
{"id":66290,"date":"2018-03-22T15:10:33","date_gmt":"2018-03-22T13:10:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=66290"},"modified":"2018-03-22T15:10:33","modified_gmt":"2018-03-22T13:10:33","slug":"verbania-palazzo-viani-dugnani-armonie-verdi-paesaggi-dalla-scapigliatura-al-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/66290\/arte\/verbania-palazzo-viani-dugnani-armonie-verdi-paesaggi-dalla-scapigliatura-al-novecento.html","title":{"rendered":"Verbania, Palazzo Viani Dugnani ARMONIE VERDI. Paesaggi dalla Scapigliatura al \u201cNovecento\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-66291\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/03\/18-min-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/03\/18-min-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/03\/18-min-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/03\/18-min-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/03\/18-min-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2018\/03\/18-min-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ARMONIE VERDI. Paesaggi dalla Scapigliatura al \u201cNovecento\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Opere d\u2019arte della Fondazione Cariplo e del Museo del Paesaggio di Verbania<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Verbania, Palazzo Viani Dugnani<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>dal 24 marzo al 30 settembre 2018<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Museo del Paesaggio di Verbania<\/strong> &#8211; dopo la riapertura nel 2016 con la splendida mostra dedicata a Paolo Troubetzkoy aperta in modo permanente al piano terra e la bella rassegna del 2017 <em>I volti e il cuore, <\/em>sulla figura femminile tra Otto e Novecento &#8211; riapre la stagione primaverile con una incantevole mostra dedicata al paesaggio, <strong><em>Armonie verdi. Paesaggi dalla Scapigliatura al Novecento.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La rassegna, nata dalla collaborazione <strong>tra Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del VCO<\/strong>, \u00e8 la <strong>quinta tappa dell\u2019iniziativa Open<\/strong>, tour di eventi espositivi, in collaborazione con le Fondazioni di Comunit\u00e0, che sta portando il patrimonio artistico dell\u2019ente milanese, in tutta la Lombardia, nelle province del Verbano-Cusio Ossola e di Novara.<\/p>\n<p>L\u2019intento del tour Open \u00e8 promuovere l\u2019impegno delle Fondazioni di Comunit\u00e0 a favore del proprio territorio; diffondere i temi della filantropia, della cultura del dono e della comunit\u00e0, divulgare la conoscenza del patrimonio artistico locale (oltre a quello di Fondazione Cariplo). E soprattutto portare l\u2019arte all\u2019attenzione di un vasto pubblico di giovani, proponendo loro di utilizzarlo come risorsa di studio e per sperimentare percorsi di apprendimento in ambito culturale e artistico.<\/p>\n<p>La mostra, curata dalla storica dell\u2019arte <strong>Elena Pontiggia<\/strong> e da<strong> Lucia Molino<\/strong>, responsabile della Collezione Cariplo, si svolger\u00e0 in 3 sezioni: <em>Scapigliatura, divisionismo, naturalismo<\/em>; <em>Artisti del<\/em> <em>Novecento Italiano<\/em>; <em>Oltre il Novecento<\/em>, e sveler\u00e0 l\u2019incanto di circa <strong>cinquanta opere<\/strong> \u2013 tra cui dipinti di <strong>Daniele Ranzoni<\/strong>,<strong> Francesco Gnecchi<\/strong>,<strong> Lorenzo Gignous<\/strong>, <strong>Emilio Gola<\/strong>,<strong> Mos\u00e8 Bianchi<\/strong>,<strong> Carlo Fornara<\/strong>,<strong> Ottone Rosai<\/strong>,<strong> Filippo De Pisis, Arturo Tosi<\/strong>,<strong> Umberto Lilloni <\/strong>&#8211; provenienti dalle Raccolte d\u2019arte della Fondazione Cariplo, del Museo del Paesaggio di Verbania e da collezioni private.