
{"id":63727,"date":"2017-05-28T18:07:20","date_gmt":"2017-05-28T16:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=63727"},"modified":"2017-07-28T18:14:29","modified_gmt":"2017-07-28T16:14:29","slug":"andy-warhol-lopera-moltiplicata-warhol-warhol-gamec-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/63727\/arte\/andy-warhol-lopera-moltiplicata-warhol-warhol-gamec-bergamo.html","title":{"rendered":"Andy Warhol. L&#8217;opera moltiplicata: WARHOL E DOPO WARHOL GAMeC Bergamo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-63728\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/aw_flowers-low-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/aw_flowers-low-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/aw_flowers-low-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/aw_flowers-low-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/aw_flowers-low.jpg 456w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>ANDY WARHOL. L\u2019OPERA MOLTIPLICATA: WARHOL E DOPO WARHOL<\/strong><\/p>\n<p>Dal 6 maggio al 30 luglio 2017 la GAMeC \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta la mostra\u00a0<strong><em>Andy Warhol. L\u2019opera moltiplicata: Warhol e dopo Warhol<\/em><\/strong>, a cura di Giacinto Di Pietrantonio.<\/p>\n<p>A differenza delle molteplici mostre dedicate al padre della Pop Art,<strong>\u00a0l\u2019esposizione alla GAMeC<\/strong>\u00a0non cataloga la produzione dell\u2019artista per aree tematiche o per periodi di produzione, ma<strong>intende restituire il flusso di energia vitale che contraddistingue Warhol attraverso un percorso espositivo che mette in luce la natura stessa della sua arte: la peculiarit\u00e0 dell\u2019essere molteplice, riproducibile, di durare nel tempo<\/strong>\u00a0(anche dopo la morte dello stesso autore)\u00a0<strong>e \u2013 fulcro dell\u2019esposizione \u2013 la capacit\u00e0 di creare un\u2019inedita lettura del rapporto tra \u201cnon autorizzato\u201d e \u201cautentico<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Il tema della moltiplicazione, della riproduzione dell\u2019opera e dell\u2019idea stessa di arte, intesa come flusso continuo, \u00e8 racchiuso nel<strong>\u00a0titolo<\/strong>\u00a0della mostra e rispecchia il pensiero di Warhol, che affermava: \u201c<em>Ogni cosa ripete se stessa. \u00c8 stupefacente che tutti siano convinti che ogni cosa sia nuova, quando in realt\u00e0 altro non \u00e8 se non una ripetizione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Le\u00a0<strong>quattro sale<\/strong>\u00a0in cui si snoda il percorso espositivo sono\u00a0<strong>foderate di carta argentata<\/strong>\u00a0come nella celebre Factory, il suo studio-laboratorio newyorkese, e\u00a0<strong>accolgono opere eterogenee che restituiscono allo spettatore la personalit\u00e0 originale e unica di Warhol<\/strong>, toccando i molteplici campi espressivi sperimentati dall\u2019artista:\u00a0<strong>dipinti e opere su carta, serigrafie, film, fotografie, copertine di dischi e rivisteaccanto a oggetti personali\u00a0<\/strong>(gli stivali che ha indossato mentre lavorava alle opere prodotte in occasione della storica mostra del 1980 da Lucio Amelio)\u00a0<strong>e documenti fotografici<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le celebri serigrafie raffiguranti personaggi politici (Lenin, MaoTse-Tung), artisti (Joseph Beuys, Man Ray) epersonaggi del mondo del cinema, della musica e dello sport (Marilyn Monroe, Mick Jagger, Cassius Clay-Muhammad Ali)\u00a0<\/strong>\u2013 in cui i concetti di multiplo, riproducibilit\u00e0 e autenticit\u00e0 sono portati alla massima enfasi \u2013 sono messe in relazione con alcuni