
{"id":66890,"date":"2018-04-18T01:06:30","date_gmt":"2018-04-17T23:06:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=66890"},"modified":"2018-06-08T01:14:59","modified_gmt":"2018-06-07T23:14:59","slug":"a-vinitaly-il-nuovo-orestilla-di-montonale-miglior-bianco-del-mondo-secondo-decanter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/66890\/enogastronomia\/a-vinitaly-il-nuovo-orestilla-di-montonale-miglior-bianco-del-mondo-secondo-decanter.html","title":{"rendered":"A Vinitaly il nuovo Orestilla di Montonale, miglior bianco del mondo secondo Decanter"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-66891\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Vigneti-Montonale-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Vigneti-Montonale-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Vigneti-Montonale-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Vigneti-Montonale-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Vigneti-Montonale-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Vigneti-Montonale-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Vigneti-Montonale.jpg 1143w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>MONTONALE, IL LUGANA INASPETTATO<\/em><br \/>\n1942, IL MONITO DELL\u2019AGRONOMO<br \/>\nCamillo Pellizzari, agronomo, arguto commentatore delle tradizioni bresciane, nel 1942 dedic\u00f2 un<br \/>\nlibello al Lugana e ai suoi vini.<br \/>\nOltre a magnificare la bellezza del territorio che si estende sotto la penisola di Sirmione, Pellizzari<br \/>\nprovocava cos\u00ec il lettore: \u201cSarebbe assurdo addormentarsi sui risultati ottenuti e rinunciare alle pi\u00f9 brillanti<br \/>\nprospettive dell\u2019avvenire\u201d.<br \/>\nOttant\u2019anni dopo, nonostante l\u2019evoluzione vissuta dal territorio, il suo monito resta attuale. Perch\u00e9<br \/>\nnon basta un clima vocato o un suolo favorevole, e neppure la tradizione o la tecnica, per fare vini da<br \/>\nricordare. Serve un passo ulteriore, fatto di entusiasmo, perseveranza e ardimento: qualit\u00e0 che dalle<br \/>\nparti di Montonale abbondano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-66892\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Montonale-Lugana-Orestilla-128x400.jpg\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Montonale-Lugana-Orestilla-128x400.jpg 128w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Montonale-Lugana-Orestilla-96x300.jpg 96w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/06\/Montonale-Lugana-Orestilla.jpg 322w\" sizes=\"auto, (max-width: 128px) 100vw, 128px\" \/><br \/>\nLE ORIGINI<br \/>\nSulla sponda meridionale del Garda, dove i territori di Brescia e Verona si incontrano, fu scritta una<br \/>\nbella pagina di storia del vino. Il suo prologo risale agli inizi del Novecento, ed ebbe come protagonista<br \/>\nFrancesco Girelli, uomo determinato, carattere solido e mani abituate al lavoro.<br \/>\nFrancesco allevava bestiame in un casolare a Desenzano, in localit\u00e0 Conta, ed era un contadino<br \/>\ntestardo e ambizioso: per fare vino meglio dei suoi vicini, dissod\u00f2 due ettari di terreno servendosi<br \/>\nsoltanto di un badile. Su quel campo ben esposto impiant\u00f2 Turbiana, Cabernet Sauvignon e Merlot.<br \/>\nI suoi sforzi furono ripagati dalla bont\u00e0 dei vini: si narra che durante il travaso del Lugana,<br \/>\nattirato dal profumo, il vicinato accorresse chiedendo un assaggio.<br \/>\nIl figlio Aldo continu\u00f2 la tradizione paterna con il fratello Luigi. Acquist\u00f2 altri sei ettari di terreno<br \/>\nche piant\u00f2 a Barbera, Marzemino e Turbiana.<br \/>\nEra tempo di guerra, la miseria era di casa: basti pensare che per sostenere le vigne si utilizzava un palo<br \/>\ndi robinia diviso in quattro esili parti.