
{"id":67636,"date":"2018-09-06T08:57:59","date_gmt":"2018-09-06T06:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=67636"},"modified":"2018-09-06T08:57:59","modified_gmt":"2018-09-06T06:57:59","slug":"william-g-congdon-il-gesto-dellio-biblioteca-sormani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/67636\/arte\/william-g-congdon-il-gesto-dellio-biblioteca-sormani.html","title":{"rendered":"William G. Congdon Il gesto dell\u2019Io Biblioteca Sormani"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-67637\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/09\/13_William-G.-Congdon.-MONASTERO-5.-14-luglio-1992.-Olio-su-pannello.-50-x-60-cm.-Collezione-Carlo-Rapetti--300x253.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/09\/13_William-G.-Congdon.-MONASTERO-5.-14-luglio-1992.-Olio-su-pannello.-50-x-60-cm.-Collezione-Carlo-Rapetti--300x253.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/09\/13_William-G.-Congdon.-MONASTERO-5.-14-luglio-1992.-Olio-su-pannello.-50-x-60-cm.-Collezione-Carlo-Rapetti--768x649.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/09\/13_William-G.-Congdon.-MONASTERO-5.-14-luglio-1992.-Olio-su-pannello.-50-x-60-cm.-Collezione-Carlo-Rapetti--474x400.jpg 474w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>William G. Congdon<br \/>\nIl gesto dell\u2019Io<br \/>\nInediti (salvati) della Collezione Rapetti<br \/>\nMostra a cura di Mario Cancelli<br \/>\nBiblioteca Sormani \u2013 Scalone monumentale<br \/>\nDal 7 settembre al 23 ottobre 2018<\/p>\n<p>Fotografia di Elio e Stefano Ciol<br \/>\nDa venerd\u00ec 7 settembre a marted\u00ec 23 ottobre la Biblioteca Sormani ospiter\u00e0 una mostra<br \/>\ndedicata all\u2019artista americano William G. Congdon in occasione del ventesimo<br \/>\nanniversario della scomparsa. Verr\u00e0 esposta per la prima volta una selezione inedita<br \/>\ndi quadri della collezione di Carlo Rapetti, che intrattenne con l\u2019artista un rapporto di<br \/>\ncollaborazione durante il periodo trascorso dal pittore nella Bassa milanese, dagli anni<br \/>\nOttanta fino alla morte.<\/p>\n<p>Nato a Providence, Rhode Island, nel 1912, Congdon si avvicina alla pittura dopo la<br \/>\ntragica esperienza di autista volontario di ambulanza sui campi del secondo conflitto<br \/>\nmondiale. Alla fine degli anni Quaranta realizza le sue prime mostre presso la Betty<br \/>\nParsons Gallery come esponente della corrente degli Espressionisti Astratti con Rothko,<br \/>\nPollock, Barnett Newman, Motherwell, Reinhardt e Pousette-Dart.<br \/>\nNonostante il successo artistico in terra statunitense, gi\u00e0 negli anni Cinquanta si allontana<br \/>\ndall\u2019Action Painting ed intraprende un cammino di maturazione umana ed artistica in<br \/>\nItalia, alla ricerca sofferta di un linguaggio proprio.<br \/>\nE proprio durante il periodo trascorso nella Bassa milanese, a Gudo Gambaredo,<br \/>\nCongdon raggiunger\u00e0 la sua massima espressione artistica: qui si consolida il rapporto di<br \/>\namicizia e di collaborazione con Carlo Rapetti, che diventa suo assistente di studio fino<br \/>\nalla morte, avvenuta nel 1998. Rapetti &#8211; unico ad essere ammesso nella Cascinazza, il<br \/>\nmonastero benedettino presso il quale Congdon, nell\u2019autunno 1979, aveva trasferito il suo<br \/>\nstudio &#8211; pi\u00f9 volte fu l\u2019ago della bilancia nella decisione di salvare o distruggere un<br \/>\nquadro nella fretta di reperire supporti e, grazie alla sua capacit\u00e0 di prendere tempo e di<br \/>\nprocurare nuove tele, vennero salvate molte opere.<br \/>\nPonendo all&#8217;attenzione del pubblico e degli studiosi una parte significativa di questo<br \/>\ncorpus finora sconosciuto, la mostra intende proporre spunti e riflessioni per ulteriori<br \/>\napprofondimenti critici e suggerire nuove chiavi di accesso alla lettura dell&#8217;opera integrale<br \/>\ndi William Congdon. Lo fa soprattutto proponendo una lettura \u201claica\u201d della sua opera, in<br \/>\nparticolare dei dipinti a carattere religioso, i crocefissi che sono, secondo il curatore Mario<br \/>\nCancelli, \u00ab\u201crappresentanza\u201d dell\u2019io in quanto scoperta del corpo\/psiche. Grazie a loro un<br \/>\nvuoto \u00e8 stato colmato. \u00c8 indubitabile che ci\u00f2 sia avvenuto nell\u2019esperienza della<br \/>\nconversione religiosa, come \u00e8 indubitabile il fatto che dopo Assisi l\u2019iconografia sacra<br \/>\ndivenga medium del soggetto Congdon\u00bb.