
{"id":62793,"date":"2017-04-27T08:17:23","date_gmt":"2017-04-27T06:17:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=62793"},"modified":"2017-04-27T08:17:23","modified_gmt":"2017-04-27T06:17:23","slug":"la-triennale-milano-la-terra-inquieta-promossa-fondazione-nicola-trussardi-fondazione-triennale-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/62793\/arte\/la-triennale-milano-la-terra-inquieta-promossa-fondazione-nicola-trussardi-fondazione-triennale-milano.html","title":{"rendered":"La Triennale di Milano LA TERRA INQUIETA Promossa da Fondazione Nicola Trussardi e Fondazione Triennale di Milano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-62794\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Alys-2008_01-500x281.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Alys-2008_01-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Alys-2008_01-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Alys-2008_01-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Alys-2008_01-1280x720.jpg 1280w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Alys-2008_01.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>La Triennale di Milano e Fondazione Nicola Trussardi<br \/>\npresentano<br \/>\nLA TERRA INQUIETA<br \/>\nUna mostra ideata e curata da Massimiliano Gioni<br \/>\nPromossa da Fondazione Nicola Trussardi e Fondazione Triennale di Milano<br \/>\nDirezione Artistica Settore Arti Visive Triennale Edoardo Bonaspetti<br \/>\nLa Triennale di Milano<br \/>\n28 aprile \u2013 20 agosto 2017 | opening 27 aprile 2017<br \/>\nLa Triennale di Milano e Fondazione Nicola Trussardi presentano La<br \/>\nTerra Inquieta, una mostra ideata e curata da Massimiliano Gioni, promossa da Fondazione Nicola<br \/>\nTrussardi e Fondazione Triennale di Milano, parte del programma del Settore Arti Visive della Triennale<br \/>\ndiretto da Edoardo Bonaspetti.<br \/>\nLa mostra, che aprir\u00e0 al pubblico dal 28 aprile al 20 agosto 2017, \u00e8 il frutto della collaborazione tra<br \/>\ndue istituzioni che da sempre mettono al centro della loro missione il presente in tutte le sue<br \/>\naccezioni, prestando attenzione ai linguaggi pi\u00f9 sperimentali e innovativi dell\u2019arte e della cultura<br \/>\ncontemporanea e con la capacit\u00e0 di dare voce a fenomeni portatori di cambiamenti profondi.<br \/>\nLa Terra Inquieta \u2013 che prende a prestito il titolo da una raccolta di poesie dello scrittore caraibico<br \/>\n\u00c9douard Glissant, da sempre affascinato dal problema della coesistenza tra culture diverse \u2013 \u00e8 dunque<br \/>\nla condivisione di un progetto, urgente e doveroso, che ha l\u2019ambizione di raccontare il presente come<br \/>\nun territorio instabile e in fibrillazione: una polifonia di narrazioni e tensioni. Attraverso le opere di pi\u00f9<br \/>\ndi sessantacinque artiste e artisti provenienti da vari paesi del mondo \u2013 tra cui Albania, Algeria,<br \/>\nBangladesh, Egitto, Ghana, Iraq, Libano, Marocco, Siria e Turchia \u2013 e con un allestimento che si<br \/>\nestender\u00e0 all\u2019interno della galleria al piano terra della Triennale per proseguire al piano<br \/>\nsuperiore, La Terra Inquieta parla delle trasformazioni epocali che stanno segnando lo scenario<br \/>\nglobale e la storia contemporanea, in particolare affrontando il problema della migrazione e la crisi dei<br \/>\nrifugiati.