<br \/>\nAldo per\u00f2 aveva ereditato il carattere deciso del padre: dovendosi spostare spesso per trasportare il<br \/>\nbestiame, cre\u00f2 sul carro uno spazio idoneo ad alloggiare fusti di vino, che vendeva ai suoi clienti lungo<br \/>\nl\u2019arco alpino: in Trentino, Valtellina, Svizzera, fino al Passo dello Stelvio.<br \/>\nInsieme al vino, Aldo trasportava giare del fruttato olio gardesano. Un inconsapevole ambasciatore<br \/>\ndel territorio d\u2019antan!<br \/>\nIntanto, l\u2019Italia entrava in una nuova fase della sua storia. Correva la fine degli Anni Sessanta, i<br \/>\ncontadini migravano verso le citt\u00e0, attirati dal miraggio di un salario nell\u2019industria. La mezzadria era<br \/>\nsolo un ricordo e la vecchia aristocrazia viveva quasi barricata, intimorita dalla \u201cminaccia sovietica\u201d.<br \/>\nIn quel contesto instabile, i Bertani, nobili possidenti locali, decisero di vendere il loro latifondo, quasi<br \/>\n350 ettari. Entr\u00f2 quindi in scena Luciano, figlio di Aldo Girelli.<br \/>\nIl giovane acquist\u00f2 60 ettari di terreno, gi\u00e0 in parte vitato a Turbiana. Allevatore come il padre e il<br \/>\nnonno, Luciano non aveva una formazione enologica e metteva a frutto l\u2019esperienza tramandata dai<br \/>\nsuoi avi. Durante una vendemmia conobbe la sua futura sposa, Margherita, arrivata come lavoratrice<br \/>\nstagionale dalla Valle Camonica.<br \/>\nGli anni passavano faticosi ma sereni in casa Girelli, fino alla scomparsa del padre: da quel momento,<br \/>\ndivisioni ereditarie mortificarono la genuina passione di Luciano per la viticoltura.<br \/>\nI vigneti furono quasi completamente espiantati e i terreni destinati a seminativi. L\u2019ultima<br \/>\nmesta vendemmia, nel 1998, si svolse su dieci filari soltanto.<br \/>\nDue anni dopo, per\u00f2, arriv\u00f2 l\u2019occasione insperata: un prozio decise di cedere a Luciano un ettaro<br \/>\npiantato a Turbiana, Merlot e Marzemino. E fu allora che Roberto, secondogenito di Luciano, chiese<br \/>\nal padre di rinverdire la tradizione enologica di famiglia.<br \/>\nUN NUOVO DOMANI<br \/>\nRoberto Girelli, con i fratelli Claudio e Valentino, aveva respirato sin da ragazzino i profumi della<br \/>\ncantina e conosciuto la fatica delle vacanze trascorse in vigna.<br \/>\nIl padre lo chiamava scherzando \u201ccapo cantiniere\u201d, per la compostezza con cui lo aiutava a svinare o<br \/>\ntravasare, ma per Roberto fare vino era una questione molto seria.<br \/>\nAppena ventenne, nel 2002, segue la sua prima vendemmia: i mosti fermentano in quattro botti di<br \/>\ncemento resinate a mano dal ragazzo. L\u2019anno dopo vende agli amici di famiglia 800 bottiglie con il<br \/>\nmarchio Girelli. Intanto, si iscrive alla Facolt\u00e0 di Viticoltura ed Enologia di Verona, nonostante il<br \/>\npadre, conscio delle fatiche del lavoro agricolo campagna, cerchi di dissuaderlo.<br \/>\nIl primo Lugana arriva con la vendemmia 2004, e nel 2005 la famiglia pianta altri cinque ettari di<br \/>\nvigneti a Turbiana e altre variet\u00e0 a bacca rossa.<br \/>\nDal 2010 l\u2019azienda prende il nome di Montonale, come la localit\u00e0 in cui sorge. Si continua a<br \/>\nvinificare nella cascina di famiglia fino al 2012, anno in cui \u00e8 ultimata la nuova cantina.