
{"id":62143,"date":"2017-02-25T19:27:47","date_gmt":"2017-02-25T17:27:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=62143"},"modified":"2017-02-25T20:47:57","modified_gmt":"2017-02-25T18:47:57","slug":"domenica-26-febbraio-2017-ultimo-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/62143\/arte\/domenica-26-febbraio-2017-ultimo-giorno.html","title":{"rendered":"Domenica 26 febbraio 2017 ultimo giorno"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62144\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/06_Basquiat-ThreeDelegates-1982-300x300.jpg\" alt=\"06_Basquiat-ThreeDelegates-1982\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/06_Basquiat-ThreeDelegates-1982-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/06_Basquiat-ThreeDelegates-1982-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/06_Basquiat-ThreeDelegates-1982-768x771.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/06_Basquiat-ThreeDelegates-1982-399x400.jpg 399w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Domenica 26 febbraio 2017 ultimo giorno<\/p>\n<p>A Milano \u00a0il MUDEC, Museo delle Culture , ha aperto \u00a0le sue porte a uno dei<br \/>\nprotagonisti della scena artistica americana e mondiale degli anni \u201980, considerato uno degli artisti pi\u00f9 noti<br \/>\ndei nostri tempi: Jean\u2010Michel Basquiat.<br \/>\nLa mostra s\u2019inserisce nel percorso culturale che mette in relazione le collezioni etnografiche del Museo e la<br \/>\ncosiddetta \u201carte primitiva\u201d con i principali movimenti artistici del XIX e del XX.<br \/>\nJean\u2010Michel Basquiat \u00e8 stato uno dei protagonisti del secolo che abbiamo appena lasciato; la sua vita e la<br \/>\nsua opera riescono a trasmetterci la profonda contraddizione degli anni in cui ha vissuto e l\u2019estrema<br \/>\nfragilit\u00e0 della condizione umana.<br \/>\nJean\u2010Michel Basquiat, al MUDEC dal 28 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017, \u00e8 curata da Jeffrey Deitch, amico<br \/>\ndell\u2019artista, critico, curatore ed ex direttore del MOCA di Los Angeles, da Gianni Mercurio, curatore e<br \/>\nsaggista, e promossa dal Comune di Milano\u2010Cultura e da 24 ORE Cultura che ne \u00e8 anche il produttore.<br \/>\nIl percorso della mostra \u00e8 pensato con due chiavi di lettura: quello geografico legato ai luoghi che hanno<br \/>\nsegnato il percorso artistico di Basquiat e quello cronologico.<br \/>\nI visitatori potranno attraversare la vita, le gioie e le insicurezze di questo giovane artista: un uomo pieno di<br \/>\ntalento, perso nelle proprie fragilit\u00e0 e in una societ\u00e0 che lo acclamava come artista, ma lo rifiutava per il<br \/>\ncolore della pelle.<br \/>\nL\u2019esposizione presenta circa 140 lavori realizzati tra il 1980 e il 1987 e accosta opere di grandi dimensioni,<br \/>\ndisegni, foto, collaborazioni con l\u2019amico Andy Warhol e una serie di piatti di ceramica nei quali, con ironia,<br \/>\nBasquiat ritrae personaggi e artisti di ogni epoca: opere caratterizzate dall\u2019uso di materiali poveri e da un<br \/>\nsegno grafico inconfondibile, pieno di rabbia, provenienti in larga parte della collezione di Yosef Mugrabi, a<br \/>\ncui si aggiungono opere da altri prestatori privati.<br \/>\nAlcuni dei temi ricorrenti nell\u2019opera di Basquiat come la musica, il jazz, i fumetti, l\u2019anatomia ma anche la<br \/>\npoesia e la scrittura saranno il fil rouge che guider\u00e0 il visitatore tra differenze sociali e razziali,<br \/>\nemarginazione e diffidenza verso il diverso: elementi che ieri come oggi caratterizzano la societ\u00e0.<br \/>\nLa mostra \u201cJean\u2010Michel Basquiat\u201d sar\u00e0 anche l\u2019occasione per approfondire la conoscenza dell\u2019artista e il<br \/>\nperiodo in cui ha vissuto attraverso una serie di eventi, concerti, proiezioni, conferenze.