<\/p>\n<p>Un suggestivo e affascinante viaggio tra capolavori d\u2019arte di fine Ottocento alla prima met\u00e0 del Novecento, che si snoda lungo scenari di grande poesia, bellezza e colori, per indagare il rapporto senza tempo tra uomo e natura.<\/p>\n<p>La panoramica delle opere scelte testimonia le variazioni dell\u2019interpretazione del paesaggio, dalla centralit\u00e0 ancora di origine romantica che il tema occupa nella pittura di fine Ottocento, alla interpretazione volumetrica degli anni Venti, dove il paesaggio \u00e8 costruito come un\u2019architettura e suggerisce un senso di solidit\u00e0 e di durata, fino al nuovo senso di precariet\u00e0 espresso a partire dagli anni Trenta.<\/p>\n<p>La mostra muove dai paesaggi di <strong>Daniele Ranzoni<\/strong>, maestro della <em>Scapigliatura, <\/em>di cui sono esposte tre opere tra cui lo <em>Studio di<\/em> <em>paesaggio fluviale<\/em> (1872), un acquerello colmo di luce, simile a un\u2019apparizione.<\/p>\n<p>Seguono <strong>Lorenzo Gignous<\/strong> con la bella <em>Veduta del Lago Maggiore<\/em> (1885-1890) <strong>; <\/strong>\u00a0<strong>Mos\u00e9 Bianchi<\/strong>, con <em>Interno rustico<\/em> (1889-1895); <strong>Federico Ashton<\/strong> con la spettacolare <em>Cascata del Toce in Valle Formazza<\/em> (1890), <strong>Carlo Cressini<\/strong> con il suggestivo <em>Le gelide acque del lago di M\u00e4rjelen<\/em> (1908 ca) ; <strong>Francesco Gnecchi <\/strong>con <em>Fondo Toce (Lago Maggiore)<\/em> (1884).<\/p>\n<p>Dalla fine dell\u2019Ottocento al tempo di guerra a tener viva una pittura di paesaggio sono soprattutto i divisionisti. Ecco dunque <strong>Vittore Grubicy<\/strong> con l\u2019elegiaco e commosso <em>Cimitero di Ganna, <\/em>1894, <strong>Cesare Maggi<\/strong> con il lirico trittico <em>Neve, <\/em>1908<em> e Nevicata<\/em>, 1908 e 1911; <strong>Carlo Fornara<\/strong> con lo scenario campestre de <em>I due noci, <\/em>1921, a cui si possono accostare <strong>Guido Cinotti<\/strong> con <em>Marina<\/em> (1910-1915), paesaggio di sola luce e colore e <strong>Clemente Pugliese Levi<\/strong>\u00a0 con l\u2019altrettanto spirituale <em>Cave di Alzo, <\/em>1920<em>.<\/em><\/p>\n<p>La sezione si conclude con i paesaggi brianzoli di <strong>Emilio Gola<\/strong> e le vedute di <strong>Pietro Fragiacomo <\/strong>(il cui\u00a0 <strong><em>Armonie verdi<\/em><\/strong> d\u00e0 il titolo alla mostra) , <strong>Teodoro Wolf Ferrari<\/strong>, <strong>Antonio Pasinetti<\/strong>.<\/p>\n<p>Il paesaggio, poco considerato dai futuristi che amavano la citt\u00e0 industriale e la macchina,\u00a0 torna a riaffermarsi in pittura col <em>Ritorno all\u2019ordine<\/em> e col <strong><em>Novecento Italiano<\/em><\/strong>, cui \u00e8 dedicata la seconda sezione della mostra. La sezione si vale anche di due prestigiosi nuclei di opere recentemente assicurati, con un deposito, al Museo del Paesaggio: <em>Il lago<\/em>, 1926,\u00a0 di Sironi, e un\u2019 importante serie di paesaggi di Tosi.<\/p>\n<p>Sono qui esposte cinque opere di <strong>Mario Tozzi<\/strong>, emblematiche del passaggio dall\u2019impressionismo ai valori classici: la poetica <em>Casetta a Suna<\/em>, oggi Verbania, del 1914; <em>Cimitero di Suna<\/em> e<em> La passeggiata<\/em>, luminose opere impressioniste del 1915;<em> Neve a Lignorelles<\/em>, 1921 e <em>Paesaggio di Borgogna<\/em>, 1922, entrambe ormai novecentiste, dipinte con forme pi\u00f9 dense e volumi pi\u00f9 definiti. Anche <strong>Anselmo Bucci<\/strong> con <em>Il governo dei cavalli<\/em>, 1916, documenta un momento di transizione.