<br \/>\nCoi nuovi vigneti produttivi, i nuovi impianti per la spremitura e la vinificazione, la<br \/>\n\u201cvoglia di andare oltre\u201d, di esplorare le possibilit\u00e0 del territorio che guida Roberto,<br \/>\npu\u00f2 diventare realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il giovane non \u00e8 solo in questa avventura: lo accompagnano i fratelli Claudio e Valentino. Claudio, il<br \/>\nprimogenito, una laurea in economia, aveva sempre covato nostalgia per la tradizione enologica di<br \/>\nfamiglia. Condiviso il progetto del fratello, nel 2010 \u00e8 entrato in azienda come responsabile<br \/>\namministrativo e referente per il mercato tedesco.<br \/>\nValentino, il pi\u00f9 giovane dei tre fratelli, ha invece sempre manifestato una predilezione per la vigna.<br \/>\nLaureato in Viticoltura ed Enologia a Milano, si occupa del comparto agricolo.<br \/>\nTre figure diverse ma con un\u2019idea comune: dare ai vini Lugana un nuovo futuro.<br \/>\nPerch\u00e9 per i Girelli la Turbiana \u00e8 molto pi\u00f9 di un nettare beverino da consumare a<br \/>\nbordo lago. Da lei possono arrivare vini identitari e longevi, capaci di migliorare nel<br \/>\ntempo per offrire al degustatore terziarizzazioni espressive e inaspettate.<br \/>\nTRA LE VIGNE<br \/>\nIl Lago di Garda, luogo principe del turismo europeo, gode di un microclima privilegiato, tanto che,<br \/>\ninsieme a vite e olivo, sulle sue sponde si coltivano persino agrumi.<br \/>\nNon tutti danno invece troppa importanza ai venti che ininterrottamente lo accarezzano. Questi<br \/>\ncausano una drastica escursione termica che favorisce l\u2019aromaticit\u00e0 delle uve e ne tutela lo stato<br \/>\nsanitario. I pi\u00f9 importanti venti del lago sono l\u2019Ora e il Pel\u00e8r: il primo arriva da Sud e soffia dal<br \/>\nmezzogiorno al pomeriggio inoltrato, il secondo scende dalle montagne e increspa le acque dal<br \/>\ntramonto al mezzod\u00ec del giorno dopo. Proprio sulla rotta dei due venti si trovano i vigneti di<br \/>\nMontonale, che godono appieno di questi vantaggi.<br \/>\nLe vigne di Montonale si estendono per 25 ettari intorno alla cantina, su un terreno argilloso,<br \/>\nricco di scheletro e calcare, che conferisce alle uve un grande potenziale in mineralit\u00e0, finezza e<br \/>\naromaticit\u00e0, essenziali per ottenere vini di estrema eleganza.<br \/>\nPer ogni variet\u00e0 \u00e8 stato selezionato il suolo pi\u00f9 idoneo. I filari sono orientati Nord-Sud e allevati a<br \/>\nGuyot modificato ad archetto, con 6\/8 gemme.<br \/>\nValentino Girelli ha scelto di seguire i dettami dell\u2019agricoltura integrata. A Montonale si fertilizza<br \/>\ncon sostanze naturali, humus e stallatico, e si pratica l\u2019inerbimento sull\u2019interfila.<br \/>\nAll\u2019invaio sono effettuate sfogliature e diradamenti severi: nelle annate propizie si ha un<br \/>\nalleggerimento del carico d\u2019uva del 10-15 per cento, ma nel problematico 2014 si \u00e8 sfiorato il 50 per<br \/>\ncento.<br \/>\nLa tignoletta si combatte con la confusione sessuale, mediante ampolle di ferormoni, evitando<br \/>\nl\u2019impiego di insetticidi.<br \/>\nLa vendemmia \u00e8 manuale, in casse forate, e coinvolge 30 addetti. Si raccoglie dalla terza decade di<br \/>\nsettembre sino alla fine di ottobre: un periodo lungo, perch\u00e9 vengono effettuati pi\u00f9 passaggi nello<br \/>\nstesso vigneto in modo da raccogliere soltanto i grappoli maturi al punto giusto.<\/p>\n<p>IN CANTINA<br \/>\nLa cantina \u00e8 stata costruita con pareti in paglia di riso, materiale traspirante che garantisce un<br \/>\nmicroclima salubre. Sulla copertura dell\u2019edificio \u00e8 installato un impianto fotovoltaico da 96kW, che<br \/>\nassicura la completa autonomia energetica della struttura, riducendo drasticamente le emissioni di<br \/>\nanidride carbonica.