acetati, tra cui quelli della serie\u00a0<strong><em>Ladies and Gentlemen<\/em><\/strong>, con\u00a0<strong>copertine di dischi\u00a0<\/strong>(oltre 60, tra cui la celebre cover di\u00a0<em>The Velvet Underground &amp; Nico<\/em>, con la famosa banana che l\u2019ascoltatore poteva davvero \u201csbucciare\u201d, e di\u00a0<em>Sticky Fingers<\/em>\u00a0dei Rolling Stones, con il paio di jeans dalla zip apribile), oggetti di culto, come la chitarra di Mick Jagger firmata dall\u2019artista e da tutti i membri del gruppo, e\u00a0<strong>riviste<\/strong>\u00a0come\u00a0<em>Interview<\/em>, di cui \u00e8 presente in mostra anche una copia autografata da Warhol.<\/p>\n<p>E ancora, un\u2019opera emblematica dell\u2019attenzione di Warhol per la cinematografia:\u00a0<strong><em>Empire<\/em><\/strong>\u00a0(1964), il celebre lungometraggio costituito da un piano sequenza con inquadratura fissa dell\u2019Empire State Building, che \u00e8 ancora oggi oggetto di interesse di migliaia di persone \u2013 come conferma il numero di visualizzazioni del video su YouTube \u2013 e fonte di ispirazione per diversi artisti e che, proprio per questo, acquisisce a tutti gli effetti il titolo di \u201copera moltiplicata\u201d.<\/p>\n<p>Completa il percorso espositivo una serie di<strong>\u00a0fotografie documentarie<\/strong>\u00a0che contribuiscono a sottolineare l\u2019unicit\u00e0 del rapporto tra arte e vita, che per Warhol erano fuse in una sola entit\u00e0.<\/p>\n<p>In mostra,\u00a0<strong>le opere prodotte da Warhol sono accostate<\/strong>, in maniera fors eprovocatoria,\u00a0<strong>a quelle realizzate dopo la sua scomparsa e che, bench\u00e9 non autorizzate n\u00e9 riconosciute ufficialmente, esistono e alimentano il mito e il mercato, continuando, allo stesso tempo, quell&#8217;opera di fruizione massiva iniziata dall&#8217;artista stesso<\/strong>.<br \/>\nSenza voler esprimere un&#8217;opinione sulla legittimit\u00e0 di queste produzioni postume, l\u2019esposizione intende sottolinearne l&#8217;esistenza chiedendosi se anche queste non siano parte dell&#8217;eredit\u00e0 warholiana.<\/p>\n<p>I visitatori saranno guidati lungo il percorso da celebri\u00a0<strong>citazioni<\/strong>\u00a0di Warhol, e potranno utilizzare le \u201copere moltiplicate\u201d di un grande autore contemporaneo debitore della sua arte:\u00a0<strong>Damien Hirst<\/strong>. Nelle sale della mostra, infatti, saranno presenti le sedie sdraio del marchio\u00a0<em>Other Criteria<\/em>, ideate da Hirst \u2013 su cui ci si potr\u00e0 sedere per ammirare le opere esposte\u2013, a ulteriore dimostrazione di quanto, anche oggi, l\u2019arte si avvalgadel concetto di riproduzione e di \u201copera moltiplicata\u201d.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata da un\u00a0<strong>catalogo<\/strong>, edito da\u00a0<strong>GAMeC Books<\/strong>, studiato per ricordare i romanzi di narrativa divenuti best-seller. Accanto al testo del curatore,\u00a0<strong>Giacinto Di Pietrantonio<\/strong>, il volume presenta\u00a0<strong>testimonianze di oltre 60 artisti italiani e internazionali che hanno esposto alla GAMeC nel corso degli anni, chiamati a riflettere sull\u2019eredit\u00e0 lasciata da Warhol nel mondo dell\u2019arte e nel campo della comunicazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono presenti, tra i numerosi altri, contributi di\u00a0<strong>Vanessa Beecroft, Stefano Boeri, Cory Arcangel, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Jan Fabre, Alberto Garutti, Emilio Isgr\u00f2, Victor Man, Alessandro Mendini, Mimmo Paladino, Tim Rollins, Marinella Senatore, Ian Tweedy, Vedovamazzei, Sislej Xhafa<\/strong>, che raccontano la storia \u201calternativa\u201d di un\u2019icona e della sua creazione.