
{"id":61984,"date":"2017-02-02T20:23:44","date_gmt":"2017-02-02T18:23:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=61984"},"modified":"2017-02-02T20:23:44","modified_gmt":"2017-02-02T18:23:44","slug":"porcile-pier-paolo-pasolini-teatro-menotti-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/61984\/teatro\/porcile-pier-paolo-pasolini-teatro-menotti-milano.html","title":{"rendered":"PORCILE di Pier Paolo Pasolini TEATRO MENOTTI Milano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-61985\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/Porcile_Elisa-Langone_Francesco-Borchi_Foto-Luca-Del-Pia2-500x333.jpg\" alt=\"Porcile_Elisa-Langone_Francesco-Borchi_Foto-Luca-Del-Pia2\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/Porcile_Elisa-Langone_Francesco-Borchi_Foto-Luca-Del-Pia2-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/Porcile_Elisa-Langone_Francesco-Borchi_Foto-Luca-Del-Pia2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/Porcile_Elisa-Langone_Francesco-Borchi_Foto-Luca-Del-Pia2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/Porcile_Elisa-Langone_Francesco-Borchi_Foto-Luca-Del-Pia2-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/Porcile_Elisa-Langone_Francesco-Borchi_Foto-Luca-Del-Pia2-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2017\/02\/Porcile_Elisa-Langone_Francesco-Borchi_Foto-Luca-Del-Pia2.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>2 | 12 febbraio<\/p>\n<p><strong>Teatro Metastasio di Prato \u2013 Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia<\/strong><\/p>\n<p>con la collaborazione di <strong>Spoleto58 Festival dei 2Mondi<\/strong><\/p>\n<p>presentano<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>PORCILE<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>prima milanese<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>di <\/em>Pier Paolo Pasolini<\/p>\n<p><em>regia <\/em>Valerio Binasco<\/p>\n<p><em>scene <\/em>Lorenzo Banci<\/p>\n<p><em>costumi<\/em> Sandra Cardini<\/p>\n<p><em>musiche<\/em> Arturo Annecchino<\/p>\n<p><em>luci<\/em> Roberto Innocenti<\/p>\n<p><em>personaggi e interpreti:<\/em><\/p>\n<p><em>Padre<\/em> Mauro Malinverno<\/p>\n<p><em>Madre<\/em> Valentina Banci<\/p>\n<p><em>Julian<\/em> Francesco Borchi<\/p>\n<p><em>Ida<\/em> Elisa Cecilia Langone<\/p>\n<p><em>Hans-Guenther <\/em>Franco Ravera<\/p>\n<p><em>Herdhitze<\/em> Fulvio Cauteruccio<\/p>\n<p><em>Maracchione<\/em> Fabio Mascagni<\/p>\n<p><em>Servitore di casa <\/em>Pietro d\u2019Elia<\/p>\n<p>Dopo aver debuttato al<strong> 58 Festival dei 2Mondi<\/strong> di<strong> Spoleto<\/strong>, dal 2 al 12 febbraio arriva finalmente a Milano al Teatro Menotti <strong>PORCILE <\/strong>di Pier Paolo Pasolini con la regia di <strong>Valerio Binasco<\/strong>, una produzione del <strong>Teatro Metastasio Stabile della Toscana<\/strong>, coprodotta con il <strong>Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia<\/strong> con la collaborazione del <strong>Festival<\/strong> di Spoleto.<\/p>\n<p>L\u2019approccio di Binasco a Pasolini \u00e8 emotivo e antiaccademico.<\/p>\n<p>Del testo non sposa la causa della stravaganza lessicale, della metafora filosofica, politica o poetica, dei simbolismi, della caricatura alla Grosz, con al centro di tutto il personaggio di Julian come esempio di eroe moderno, afasico, straniato e odiosamente saccente. La scelta, piuttosto, \u00e8 quella di raccontare <em>Porcile<\/em> come una <em>storia<\/em>, senza concettualismi, attenuando e mettendo in secondo piano satira, metafora e stile e cercando ci\u00f2 che di realistico e umanamente semplice Pasolini ha nascosto dentro alle sue scene, come se fosse una commedia quasi <em>normale<\/em>, con \u201cqualcosa di molto naif e borghese come una trama\u201d, resa da Binasco molto evidente, piena di profondit\u00e0 psicologica e, a tratti, anche commovente. Uno spettacolo tenero, con personaggi disperati e smarriti da scovare sotto le abili maschere e i trucchi letterari in cui li ha costretti Pasolini, non pi\u00f9 portavoci dell\u2019autore e nemmeno tipi sociali, ma semplicemente personaggi, cio\u00e8 persone.