
{"id":63689,"date":"2017-04-18T13:22:38","date_gmt":"2017-04-18T11:22:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=63689"},"modified":"2017-07-28T14:14:59","modified_gmt":"2017-07-28T12:14:59","slug":"boettisalvo-lac-lugano-arte-cultura-spazio-1-collezione-giancarlo-danna-olgiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/63689\/spettacoli\/boettisalvo-lac-lugano-arte-cultura-spazio-1-collezione-giancarlo-danna-olgiati.html","title":{"rendered":"Boetti\/Salvo LAC Lugano Arte e Cultura Spazio \u20131. Collezione Giancarlo e Danna Olgiati"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-63690\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/08.-Salvo2c-57-pittori-italiani_1975-249x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/08.-Salvo2c-57-pittori-italiani_1975-249x300.jpeg 249w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/08.-Salvo2c-57-pittori-italiani_1975-332x400.jpeg 332w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/08.-Salvo2c-57-pittori-italiani_1975.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/p>\n<p>Boetti\/Salvo<br \/>\n\u201cVivere lavorando giocando\u201d<br \/>\n9 aprile\u201327 agosto 2017<br \/>\nLAC Lugano Arte e Cultura<br \/>\nTorino 1966\u20131973<br \/>\n9 aprile\u201323 luglio 2017<br \/>\nSpazio \u20131. Collezione Giancarlo e Danna Olgiati<br \/>\nA cura di Bettina Della Casa<\/p>\n<p>Il Museo d\u2019arte della Svizzera italiana prosegue la sua riflessione su alcune figure e<br \/>\nmovimenti che hanno segnato la storia dell\u2019arte contemporanea presentando, a partire<br \/>\ndal 9 aprile fino al 27 agosto 2017, la mostra \u201cBoetti\/Salvo. Vivere lavorando<br \/>\ngiocando\u201d. L\u2019esposizione intende indagare la relazione intellettuale e di amicizia<br \/>\nintercorsa tra Alighiero Boetti e Salvo nella Torino dei tardi anni Sessanta. In<br \/>\nconcomitanza allo Spazio \u20131. Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, l\u2019allestimento dal<br \/>\ntitolo \u201cTorino 1966\u20131973\u201d, documenta il vitale contesto artistico dell\u2019Arte povera in cui i<br \/>\ndue artisti si trovarono ad operare.<br \/>\nAlighiero Boetti (1940\u20131994) e Salvo (1947\u20132015), fra le figure pi\u00f9 originali della scena<br \/>\nartistica italiana della seconda met\u00e0 del Novecento, iniziarono la loro attivit\u00e0 sul finire degli<br \/>\nanni \u201960 a Torino, citt\u00e0 in quel periodo teatro di particolare fermento artistico e intellettuale, e l\u00ec,<br \/>\ndal 1969 al 1971, condivisero lo studio in Corso Principe Oddone 88. Il sottotitolo stesso<br \/>\ndell\u2019esposizione, \u201cVivere lavorando giocando\u201d, \u00e8 una citazione di Salvo che, nel maggio 2011,<br \/>\ndefin\u00ec con questi tre termini il suo rapporto con Alighiero in occasione di una giornata di studio<br \/>\ndedicata a Boetti. La mostra di Lugano intende dunque dare forma visiva a questa intensa<br \/>\navventura esistenziale in cui \u201cgiocare\u201d con l\u2019arte era in realt\u00e0 attivit\u00e0 rigorosa, avvincente ed<br \/>\nirrinunciabile.<br \/>\nLa mostra<br \/>\nL\u2019esposizione \u201cBoetti\/Salvo. Vivere lavorando giocando\u201d presenta circa centocinquanta opere e<br \/>\nsi avvale di prestiti internazionali concessi dall\u2019Archivio Alighiero Boetti di Roma, dall\u2019Archivio<br \/>\nSalvo di Torino, da musei e gallerie e collezioni private.<br \/>\nLa prima parte dell\u2019esposizione si concentra sul dialogo e lo scambio di matrice concettuale tra i<br \/>\ndue artisti al volgere degli anni \u201970, periodo d\u2019intensissima frequentazione nel clima di generale<br \/>\nrinnovamento della Torino dell\u2019Arte povera, allora animata da spazi vitali e innovativi quali le<br \/>\ngallerie Sperone, Notizie e Christian Stein. In questi anni Boetti \u00e8 orientato verso una costante<br \/>\nriformulazione della sua identit\u00e0 d\u2019artista: l\u2019idea di autorialit\u00e0, di messa in scena del soggetto nel<br \/>\nsuo raddoppiarsi, moltiplicarsi o perdersi \u00e8 ossessivamente presente nella sua ricerca.