroti e di cui si tenne nel 2001 nel nostro museo una prima versione, che attingeva per&ograve; anche a prestiti soprattutto dalle raccolte pubbliche fiorentine<strong>. Quella che si presenta ora &egrave; dunque tutt&#39;altro che una ripresa, giacch&eacute; dimostra come, attingendo unicamente a quanto &egrave; conservato tra le mura del palazzo di via Ghibellina, si riesca a tracciare in questo nostro modo non consueto il filo di una vita come quella di Michelangelo, cos&igrave; lunga e densa di opere capolavoro e di invenzioni supreme, di eventi e di alte committenze, di crucci e di meditazione.<\/strong><\/font><\/span><span style=\"font-family: Tahoma\"><font><font color=\"#000000\">Come &egrave; noto, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli espone gran parte delle opere antiche della Collezione Farnese, a cominciare dal celeberrimo <em>Ercole<\/em>, il cui ritrovamento e la cui collocazione furono uno dei temi di riflessione della vecchiaia di Michelangelo. Il fatto che la mostra si tenga in questa sede ha portato al suo interno nuove presenze di opere d&#39;arte, significative e davvero pertinenti, scelte per la cortesia della direttrice Valeria Sampaolo da Federico Rausa, in accordo con Carlo Gasparri, con una sensibilit&agrave;, una competenza e una comprensione delle nostre finalit&agrave; tali da suscitare gratitudine e ammirazione.<\/font><\/font><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Tahoma\"><font><font color=\"#000000\">Raccontare una vita d&#39;eccezione, e insieme offrire al visitatore la conoscenza del patrimonio segreto della Casa Buonarroti, sono i due obbiettivi primari di questa mostra che con particolare determinazione si rivolge ai giovani, nella convinzione che in questi tempi di apprendimenti virtuali possa tornare utile il <strong>contatto diretto non solo con l&#39;opera d&#39;arte, ma anche con i documenti storici, sempre tramiti di potente evocazione, dall&#39;autografo michelangiolesco al libro antico<\/strong>.<\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Tahoma\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Tahoma\"><strong>Catalogo<\/strong><\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Tahoma\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Tahoma\">Silvana Editoriale <\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Tahoma\"><font><font color=\"#000000\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Tahoma\"><a href=\"http:\/\/www.silvanaeditoriale.it\/\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">www.silvanaeditoriale.it<\/span><\/a><\/span><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-family: Tahoma\"><font><font color=\"#000000\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Tahoma\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/font><\/font><\/span><span style=\"font-family: Tahoma\"><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: Tahoma\"><font color=\"#000000\"> <\/font><\/span><span style=\"font-family: Tahoma\"><font color=\"#000000\"> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 108pt; text-indent: -108pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Tahoma\"><a href=\"http:\/\/www.mostramichelangelo.com\/\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">www.mostramichelangelo.com<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-family: Tahoma\"> <\/p>\n<div><font> <\/p>\n<div><font><\/font><\/div>\n<p> <\/font><\/div>\n<p><span style=\"font-family: Tahoma\"><a href=\"mailto:comunicazione.napoli.electa@mondadori.it\"><font color=\"#0068cf\">comunicazione.napoli.electa@mondadori.it<\/font><\/a> <\/span><\/p>\n<p> <\/span> <\/p>\n<p><span style=\"font-family: Tahoma\"><a href=\"mailto:elestamp@mondadori.it\"><font color=\"#0068cf\">elestamp@mondadori.it<\/font><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\" class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p> <\/font><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra su progetto scientifico della Fondazione Casa Buonarroti a cura di Lucilla Bardeschi Ciulich e Pina Ragionieri Napoli, Museo Archeologico, fino al 23 agosto 2010 In un&#39;area acquistata nel 1508 da Michelangelo, la Casa Buonarroti quale ancor oggi ci appare &egrave; 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