<br \/>\n&#8220;La Terra Inquieta consegna all\u2019arte la responsabilit\u00e0 di raccontare i cambiamenti, i conflitti le tensioni<br \/>\nche hanno origine da guerre, esodi e catastrofi naturali \u2013 sottolinea Clarice Pecori Giraldi,<br \/>\nVicepresidente della Triennale di Milano \u2013 La Triennale, come istituzione culturale vigile alle<br \/>\nvariazioni sociali, sente l\u2019obbligo di fare la sua parte in questo racconto, e riflettere su queste moltitudini<br \/>\nsenza nome che ogni giorno portano avanti la loro ricerca di una vita dignitosa. La mostra, che si<br \/>\ninserisce nel programma del Settore Arti visive della Triennale di Milano sotto la direzione artistica di<br \/>\nEdoardo Bonaspetti, attraverso opere di oltre sessanta artisti provenienti da vari paesi del mondo ci<br \/>\ncostringe a fare i conti anche con il nostro mondo ormai invecchiato, e a ricordare che non tanto tempo<br \/>\nfa eravamo noi ad attraversare mari per trovare una nuova vita, una migliore opportunit\u00e0.&#8221;<br \/>\n\u201cLe migrazioni che stanno interessando ogni angolo del pianeta rappresentano un nodo imprescindibile<br \/>\ndel nostro presente \u2013 ribadisce Beatrice Trussardi, Presidente della Fondazione Nicola Trussardi \u2013<br \/>\nuno dei temi cardine attorno al quale la societ\u00e0 globale \u00e8 chiamata a ridefinirsi. Da qui la necessit\u00e0 di<br \/>\norganizzare una mostra come La Terra Inquieta, che offre uno sguardo su questa tematica filtrato<br \/>\nattraverso il racconto degli artisti. La riflessione che ne \u00e8 nata ci ha condotti all\u2019immersione in<br \/>\nun\u2019esperienza universale, capace di avvicinare uomini e donne lontani per et\u00e0, religione, cultura e<br \/>\nprovenienza, ma sempre pi\u00f9 destinati a convivere e a condividere valori, vicende e biografie. L\u2019obiettivo<br \/>\ndi questa mostra, \u00e8 quello di restituire al pubblico almeno una parte di queste esperienze, perch\u00e9<br \/>\npossano trasformarsi in conoscenza, fornendo risorse e strumenti utili alla ricerca di un equilibrio<br \/>\narmonico tra gli esseri umani. L\u2019identit\u00e0 fluida e in continua evoluzione della Fondazione Trussardi ci ha<br \/>\ndunque portato ad affrontare in modo nuovo lo stesso tipo di sfida da cui siamo partiti all&#8217;inizio della<br \/>\nnostra avventura quasi quindici anni fa: raccontare il mondo che ci circonda creando un terreno di<br \/>\nriflessione comune, una piattaforma aperta al contributo di ciascun individuo per immaginare un nuovo<br \/>\nmodello di societ\u00e0.\u201d<br \/>\nAttraverso installazioni, video, immagini di reportage, materiali storici e oggetti di cultura materiale, La<br \/>\nTerra Inquieta esplora geografie reali e immaginarie, ricostruendo l\u2019odissea dei migranti e le storie<br \/>\nindividuali e collettive dei viaggi disperati dei nuovi dannati della Terra. Il percorso si snoder\u00e0 attraverso<br \/>\nuna serie di nuclei geografici e tematici \u2013 il conflitto in Siria, lo stato di emergenza di Lampedusa, la vita<br \/>\nnei campi profughi, la figura del nomade e dell\u2019apolide \u2013 a cui si intersecheranno opere di forte impatto:<br \/>\nvere e proprie metafore visive e monumenti precari eretti a commemorazione di questo nostro breve e<br \/>\ninstabile scorcio di secolo.