<br \/>\nIl calendario, a breve disponibile sul sito del museo http:\/\/www.mudec.it, prevede la proiezione di 4<br \/>\nlungometraggi in lingua originale e 3 incontri dedicati a Jean\u2010Michel Basquiat, in collaborazione con il<br \/>\nConsolato USA a Milano e l\u2019Universit\u00e0 IULM:<br \/>\nFilm<br \/>\n\uf0b7 BASQUIAT (1996) by Julian Schnabel<br \/>\n\uf0b7 THE RADIANT CHILD (2010) Tamra Davis<br \/>\n\uf0b7 ANDY WARHOL, A DOCUMENTARY MOVIE (2006) by Ric Burns<br \/>\n\uf0b7 DOWNTOWN 81 (1999\u20102000)<br \/>\nConferenze<br \/>\n\uf0b7 Jean\u2010Michel Basquiat e la New York degli anni \u201980: graffitismo, New Pop, Hip Hop<br \/>\n\uf0b7 Basquiat e la poetica della Street Art<br \/>\n\uf0b7 Basquiat e la musica: Jazz, Funk, Hip Hop, Rap.<br \/>\nInfine JAZZIMI, il festival diffuso che si terr\u00e0 a Milano dal 4 al 15 novembre 2016, ha ideato una speciale<br \/>\nrassegna, dal titolo JAZZ &amp; BASQUIAT: primo appuntamento il talk di Arto Lindsay condotto da Carlo<br \/>\nAntonelli (venerd\u00ec 4 novembre ore 18), momento in cui l\u2018artista brasiliano racconta il suo incontro con Jean\u2010<br \/>\nMichel Basquiat, a cui seguiranno i concerti di Luigi Ranghino (sabato 5 novembre ore 19), The Dynamic<br \/>\nTrio by Marco De Gennaro (gioved\u00ec 10 novembre ore 19) e Seby Burgio (domenica 13 novembre ore 18).<br \/>\nLE SEZIONI DELLA MOSTRA<br \/>\nLo studio in strada, 1980\u201081<br \/>\nJean\u2010Michel Basquiat divenne famoso anzitutto per gli enigmatici graffiti firmati SAMO, che cominciarono<br \/>\nad apparire nelle strade di SoHo e del Lower East Side di New York nel 1977. Non erano semplici graffiti:<br \/>\nerano opere di autentica poesia. Molte delle prime opere d\u2019arte firmate da Basquiat con il proprio nome<br \/>\nfurono dipinte su finestre e porte che trovava abbandonate per strada. Avevano per soggetto l\u2019energia e la<br \/>\ncacofonia delle strade di New York: sirene di ambulanze, incidenti d\u2019auto, insegne per all\u2010beef hot dogs,<br \/>\ngriglie tracciate per terra sui marciapiedi per giocare a \u201cmondo\u201d. Parole e lettere, spesso impiegate in senso<br \/>\nastratto, si mescolano alle immagini. Lavorando sul pavimento di appartamenti di amici e nella strada<br \/>\nstessa, Basquiat aveva gi\u00e0 creato una notevole quantit\u00e0 di opere prima ancora di avere uno studio o i soldi<br \/>\nper comprarsi il materiale.<br \/>\nModena, 1981<br \/>\nLa prima esposizione personale di Basquiat fu organizzata in Italia nel maggio 1981, a Modena, dal gallerista<br \/>\nEmilio Mazzoli. Basquiat present\u00f2 la mostra non con il proprio nome, ma con l\u2019acronimo SAMO, che dopo<br \/>\nModena non avrebbe pi\u00f9 usato in quanto lo inquadrava ancora come rappresentante della nuova scena<br \/>\ngraffitista. Nei lavori della mostra gli echi della strada sono molto presenti: Basquiat accentua l\u2019uso della<br \/>\nbomboletta spray e alcuni caratteri tipici dei graffiti, come la visione frontale e la veloce linearit\u00e0 dei<br \/>\ncontorni delle figure.<br \/>\nMa gi\u00e0 il suo graffito sviluppava un proprio discorso espressivo che avrebbe prodotto il suo futuro<br \/>\nlinguaggio pittorico: un sofisticato trattamento della superficie e la presenza di una tematica<br \/>\nindividualizzata in ambito sia iconografico, come l\u2019iconismo pastorale di risonanza biblica e l\u2019arcaico<br \/>\nclassicismo figurale che troviamo in The Field Next to the Other Road, sia pittorico, come in Untitled (1981).<br \/>\nLo studio di Prince Street, 1981\u201082<br \/>\nMolti dei lavori pi\u00f9 iconici di Basquiat furono dipinti nel seminterrato della galleria di Annina Nosei in Prince<br \/>\nStreet, a SoHo. In occasione della preparazione della personale di Basquiat che si sarebbe svolta presso la<br \/>\nsua galleria nel 1982, Nosei invit\u00f2 l\u2019artista a usare il seminterrato come suo primo studio vero e proprio. A<br \/>\nquesto proposito \u00e8 nata la leggenda dell\u2019artista sfruttato in un\u2019umida cantina e obbligato a sfornare dipinti<br \/>\nda vendere ai collezionisti che venivano portati gi\u00f9 a vederlo lavorare; ma in realt\u00e0 si trattava di un<br \/>\nbellissimo spazio, con il soffitto alto e finestre a battenti che facevano entrare la luce naturale. Avrebbe<br \/>\npotuto essere un ottimo posto per lavorare, se Basquiat non fosse stato continuamente infastidito dai<br \/>\ncollezionisti entusiasti che scendevano nello studio in continuazione, insistendo per comprare i suoi quadri<br \/>\nprima ancora che egli avesse l\u2019opportunit\u00e0 di contemplarli e di decidere che erano effettivamente compiuti.