
{"id":62745,"date":"2017-04-20T09:36:31","date_gmt":"2017-04-20T07:36:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=62745"},"modified":"2017-04-20T09:36:31","modified_gmt":"2017-04-20T07:36:31","slug":"museo-del-novecento-studio-museo-francesco-messina-amalia-del-ponte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/62745\/arte\/museo-del-novecento-studio-museo-francesco-messina-amalia-del-ponte.html","title":{"rendered":"MUSEO DEL NOVECENTO STUDIO MUSEO FRANCESCO MESSINA AMALIA DEL PONTE"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-62747\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Invito-ADP0-1-245x400.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Invito-ADP0-1-245x400.jpg 245w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Invito-ADP0-1-184x300.jpg 184w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/Invito-ADP0-1.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/p>\n<p>MUSEO DEL NOVECENTO<br \/>\nMILANO<br \/>\n21 APRILE \u2013 1 OTTOBRE 2017<br \/>\nSTUDIO MUSEO FRANCESCO MESSINA<br \/>\nMILANO<br \/>\n21 APRILE \u2013 28 MAGGIO 2017<\/p>\n<p>AMALIA DEL PONTE<br \/>\nONDE LUNGHE E BREVISSIME<br \/>\na cura di Iolanda Ratti e Eleonora Fiorani<\/p>\n<p>Onde lunghe e brevissime \u00e8 il titolo della mostra personale di Amalia Del Ponte in due sedi,<br \/>\nal Museo del Novecento a cura di Iolanda Ratti e allo Studio Museo Francesco Messina a<br \/>\ncura di Eleonora Fiorani. Con questo progetto espositivo Milano rende omaggio agli oltre cinquant\u2019anni<br \/>\ndi attivit\u00e0 dell\u2019artista, con un\u2019importante collaborazione tra due istituzioni civiche,<br \/>\nche ne sottolinea la vocazione diversa ma complementare; mentre al Museo del Novecento si<br \/>\ntraccia un percorso storico-critico a partire dalla presenza in collezione di uno dei pi\u00f9 importanti<br \/>\nlavori dell\u2019artista, il Museo Messina propone un\u2019inedita installazione site specific che verr\u00e0<br \/>\nattivata da una performance live. Due focus che hanno il comune obiettivo di tracciare un<br \/>\ncollegamento tra due fasi differenti e sinergiche del ricco e articolato percorso di Amalia Del<br \/>\nPonte: gli anni \u201860 e \u201870 e gli anni \u201880 e \u201890, evidenziando il carattere visionario e anticipatore<br \/>\ndella sua ricerca sulla luce e sul suono.<br \/>\nProprio a questa fa riferimento il titolo: onde lunghe e brevissime per disegnare il suono e la<br \/>\nluce. \u201cLe onde sonore condividono la natura ondulatoria della luce \u2013 dice l\u2019artista \u2013 ma mentre<br \/>\nle onde sonore udibili variano da 17 mm a 17 metri, le onde luminose visibili variano da 400 a<br \/>\n700 miliardesimi di metro e il nostro cervello le interpreta come colori\u201d.<br \/>\nL\u2019esposizione al Museo del Novecento, a cura di Iolanda Ratti, introduce il tema della luce attraverso<br \/>\nla ricostruzione del percorso legato alle ricerche sul plexiglas. Dal 1964, anno in cui l\u2019artista<br \/>\nrealizza le prime sculture trasparenti, si passa alla serie dei Tropi (cos\u00ec battezzati da Vittorio Fagone<br \/>\nnel 1967), e si chiude con la realizzazione, nel 1973, dell\u2019Area Percettiva per la XII Biennale<br \/>\nInternazionale d\u2019Arte di San Paolo, dove Amalia Del Ponte \u2013 invitata da Bruno Munari e Umbro<br \/>\nApollonio \u2013 vinse il Premio Internazionale per la Scultura. In quest\u2019occasione venne esposta l\u2019opera<br \/>\nmonumentale How do you feel? del 1971, donata al Museo del Novecento nel 2014 e oggi<br \/>\npresentata al pubblico per la prima volta. In mostra circa dieci sculture, i disegni di studio sugli<br \/>\nindici di rifrazione e riflessione della luce, oltre a una selezione di documenti storici e fotografie<br \/>\ndell\u2019epoca, scattate tra gli altri da Ugo Mulas, Mario Carreri e Arno Hammacher.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\nLa mostra allo Studio Museo Francesco Messina, a cura di Eleonora Fiorani, sar\u00e0 invece focalizzata<br \/>\nsulla ricerca sul suono e sulle pietre sonore, condotta tra 1985 e il 1995 attraverso la<br \/>\nrealizzazione dei Litofoni, sottili lastre di pietra intonate al fine di essere suonate a percussione.<br \/>\nI Litofoni rappresentano delle \u201cforme-suono che \u2013 come ha scritto Eleonora Fiorani \u2013 rimandano<br \/>\noltre il visibile: ricreano le invisibili corrispondenze tra le forme geometriche, le scale musicali<br \/>\ne quelle dei colori\u201d. Al centro dell\u2019allestimento spicca l\u2019opera Aria della freccia, del 1994,<br \/>\ncomposta da tre litofoni, che rappresenta una riflessione dell\u2019artista sulle corrispondenze tra la<br \/>\nfinitezza della forma visibile e la risonante armonia della vibrazione sonora. Durante la serata<br \/>\ninaugurale, Aria della freccia sar\u00e0 protagonista di una performance inedita e appositamente<br \/>\ncomposta dal percussionista Elio Marchesini. Saranno inoltre presentate altre sculture sonore,<br \/>\nuna selezione di disegni e studi confluiti nel libro La forma del suono (ed. Semar, Roma 1993) e<br \/>\nuna rassegna di fotografie e video delle performance, eseguite tra gli altri da Davide Mosconi,<br \/>\nGabin Dabir\u00e9, Gianluca Ruggeri e David Ryder.