<\/p>\n<p>_______________________________________________<\/p>\n<p><strong>ANDY WARHOL<\/strong><br \/>\nPittsburgh, 1928 \u2013 New York, 1987)<\/p>\n<p>Dopo aver concluso gli studi in\u00a0<em>pictorial design<\/em>\u00a0presso il Carnegie Institute of Technology, Warhol si trasferisce a New York, dove trova lavoro presso la rivista\u00a0<em>Glamour<\/em>\u00a0come illustratore e disegnatore di scarpe e allo stesso tempo cura l\u2019allestimento delle vetrine di Tiffany.<\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni Sessanta, dopo un viaggio in Europa e Asia, si avvicina alla pittura e realizza i primi quadri con immagini tratte dai fumetti e dalla pubblicit\u00e0: Popeye, Dick Tracy, Superman. Nel 1962 realizza le prime opere seriali, i cui soggetti sono icone del suo tempo (Coca Cola, lattine della zuppa Campbell, dollari), immagini di personaggi famosi (Mao Tse-Tung, Marilyn Monroe, Liz Taylor), ed eventi tragici (incidenti d\u2019auto o sedie elettriche). Lungo tutta la carriera artistica Warhol si serve di un immaginario pop. L\u2019obiettivo che si pone \u00e8 quello di demistificare la pittura, l\u2019opera d\u2019arte e il concetto di pezzo unico.<br \/>\nNello stesso anno partecipa alla mostra newyorkese<em>\u00a0The New Realists<\/em>\u00a0e apre a Manhattan la Factory, luogo di incontro e di lavoro per artisti, entrato nel mito.<\/p>\n<p>Nel 1963 inizia l\u2019attivit\u00e0 cinematografica, che porta alla realizzazione di lungometraggi a carattere sperimentale. Un\u2019altra passione dell\u2019eclettico Warhol \u00e8 stata la musica: ha sostenuto alcuni gruppi, tra cui i Velvet Underground, per cui ha disegnato la famosissima copertina dell&#8217;album d&#8217;esordio. Dopo il fallito attentato subito nel 1968, fonda con John Wilcock la rivista\u00a0<em>Inter\/View<\/em>, che si occupa di cinema, moda, arte e vita mondana, e si dedica nuovamente alla pittura, in particolare ai ritratti. Muore nel febbraio 1987 per una banale operazione chirurgica.<\/p>\n<p>A Warhol sono state dedicate retrospettive dai pi\u00f9 importanti musei internazionali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Guggenheim e il MoMA di New York. In suo onore sono stati aperti due musei: The Andy Warhol Museum di Pittsburgh, il pi\u00f9 grande mai dedicato a un singolo artista e l\u2019Andy Warhol Museum of Modern Art in Slovacchia, realizzato con il contributo della Andy Warhol Foundation, a poca distanza dal luogo dove nacquero i suoi genitori.<\/p>\n<p>_______________________________________________<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>6 MAGGIO \u2013 30 LUGLIO 2017<\/strong><\/p>\n<p><strong>ANDY WARHOL. L\u2019OPERA MOLTIPLICATA: WARHOL E DOPO WARHOL<\/strong><\/p>\n<p><strong>Orari d\u2019apertura<\/strong><br \/>\nluned\u00ec-domenica: ore 10:00-19:00<br \/>\ngioved\u00ec: ore 10:00-22:00 \/ marted\u00ec chiuso<br \/>\n<em>La biglietteria chiude un\u2019ora prima.<\/em><\/p>\n<p><strong>Biglietto d\u2019ingresso (valido per tutte le mostre in corso)<\/strong><br \/>\nIntero: \u20ac 6,00 \/ Ridotto: \u20ac 4,00 \/ Scuole: gratuito<br \/>\nBiglietto famiglia 1+1: \u20ac 7,50 \/ Biglietto famiglia 2+1: \u20ac 12,00 Biglietto famiglia 2+2: \u20ac 15,00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANDY WARHOL. L\u2019OPERA MOLTIPLICATA: WARHOL E DOPO WARHOL Dal 6 maggio al 30 luglio 2017 la GAMeC \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta la mostra\u00a0Andy Warhol. L\u2019opera moltiplicata: Warhol e dopo Warhol, a cura di Giacinto Di Pietrantonio. 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