<\/p>\n<p>Non superficialit\u00e0 negazionista, dunque, ma profondo rispetto e voglia di confronto e incontro sulla scena, non un allestimento come pretesto per fare un bel discorso filosofico, ma necessit\u00e0 di leggere l\u2019opera come un dramma vero e profondo. Anche se \u00e8 scritto in modo anaffettivo e molto parodistico, Binasco cerca in esso le tracce di qualcosa di pi\u00f9 intimo e fragile, in cui c\u2019\u00e8 perfino la piet\u00e0, una piet\u00e0 che si avvicina alle soglie della tragedia classica, solo alle soglie per\u00f2, perch\u00e9 in <em>Porcile<\/em> non ci sono eroi.<\/p>\n<p>Sorretto dalla suspence, che lievita attorno al mistero di Julian, lo spettacolo procede in senso totalmente opposto allo straniamento e si concentra sul doloroso terzetto familiare, Julian, il padre e la madre \u2013 cui danno corpo <strong>Francesco Borchi<\/strong>, <strong>Mauro Malinverno<\/strong> e <strong>Valentina Banci<\/strong> \u2013 e sulla giovane Ida, vera vittima della storia, interpretata da <strong>Elisa Cecilia Langone<\/strong>.<\/p>\n<p>In ognuno dei personaggi vive e pulsa un\u2019ossessione che lo <em>sporca<\/em> di umanit\u00e0, di sentimento:<\/p>\n<p>Julian \u00e8 <em>sporco<\/em> della sua mostruosit\u00e0 e del senso di colpa e della paura che ne scaturiscono, soffre per la sua diversit\u00e0 inconfessabile in modo del tutto disarmato, isolato, \u00e8 sempre solo dentro la rappresentazione, finch\u00e9 attua una svolta: decide di andarsi bene cos\u00ec com\u2019\u00e8. Capisce che il sentimento che prova \u00e8 amore e che, anche se si tratta di un amore ancora pi\u00f9 inconfessabile e dannato di un vizio, \u00e8 capace di liberarlo dal tormento della sua mostruosit\u00e0. Quasi sereno si avvia verso una morte anonima, senza consolazione, senza eroismo;<\/p>\n<p>il padre e la madre sono <em>sporchi<\/em> dell\u2019amore per Julian e del dolore di non comprendere il suo disagio, si straziano, piangono lacrime per l\u2019incapacit\u00e0 di accettare l\u2019orrore della sua mostruosit\u00e0, arrivando addirittura ad anteporla a quella di un ex criminale nazista, come se le colpe di quello fossero preferibili a una disgustosa sessualit\u00e0, perch\u00e9 un crimine indigna, un degenerato sessuale disgusta. Dinnanzi al disgusto siamo inermi;<\/p>\n<p>Ida \u00e8 <em>sporca<\/em> dell\u2019amore per Julian, del bisogno di sentirsi utile, del desiderio di fare un gesto eroico, di salvare Julian. \u00c8 portatrice di primavera alla persona sbagliata.<\/p>\n<p>Gli altri personaggi, l\u2019amico fidato del padre Hans-Guenther, <strong>Franco Ravera<\/strong>, l\u2019ex criminale nazista Herdhitze, <strong>Fulvio Cauteruccio<\/strong>, il contadino Maracchione, <strong>Fabio Mascagni<\/strong>, e il servitore di casa, <strong>Pietro D\u2019Elia<\/strong>, ruotano attorno a quel nucleo centrale di ossessioni e sporcizia umana per fare risaltare lo sguardo pi\u00f9 intimo, disarmato, umano che Pasolini vi cela.<\/p>\n<p>E Binasco rintraccia quello sguardo intimo in un tema che non \u00e8 tra i topoi della poetica pasoliniana, come se fosse un problema inconfessabile: l\u2019amore per il Padre. \u00c8 un amore immaginario, una mancanza, un incontro disatteso, un\u2019agnizione clamorosamente assente in tutta l\u2019opera pasoliniana. Non ci sono quasi mai padri nelle sue opere, solo in teatro se ne intravedono due, in <em>Porcile<\/em> e in <em>Affabulazione<\/em>, e sono padri dentro a una tragedia, quella di non riuscire mai ad incontrare il figlio, non ne sono capaci e si struggono per questo. Una traccia, questa, che conduce in un territorio molto diverso da quello che potrebbe venir fuori da un quadro di Grosz.<\/p>\n<p>Le scene dello spettacolo sono di <strong>Lorenzo Banci<\/strong>, I costumi di <strong>Sandra Cardini<\/strong>, le luci di <strong>Roberto Innocenti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Porcile<\/em><\/strong> <em>\u00e8 un dramma in undici episodi che <\/em>Pier Paolo Pasolini<em> ha scritto nel 1966 e che poi, nel 1969, ha trasposto nel film omonimo per raccontare l&#8217;impossibilit\u00e0 di vivere secondo le proprie coordinate, i propri istinti, preservando l\u2019intima natura di s\u00e9 stessi dal mondo cannibale. <\/em><\/p>\n<p><em>In <strong>Porcile<\/strong> la trama si sviluppa nella Germania del dopo nazismo, nel momento in cui la borghesia con il suo modo globalizzante di intendere la democrazia ha preso il Potere e lo gestisce.