<br \/>\nParallelamente il tempo, inteso sia come oggetto di riflessione sia come attiva forza creatrice,<br \/>\ndiviene motivo di sfida e confronto costante. Nello stesso periodo prende avvio la fascinazione<br \/>\nper l\u2019\u201cordine e disordine\u201d dei fenomeni della realt\u00e0 indagati da Alighiero alla ricerca di un<br \/>\nsistema di regole, leggi, criteri ordinatori che, applicati a parole e immagini, dettino la<br \/>\nconfigurazione dell\u2019opera su spazi bidimensionali. Per Salvo gli anni a cavallo tra il 1969 e i<br \/>\nprimi \u201870 rappresentano il momento dell&#8217;affermazione della propria identit\u00e0 e l\u2019assunzione del<br \/>\nproprio Ego a soggetto di riferimento e di celebrazione del s\u00e9 attraverso un processo di autostoricizzazione<br \/>\nvenato d\u2019ironia. Fino al 1972 circa, lavori fotografici di matrice concettuale si<br \/>\nalternano alle lapidi e ai ricami caratterizzati da iscrizioni di parole e frasi. Attorno al 1973 Salvo,<br \/>\nnoto per la sua memoria prodigiosa e il suo sapere enciclopedico, vira verso una pittura<br \/>\nfigurativa intrisa di riferimenti alla storia dell\u2019arte, scelta del tutto insolita in quella stagione di<br \/>\nconcettualismo dominante. Sia Boetti sia Salvo si interrogano dunque, pur con accezioni e<br \/>\nmodalit\u00e0 diverse, sulla rappresentazione del s\u00e9, sulla loro identit\u00e0 di individui e di artisti<br \/>\nmantenendo sempre fisso lo sguardo sulla complessit\u00e0 del reale (Boetti) e sul mistero dell\u2019arte<br \/>\n(Salvo). Nelle prime sezioni il percorso espositivo si articola in capitoli quali \u201cImmagine del s\u00e9\u201d,<br \/>\n\u201cFare frasi\u201d, \u201cTautologie\u201d, \u201cPensare il tempo\u201d e \u201cMappe\u201d, in cui le opere dei due artisti dialogano<br \/>\ndirettamente.<br \/>\nLa seconda parte della mostra, dal titolo \u201cInfinita variet\u00e0 del tutto\u201d, mette a fuoco, invece, gli<br \/>\nsviluppi successivi delle rispettive ricerche condotte ormai in modo completamente autonomo,<br \/>\nl\u2019allestimento tiene conto, dunque, della progressiva distanza venutasi a creare tra i due artisti. A<br \/>\npartire dal 1972, anno del trasferimento di Boetti a Roma, rimane tra i due artisti una comune<br \/>\nadesione a temi quali l\u2019identit\u00e0, il viaggio o la morte, ma \u00e8 la concezione stessa della superficie<br \/>\nbidimensionale nell\u2019uno e della pittura nell\u2019altro a dividerli irrimediabilmente. Salvo, da met\u00e0 degli<br \/>\nanni Settanta, si dedica al mezzo pittorico in modo totalizzante, mentre Boetti si orienta,<br \/>\nsebbene non esclusivamente, verso la pratica concettuale della proliferazione e della delega<br \/>\nassegnando cio\u00e8 ad assistenti, collaboratori e artigiani, a volte a lui sconosciuti, la realizzazione<br \/>\ndelle opere, spesso concepite in serie, cicli o varianti. Entrambi aprono la strada a una<br \/>\nmolteplicit\u00e0 di linguaggi e tecniche offrendo un fondamentale contributo alla riflessione<br \/>\nconcettuale degli anni \u201960 e \u201970 del Novecento. Boetti e Salvo rimangono ancora oggi figure di<br \/>\nriferimento per le generazioni di artisti postconcettuali del ventunesimo secolo.<br \/>\nAgata Boetti, dell\u2019Archivio Alighiero Boetti, e Norma Mangione con Cristina Tuarivoli,<br \/>\ndell\u2019Archivio Salvo, hanno svolto un ruolo essenziale nella preparazione della mostra. Le<br \/>\npreziose informazioni e i materiali, talvolta inediti, generosamente messi a disposizione hanno<br \/>\ncostituito un valore fondamentale per il progetto espositivo.<br \/>\nTorino 1966\u20131973 (Spazio -1, 9 aprile\u201323 luglio 2017)<br \/>\nCon l\u2019obiettivo di ricostruire l\u2019intenso scenario artistico e culturale entro cui Boetti e Salvo<br \/>\nintrapresero i rispettivi percorsi, viene presentato presso lo Spazio -1. Collezione Giancarlo e<br \/>\nDanna Olgiati un allestimento volto a documentare il clima artistico a Torino tra gli anni \u201860 e<br \/>\n\u201970. Un periodo, questo, di grande vitalit\u00e0 espressiva caratterizzato, a partire dal 1967, dalla<br \/>\nformazione del movimento dell\u2019Arte povera ispirato dal critico Germano Celant. Opere scelte di<br \/>\nGiovanni Anselmo, Pierpaolo Calzolari, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Mario Merz,<br \/>\nMarisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Emilio<br \/>\nPrini e Gilberto Zorio e degli stessi Alighiero Boetti e Salvo testimoniano gli esiti pi\u00f9 significativi<br \/>\ndi quel momento nonch\u00e9 il vivace clima intellettuale venutosi a creare a Torino in quegli anni.