
{"id":64507,"date":"2017-09-29T00:53:41","date_gmt":"2017-09-28T22:53:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=64507"},"modified":"2017-10-19T16:08:46","modified_gmt":"2017-10-19T14:08:46","slug":"bpco-questa-sconosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/64507\/medicina\/bpco-questa-sconosciuta.html","title":{"rendered":"BPCO, questa sconosciuta"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-64508\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/10\/fOTPrZbBoLnews-respisratoria-300x120.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"120\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/10\/fOTPrZbBoLnews-respisratoria-300x120.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/10\/fOTPrZbBoLnews-respisratoria-768x307.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/10\/fOTPrZbBoLnews-respisratoria-500x200.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/10\/fOTPrZbBoLnews-respisratoria.jpg 1350w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>BPCO, una malattia che gli europei conoscono poco, ma che peggiora la qualit\u00e0 di vita del 75% delle persone che ne soffrono. Ora, per\u00f2, si pu\u00f2 intervenire.<\/strong><\/p>\n<p><em>Dalla vita affettiva alle uscite con gli amici, dai viaggi allo sport, dal lavoro alla vita di coppia: un&#8217;indagine GfK Eurisko condotta in cinque paesi europei, svela l&#8217;impatto di questa malattia sulla vita di tutti i giorni.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Soltanto il 35% degli europei ha sentito parlare di BPCO anche se, nel 75% delle persone colpite dalla malattia, c\u2019\u00e8 la consapevolezza di un peggioramento della qualit\u00e0 della vita correlata anche alle riacutizzazioni, ovvero peggioramenti acuti della malattia.<\/li>\n<li>L\u201985% dei pazienti vorrebbe un farmaco che li facesse stare meglio, il 77% vorrebbe un farmaco che agisse pi\u00f9 in fretta, il 65% vorrebbe usare un solo inalatore, il 60% vorrebbe dover assumere un solo farmaco.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201c<em>Hai mai sentito parlare di BPCO?<\/em>\u201d Due volte su tre, la risposta a questa domanda \u00e8 \u201c<em>no<\/em>\u201d. Soltanto il 45% dei tedeschi, il 44% degli inglesi, il 41% degli spagnoli, appena il 20% dei belgi e, fanalino di coda, il 10% degli italiani, infatti, ha risposto di s\u00ec. A rivelarlo \u00e8 un&#8217;approfondita indagine realizzata a luglio da GfK Eurisko in cinque paesi europei (Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Belgio) su un campione di 4.250 persone dai 18 anni in poi. In media, \u201cha sentito parlare di BPCO\u201d il 35% degli intervistati e soltanto il 10% ha associato la sigla alla Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva. Un numero sorprendentemente basso per una malattia che colpisce 348 milioni di persone nel mondo e che entro il 2020 sar\u00e0 la terza causa di decesso.<\/p>\n<p><strong>BPCO, questa sconosciuta<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;indagine GfK Eurisko \u201c<em>La BPCO: le conoscenze, i vissuti, l\u2018impatto sulla qualit\u00e0 di vita<\/em>\u201d, svela molti aspetti di questa malattia e della percezione che se ne ha. Correttamente, viene considerata grave o molto grave nella quasi totalit\u00e0 dei casi (95%) e nella classifica delle patologie pi\u00f9 severe viene messa al quinto posto, dopo cancro, infarto, ictus e Alzheimer. Anche riguardo alla prevenzione c&#8217;\u00e8 un buon livello di consapevolezza: i dati mostrano che per la maggior parte delle persone che la conoscono, la BPCO pu\u00f2 essere prevenuta non fumando o smettendo di fumare (84%) e facendo controlli periodici (63%). Il fumo, in particolare, \u00e8 considerato la causa principale dell\u2019insorgere della malattia (da oltre l\u201980% di chi ne ha sentito parlare), seguito dall&#8217;inquinamento (54%) e dalla familiarit\u00e0 (37%).