<br \/>\nLo stesso artista, in un\u2019inedita biografia autografa esposta in mostra, parla della sua<br \/>\nconversione e del periodo trascorso tra Assisi e Subiaco e scrive \u00abL\u2019incontro con Cristo mi<br \/>\nfa scoprire che il suo dramma di Croce \u00e8 pure il mio\u00bb. Da qui il titolo della mostra,<br \/>\nl\u2019ortodossia del gesto pittorico che \u00e8 un\u2019affermazione dell\u2019io di Congdon, uno scoprire s\u00e9<br \/>\nstesso attraverso nuovi linguaggi a cui fa da contraltare la tensione sempre presente verso<br \/>\nl\u2019esperienza dell\u2019Action Painting.<br \/>\nWilliam G. Congdon viaggi\u00f2 molto, dall\u2019India allo Yemen al Per\u00f9 al Sudan, e in Italia visse<br \/>\nper vent\u2019anni in Umbria, passando dei brevi periodi a Milano, citt\u00e0 amata e odiata, ma<br \/>\npropedeutica per poi giungere al buen retiro di Gudo. \u00abPer poco tempo abito anche a<br \/>\nMilano dove per disgusto faccio quadri incrostati di nero smog raccolto dai davanzali delle<br \/>\nfinestre\u00bb, scrive Congdon, descrivendo una Milano che non offre n\u00e9 fascino n\u00e9<br \/>\nconsolazione, ma che traghetta l\u2019artista verso quel \u201cnon luogo\u201d rappresentato dalla bassa<br \/>\nmilanese che ricercava da sempre, \u00abamabile e abitato, [che] pu\u00f2 generare materia d\u2019arte,<br \/>\nfornire occasioni e trasformare in \u201cnon luogo\u201d tutti i luoghi\u00bb, come spiega Cancelli.<br \/>\nLa mostra, che si snoda lungo lo Scalone monumentale della Biblioteca Sormani con<br \/>\ningresso da via Francesco Sforza 7, culmina all\u2019ultimo piano con l\u2019opera Estate 19, sintesi<br \/>\ndel percorso dell\u2019artista ormai in possesso di un linguaggio originale in cui il dato oggettivo<br \/>\ndiventa soggettivo e la realt\u00e0 narrata viene rappresentata tra realt\u00e0 e simbolismo. \u00c8 questa<br \/>\nla cifra stilistica inedita di Congdon che viene rivelata in occasione della mostra grazie<br \/>\nall\u2019opera di recupero e di affezione compiuta da Carlo Rapetti, una figura nuova di<br \/>\ncollezionista che conserva e difende il lavoro di Congdon dall\u2019artista stesso e dal tempo.<br \/>\nArea Biblioteche<br \/>\nUnit\u00e0 Biblioteca Centrale<br \/>\n#lemostredipalazzosormani<br \/>\nOltre ai dipinti verranno esposti documenti appartenuti all\u2019artista messi a disposizione<br \/>\nda The William G. Congdon Foundation &#8211; fotografie, lettere autografe di Jacques<br \/>\nMaritain, Thomas Merton e Igor Stravinskij, diari e alcuni strumenti (spatola, pennello,<br \/>\npettine metallico, punteruolo) utilizzati per dipingere \u2013 e cataloghi e pubblicazioni dalle<br \/>\nraccolte della Biblioteca.<br \/>\nNelle finalit\u00e0 del progetto, propiziare una ri-lettura dell\u2019opera di Congdon, sta il<br \/>\nsignificato della scelta della sede espositiva: non uno spazio consacrato all\u2019esibizione<br \/>\npubblica del pittorico ma una biblioteca, anzi, \u201cla\u201d biblioteca dei milanesi, cattedrale laica<br \/>\ndei saperi, luogo di scoperta in cui la conoscenza \u00e8 resa accessibile a tutti al solo fine di<br \/>\nstimolare nuova conoscenza.<\/p>\n<p>Catalogo: Silvana Editoriale www.silvanaeditoriale.it<\/p>\n<p>William G. Congdon<br \/>\nIl gesto dell\u2019Io<br \/>\nInediti (salvati) della Collezione Rapetti<br \/>\nMostra a cura di Mario Cancelli<br \/>\ndal 07.09.2018 al 23.10.2018<br \/>\nBiblioteca Comunale Centrale<br \/>\nPalazzo Sormani<br \/>\nScalone Monumentale<br \/>\nVia Francesco Sforza, 7 Milano<br \/>\nLuned\u00ec \u2013 Venerd\u00ec 15.00 \u2013 19.00<br \/>\nSabato 9.00-12.30. Chiuso Domenica e festivi. Ingresso libero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>William G. Congdon Il gesto dell\u2019Io Inediti (salvati) della Collezione Rapetti Mostra a cura di Mario Cancelli Biblioteca Sormani \u2013 Scalone monumentale Dal 7 settembre al 23 ottobre 2018 Fotografia di Elio e Stefano Ciol Da venerd\u00ec 7 settembre a marted\u00ec 23 ottobre la Biblioteca Sormani ospiter\u00e0 una mostra dedicata all\u2019artista americano William G. 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