<\/p>\n<p>Col <em>Novecento Italiano<\/em> infatti alla volatilit\u00e0 dei paesaggi precedenti subentrano opere caratterizzate da forza costruttiva e solidit\u00e0, come <em>Paesaggio<\/em>, 1922, di <strong>Rosai:<\/strong> <em>Ornavasso<\/em>, 1923 e <em>Guardando in<\/em> <em>alto<\/em>, 1925, di <strong>Carpi; <\/strong><em>Pioppi<\/em>, 1930, di <strong>Michele Cascella; <\/strong><em>Paesaggio invernale<\/em>, 1930 e <em>Piazza Santo Stefano a Milano<\/em> del 1935, stilizzati e stupefatti paesaggi urbani di <strong>Penagini<\/strong>. Emblematico di questa sezione \u00e8 <em>Il lago<\/em>, 1926, di <strong>Sironi<\/strong>, che non ha nulla di grazioso o di pittoresco: \u00e8 il frammento di un mondo senza tempo, immobile, incastonato in una chiostra anch\u2019essa immobile di montagne.<\/p>\n<p>Di <strong>Tosi<\/strong> infine vediamo <em>Cipresso a Zoagli<\/em>, <em>Le tre betulle<\/em>, <em>Fuori dallo studio<\/em>, <em>Ulivi a Montisola<\/em>, <em>Il piantone<\/em> e <em>Lago di Como<\/em>, dipinti tra il 1923 e il 1940. Nel <em>Novecento Italiano<\/em> Tosi rappresenta l\u2019ala pi\u00f9 vicina alla tradizione lombarda ottocentesca. La sua pennellata fluida e pastosa si riallaccia a una scuola pittorica che dal Fontanesi e dal Piccio giunge alla Scapigliatura e a Gola. Con il <em>Novecento<\/em> Tosi condivide per\u00f2 il senso della sintesi e di una salda struttura architettonica, mutuata soprattutto da C\u00e9zanne.<\/p>\n<p>Con gli anni Trenta le cose cambiano nuovamente, si abbandonano le forme volumetriche e la pittura torna a esprimere un senso di finitezza e precariet\u00e0. Lo si vede nel tremante <em>Temporale<\/em> (1933), di <strong>De Pisis; <\/strong>in <em>Paesaggio di Lavagna<\/em> (1934) di <strong>Lilloni<\/strong>, o in opere del secondo dopoguerra di <strong>Dudreville<\/strong> (<em>Case a Feriolo,<\/em> 1945) e<strong> Soffici<\/strong> (<em>Veduta serale del poggio,<\/em>1952).<\/p>\n<p>Un avvincente e irrinunciabile viaggio di scoperta e bellezza.<\/p>\n<p><strong>Sede espositiva<\/strong><\/p>\n<p>Palazzo Viani Dugnani, Via Ruga 44 &#8211; Verbania<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Orari di apertura <\/strong><\/p>\n<p>Da Marted\u00ec a Venerd\u00ec 10.00 \u2013 18.00<\/p>\n<p>Sabato Domenica e Festivi 10.00-19.00<\/p>\n<p><strong>Ingresso:<\/strong><\/p>\n<p>\u20ac 5,00 \u2013 Ridotto : \u20ac 3,00<\/p>\n<p>Il biglietto comprende la visita alla mostra <em>Armonie Verdi<\/em>\u2019 e alla <em>Gipsoteca Troubetzkoy<\/em><\/p>\n<p>Per i residenti della Provincia: ingresso libero la prima domenica di ogni mese e ingresso a prezzo ridotto nelle altre date<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Per i cittadini di Verbania gratuit\u00e0 anche nel giorno dedicato a San Vittore<\/p>\n<p>Sar\u00e0 sempre gratuito per tutto il periodo l\u2019ingresso per le scolaresche delle scuole della Provincia, su prenotazione<\/p>\n<p>Gli incassi andranno a sostenere la realizzazioni di progetti della Fondazione Comunitara del VCO sul territorio<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per informazioni<\/strong><\/p>\n<p>Museo del Paesaggio &#8211; Tel +39 0323 557116 \u00a0segreteria@museodelpaesaggio.it<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museodelpaesaggio.it\">www.museodelpaesaggio.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Catalogo:<\/strong><\/p>\n<p>Silvana Editoriale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 ARMONIE VERDI. 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