
{"id":637,"date":"2009-05-25T08:42:01","date_gmt":"2009-05-25T06:42:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=637"},"modified":"2009-05-25T08:42:01","modified_gmt":"2009-05-25T06:42:01","slug":"robert-mapplethorpe-la-perfezione-nella-forma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/637\/arte\/robert-mapplethorpe-la-perfezione-nella-forma.html","title":{"rendered":"Robert Mapplethorpe La perfezione nella forma"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Normal\">Firenze, Galleria dell&rsquo;Accademia, 26 maggio &ndash; 27 settembre 2009<\/p>\n<p> Una mostra dedicata al grande fotografo americano Robert Mepplethorpe, nel ventennale della sua morte, sar&agrave; inaugurata presso la Galleria dell&rsquo;Accademia di Firenze il prossimo 26 maggio e rimarr&agrave; aperta fino al 27 settembre.<\/p>\n<p> E&rsquo; la prima volta che le opere di questo grande artista della fotografia, di fama internazionale, vengono esposte in un tempio dell&rsquo;arte come l&rsquo;Accademia di Firenze, ricordata soprattutto nel mondo come &lsquo;Museo di Michelangelo&rsquo; per la presenza di una delle icone dell&rsquo;arte universale quale il David, cui si affiancano i Prigioni, ma anche molte importanti opere di pittura di grandi maestri dal Trecento al pieno Rinascimento.<\/p>\n<p> I curatori della mostra &ndash; Franca Falletti e Jonathan Nelson &ndash; gi&agrave; nella scelta del titolo Robert Mapplethorpe La perfezione nella forma hanno voluto esprimere il principio profondo che accomuna l&rsquo;artista dello scatto fotografico ai grandi maestri del Rinascimento e in particolare a Michelangelo: la ricerca di equilibrio, correttezza e nitidezza insita nella &lsquo;Forma&rsquo; che tende alla perfezione attraverso il rigore geometrico dei volumi definiti dalla linea e scolpiti dalla luce. Dalle dirette parole di Mapplethorpe emerge esplicitamente il suo pensiero in merito:&ldquo;Cerco la perfezione nella forma&#8230;Un soggetto piuttosto che un altro non fa differenza. Cerco di catturare quello che mi appare scultoreo&rdquo;.<br \/> In questo senso esiste, e la presente mostra lo propone, un ragionato confronto tra Mapplethorpe e Michelangelo.<br \/> &ldquo;Mapplethorpe apprezzava l&rsquo;arte contemporanea, ma la sua vera passione erano i capolavori dei grandi maestri, soprattutto la scultura. [&hellip;] Si sforzava di catturare, attraverso la sua fotografia, la particolare forma di perfezione che percepiva nel lavoro di Michelangelo e di altri maestri rinascimentali&rdquo; (Michael Ward Stout, Presidente della Robert Mapplethorpe Foundation).<br \/> Del resto lo stesso fotografo ebbe occasione di confessare la sua fascinazione per l&rsquo;arte di Michelangelo, arrivando a dichiarare: &ldquo;se io fossi nato cento o duecento anni fa, avrei potuto fare lo scultore, ma la fotografia &egrave; un modo pi&ugrave; veloce per vedere le cose, per fare scultura&rdquo;. E ancora: &ldquo;Vedo le cose come fossero sculture&hellip; dipende da come quella forma sta all&rsquo;interno dello spazio e credo che questo tipo di approccio derivi dalla mia&hellip; formazione storico-artistica&rdquo;<\/p>\n<p> La mostra &egrave; divisa in cinque sezioni: Mapplethorpe e il Rinascimento, La geometria della forma, Il frammento come forma, La forma si sdoppia, La forma scultorea, che affrontano &ldquo;quattro diversi aspetti dell&rsquo;unico grande tema della forma intesa come valore a s&eacute;, scissa sia dal contenuto oggettivo, il soggetto rappresentato, sia dal contenuto soggettivo, il carico di esperienza personale (emotiva, cognitiva o quant&rsquo;altro), che si veicola attraverso l&rsquo;immagine&rdquo; (Franca Falletti).<br \/> La prima sezione &egrave; collocata nel Salone del Colosso, nel corridoio dei Prigioni e nella Tribuna del David: si propone cos&igrave; un diretto confronto fra generi artistici, quali la scultura e la fotografia, spesso considerati estranei e anche fra epoche e culture (la Firenze del Rinascimento e la New York degli anni settanta e Ottanta) oggettivamente distanti. Tale operazione, tenuta sul filo di un controllato rigore scientifico, &egrave; sembrata ai curatori la pi&ugrave; adatta a stimolare la riflessione e a volgere l&rsquo;interesse del pubblico verso nuove modalit&agrave; di pensiero. Essa inoltre vuole, nel suo senso pi&ugrave; ampio, dimostrare quanto l&rsquo;arte del passato sia di costante nutrimento per il futuro dell&rsquo;arte. Infatti &ldquo;&hellip;su queste eccellenze del dialogo fra l&rsquo;arte del passato e gli artisti del nostro tempo si concentra l&rsquo;impegno della Galleria dell&rsquo;Accademia&rdquo; (Cristina Acidini).<\/p>\n<p> Complessivamente le opere in mostra che compongono l&rsquo;esposizione saranno 111, tra le quali vanno compresi &ndash; come parte integrante quali termini di confronto &ndash; anche il David e i quattro Prigioni di Michelangelo, oltre a quattro disegni e un modellino in cera di quest&rsquo;ultimo. Le 93 opere di Mapplethorpe sono scelte tra la produzione dell&rsquo;intero arco della sua attivit&agrave; artistica e provengono tutte, ad eccezione di due, dalla Robert Mapplethorpe Foundation. Tra queste, accanto ai soggetti umani, trovano spazio anche numerose nature morte, come vasi di fiori di iris e tulipani, nei quali Mappelthorpe ribadisce tutta la sua cura per lo studio della luce e delle ombre sull&rsquo;oggetto o di sfondo all&rsquo;oggetto, o meglio alle sue forme, che gli conferiscono una lucida collocazione nello spazio.<\/p>\n<p> La mostra &egrave; stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attivit&agrave; Culturali con la Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citt&agrave; di Firenze, oltre che la Galleria dell&rsquo;Accademia di Firenze &ndash; di cui Franca Falletti &egrave; Direttrice &ndash; Firenze Musei e l&rsquo;Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Inoltre, la Robert Mapplethorpe Foundation si &egrave; affiancata alle istituzioni italiane nel promuovere, con il suo insostituibile patrimonio di opere, di documentazione e di conoscenza, questo eccezionale evento.<br \/> Cristina Pariset<br \/> Via A.da Giussano 720145 Milano<br \/> tel. 02 4812584cel. 3485109589<br \/> email cristina.pariset@libero.it<\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze, Galleria dell&rsquo;Accademia, 26 maggio &ndash; 27 settembre 2009 Una mostra dedicata al grande fotografo americano Robert Mepplethorpe, nel ventennale della sua morte, sar&agrave; inaugurata presso la Galleria dell&rsquo;Accademia di Firenze il prossimo 26 maggio e rimarr&agrave; aperta fino al 27 settembre. 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