<\/p>\n<p>\u201c<em>\u00c8 indispensabile che si alzi la guardia su questa malattia, che nel mondo causa tre milioni di morti ogni anno<\/em>\u201d, afferma <strong>Leonardo M. Fabbri, gi\u00e0 Professore di Medicina Interna e Respiratoria presso l&#8217;Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia, Visiting Professor di Medicina Interna e Respiratoria all&#8217;Universit\u00e0 di Ferrara e Gothenburg (Svezia)<\/strong>. \u201c<em>Secondo l&#8217;indagine GfK Eurisko \u2013 continua Fabbri \u2013 l&#8217;opinione pubblica la pone al quinto posto tra le malattie pi\u00f9 invalidanti, dopo gli eventi cardiovascolari. Ma pochi forse sanno che oggi la mortalit\u00e0 di chi \u00e8 ricoverato in ospedale per infarto \u00e8 del 15% a tre anni, mentre la mortalit\u00e0 di un paziente con BPCO ricoverato per una riacutizzazione della malattia, cio\u00e8 un peggioramento acuto dei sintomi, \u00e8 del 50% nello stesso periodo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Stanchezza, fiato corto e tosse secca fanno peggiorare la qualit\u00e0 della vita<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;indagine ha coinvolto anche persone con BPCO. I sintomi della malattia pi\u00f9 presenti risultano essere la stanchezza (48%), la mancanza di fiato\/fiato corto (dispnea, 46%), la tosse secca (40%), il senso di oppressione sul petto e la difficolt\u00e0 a respirare (31%).<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 dell&#8217;elenco dei singoli sintomi, i dati svelano il <strong>grande impatto della malattia sulla qualit\u00e0 della vita<\/strong>. <strong>La BPCO influenza la vita in generale nel 75% dei casi<\/strong>, il lavoro e le attivit\u00e0 quotidiane nel 66%, la vita sociale, le relazioni e la vita familiare nel 56% e la vita di coppia nel 51%.<\/p>\n<p>Scendendo pi\u00f9 nel dettaglio, nel 79% dei casi i pazienti hanno difficolt\u00e0 a fare qualsiasi tipo di attivit\u00e0 sportiva; nel 62% non riescono a dedicarsi come vorrebbero al proprio hobby; nella stessa percentuale (62%) non riescono a prendersi cura dei bambini o a giocare con loro; il 56% limita i viaggi, il 53% la vita affettiva, il 47% gli incontri con gli amici e il 42% le uscite per andare al ristorante, al cinema, a teatro, al pub.<\/p>\n<p><strong>Percentuali ancora alte di non aderenza alla terapia<\/strong><\/p>\n<p>Solo il 35% dei pazienti intervistati assume un solo farmaco, il 42% ne assume due e ben il 23% ne assume tre o pi\u00f9. Questo per molti significa dover gestire pi\u00f9 inalatori: un problema che si riflette <strong>sull&#8217;aderenza al trattamento<\/strong>. Se il 75% segue le prescrizioni del medico, infatti, <strong>uno su quattro non riesce<\/strong>: la met\u00e0 perch\u00e9 si sente meglio e pensa di non aver bisogno del farmaco, il 41% perch\u00e9 si dimentica, il 13% perch\u00e9 \u201cassumere tante medicine lo fa sentire malato\u201d. Altri commentano che \u201c\u00e8 difficile utilizzare differenti tipi di inalatore\u201d, che la cura non \u00e8 efficace e che \u00e8 una cura complicata, ed \u00e8 facile commettere errori.<\/p>\n<p>In ultimo, l&#8217;indagine ha sondato quali siano i bisogni ancora insoddisfatti di questi pazienti. Ebbene, la stragrande maggioranza \u2013 85% \u2013 vorrebbe un farmaco che lo facesse stare meglio, il 77% vorrebbe un farmaco che agisse pi\u00f9 in fretta, il 65% vorrebbe usare un solo inalatore, il 60% vorrebbe dover assumere un solo farmaco.