<\/em><\/p>\n<p><em>Julian, figlio <\/em>n\u00e9 ubbidiente n\u00e9 disubbidiente<em> di una coppia della borghesia tedesca, trova nel porcile paterno un amore <\/em>diverso<em> e <\/em>non naturale<em> che, tuttavia, lui riconosce come scintilla di <\/em>vita pura<em>. La passione misteriosa che segna il personaggio fin dal suo ingresso diviene simbolo del disagio di chi non si riconosce nella societ\u00e0 coeva e si rifugia in qualcosa di istintuale ma segreto.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Porcile<\/em><\/strong><strong><em> non fa prigionieri.<\/em><\/strong> <em>Condanna tutti, dal primo all&#8217;ultimo. <strong>Non c&#8217;\u00e8 redenzione, non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di salvezza in questo mondo soggiogato in modo, oramai, antropologico. Non c&#8217;\u00e8 speranza in questo porcile dove tutti mangiano tutto, dove il solo deve essere il tutto.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>Valerio Binasco<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>BIGLIETTERIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>PREZZI<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>intero 26,50 \u20ac (25,00 \u20ac + 1,50 \u20ac prevendita)<\/li>\n<li>ridotto over 65\/under 14 &#8211; 14,00 \u20ac (12,50 \u20ac + 1,50 \u20ac prevendita)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>ABBONAMENTI<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>MENOTTI 10 spettacoli\u00a0 \u00a0\u00a0150 \u20ac (abbonamento libero e strettamente personale)<\/li>\n<li>MENOTTI 5 spettacoli \u00a0\u00a0\u00a0 \u00a080 \u20ac (abbonamento libero e strettamente personale)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>TEATRO MENOTTI<\/strong><\/p>\n<p>Via Ciro Menotti 11, Milano &#8211; tel. 02 36592544 &#8211; <a href=\"mailto:biglietteria@tieffeteatro.it\">biglietteria@tieffeteatro.it<\/a><\/p>\n<p><strong>ORARI BIGLIETTERIA<\/strong><\/p>\n<p>luned\u00ec e mercoled\u00ec 15.00 | 18.00<\/p>\n<p>marted\u00ec, gioved\u00ec, venerd\u00ec 15.00 | 19.00<\/p>\n<p>sabato 15.30 | 19.00<\/p>\n<p>domenica 15.00 | 17.00 <strong><u>solo per la vendita della replica pomeridiana<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Acquisti online<\/p>\n<p>con carta di credito su <a href=\"http:\/\/www.teatromenotti.org\/\">www.teatromenotti.org<\/a><\/p>\n<p><strong>ORARI SPETTACOLI<\/strong><\/p>\n<p>feriali ore 20.30<\/p>\n<p>mercoled\u00ec ore 19.30 (<strong><u>tranne le prime ore 20.30<\/u><\/strong>)<\/p>\n<p>domenica ore 16.30<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2 | 12 febbraio Teatro Metastasio di Prato \u2013 Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione di Spoleto58 Festival dei 2Mondi presentano\u00a0 PORCILE prima milanese di Pier Paolo Pasolini regia Valerio Binasco scene Lorenzo Banci costumi Sandra Cardini musiche Arturo Annecchino luci Roberto Innocenti personaggi e interpreti: Padre Mauro Malinverno Madre Valentina Banci &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/61984\/teatro\/porcile-pier-paolo-pasolini-teatro-menotti-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">PORCILE di Pier Paolo Pasolini TEATRO MENOTTI Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":61985,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[17,17321,7382],"class_list":["post-61984","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-teatro","tag-milano","tag-porcile","tag-teatro-menotti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61984","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61984"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61984\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61986,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61984\/revisions\/61986"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61985"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}