<br \/>\nLa Terra Inquieta \u00e8 un romanzo corale di moltitudini troppo spesso lasciate senza nome. Seguendo le<br \/>\ntrasformazioni dell\u2019economia e le relazioni pericolose che si intrecciano tra corpi, merci, capitali e rotte<br \/>\ndi scambio e commercio nell\u2019epoca della globalizzazione, la mostra compone un ritratto collettivo<br \/>\ncapace di restituire voce e dignit\u00e0 alle moltitudini senza volto della contemporaneit\u00e0. Al centro<br \/>\ndell\u2019esposizione, ad esempio, \u00e8 posta l\u2019installazione video The Mapping Journey Project dell\u2019artista<br \/>\nmarocchina Bouchra Khalili: con semplicit\u00e0 disarmante, l\u2019installazione raccoglie le storie di migranti<br \/>\nche hanno attraversato interi continenti alla ricerca di un varco nella fortezza Europa. Come nei video di<br \/>\nKhalili, mescolando biografie individuali e collettive, la mostra ripercorre le metamorfosi del paesaggio e<br \/>\nle forze economiche e sociali che trasformano e plasmano un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso e<br \/>\nglobale.<br \/>\nPonendo l\u2019accento sulla produzione artistica e culturale pi\u00f9 che sulla cronaca, La Terra Inquieta si<br \/>\nconcentra in particolare sul ruolo dell\u2019artista come testimone di eventi storici e drammatici e sulla<br \/>\ncapacit\u00e0 dell\u2019arte di affrontare cambiamenti sociali e politici. Mentre i media e la cronaca ufficiale<br \/>\nraccontano di guerre e rivoluzioni viste a distanza, molti artisti conoscono e descrivono in prima persona<br \/>\nil mondo da cui provengono i migranti e per questo ne parlano con il senso di responsabilit\u00e0 di chi vuole<br \/>\nrestituire la complessit\u00e0 di un evento drammatico senza incorrere nelle consuete banalizzazioni e nei<br \/>\nsentimentalismi ai quali siamo abituati dai tradizionali canali di informazione. Il risultato sono opere<br \/>\nd\u2019arte in cui i codici tradizionali del giornalismo e della narrazione documentaria si accompagnano ad<br \/>\napprocci pi\u00f9 vicini a quelli della letteratura, dell\u2019autobiografia e della finzione. \u00c8 precisamente in questo<br \/>\nscontro tra narrazioni discordanti che l\u2019opera di molti artisti cerca di inserire un coefficiente di dubbio e<br \/>\ndi critica al linguaggio delle immagini e dei mezzi di comunicazione di massa, rivelando una rinnovata<br \/>\nfiducia nella responsabilit\u00e0 dell\u2019arte di raccontare e trasformare il mondo: non solo immagini di conflitti,<br \/>\nma anche immagini come terreno di incontro, scontro e scambio di punti di vista.<br \/>\nNascono cos\u00ec racconti \u2013 sospesi tra l\u2019affresco storico e il diario in presa diretta \u2013 da cui emerge una<br \/>\nconcezione dell\u2019arte come reportage lirico, documentario sentimentale e come testimonianza viva,<br \/>\nurgente e necessaria. Ne sono un esempio opere di artisti come John Akomfrah, Yto Barrada, Isaac<br \/>\nJulien, Yasmine Kabir, Steve McQueen, tra gli altri, capaci di affrontare eventi specifici e di porsi allo<br \/>\nstesso tempo come letture metaforiche di un pi\u00f9 vasto momento storico. Nelle loro opere \u00e8 la nozione<br \/>\nstessa di crisi e di indecisione a essere trasformata in un metodo narrativo e in una funzione analitica<br \/>\ned estetica.<br \/>\nLa Terra Inquieta apre una riflessione sul diritto all\u2019immagine che \u00e8 un altro dei temi fondamentali<br \/>\naffrontati dai molti artisti contemporanei il cui lavoro si confronta con la rappresentazione delle<br \/>\nmigrazioni globali e della crisi dei rifugiati. Alle prese con un regime dell\u2019immagine contraddistinto dalla<br \/>\nvoracit\u00e0 dei mezzi di comunicazione, molti artisti contemporanei cercano nuove modalit\u00e0 con cui<br \/>\nrappresentare i migranti senza sottoporli alla spettacolarizzazione