<\/p>\n<p><strong>Trattamenti innovativi della BPCO per una migliore qualit\u00e0 della vita<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>La BPCO \u00e8 una malattia cronica, invalidante e progressiva, che coinvolge non solo le vie centrali, ma anche le piccole vie aeree, e sono ancora molti i bisogni insoddisfatti dei pazienti, soprattutto di quelli con una malattia moderata o severa<\/em>\u201d, sottolinea <strong>Dave Singh, Professor of Clinical Pharmacology and Respiratory Medicine presso la University of Manchester<\/strong>: \u201c<em>La gestione della BPCO per\u00f2 sta cambiando, proprio con gli obiettivi di garantire una migliore qualit\u00e0 di vita attraverso un maggior controllo dei sintomi, e di prevenire le riacutizzazioni, che sono gli eventi pi\u00f9 traumatici per i pazienti, perch\u00e9 rappresentano un aggravamento irreversibile della malattia e aumentano il rischio di mortalit\u00e0<\/em>. <em>I pazienti con BPCO possono trarre beneficio dai farmaci con formulazione extrafine, che penetrano pi\u00f9 in profondit\u00e0 nei polmoni, arrivando cos\u00ec fino alle piccole vie aeree. Inoltre, la possibilit\u00e0 di disporre dei tre farmaci in un solo inalatore potrebbe aiutare i pazienti ad aderire maggiormente alla terapia. Potremo misurare i benefici in molti modi diversi: attraverso l&#8217;aumento della funzionalit\u00e0 polmonare, osservando come si sentono i pazienti giorno dopo giorno e attraverso la riduzione delle riacutizzazioni\u201d,<\/em> spiega Singh.<\/p>\n<p>\u201c<em>La BPCO colpisce milioni di persone in tutta Europa e Chiesi \u00e8 fortemente impegnata in ambito respiratorio in modo da sviluppare nuove opzioni terapeutiche che potrebbero aiutare questi pazienti\u201d <\/em>commenta <strong>Alessandro Chiesi<\/strong>,<strong> Region Europe Head del Gruppo Chiesi<\/strong>: \u201c<em>\u00c8 anche con questo obiettivo che abbiamo sviluppato la prima tripla associazione fissa<\/em> <em>extrafine di ICS\/LABA\/LAMA recentemente approvata dalla<\/em> C<em>ommissione Europea che si \u00e8 basata su 12 studi di efficacia e sicurezza che hanno coinvolto oltre 7.000 pazienti. \u00c8 la prima tripla associazione disponibile in un unico inalatore, Ora \u2013<\/em> conclude Alessandro Chiesi \u2013<em> vogliamo<\/em> <em>rendere accessibile il farmaco a tutti i pazienti nel pi\u00f9 breve tempo possibile<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il Gruppo Chiesi <\/strong><\/p>\n<p>Chiesi Farmaceutici \u00e8 un Gruppo internazionale orientato alla ricerca, con oltre 80 anni di esperienza e con sede a Parma e presente in 26 Paesi. Chiesi ricerca, sviluppa e commercializza farmaci innovativi nelle aree terapeutiche respiratoria e della medicina specialistica. Nel 2016 l\u2019azienda ha realizzato un fatturato di oltre 1,57 miliardi di Euro, in crescita del 7,0% rispetto al 2015. Il Centro Ricerche di Parma, i laboratori di Parigi (Francia), Cary (USA), Chippenham e Oxford (UK) e il team di R&amp;S della controllata societ\u00e0 danese Zymenex collaborano ai programmi pre-clinici, clinici e registrativi del Gruppo. Chiesi impiega circa 5000 persone, 671 delle quali dedicate ad attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo e attivit\u00e0 regolatorie.<a href=\"http:\/\/www.chiesi.com\">www.chiesi.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BPCO, una malattia che gli europei conoscono poco, ma che peggiora la qualit\u00e0 di vita del 75% delle persone che ne soffrono. Ora, per\u00f2, si pu\u00f2 intervenire. 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