
{"id":63638,"date":"2017-06-28T09:43:05","date_gmt":"2017-06-28T07:43:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=63638"},"modified":"2017-07-28T09:46:51","modified_gmt":"2017-07-28T07:46:51","slug":"guercino-de-nittis-domodossola-casa-de-rodis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/63638\/arte\/guercino-de-nittis-domodossola-casa-de-rodis.html","title":{"rendered":"Tra Guercino e De Nittis Domodossola Casa De Rodis"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-63639\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/001_Giuseppe-Pellizza-da-Volpedo_Passeggiata-amorosa-296x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/001_Giuseppe-Pellizza-da-Volpedo_Passeggiata-amorosa-296x300.jpeg 296w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/07\/001_Giuseppe-Pellizza-da-Volpedo_Passeggiata-amorosa.jpeg 316w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/p>\n<p>Tra Guercino e De Nittis<br \/>\nDue collezioni si incontrano<br \/>\na cura di Stefano Papetti e Antonio D\u2019Amico<br \/>\nFino al 28 ottobre 2017<br \/>\nDomodossola, Casa De Rodis<br \/>\nCasa De Rodis a Domodossola, dal 2014 sede espositiva della Collezione Poscio, ospita<br \/>\ndal 28 maggio al 28 ottobre 2017 l\u2019esposizione Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni si<br \/>\nincontrano. Non solo una mostra, ma un progetto di ampio respiro finalizzato a contribuire<br \/>\nal restauro del patrimonio artistico marchigiano, seriamente compromesso dagli eventi<br \/>\nsismici che hanno colpito la regione dall\u2019agosto 2016.<br \/>\nL\u2019esposizione, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno,<br \/>\nracconta la storia di due collezionisti, Antonio Ceci (1852-1920) e Alessandro Poscio<br \/>\n(1928-2013): chirurgo marchigiano di adozione pisana il primo, imprenditore piemontese con la<br \/>\npassione per la pittura il secondo. Per la prima volta un nucleo di opere delle loro collezioni<br \/>\nvengono messe a confronto, evidenziando accostamenti e suggestioni inaspettati ma<br \/>\nprofondamente in sintonia. Seppur lontani geograficamente, Antonio e Alessandro si rivelano<br \/>\ndue uomini dinamici che vivono il loro tempo sognando a occhi aperti davanti all\u2019incanto dell\u2019arte<br \/>\ntra disegni e dipinti.<br \/>\nIn mostra sono svelati i segreti e le passioni di entrambi i collezionisti che riflettono comuni<br \/>\ninteressi artistici: dai ritratti ai paesaggi, da vedute che inquadrano la natura a stretto contatto con<br \/>\nl\u2019uomo, a sguardi che comunicano i misteri e i fascini di storie lontane, quanto vicine. Da Ascoli<br \/>\nPiceno arrivano a Domodossola, tra gli altri, un gruppo prezioso di disegni di artisti quali Pietro<br \/>\nda Cortona, Guercino, Luca Giordano e Domenico Morelli, ma anche tele affascinanti quali i<br \/>\nsuggestivi paesaggi ad olio di Alessandro Magnasco e Francesco Zuccarelli, la sublime<br \/>\nPasseggiata amorosa di Pelizza da Volpedo, l\u2019incantevole Pax di Luigi Nono. Della collezione<br \/>\nPoscio invece si possono ammirare il luminoso Sole d\u2019ottobre di Carlo Fornara, Veduta delle Alpi<br \/>\nLepontine di Giovanni Battista Ciolina, la realistica quanto magica Stradina a Settignano di<br \/>\nTelemaco Signorini, due romantici e intensi paesaggi di Antonio Fontanesi e una fitta<br \/>\nQuerceta di Giovanni Fattori.<br \/>\nTra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano \u00e8 anche l\u2019occasione per studiare opere<br \/>\nancora inedite e mai presentate al grande pubblico, come nel caso del San Gerolamo,<br \/>\nattribuito al pittore caravaggesco Lionello Spada o alla deliziosa Vergine in preghiera, un piccolo<br \/>\nrametto che appartiene al giovane Sassoferrato.<br \/>\nIl catalogo, edito da Cattaneo Editore, presenta contributi di importanti studiosi, come AnniePaule<br \/>\nQuinsac, Carlo Sisi, Fernando Mazzocca, Cinzia Virno, Maria Silvia Proni, Dario Gnemmi e<br \/>\ni curatori della mostra e sar\u00e0 oggetto di una raccolta fondi che contribuir\u00e0 al restauro di un<br \/>\ncapolavoro dell\u2019arte marchigiana compromesso dal sisma, ovvero la Madonna in trono fra i<br \/>\nsanti Sebastiano e Caterina d\u2019Alessandria, una tavola del pittore austriaco Pietro Alamanno,<br \/>\nattivo ad Ascoli Piceno nella seconda met\u00e0 del XV secolo. La pala d\u2019altare proviene dalla distrutta<br \/>\nchiesa di San Silvestro ai Sassi, una suggestiva localit\u00e0 montana del comune di Ascoli Piceno.