tipica del giornalismo pi\u00f9<br \/>\nsensazionalistico. Lo sguardo obliquo delle fotografie di Yto Barrada, le elisioni di volti e dettagli nei<br \/>\nvideo di Mounira Al Solh o le trasformazioni grottesche nei disegni e nelle animazioni di Rokni<br \/>\nHaerizadeh, sono solo alcuni degli esempi pi\u00f9 lampanti \u2013 insieme al rifugiato ritratto da Phil Collins \u2013<br \/>\ncon cui questi artisti della crisi globale rifiutano di soccombere all\u2019estetizzazione della miseria e<br \/>\ncercano piuttosto di restituire dignit\u00e0 ai migranti, ritraendoli come soggetti storici, capaci di compiere<br \/>\nscelte e decisioni, o proteggendoli dall\u2019eccesso di visibilit\u00e0 a cui sono sottoposti dai media. \u00c8 lo stesso<br \/>\natteggiamento che con metodi diversi \u2013 pi\u00f9 simili a quelli dell\u2019attivismo politico e della partecipazione<br \/>\ncollettiva \u2013 inseguono artisti diversi come Pawel Althamer, Andrea Bowers, Tania Bruguera, Paulo<br \/>\nNazareth e Liu Xiaodong.<br \/>\nLa ricerca di una dignit\u00e0 dell\u2019immagine si accompagna anche, nell\u2019opera di molti artisti di oggi, a una<br \/>\nricerca sulla funzione commemorativa e monumentale della scultura. Artisti come Adel<br \/>\nAbdessemed, Kader Attia, Banu Cenneto\u011flu, Meschac Gaba, Thomas Sch\u00fctte, Andra Ursuta e<br \/>\nDanh V\u00f5 si confrontano con la tradizione del monumento funebre ripensandola in una chiave<br \/>\ncontemporanea. Molte delle opere in mostra appaiono instabili e fragili, accomunate da una strategia<br \/>\ndella precariet\u00e0: svuotati di ogni eccesso di sentimentalismo, questi nuovi monumenti sono invece<br \/>\ninvestiti di un senso di indignazione pi\u00f9 consono a una dimostrazione di strada o a un atto di guerriglia<br \/>\nche a una commemorazione ufficiale.<br \/>\nUno degli interrogativi centrali della mostra \u00e8 il senso dell\u2019immagine in crisi e della crisi: un\u2019immagine<br \/>\nessa stessa migrante, che cerca la verit\u00e0 nella crisi e che mette in crisi il concetto di verit\u00e0 come<br \/>\nnarrazione univoca e semplicistica. Quella che inseguono molti artisti contemporanei \u00e8 un\u2019immagine in<br \/>\nmovimento e un\u2019immagine letteralmente commuovente. Diversi sono gli esempi di opere in mostra in cui<br \/>\ngli artisti rappresentano il movimento e le migrazioni di merci, oggetti e forme attraverso confini e<br \/>\nbarriere, sia ideologiche sia economiche. Dalle opere di El Anatsui, Alighiero Boetti, Hassan Sharif e<br \/>\nMona Hatoum emerge una cartografia di scambi e relazioni globali in cui le opere d\u2019arte sembrano<br \/>\nreplicare i traffici del commercio e dell\u2019economia internazionale. La scelta dei materiali e delle tecniche<br \/>\ndi esecuzione, con la loro enfasi su oggetti e prodotti di massa spesso riciclati e sottoposti a processi di<br \/>\ntrasformazione e traduzione attraverso nazioni e contesti sociali diversi, mette in scena una sorta di<br \/>\nmimesi dei meccanismi di produzione e distribuzione dell\u2019industria globale con i suoi continui<br \/>\nsconfinamenti e processi di delocalizzazione. Analoghe sono le preoccupazioni di artisti e collettivi<br \/>\ncome \u0160ejla Kameri\u0107, Forensic Oceanography o multiplicity, il cui lavoro racconta per\u00f2 non di merci<br \/>\nma di persone.