<br \/>\nIn cantina sono collocati:<br \/>\n&#8211; Una pressa da 80 quintali a doppia membrana, per la spremitura soffice in assenza di ossigeno<br \/>\n&#8211; Una pigiadiraspatrice, dedicata alle uve a bacca rossa<br \/>\n&#8211; Un fermentino da 200 ettolitri, per la vinificazione in rosso<br \/>\n&#8211; 22 vasche in acciaio inox termo-condizionate, con capienze dai 30 ai 300 ettolitri<br \/>\n&#8211; 30 tonneau da 500 litri in rovere di Allier, realizzati con legni non tostati e piegati a vapore<br \/>\n&#8211; 2 anfore in ceramica da 500 litri<br \/>\nPrima della fermentazione dei bianchi, il mosto \u00e8 raffreddato a 6\u00b0C, la polpa tenuta in sospensione per<br \/>\n10 giorni e agitata 3 volte al d\u00ec. Questo laborioso procedimento aiuta l\u2019estrazione delle componenti<br \/>\naromatiche e dei polisaccaridi, che esaltano il frutto e donano complessit\u00e0 ed equilibrio. In seguito, i<br \/>\nmosti sono illimpiditi per decantazione statica naturale, senza l\u2019utilizzo di chiarificanti. Roberto Girelli<br \/>\nlascia fermentare spontaneamente i vini con lieviti indigeni, per esaltare l\u2019interazione tra il territorio e<br \/>\nil vino.<br \/>\nLa permanenza sulle fecce nobili \u00e8 di almeno 6 mesi, tempo che l\u2019enologo ritiene fondamentale per il<br \/>\nraggiungimento dell\u2019equilibrio. Durante questo periodo vengono effettuati regolari b\u00e2tonnage.<br \/>\nA Montonale non si utilizzano allergeni per chiarificare e i solfiti si mantengono a quote basse: 75 mg\/l<br \/>\n\u00e8 il valore medio della solforosa totale all\u2019imbottigliamento.<br \/>\nI vini sono messi in bottiglie borgognotte di taglia leggera (500 grammi) chiuse con tappi in sughero<br \/>\nmonopezzo provenienti da Sardegna e Portogallo. Quest\u2019ultima \u00e8 una scelta dispendiosa ma<br \/>\nnecessaria, perch\u00e9 l\u2019unica che consente la pi\u00f9 favorevole evoluzione del vino.<br \/>\nLE BOTTIGLIE<br \/>\nL\u2019impegno di Claudio, Roberto e Valentino Girelli si concretizza in sei vini, inaspettate espressioni del<br \/>\nterritorio di Lugana.<br \/>\nMONTUNAL Lugana, dal nome dialettale della localit\u00e0, \u00e8 un Turbiana 100% affinato 6 mesi in<br \/>\nacciaio sulle fecce nobili. Le sue intriganti note di pietra umida su una base fruttato-aromatica sono da<br \/>\nsperimentare con antipasti sfiziosi (80mila bottiglie\/anno, 12 euro in enoteca).<br \/>\nPiacevole, immediato e al contempo elegante e complesso, Montunal esprime la pi\u00f9<br \/>\nschietta identit\u00e0 del territorio di Lugana<br \/>\nORESTILLA Lugana, da uve Turbiana in purezza, \u00e8 maturato 8 mesi sulle fecce nobili e 10 mesi<br \/>\nin bottiglia. Sensazioni di frutta esotica, zafferano e pietra focaia per un bianco dal gusto sapido e<br \/>\ndeciso, la cui mineralit\u00e0 accompagna egregiamente zuppe di pesce (5mila bottiglie, 19 euro in<br \/>\nenoteca).<br \/>\nIl \u201cfratello maggiore\u201d di Montunal deve la sua impronta ricca e complessa alle<br \/>\ncaratteristiche peculiari del vigneto omonimo, con un\u2019eccellente esposizione a Sud.<br \/>\nROSA DI NOTTE Chiaretto Garda Classico, \u00e8 un\u2019unione di Groppello, Marzemino, Barbera e<br \/>\nSangiovese. Gli acini macerano a freddo per una notte e donano al vino una tinta rosa brillante. Note<br \/>\nfloreali e fruttate, acidit\u00e0 vivace, \u00e8 un vino eclettico da provare con fritture di pesce o di verdure<br \/>\n(10mila bottiglie\/anno, 12 euro).<br \/>\n\u201cPretty in pink\u201d: versatilit\u00e0 e piacevolezza ma con un taglio per nulla scontato, Rosa di<br \/>\nNotte \u00e8 l\u2019omologo del Montunal vestito di rosa.<br \/>\nLUCE D\u2019ALBA Brut Metodo Classico Millesimato, \u00e8 la versione spumeggiante del Lugana, da<br \/>\nuve Turbiana 100%. Affinamento delle basi in acciaio per 8 mesi sulle fecce nobili, seconda<br \/>\nfermentazione in bottiglia, 30 mesi di permanenza sui lieviti. Vivace acidit\u00e0 minerale, cremosit\u00e0, \u00e8 una<br \/>\nbollicina che non teme abbinamenti ricercati (3mila bottiglie\/anno, 22 euro).