
{"id":62679,"date":"2017-04-12T08:59:12","date_gmt":"2017-04-12T06:59:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=62679"},"modified":"2017-04-12T08:59:12","modified_gmt":"2017-04-12T06:59:12","slug":"teatro-manzoni-milano-marzia-postogna-andrea-binetti-ti-parlero-damor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/62679\/spettacoli\/teatro-manzoni-milano-marzia-postogna-andrea-binetti-ti-parlero-damor.html","title":{"rendered":"TEATRO MANZONI MILANO Marzia Postogna  Andrea Binetti   TI PARLER\u00d2 D\u2019AMOR"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62680\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/P1010970-300x292.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/P1010970-300x292.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/P1010970-768x749.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/04\/P1010970-410x400.jpg 410w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>TEATRO MANZONI<\/p>\n<p><strong>12 Aprile 2017\u00a0<\/strong><strong>ore 20,45\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Golden Show\u00a0 in collaborazione con Comune di Muggia<\/p>\n<p>presentano<\/p>\n<p><strong>Marzia Postogna\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Andrea Binetti <\/strong><\/p>\n<p>in<\/p>\n<p><strong>TI PARLER\u00d2 D\u2019AMOR<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aufwiedersehen Berlin<\/strong><\/p>\n<p>di Gianni Gori e Alessandro Gilleri<\/p>\n<p>musiche di Brecht-Weill, Stolz, Hollander, D\u2019Anzi,<\/p>\n<p>Bixio-Neri , Siegel, Irving Berlin, Gershwin<\/p>\n<p>Regia Tommaso Tuzzoli<\/p>\n<p>Scene e Costumi Pier Paolo Bisleri<\/p>\n<p>Musiche di scena Corrado Gulin<\/p>\n<p>Luci Nino Napoletano\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0Effetti Sonori Federico Dal Pozzo<\/p>\n<p><strong>La storia <\/strong><\/p>\n<p>Nella Berlino degli anni Trenta due sfortunati artisti di cabaret (coppia di fatto per reciproco interesse) cercano \u2013 oltre a un lavoro, sia pur precario \u2013 l\u2019occasione per rilanciare altrove la propria carriera. Sono i tempi delle Olimpiadi, ma anche delle leggi razziali. Lei sogna di raggiungere in America Marlene Dietrich che un giorno lontano le ha scritto una lettera d\u2019incoraggiamento; lui, pi\u00f9 realisticamente, pensa a Parigi (generosa nell\u2019accoglienza verso gli artisti perseguitati). Ne nascono situazioni comiche e momenti di poesia, scanditi da sogni, ricordi e dalle memorie musicali di Weill, Stolz, dalle canzoni francesi e italiane del tempo, da Gershwin: un percorso affascinante, dalla drammatica e toccante conclusione. L&#8217;ambientazione voluta dal regista e ideata dallo scenografo Pierpaolo Bisleri rende in modo astratto, ma simbolico, il clima della Germania degli anni Trenta, con uno scivolo prospettico che rappresenta il perimetro della stanza dove si svolge la vicenda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note di Regia<\/strong> di Tommaso Tuzzoli<\/p>\n<p>Siamo nella Berlino del 1936, nei giorni delle Olimpiadi. Rinchiusi in un piccolo appartamento ingombro di valigie dove si respira un clima d&#8217;attesa troviamo immersi i personaggi di <strong>Ti parler\u00f2 d&#8217;amor<\/strong>. Due cabarettisti, un uomo ed una donna, costretti a nascondere il proprio passato e la propria origine per non cadere vittime delle assurde leggi del regime nazista. Una storia in cui si affronta la tematica razziale cos\u00ec come la persecuzione degli omosessuali ricordando il paragrafo 175 (articolo del codice penale tedesco risalente al 1871 i cui procedimenti vennero ampliati dai nazisti nel 1935) che caus\u00f2 la morte di migliaia di\u00a0persone. Due vite legate l&#8217;una all&#8217;altra da un sodalizio artistico e da un amore incondizionato. Lei sogna l&#8217;America,\u00a0 ma nel contempo\u00a0 nega l&#8217;amara\u00a0 realt\u00e0 in cui\u00a0 resta\u00a0 schiacciata a causa di un amore senza limiti\u00a0per la propria citt\u00e0: Berlino. Lui sogna di raggiungere la libert\u00e0 scappando a Parigi con lei, e cerca di dissuaderla dall&#8217;idea di restare.\u00a0\u00a0 Se il piano reale vive di tensione, silenzi, piccoli litigi, confessioni inattese,l&#8217;unione artistica nel suo manifestarsi cerca di ricreare un&#8217;atmosfera ironica, sognante, fatta di canzoni e vecchi numeri di cabaret come fuga dalla brutalit\u00e0 dell&#8217;uomo. Un testo tra prosa e musica, un omaggio al mondo del cabaret tedesco e a quegli autori che dovettero fuggire dalla Germania per evitare le persecuzioni naziste. Un testo dove le canzoni assumono la funzione per i due protagonisti ora di dialogo ora di monologo. Gli arrangiamenti delle canzoni, eseguite al pianoforte dal maestro Corrado Gulin, seguono l&#8217;andamento emotivo degli interpreti. La scenografia realizzata da Pier Paolo Bisleri su cui si muovono i protagonisti rappresenta il perimetro della stanza dove si svolge la vicenda. Una stanza il cui freddo pavimento marmoreo rispecchia i lavori dell&#8217;architetto nazista Albert Speer, mentre la presenza delle valigie raccontano da un lato la condizione di chi vive il mondo dello spettacolo, dall&#8217;altro di chi \u00e8 pronto alla fuga. La mancanza di pareti permette alla stanza di trasformarsi in un luogo surreale, sospeso.