<br \/>\nLe opere in mostra, 30 circa e tutte selezionatissime, provengono dalla Collezione Olgiati, da<br \/>\ndepositi a lungo termine al MASI e da prestiti di musei e collezionisti privati.<\/p>\n<p>Il catalogo<br \/>\n\u201cBoetti\/Salvo. Vivere lavorando giocando\u201d e \u201cTorino 1966\u20131973\u201d sono documentate nella<br \/>\nmedesima pubblicazione in italiano e inglese, corredata da immagini a colori di tutte le opere<br \/>\nesposte e fotografie inedite. Testi di Bettina Della Casa, Francesco Guzzetti, Giorgio Verzotti<br \/>\nunitamente a testimonianze di artisti e amici coevi. Casagrande Edizioni, Bellinzona.<br \/>\nLa mediazione culturale<br \/>\nOltre alle consuete visite guidate gratuite che si svolgono ogni domenica alle 15:00 sia<br \/>\nall\u2019esposizione \u201cBoetti\/Salvo\u201d sia all\u2019allestimento \u201cTorino 1966\u20131973\u201d, sono previste per tutta la<br \/>\ndurata della mostra numerose attivit\u00e0 di mediazione culturale volte a favorire la fruizione da parte del<br \/>\npubblico e a trasformare la visita in un\u2019esperienza arricchente ed emozionante.<br \/>\nIl programma \u00e8 disponibile sul sito www.edu.luganolac.ch.<br \/>\nProgrammazione espositiva<br \/>\nL\u2019offerta espositiva del MASI Lugano, nel corso della primavera, si articola in tre esposizioni. Oltre a<br \/>\n\u201cBoetti\/Salvo. Vivere lavorando giocando\u201d, fino al 28 maggio il museo rende omaggio a una delle<br \/>\nartiste pi\u00f9 celebri del Novecento, Meret Oppenheim, presentandola nella mostra \u201cMeret Oppenheim.<br \/>\nOpere in dialogo da Max Ernst a Mona Hatoum\u201d accanto ai maggiori esponenti del movimento dada<br \/>\ne surrealista e a figure di rilievo nel panorama dell\u2019arte contemporanea. Fino al 2 luglio, \u00e8 in corso<br \/>\nl\u2019ampia esposizione monografia \u201cCraigie Horsfield. Of the Deep Present\u201d, dedicata al grande<br \/>\nfotografo britannico, realizzata in stretta collaborazione con il Centraal Museum di Utrecht e per la<br \/>\nquale l\u2019artista ha realizzato un progetto specifico attraverso una particolare modalit\u00e0 esecutiva messa<br \/>\na punto nel corso degli anni.<\/p>\n<p>Informazioni<br \/>\nBoetti\/Salvo. Vivere lavorando giocando<br \/>\nLAC Lugano Arte e Cultura<br \/>\nPiazza Bernardino Luini 6, 6901 Lugano<br \/>\n+41 (0)58 866 4230<br \/>\ninfo@masilugano.ch<br \/>\nwww.masilugano.ch<br \/>\nOrari<br \/>\nMarted\u00ec\u2013domenica: 10:00\u201318:00<br \/>\nGioved\u00ec aperto fino alle 20:00<br \/>\nLuned\u00ec chiuso<br \/>\nAperture straordinarie: 14.04, 01.05 e 05.06.2017<br \/>\nIngresso<br \/>\nLa collezione<br \/>\nGratuito<br \/>\nEsposizioni temporanee<br \/>\nIntero: chf 15.-<br \/>\nRidotto: chf 10.- (AVS\/AI, over 65 anni, gruppi, studenti 17-25 anni)<br \/>\nGratuito: &lt;16 anni e ogni prima domenica del mese<br \/>\nTorino 1966-1973<br \/>\nSpazio \u20131<br \/>\nCollezione Giancarlo e Danna Olgiati<br \/>\nLungolago Riva Caccia 1, 6901 Lugano<br \/>\n+41 (0) 58 866 42 30 (lu\u2013ve)<br \/>\ninfo.menouno@lugano.ch<br \/>\nwww.collezioneolgiati.ch<br \/>\nOrari<br \/>\nVenerd\u00ec\u2013domenica: 11:00\u201318:00<br \/>\nAperture straordinarie: 14.04, 01.05 e 05.06.2017<br \/>\nIngresso<br \/>\nGratuito<br \/>\nVisite guidate e laboratori creativi<br \/>\nMediazione culturale<br \/>\n+41 (0)58 866 4230<br \/>\nlac.edu@lugano.ch<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Boetti\/Salvo \u201cVivere lavorando giocando\u201d 9 aprile\u201327 agosto 2017 LAC Lugano Arte e Cultura Torino 1966\u20131973 9 aprile\u201323 luglio 2017 Spazio \u20131. 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