
{"id":66522,"date":"2018-04-27T08:01:08","date_gmt":"2018-04-27T06:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=66522"},"modified":"2018-04-27T08:02:22","modified_gmt":"2018-04-27T06:02:22","slug":"gabriele-basilico-la-citta-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/66522\/arte\/gabriele-basilico-la-citta-territorio.html","title":{"rendered":"GABRIELE BASILICO LA CITT\u00c0 E IL TERRITORIO"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-66523\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/04\/Aosta-1991-91B1-16-17-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/04\/Aosta-1991-91B1-16-17-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/04\/Aosta-1991-91B1-16-17-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/04\/Aosta-1991-91B1-16-17-500x335.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/04\/Aosta-1991-91B1-16-17-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/04\/Aosta-1991-91B1-16-17-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/04\/Aosta-1991-91B1-16-17.jpg 1535w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>GABRIELE BASILICO<br \/>\nLA CITT\u00c0 E IL TERRITORIO<br \/>\nAosta, Museo Archeologico Regionale<br \/>\n28 aprile \u2013 23 settembre 2018<\/p>\n<p>\u201cSi pu\u00f2 stare seduti in cima a una collina. Sul ciglio di una strada, oppure affacciati a una<br \/>\nfinestra e guardare fino a confondersi con il luogo. La fotografia come gesto tecnico, perch\u00e9 \u00e8 di<br \/>\nquesto che si tratta, viene dopo e pu\u00f2 essere al limite un accessorio\u201d.<br \/>\nVenerd\u00ec 27 aprile. Inaugura oggi al Museo Archeologico di Aosta la mostra \u2018GABRIELE BASILICO. La citt\u00e0 e<br \/>\nil territorio\u2019. Promossa dall\u2019Assessorato all\u2019Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d\u2019Aosta la<br \/>\nrassegna indaga, attraverso 200 immagini, l\u2019idea di progettualit\u00e0 dello sguardo del grande fotografo, da<br \/>\nsempre interessato ai problemi legati all\u2019urbanistica e all\u2019antropizzazione del paesaggio naturale.<br \/>\nIn mostra diversi inediti tra cui una selezione di immagini della Valle D\u2019Aosta del 1991 e otto grandi<br \/>\nfotografie a colori di Beirut ricostruita, realizzate nel 2011 in occasione di una missione per Solidere:<br \/>\nlavori, questi ultimi di grande potenza visiva, in cui il colore diviene momento portante della<br \/>\nprogettualit\u00e0 fotografica.<br \/>\nL\u2019Assessore all\u2019Istruzione e Cultura infatti ha dichiarato: sono particolarmente lieta di presentare,<br \/>\nnell\u2019ambito del programma espositivo regionale 2018 dell\u2019Assessorato dell\u2019Istruzione e cultura questa<br \/>\nimportante iniziativa espositiva dedicata ad una figura di spicco della fotografia contemporanea<br \/>\ninternazionale, che ha dedicato grande attenzione anche al territorio della Valle d\u2019Aosta.<br \/>\nLa rassegna, a cura di Angela Madesani, si avvale della collaborazione di Giovanna Calvenzi,<br \/>\ndell\u2019Archivio Gabriele Basilico, dell\u2019Accademia di Architettura di Mendrisio\/USI, del coordinamento<br \/>\ngenerale di Raffaella Resch ed \u00e8 prodotta da Scalpendi Editore.