
{"id":66758,"date":"2018-05-27T17:50:50","date_gmt":"2018-05-27T15:50:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=66758"},"modified":"2018-05-27T17:51:57","modified_gmt":"2018-05-27T15:51:57","slug":"w-eugene-smith-pittsburgh-ritratto-citta-industriale-mast-gallery-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/66758\/arte\/w-eugene-smith-pittsburgh-ritratto-citta-industriale-mast-gallery-bologna.html","title":{"rendered":"W. EUGENE SMITH: PITTSBURGH RITRATTO DI UNA CITT\u00c0 INDUSTRIALE MAST.GALLERY, BOLOGNA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-66759\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/05\/WES_Banner-01-500x145.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/05\/WES_Banner-01-500x145.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/05\/WES_Banner-01-300x87.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/05\/WES_Banner-01-768x222.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>W. EUGENE SMITH: PITTSBURGH<br \/>\nRITRATTO DI UNA CITT\u00c0 INDUSTRIALE<br \/>\nMAST.GALLERY, BOLOGNA, 16 MAGGIO \u2013 16 SETTEMBRE 2018<br \/>\nLa Fondazione MAST presenta per la prima volta in Italia una mostra interamente dedicata<br \/>\nall\u2019opera che il fotografo americano W. Eugene Smith (1918-1978) ha realizzato a partire dal<br \/>\n1955 su Pittsburgh, (Pennsylvania, USA), la citt\u00e0 industriale pi\u00f9 famosa del primo Novecento.<br \/>\nA cento anni dalla nascita di uno dei protagonisti della fotografia mondiale, la mostra al MAST presenta<br \/>\nuna selezione ricca e significativa del lavoro su Pittsburgh, che W. Eugene Smith ha realizzato lasciandoci<br \/>\nil ritratto grandioso e autentico di questa dinamica citt\u00e0 americana al culmine del suo sviluppo economico<br \/>\ne alcune delle immagini pi\u00f9 profondamente umane nella storia della fotografia.<br \/>\nL\u2019esposizione al MAST, a cura di Urs Stahel, propone il nucleo principale di questo lavoro magnifico e<br \/>\nsofferto: 170 stampe vintage provenienti dalla collezione del Carnegie Museum of Art di Pittsburgh<br \/>\nsulla citt\u00e0 e insieme sull\u2019America degli anni cinquanta, tra luci, ombre e promesse di felicit\u00e0 e progresso.<br \/>\nIl progetto, considerato da Smith l\u2019impresa pi\u00f9 ambiziosa della propria carriera, segn\u00f2 un momento di<br \/>\nsvolta nella vita professionale e personale del fotografo. A trentasei anni, dopo i successi e la notoriet\u00e0<br \/>\nottenuti documentando come fotoreporter alcuni dei principali avvenimenti della seconda guerra mondiale<br \/>\nper \u201cLife\u201d, Smith decise di chiudere con la rivista e con i mal tollerati vincoli imposti dai media per<br \/>\ndedicarsi alla fotografia con una maggiore libert\u00e0 espressiva.<br \/>\nCome spiega Urs Stahel, \u201cW. Eugene Smith lottava per rappresentare l\u2019assoluto. Ben lungi<br \/>\ndall\u2019accontentarsi di documentare il mondo, voleva catturare, afferrare, almeno in alcune immagini, niente<br \/>\ndi meno che l\u2019essenza stessa della vita umana.\u201d<br \/>\nIl primo incarico che Smith accett\u00f2 fu di realizzare in un paio di mesi un centinaio di fotografie su<br \/>\nPittsburgh per una pubblicazione celebrativa sul bicentenario della sua fondazione. La citt\u00e0 era in pieno<br \/>\nboom economico grazie alla crescita dell\u2019industria siderurgica e in particolare delle sue acciaierie, che<br \/>\ngarantivano lavoro e attiravano operai da tutto il mondo.<br \/>\nSmith rimase affascinato dalla citt\u00e0 dell\u2019acciaio, dai volti dei lavoratori, dalle sue strade, dalle fabbriche,<br \/>\ndagli infiniti particolari e dalle contraddizioni del tessuto sociale, registrandoli meticolosamente per<br \/>\ncomporre il ritratto di una citt\u00e0 a tutto tondo. Questo semplice mandato si trasform\u00f2 cos\u00ec in uno dei<br \/>\nprogetti pi\u00f9 importanti della sua vita. In circa tre anni realizz\u00f2 instancabilmente 20.000 negativi, 2.000<br \/>\nmasterprint e per tutta la vita cerc\u00f2, senza riuscirci mai completamente, di produrre il saggio definitivo<br \/>\nche avrebbe rivelato l\u2019anima della citt\u00e0 senza lasciare fuori nulla, un\u2019opera senza precedenti nella storia<br \/>\ndella fotografia. Solo una piccola parte di questo lavoro venne conosciuto dal grande pubblico, tramite il<br \/>\n\u201cPhotography Annual\u201d del 1959, l\u2019unica rivista su cui Smith accett\u00f2 di pubblicare le sue foto perch\u00e9 gli<br \/>\ngarant\u00ec il controllo assoluto sulle 36 pagine intitolate Labyrinthian Walk, rifiutando importanti offerte<br \/>\neconomiche da \u201cLife\u201d. Il risultato non fu all\u2019altezza delle aspettative di Smith, che continu\u00f2 per anni ad<br \/>\navere come priorit\u00e0 la pubblicazione di un intero libro su Pittsburgh.