<br \/>\nLa Terra Inquieta \u00e8 il racconto di uomini che attraversano confini e \u2013 assai pi\u00f9 tristemente \u2013 la storia di<br \/>\nconfini che attraversano gli uomini. Ma soprattutto la mostra \u00e8 un esercizio di empatia e un<br \/>\nesperimento di comprensione e dialogo tra culture. Come ricorda la placca apposta alla base della<br \/>\nStatua della Libert\u00e0 \u2013 ritratta nel video di Steve McQueen che conclude l\u2019esposizione \u2013 la madre degli<br \/>\nesuli accoglie gli stanchi, i poveri, le masse infreddolite, gli scossi dalle tempeste e i rifiuti miserabili<br \/>\ndelle vostre spiagge.<br \/>\nLa mostra La Terra Inquieta sar\u00e0 accompagnata da un catalogo bilingue, italiano e inglese, a cura di<br \/>\nMassimiliano Gioni. Il volume, pubblicato da Electa, raccoglier\u00e0 testi monografici e approfondimenti su<br \/>\ntutti gli artisti presenti in mostra e una raccolta di saggi e testi critici di Massimiliano Gioni, Tania<br \/>\nBruguera, Alessandro Dal Lago, T.J. Demos, Giusi Nicolini.<br \/>\nIl progetto grafico della mostra e dei prodotti editoriali \u00e8 firmato da Christoph Radl.<br \/>\nLa Terra Inquieta \u00e8 realizzata con il sostegno di Fondazione Cariplo.<br \/>\nSi ringrazia SKY ARTE HD, che in qualit\u00e0 di media partner realizzer\u00e0 una produzione originale per<br \/>\nraccontare la mostra.<br \/>\nSi ringrazia infine Menabrea, in qualit\u00e0 di partner tecnico.<br \/>\nwww.fondazionenicolatrussardi.com www.triennale.org<br \/>\nINFORMAZIONI PRATICHE:<br \/>\nTitolo: La Terra Inquieta<br \/>\nMostra ideata e curata da Massimiliano Gioni<br \/>\nPromossa da Fondazione Triennale di Milano e Fondazione Nicola<br \/>\nTrussardi<br \/>\nDirezione Artistica Settore Arti visive Triennale Edoardo Bonaspetti<br \/>\nPeriodo 28 aprile &#8211; 20 agosto 2017<br \/>\nLuogo Triennale di Milano<br \/>\nViale Alemagna 6 &#8211; Milano<br \/>\nGiorni e orari di apertura da marted\u00ec a domenica<br \/>\ndalle 10.30 alle 20.30<br \/>\nBiglietti intero 8 euro<br \/>\nridotto 6,50 euro (per categorie aventi diritto)<br \/>\ncumulativo 10 euro<\/p>\n<p>www.fondazionenicolatrussardi.com www.triennale.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Triennale di Milano e Fondazione Nicola Trussardi presentano LA TERRA INQUIETA Una mostra ideata e curata da Massimiliano Gioni Promossa da Fondazione Nicola Trussardi e Fondazione Triennale di Milano Direzione Artistica Settore Arti Visive Triennale Edoardo Bonaspetti La Triennale di Milano 28 aprile \u2013 20 agosto 2017 | opening 27 aprile 2017 La Triennale &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/62793\/arte\/la-triennale-milano-la-terra-inquieta-promossa-fondazione-nicola-trussardi-fondazione-triennale-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">La Triennale di Milano LA TERRA INQUIETA Promossa da Fondazione Nicola Trussardi e Fondazione Triennale di Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":62794,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[11671,19753,19752,18983],"class_list":["post-62793","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-fondazione-nicola-trussardi","tag-fondazione-triennale-di-milano","tag-la-terra-inquieta","tag-la-triennale-di-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62793","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62793"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62793\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62795,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62793\/revisions\/62795"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/62794"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}