<br \/>\nGabriele Basilico (Milano, 1944-2013), architetto di formazione, \u00e8 conosciuto a livello internazionale<br \/>\nper le sue fotografie dedicate all\u2019architettura e ai paesaggi urbani postindustriali. La sua indagine va<br \/>\noltre i confini della pura fotografia documentaria, esplora la forma e l\u2019identit\u00e0 della citt\u00e0.<br \/>\nLa mostra aostana accosta questa produzione pi\u00f9 nota al grande pubblico, alla fotografia di paesaggio,<br \/>\naltro tema sempre al centro della sua ricerca. Il paesaggio contemporaneo e le sue trasformazioni ad<br \/>\nopera dell\u2019uomo, quindi, con immagini in mostra di grande qualit\u00e0, ma anche il paesaggio naturale, con<br \/>\nprogetti realizzati in epoche e luoghi diversi, che svelano sguardi pi\u00f9 intimi e solitari del maestro.<br \/>\n\u00abLa montagna &#8211; spiega nel suo testo Angela Madesani &#8211; \u00e8 punto di passaggio e di collegamento<br \/>\nimprescindibile tra sud e nord, luogo di meraviglia e di mito sin dai tempi antichi. Quelli di Basilico<br \/>\nsono paesaggi sospesi, dove di rado si rintraccia il tempo della storia. \u00c8 il tempo della natura, delle<br \/>\nstagioni. Sono punti di vista sull\u2019infinito in cui le montagne giocano un ruolo da protagonista. Un<br \/>\ninfinito che va ben oltre il simbolo presente sull\u2019obiettivo della macchina fotografica. Nelle sue<br \/>\nimmagini di paesaggio la visione diventa una sorta di riprogettazione non immediatamente<br \/>\npercepibile, il cui scopo \u00e8 anche quello di comprendere la relazione che si viene a creare tra lo sguardo<br \/>\ne il mondo reale. Il compito del fotografo, come Basilico ha avuto pi\u00f9 volte occasione di affermare, \u00e8<br \/>\nquello di lavorare sulla distanza, di prendere le misure, di trovare un equilibrio, un ordine\u00bb. La<br \/>\nmontagna \u00e8 protagonista delle immagini che compongono il lavoro sulla Valle d\u2019Aosta, realizzato nel<br \/>\n1991. \u00abBasilico ha disegnato-sempre secondo Madesani &#8211; attraverso trenta tappe, le strade d\u2019accesso<br \/>\nalla regione. La finalit\u00e0 di questo rigoroso lavoro \u00e8 quella di rendere pi\u00f9 che mai leggibile il territorio,<br \/>\nper favorirne la conoscenza attraverso la complessit\u00e0 resa evidente dalla fotografia. Le strade, i ponti, i<br \/>\npercorsi alpini, le vie sono assoluti di questo lavoro in cui l\u2019uomo \u00e8 presenza invisibile\u00bb.<br \/>\nLa fotografia di Basilico, a cinque anni dalla sua scomparsa nel 2013, \u00e8 sempre attuale e viva e continua<br \/>\na offrire spunti di riflessione a chiunque si occupi di fotografia, architettura, urbanistica e anche di<br \/>\npaesaggio. Proprio per questo la Regione Valle D\u2019Aosta ha voluto offrire al pubblico l\u2019opportunit\u00e0 di<br \/>\nvedere la mostra per un periodo pi\u00f9 lungo dell\u2019usuale, quasi cinque mesi: da fine aprile a fine<br \/>\nsettembre 2018.<br \/>\nL\u2019itinerario espositivo, diviso per nuclei di ricerca e non strettamente cronologico, prende<br \/>\nl\u2019avvio da uno dei suoi lavori pi\u00f9 noti, quei \u201cMilano Ritratti di fabbriche\u201d (1978-1980) che<br \/>\nhanno segnato l\u2019inizio delle sue indagini sulle citt\u00e0 del mondo. Quindi immagini a colori inedite<br \/>\ndi Beirut ricostruita (2011) e di alcune metropoli del mondo (Shanghai, Rio, Istanbul, Mosca,<br \/>\ntra le altre) e le trasformazioni del paesaggio contemporaneo con due serie di immagini<br \/>\ndedicate alla montagna, in Valle d\u2019Aosta e al passo del San Gottardo, in Svizzera.