<br \/>\nLa selezione di immagini esposta nella PhotoGallery del MAST offre un quadro intenso e rappresentativo<br \/>\ndi questo progetto di cui lo stesso Smith, riconoscendo le difficolt\u00e0 incontrate nel comporre in un\u2019unica<br \/>\nopera i contrasti di una citt\u00e0 cos\u00ec complessa, affermava: \u201cPenso che il problema principale sia che non c\u2019\u00e8<br \/>\nfine ad un soggetto come Pittsburgh e non ci sia modo di portarlo a compimento\u201d.<br \/>\nLa mostra \u00e8 curata da Urs Stahel e organizzata dalla Fondazione MAST in collaborazione con Carnegie<br \/>\nMuseum of Art, Pittsburgh, Pennsylvania.<br \/>\nMAST.<br \/>\nvia Speranza 42, Bologna<br \/>\n16 maggio \u2013 16 settembre 2018<br \/>\nwww.mast.org<br \/>\nIngresso gratuito<br \/>\nOrari di apertura<br \/>\nMarted\u00ec &#8211; Domenica 10.00 &#8211; 19.00<\/p>\n<p>BIOGRAFIA<br \/>\nW. EUGENE SMITH<br \/>\nWilliam Eugene Smith nasce a Wichita, Kansas (USA), nel 1918.<br \/>\nStudia fotografia all\u2019Universit\u00e0 di Notre Dame, nell\u2019Indiana, e nel 1937 si trasferisce a New York, dove<br \/>\nlavora come fotoreporter per \u201cNewsweek\u201d, \u201cCollier\u2019s\u201d, \u201cParade\u201d, \u201cTime\u201d, \u201cFortune\u201d, \u201cLook\u201d e \u201cLife\u201d.<br \/>\nDurante la Seconda guerra mondiale \u00e8 corrispondente dalle isole di Saipan, Iwo Jima, e Okinawa, in<br \/>\nGiappone, dove viene ferito gravemente da una granata.<br \/>\nNel 1947 entra nell\u2019organico di \u201cLife\u201d, su cui pubblica servizi di grande successo: Un medico di campagna<br \/>\n(1948), Vita senza germi (1949), La levatrice (1951), Un uomo compassionevole (1954).<br \/>\nNel 1955 la mostra \u201cFamily of Man\u201d, al Museum of Modern Art di New York, presenta quattro sue<br \/>\nimmagini. Nello stesso anno, entrato a far parte dell\u2019agenzia Magnum, accetta di realizzare un saggio<br \/>\nfotografico su Pittsburgh. Nel 1959 solo una parte di quell\u2019impresa ambiziosa e sofferta arriva al<br \/>\npubblico: Pittsburgh\u2014W. Eugene Smith\u2019s Monumental Poem to a City, la pi\u00f9 ricca versione del lavoro, con<br \/>\nun layout di 36 pagine dello stesso Smith, appare sulle pagine di \u201cPhotography Annual\u201d, annuario della<br \/>\nrivista \u201cPopular Photography\u201d.<br \/>\nNel 1971 presenta a New York e poi a Tokyo \u201cLet Truth Be the Prejudice\u201d, grande mostra di oltre 400<br \/>\nfotografie curata da lui stesso.<br \/>\nDal 1971 al 1975 vive in Giappone, dove si avvicina alle associazioni che si battono contro l\u2019inquinamento<br \/>\nindustriale nella citt\u00e0 di Minamata. \u00c8 del 1973 la personale a Tokyo \u201cMinamata: Vita\u2014sacro e profano\u201d,<br \/>\nche due anni dopo sar\u00e0 esposta all\u2019International Center for Photography, New York.<br \/>\nNel 1977 si trasferisce a Tucson, Arizona, dove gli viene assegnata una cattedra universitaria. Il suo<br \/>\nricchissimo archivio entra a far parte della collezione del Center for Creative Photography dell\u2019Universit\u00e0<br \/>\ndell\u2019Arizona.<br \/>\nMuore a Tucson il 15 ottobre 1978.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>W. EUGENE SMITH: PITTSBURGH RITRATTO DI UNA CITT\u00c0 INDUSTRIALE MAST.GALLERY, BOLOGNA, 16 MAGGIO \u2013 16 SETTEMBRE 2018 La Fondazione MAST presenta per la prima volta in Italia una mostra interamente dedicata all\u2019opera che il fotografo americano W. Eugene Smith (1918-1978) ha realizzato a partire dal 1955 su Pittsburgh, (Pennsylvania, USA), la citt\u00e0 industriale pi\u00f9 famosa &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/66758\/arte\/w-eugene-smith-pittsburgh-ritratto-citta-industriale-mast-gallery-bologna.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">W. 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