<br \/>\nA dispetto di quelle distrazioni, nello studio del seminterrato Basquiat realizz\u00f2 opere stupefacenti, in cui la<br \/>\nsua vivace sensibilit\u00e0 si fonde con la finezza che gli derivava da una sempre pi\u00f9 vasta conoscenza della<br \/>\nstoria dell\u2019arte e dalla padronanza della tecnica.<br \/>\nLo studio di Crosby Street, 1982\u201083<br \/>\nAnnina Nosei aiut\u00f2 Basquiat a trovare un loft al primo piano del n. 151 di Crosby Street, a pochi isolati di<br \/>\ndistanza dalla galleria, dove potesse lavorare senza distrazioni. L\u00ec riceveva molte meno visite senza<br \/>\npreavviso dai collezionisti, ma poich\u00e9 Basquiat era forse l\u2019unico della sua cerchia a disporre di uno spazioso<br \/>\ne ben fornito studio con abitazione, vi capitavano spesso amici e perditempo. Basquiat lavorava spesso con<br \/>\nil televisore acceso e sintonizzato su programmi di cartoni animati; il movimento delle figure lo ispirava,<br \/>\ndiversamente da altri artisti, abituati a ritrarre modelli dal vivo. Il periodo che Basquiat trascorse nello<br \/>\nstudio di Crosby Street fu uno dei pi\u00f9 proficui. I lavori realizzati in questa fase denotano una sempre<br \/>\nmaggiore complessit\u00e0, unita a un\u2019audace semplicit\u00e0.<br \/>\nLo studio di Great Jones Street, 1984\u201088<br \/>\nL\u2019importante amicizia e collaborazione di Basquiat con Andy Warhol spinse quest\u2019ultimo ad affittargli<br \/>\nun\u2019antica rimessa per carrozze in Great Jones Street, nel quartiere di NoHo. Tra i molti talenti di Warhol vi<br \/>\nera anche uno speciale fiuto per i buoni affari immobiliari; l\u2019edificio di Great Jones Street era una delle<br \/>\nnumerose propriet\u00e0 alquanto speciali che aveva acquistato. Lo studio dove Basquiat dipingeva era a<br \/>\npianterreno; al primo piano, dove si trovava anche la camera da letto, era solito lavorare a disegni di<br \/>\ndimensioni pi\u00f9 ridotte. I suoi lavori del 1984\u201088 spesso mostrano una composizione di pi\u00f9 ampio respiro e<br \/>\nun maggiore impegno cromatico. Le sue opere diventano sempre pi\u00f9 profonde e spirituali.<br \/>\nCollaboration Paintings, 1984\u201085<br \/>\nIl gallerista di Basquiat, Bruno Bischofberger, propose a Basquiat, Francesco Clemente e Andy Warhol di<br \/>\nrealizzare una serie di dipinti in collaborazione. Dopo che i tre artisti ebbero creato circa quindici quadri in<br \/>\nquesto modo, Basquiat e Warhol insieme diedero inizio a quella che sarebbe divenuta una delle pi\u00f9<br \/>\nnotevoli collaborazioni della storia dell\u2019arte moderna e contemporanea. I dipinti venivano creati nello<br \/>\nstudio di Warhol in Union Square. Basquiat incoraggi\u00f2 Warhol a ritornare alla pittura a pennello dei suoi<br \/>\nprimi lavori; Warhol, a sua volta, spinse Basquiat a servirsi di serigrafie e materiale stampato, ma in realt\u00e0<br \/>\nBasquiat aveva fatto uso di fotocopie e tecniche di stampa sin dall\u2019inizio. L\u2019interazione tra i due artisti aveva<br \/>\nuna certa affinit\u00e0 con il modo in cui i musicisti jazz dialogano tra loro, improvvisando reciprocamente l\u2019uno<br \/>\nsui temi introdotti dall\u2019altro, ma aveva anche qualcosa del combattimento di due pugili sul ring.<br \/>\nMateriali uso stampa e immagini: http:\/\/bit.ly\/basquiatmi<br \/>\nINFO UTILI<br \/>\nSEDE ESPOSITIVA e DATE MUDEC (Via Tortona, 56) dal 27 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017.<br \/>\nORARI LUN 14.30\u201019.30 | MAR, MER, VEN, DOM 09.30\u201019.30 | GIO, SAB 9.30\u201022.30<br \/>\nIl servizio di biglietteria termina un\u2019ora prima della chiusura<br \/>\nBIGLIETTI Intero \u20ac 12,00 | Ridotto \u20ac 10,00<br \/>\nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 26 febbraio 2017 ultimo giorno A Milano \u00a0il MUDEC, Museo delle Culture , ha aperto \u00a0le sue porte a uno dei protagonisti della scena artistica americana e mondiale degli anni \u201980, considerato uno degli artisti pi\u00f9 noti dei nostri tempi: Jean\u2010Michel Basquiat. 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