<\/p>\n<p>Le luci realizzate da Nino Napoletano creano atmosfere in bilico tra realt\u00e0, ricordo di un passato artistico e nuove speranze. L&#8217;utilizzo dei tagli di luce freddi e dei controluce ora sostengono la tensione e i silenzi ora disegnano lo spazio con delicati colori pastello da sogno. La storia di quegli anni ha mostrato l&#8217;uomo nel suo essere disumano, eppure quella catastrofe, deve sempre continuare a farci chiedere, guardandoci negli occhi, <strong>perch\u00e9. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Le musiche <\/strong><\/p>\n<p>Isolata nell\u2019anomalia di un <em>m\u00e9nage <\/em>e di un precario <em>mestiere<\/em>, la strana coppia dello spettacolo evoca memorie musicali che attraversano la storia e fanno affiorare nello stesso tempo le disillusioni e le speranze di evasione dei due artisti: dal crogiolo culturale della Berlino di Bertolt Brecht, alla Parigi degli anni Trenta (gi\u00e0 rifugio di intellettuali e artisti minacciati dal nazismo), alla Roma dei telefoni bianchi, alla mitica fabbrica dei sogni hollywoodiana. Cos\u00ec dalle memorie musicali di <strong><em>Ti parler\u00f2 d\u2019amor <\/em><\/strong>affiora il Weill di \u201cBerlin in Licht\u201d, di \u201cSurabaya Johnny\u201d da <em>Happy End <\/em>(1929) e di \u201cYoukali\u201d (l\u2019isola che non c\u2019\u00e8 nel tango-habanera del 1934), i cavalli di battaglia di Marlene Dietrich ormai oltreoceano, le canzoni di Friedrich Holl\u00e4nder (\u201cKinder, heute Abend\u2026\u201d) e di Ralph Maria Siegel (\u201cIch hab\u2019 noch eine Keffer in Berlin\u201d), l\u2019Italietta felicemente cantata da Cesare A. Bixio e Giovanni D\u2019Anzi, i Song-capolavori di George Gershwin e Irving Berlin; per finire con l\u2019interrogativo struggente <em>(Warum?) <\/em>di Robert Stolz, il pi\u00f9 longevo compositore viennese, autore appunto del brano che chiude lo spettacolo (\u201cDas Lied ist aus \u2013 La canzone \u00e8 finita\u201d) e che rappresenta tutta una civilt\u00e0 di artisti in fuga. Ed \u00e8 dello stesso Stolz la mitica \u201cAbat-jour\u201d (intonata nella prima parte della pi\u00e8ce) entrata nel repertorio salottiero e cinematografico come versione italiana dell\u2019 <em>oriental fox-trot <\/em>intitolato \u201cSalome\u201d.<\/p>\n<p><strong>Scaletta brani musicali <\/strong><\/p>\n<p><em>Brecht\/Weill \u201cSurabaya Johnny\u201d da \u201cHappy End\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Weill \u201cBerlin in Licht\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Stolz \u201cAbat jour\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Weill \u201cNana\u2019s Lied\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Holl\u00e4nder \u201cKinder, heute Abend\u2026\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Giovanni D&#8217;Anzi \u201cVoglio vivere cos\u00ec\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Bixio\/Neri \u201cParlami d&#8217;amore Mari\u00f9\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Giovanni D&#8217;Anzi \u201cNon dimenticar le mie parole\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Siegel \u201cIch hab\u2019 noch einen Koffer in Berlin\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Weill \u201cYoukali\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Gershwin \u201cSomeone to watch over me\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Irving Berlin \u201cLet\u2019s face the Music and Dance\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Stolz \u201cDas Lied ist aus\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>BIGLIETTI<\/strong><\/p>\n<p>Poltronissima Prestige \u20ac 23,00\u00a0 &#8211; Poltronissima \u20ac 20,00\u00a0 &#8211; Poltrona \u20ac 16,00<\/p>\n<p>Under 26 \u20ac 10,00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TEATRO MANZONI 12 Aprile 2017\u00a0ore 20,45\u00a0 Golden Show\u00a0 in collaborazione con Comune di Muggia presentano Marzia Postogna\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Andrea Binetti in TI PARLER\u00d2 D\u2019AMOR Aufwiedersehen Berlin di Gianni Gori e Alessandro Gilleri musiche di Brecht-Weill, Stolz, Hollander, D\u2019Anzi, Bixio-Neri , Siegel, Irving Berlin, Gershwin Regia Tommaso Tuzzoli Scene e Costumi Pier Paolo Bisleri Musiche di scena &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/62679\/spettacoli\/teatro-manzoni-milano-marzia-postogna-andrea-binetti-ti-parlero-damor.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">TEATRO MANZONI MILANO Marzia Postogna  Andrea Binetti   TI PARLER\u00d2 D\u2019AMOR<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":62680,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[19695,19694,17,750,19696],"class_list":["post-62679","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-spettacoli","tag-andrea-binetti","tag-marzia-postogna","tag-milano","tag-teatro-manzoni","tag-ti-parlero-damor"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62679","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62679"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62679\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62681,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62679\/revisions\/62681"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/62680"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}