<br \/>\nNovantasei foto provengono poi dal lavoro \u201cSezioni del paesaggio italiano\u201d, compiuto in<br \/>\ncollaborazione con Stefano Boeri per la Biennale di Architettura di Venezia, nel 1996. Fa<br \/>\nseguito un\u2019ampia indagine realizzata in collaborazione con l\u2019architetto Luigi Snozzi in una<br \/>\ncittadina svizzera, Monte Carasso (1996), oggi periferia di Bellinzona, che documenta la<br \/>\ntrasformazione della citt\u00e0 grazie agli interventi operati dallo stesso Snozzi. Conclude<br \/>\nl\u2019itinerario una selezione di immagini di paesaggio, scattate in luoghi e occasioni diverse, tra le<br \/>\nquali quelle commissionate dalla Mission Photographique de la DATAR (1984-1985) in Francia.<br \/>\nL\u2019allestimento \u00e8 accompagnato da alcuni video dedicati a Gabriele Basilico. Il catalogo, edito da<br \/>\nScalpendi, contiene testi di Angela Madesani, di Giovanna Calvenzi e di Daria Jorioz.<br \/>\nLa mostra rester\u00e0 aperta sino a domenica 23 settembre 2018, orario 9-19, tutti i giorni.<\/p>\n<p>Il costo del biglietto d\u2019ingresso \u00e8 di 6,00 euro intero, 4,00 euro ridotto; 3,00 euro per i soci del Touring Club Italiano e Alpitur;<br \/>\nentrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole.<\/p>\n<p>GABRIELE BASILICO. LA CITT\u00c0 E IL TERRITORIO<br \/>\nAosta, Museo Archeologico Regionale, Piazza<br \/>\nRoncas 12<br \/>\n28 aprile \u2013 23 settembre 2018<br \/>\nINAUGURAZIONE VENERDI 27 APRILE ORE 18<br \/>\nA cura di Angela Madesani<br \/>\nProdotta da<br \/>\n\u00b7 Assessorato Istruzione e Cultura della Regione<br \/>\nAutonoma Valle d\u2019Aosta<br \/>\n\u00b7 Scalpendi Editore<br \/>\nIn collaborazione con<br \/>\n\u00b7 Archivio Gabriele Basilico<br \/>\n\u00b7 Accademia di Architettura di Mendrisio\/USI<br \/>\nCoordinamento generale a cura di Raffaella Resch<br \/>\nCatalogo Scalpendi editore (Bilingue, italiano e<br \/>\nfrancese)<br \/>\nSponsor tecnico<br \/>\nCiaccio Arte\/BIG &#8211; Broker Insurance Group<br \/>\nMedia Partner<br \/>\nArtdirectory-Marussi<br \/>\nORARIO \u01c0 APERTO TUTTI I GIORNI DALLE 9.00 ALLE 19.00<br \/>\nBIGLIETTI \u01c0 \u20ac 6,00 INTERO, \u20ac 4,00 E 3,00 RIDOTTI .<br \/>\nAbbonamento con la mostra Nicola Magrin. La<br \/>\ntraccia del racconto, in corso dal 5 maggio 2018 al<br \/>\nCentro Saint-B\u00e9nin di Aosta, al costo di 10,00 euro<br \/>\nintero e 6,00 euro ridotto.<br \/>\nPer informazioni<br \/>\n\u00b7 Assessorato Istruzione e Cultura della Regione<br \/>\nautonoma Valle d\u2019Aosta: tel. 0165 275937, umostre@regione.vda.it<\/p>\n<p>\u00b7 Museo Archeologico Regionale: Tel 0165.275902,<br \/>\nwww.regione.vda.it<br \/>\nFacebook: Gabriele Basilico \u2013 citt\u00e0 e territorio<br \/>\n@GabrieleBasilicoAosta<\/p>\n<p>Biografia<br \/>\nGabriele Basilico nasce a Milano nel 1944. Dopo la laurea al Politecnico di Milano (1973) decide di<br \/>\ndedicarsi alla fotografia e conferma la sua vocazione con il progetto del 1978-80 Milano. Ritratti di<br \/>\nfabbriche (SugarCo, Milano, 1981), esposto al Padiglione d\u2019Arte Contemporanea di Milano nel 1983.