<br \/>\nLe uve sono raccolte alle prime luci del mattino, da qui il suo nome, per preservarne la<br \/>\nfreschezza. Un Lugana rifermentato in bottiglia dove il vitigno \u00e8 spinto all\u2019ennesima<br \/>\npotenza, trovando nuove modalit\u00e0 espressive. Una sfida da lanciare nelle migliori<br \/>\nvendemmie.<br \/>\nLA VENGA Benaco Bresciano Rosso, nasce da uve Marzemino e Barbera, matura 8 mesi in vasche<br \/>\nd\u2019acciaio e 6-8 mesi in bottiglia. Il sorso \u00e8 equilibrato, intensamente fruttato. La piacevole acidit\u00e0 lo<br \/>\nrende perfetto abbinamento a primi piatti corposi (4mila bottiglie\/anno, 14 euro).<br \/>\nLa vivacit\u00e0 della Barbera si fonde alla morbidezza del Marzemino; frutto croccante e<br \/>\nvibrante personalit\u00e0, un vino eclettico che invita al riassaggio<br \/>\nLA CONTA \u00e8 un taglio Cabernet Sauvignon e Merlot affinato almeno 12 mesi in tonneau e 18<br \/>\nmesi in bottiglia. Complessit\u00e0, accenni speziati, tannini setosi: un grande vino da carne rossa e<br \/>\nformaggi stagionati (2mila bottiglie\/anno, 26 euro).<br \/>\nRacchiude l\u2019autorevolezza e l\u2019eleganza che caratterizzano l\u2019unione dei due vitigni;<br \/>\narriva da un podere dall\u2019antica vocazione per le uve a bacca rossa e porta in s\u00e9 il<br \/>\nricordo del bisnonno Francesco e del suo primo vigneto piantato a Montonale.<br \/>\nUNO SGUARDO ALL\u2019ABITO<br \/>\nOsservando le bottiglie di Montonale \u00e8 evidente la cura della vestizione, contrapposta a una voluta<br \/>\nmancanza di orpelli. Il packaging, ideato da SGA Wine Design, \u00e8 minimalista, ma valorizzato<br \/>\ndalla ricercatezza dei materiali utilizzati. Questo crea un\u2019interessante dicotomia, che rimanda all\u2019anima<br \/>\nstessa dell\u2019azienda: solida e concreta, ma anche tesa alla ricerca del piacere sensoriale.<br \/>\nUna tensione che ricorre nel pittogramma, disegnato secondo le regole della proporzione aurea. Un<br \/>\ntratto \u201cliquido\u201d e leggero, che sembra muoversi verso l\u2019alto alla ricerca di nuovi<br \/>\norizzonti.<\/p>\n<p>AZIENDA AGRICOLA MONTONALE di Girelli Roberto &#8211; Tel. +39 0309103358 &#8211; www.montonale.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MONTONALE, IL LUGANA INASPETTATO 1942, IL MONITO DELL\u2019AGRONOMO Camillo Pellizzari, agronomo, arguto commentatore delle tradizioni bresciane, nel 1942 dedic\u00f2 un libello al Lugana e ai suoi vini. Oltre a magnificare la bellezza del territorio che si estende sotto la penisola di Sirmione, Pellizzari provocava cos\u00ec il lettore: \u201cSarebbe assurdo addormentarsi sui risultati ottenuti e rinunciare &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/66890\/enogastronomia\/a-vinitaly-il-nuovo-orestilla-di-montonale-miglior-bianco-del-mondo-secondo-decanter.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">A Vinitaly il nuovo Orestilla di Montonale, miglior bianco del mondo secondo Decanter<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":66892,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[22205,3598,22204,22206,1238],"class_list":["post-66890","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-enogastronomia","tag-girelli-roberto","tag-lugana","tag-montonale","tag-orestilla","tag-vinitaly"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66890"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66893,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66890\/revisions\/66893"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}