<br \/>\nLa mostra Onde lunghe e brevissime sar\u00e0 accompagnata da un catalogo edito da Editrice Quinlan.<br \/>\nIn occasione della mostra il 18 maggio alle ore 18 si terr\u00e0 presso il Museo del Novecento una<br \/>\ntavola rotonda nella quale si presenter\u00e0 il lavoro di Amalia Del ponte dagli esordi fino ad oggi.<br \/>\nParteciperanno, oltre alle curatrici e all\u2019artista, Francesco Tedeschi, docente di storia dell\u2019arte<br \/>\ncontemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica e i critici Tommaso Trini e Lea Vergine.<\/p>\n<p>Biografia<br \/>\nAmalia Del Ponte, Milano 1936, si diploma in scultura con Marino Marini all\u2019Accademia di Brera<br \/>\ntra il 1956 e il 1961. Sin dall\u2019inizio rivolge la sua ricerca alle geometrie, ai materiali e alle infinite<br \/>\npossibilit\u00e0 che essi mettono in campo scegliendo il plexiglas per le sue prime sculture, chiamate<br \/>\n\u201cTropi\u201d da Vittorio Fagone in occasione della personale alla Galleria Vismara nel 1967.<br \/>\nLavora intanto anche come come interior designer, realizzando, tra gli altri, gli interni del<br \/>\nprimo negozio di Elio Fiorucci a Milano del 1967. Nel 1973 riceve il primo riconoscimento<br \/>\ninternazionale, quando vince il Primo Premio Internazionale per la Scultura alla Biennale di<br \/>\nSan Paolo, cui partecipa su invito di Umbro Apollonio e Bruno Munari, per l\u2019opera Area Percettiva,<br \/>\nun \u2018ambiente\u2019 che permette di sperimentare un\u2019esperienza di vuoto percettivo.<br \/>\nNel 1977 partecipa alla mostra Exp\u00f2 Arte. Ipotesi \u201980, curata da Lea Vergine, alla Fiera del<br \/>\nLevante di Bari, insieme ad altre artiste impegnate sul fronte del femminismo e, tra il 1978 e il<br \/>\n1980, espone per tre volte al C-Space di New York.<br \/>\nSeguiranno due partecipazioni alla Biennale di Venezia, nel 1986 invitata da Arturo Schwarz<br \/>\ne nel 1995 da Gillo Dorfles, quando le viene dedicata una sala personale nel Padiglione Italia<br \/>\nin cui presenta i Litofoni, pietre sonore che dal 1985 espone accompagnate da performance<br \/>\neseguite da importanti musicisti e compositori.<br \/>\nNel 2005 espone alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano per la mostra La Scultura Italiana<br \/>\ndel XX secolo, a cura di Marco Meneguzzo e Flaminio Gualdoni e, nel 2009, partecipa a<br \/>\nLa citt\u00e0 salvata. Omaggio a Simone Weil ai Magazzini del Sale, evento collaterale alla Biennale<br \/>\ndi Venezia. Nel 2010 realizza per l\u2019Isola della Certosa nella Laguna di Venezia, a cura di Eleonora<br \/>\nFiorani, l\u2019istallazione site-specific Regno dei possibili, invisibili. Del 2015 \u00e8 la personale La<br \/>\nporta senza porta alla Galleria Milano. (www.amaliadelponte.org)<\/p>\n<p>Informazioni<br \/>\nMuseo del Novecento<br \/>\nVia Guglielmo Marconi, 1 \u2013 20122 Milano<br \/>\nwww.museodelnovecento.org<br \/>\n21 aprile \u2013 1 ottobre 2017<br \/>\nluned\u00ec ore 14.30 \u2013 19.30<br \/>\nmarted\u00ec, mercoled\u00ec, venerd\u00ec: 9.30 \u2013 19.30<br \/>\ngioved\u00ec \u2013 sabato: 9.30 \u2013 22.30<br \/>\nla biglietteria chiude un\u2019ora prima della chiusura<\/p>\n<p>Studio Museo Francesco Messina<br \/>\nVia S. Sisto, 4 \u2013 20123 Milano<br \/>\nFB @museomessina<br \/>\n21 aprile \u2013 28 maggio 2017<br \/>\nda marted\u00ec a domenica ore 10.00 \u2013 18.00<br \/>\ningresso libero<br \/>\nluned\u00ec chiuso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; MUSEO DEL NOVECENTO MILANO 21 APRILE \u2013 1 OTTOBRE 2017 STUDIO MUSEO FRANCESCO MESSINA MILANO 21 APRILE \u2013 28 MAGGIO 2017 AMALIA DEL PONTE ONDE LUNGHE E BREVISSIME a cura di Iolanda Ratti e Eleonora Fiorani Onde lunghe e brevissime \u00e8 il titolo della mostra personale di Amalia Del Ponte in due sedi, al &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/62745\/arte\/museo-del-novecento-studio-museo-francesco-messina-amalia-del-ponte.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">MUSEO DEL NOVECENTO STUDIO MUSEO FRANCESCO MESSINA AMALIA DEL PONTE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":62747,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[19718,53,14996],"class_list":["post-62745","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-amalia-del-ponte","tag-museo-del-novecento","tag-studio-museo-francesco-messina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62745"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62745\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62748,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62745\/revisions\/62748"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/62747"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}