<br \/>\nNel 1984 il primo incarico pubblico internazionale: viene invitato a partecipare, unico italiano, alla<br \/>\nmissione fotografica indetta dalla D\u00e9l\u00e9gation \u00e0 l\u2019Am\u00e9nagement du Territoire et \u00e0 l\u2019Action R\u00e9gionale<br \/>\n(DATAR), un progetto di documentazione sulle trasformazioni del paesaggio contemporaneo voluto<br \/>\ndal governo francese, da cui nasce il progetto Bord de mer (AR-GE Kunst, Bolzano, 1990\/Art&amp;, Udine,<br \/>\n1992\/Contrasto, Roma 2017).<br \/>\nNel 1991 partecipa, con un gruppo internazionale di fotografi, a una missione a Beirut, citt\u00e0 devastata<br \/>\nda quindici anni di guerra civile (Basilico Beyrouth\/Basilico Beirut, La Chambre Claire, Parigi<br \/>\n1994\/Art&amp;, Udine 1994).<br \/>\nDa allora Basilico partecipa a numerosissimi progetti di documentazione sul territorio, sulle citt\u00e0 e su<br \/>\npaesaggi antropizzati in Italia e all\u2019estero, dai quali sono nate mostre e numerosissime pubblicazioni,<br \/>\ncome:<br \/>\nPorti di mare (Art&amp;, Udine, 1990); L\u2019esperienza dei luoghi, Fotografie di Gabriele Basilico 1978-1993<br \/>\n(Fondazione Galleria Gottardo, Lugano, 1994); il progetto per l\u2019Ufficio federale della cultura svizzero<br \/>\nMonte Carasso: la ricerca di un centro. Un viaggio fotografico di Gabriele Basilico con Luigi Snozzi (Lars<br \/>\nM\u00fcller Publishers, Baden, 1996); Sezioni del paesaggio italiano\/Italy, Cross Sections of a Country, con<br \/>\nStefano Boeri, con cui partecipa alla VI Mostra Internazionale di Architettura, Biennale di Venezia<br \/>\n(Art&amp;, Udine, 1997\/ Scalo, Zurigo, 1998); The Interrupted City\/La ciudad interrumpida (Actar,<br \/>\nBarcellona, 1999); Cityscapes (Baldini &amp; Castoldi, Milano\/ Thames &amp; Hudson, London, 1999); Milan,<br \/>\nBerlin, Valencia (Actar, Barcellona, 2001); Scattered City, un progetto sulle citt\u00e0 europee (Baldini<br \/>\nCastoldi Dalai editore, Milano\/Le Point du Jour, Paris, 2005); in occasione della grande retrospettiva<br \/>\nalla Maison Europ\u00e9enne de la Photographie a Parigi Carnet de travail 1969-2006\/Appunti di viaggio<br \/>\n1968-2006 (Actes Sud Editions, Arles\/Peliti Associati, Roma\/Dewi Lewis Publishing, Stockport, 2006);<br \/>\nGabriele Basilico Roma 2007 (Baldini Castoldi Dalai editore, Milano, 2007); Gabriele Basilico, Silicon<br \/>\nValley , 07 per incarico del San Francisco Museum of Modern Art (Skira, Milano, 2007); Intercity (La<br \/>\nFabrica, Madrid, 2008). Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo l\u2019indagine sul paesaggio urbano della<br \/>\ncapitale russa ripresa dalla sommit\u00e0 delle sette torri staliniane Mosca Verticale (Federico Motta<br \/>\nEditore, Milano, 2008); e ancora gli importanti progetti su Istanbul (2010), Shanghai (2010), Beirut<br \/>\n(2011), Rio de Janeiro (2011).<br \/>\nNel 2012 partecipa alla XIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia con il<br \/>\nprogetto Common Pavilions, curato da Adele Re Rebaudengo e realizzato in collaborazione con Diener<br \/>\n&amp; Diener Architekten (Scheidegger &amp; Spiess, Zurigo, 2013).<br \/>\nGabriele Basilico muore a Milano il 13 febbraio 2013.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GABRIELE BASILICO LA CITT\u00c0 E IL TERRITORIO Aosta, Museo Archeologico Regionale 28 aprile \u2013 23 settembre 2018 \u201cSi pu\u00f2 stare seduti in cima a una collina. 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