<br \/>\n\u201cQuesta mostra rappresenta un\u2019occasione unica e importante per due motivi. In primis perch\u00e9 \u00e8<br \/>\npensata per sovvenzionare un intervento di restauro di un\u2019opera che viene dai luoghi terremotati<br \/>\ndell\u2019ascolano.\u201d &#8211; afferma Stefano Papetti, curatore della mostra e direttore della Pinacoteca Civica<br \/>\ndi Ascoli Piceno \u2013 \u201cInoltre \u00e8 molto interessante anche dal punto di vista scientifico, perch\u00e9 per la<br \/>\nprima volta vengono messe in relazione due importanti collezioni, Ceci e Poscio, tra le quali<br \/>\nabbiamo rilevato una singolare uniformit\u00e0 nelle scelte: entrambe hanno due nuclei di pittura<br \/>\nottocentesca e dipinti antichi, prevalentemente della collezione Ceci, dedicati soprattutto al tema<br \/>\ndel paesaggio\u201d.<br \/>\nUna mostra dunque che aiuta il patrimonio artistico marchigiano ferito e che consente di dare<br \/>\nnuova luce a colori e forme che appartengono alla nostra storia e sono tasselli della nostra<br \/>\nidentit\u00e0. Del resto, l\u2019arte del collezionare l\u2019arte \u00e8 un modo per non disperdere, per accrescere<br \/>\nsapere e per tramandare.<br \/>\n\u201cL&#8217;espressione \u2018appassionata incompetenza\u2019, apparentemente contraddittoria, orgogliosamente<br \/>\nmodesta, commercialmente inefficace nell&#8217;attestare una mancanza di sapere, \u00e8 il cuore della<br \/>\ncollezione iniziata da mio marito e da me profondamente condivisa.\u201d \u2013 racconta Paola Poscio \u2013<br \/>\n\u201cPassione che coinvolge e sorprende anima e cuore&#8230;incompetente perch\u00e9 la scelta delle opere<br \/>\navviene fuori da ogni schema accademico, quasi per un&#8217;istintiva folgorazione, per la forza e<br \/>\nl&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;emozione che suscita. \u00c8 una raccolta di opere che &#8211; nel corso di oltre 50 anni &#8211;<br \/>\nattraversa con disinvoltura epoche, linguaggi, stili diversi, ognuna episodio di un\u2019avventura fatta<br \/>\ndi incontri, occasioni fortunate, rivelazioni e innamoramenti, diventando una sorta di diario\u201d.<br \/>\nLa mostra \u00e8 anche una bella occasione per scoprire Casa De Rodis, luogo in cui una parte della<br \/>\ncollezione Poscio \u00e8 esposta. Palazzetto di origine medioevale in Piazza Mercato, un tempo<br \/>\ndimora della famiglia De Rodis, di antica nobilt\u00e0 antigoriana. L\u2019antica dimora \u00e8 stata oggetto di<br \/>\nun\u2019attenta ristrutturazione che da una parte ha recuperato tutti gli elementi storico-architettonici e<br \/>\ndall\u2019altra ha saputo reinterpretare in chiave moderna le caratteristiche dell\u2019edificio e la sua storia.<br \/>\nDal centro storico di Domodossola inoltre \u00e8 possibile avventurarsi alla scoperta della cosiddetta<br \/>\nValle dei Pittori, la Val Vigezzo, conosciuta per la storica presenza di paesaggisti e ritrattisti,<br \/>\nalcuni dei quali esposti in mostra, come Lorenzo Peretti Junior, Carlo Fornara e Giovanni Battista<br \/>\nCiolina. La valle si snoda da Domodossola fino al confine svizzero, verso Locarno, attraverso un<br \/>\nsuggestivo tragitto percorribile anche con il trenino panoramico della \u201cVigezzina\u201d.<br \/>\nInfo e Contatti<br \/>\nTra Guercino e De Nittis<br \/>\nDue collezioni si incontrano<br \/>\n28 maggio \u2013 28 ottobre 2017<br \/>\nCasa De Rodis<br \/>\nPiazza Mercato 8<br \/>\nDomodossola (VB)<br \/>\nOrari<br \/>\nSabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00 (altri orari su prenotazione)<br \/>\nIngresso<br \/>\n\u20ac 5.00 valido per ingressi illimitati presentando il biglietto nominativo con carta di identit\u00e0<br \/>\ngratuito: bambini 0-12, studenti con tesserino<br \/>\nVisite guidate per scolaresche durante la settimana su prenotazione<br \/>\nCatalogo: Cattaneo Editore<br \/>\nTra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano<br \/>\nChe fa parte de I Quaderni della Collezione Poscio. \u20ac 15<br \/>\nIl ricavato della vendita del catalogo sar\u00e0 devoluto al restauro all\u2019opera di Pietro Alamanno<br \/>\ncompromessa durante il sisma marchigiano.<br \/>\nPer info e prenotazioni<br \/>\nTelefono: + 39 347 7140135<br \/>\nEmail: info@collezioneposcio.it<br \/>\nwww.collezioneposcio.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra Guercino e De Nittis Due collezioni si incontrano a cura di Stefano Papetti e Antonio D\u2019Amico Fino al 28 ottobre 2017 Domodossola, Casa De Rodis Casa De Rodis a Domodossola, dal 2014 sede espositiva della Collezione Poscio, ospita dal 28 maggio al 28 ottobre 2017 l\u2019esposizione Tra Guercino e De Nittis. 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