
{"id":61048,"date":"2016-11-28T09:17:56","date_gmt":"2016-11-28T07:17:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=61048"},"modified":"2016-11-28T09:17:56","modified_gmt":"2016-11-28T07:17:56","slug":"danza-dautore-al-teatro-menotti-la-compagnia-artemis-danza-monica-casadei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/61048\/spettacoli\/danza-dautore-al-teatro-menotti-la-compagnia-artemis-danza-monica-casadei.html","title":{"rendered":"DANZA D\u2019AUTORE   al Teatro Menotti  con la Compagnia Artemis Danza di Monica Casadei"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-61050\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Tosca-X-Copia-500x333.jpg\" alt=\"Tosca X - Copia\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Tosca-X-Copia-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Tosca-X-Copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Tosca-X-Copia-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Tosca-X-Copia-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Tosca-X-Copia-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><strong>Dal 28 novembre al 3 dicembre<\/strong><\/p>\n<p><strong>DANZA D\u2019AUTORE<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>al Teatro Menotti <\/strong><\/p>\n<p><strong>con la Compagnia Artemis Danza di Monica Casadei<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto triennale del Teatro Menotti dedicato alla danza contemporanea italiana quest\u2019anno punta l\u2019attenzione sul <em>focus<\/em> dedicato alla <strong>Compagnia Artemis Danza<\/strong> di <strong>Monica Casadei<\/strong>, una delle nostre coreografe pi\u00f9 rappresentate all\u2019estero, proprio per la sua originale visione poetica, che intesse la tradizione e il mito con un rivoluzionario utilizzo del linguaggio del corpo e della musica. La compagnia, che vanta co-produzioni e partecipazioni con le maggiori istituzioni nazionali ed internazionali, presenta per la prima volta a Milano due appuntamenti, <strong><em>Traviata<\/em><\/strong> (dal 28 al 30 novembre), primo capitolo del progetto di <strong>Monica Casadei<\/strong> dedicato a Giuseppe Verdi<strong><em>, <\/em><\/strong>traduce nel linguaggio della danza il melodramma pi\u00f9 celebre del grande maestro di Busseto, e <strong><em>Tosca X<\/em><\/strong> (dall\u20191 al 3 dicembre), in cui la coreografa esplora l\u2019universo pucciniano, interpretando la celeberrima opera lirica con segno impetuoso ed empatia intellettuale.<\/p>\n<p>28 | 30 novembre<\/p>\n<p><strong>Compagnia Artemis Danza<\/strong>\/<strong>Monica Casadei\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Fondazione Teatro Comunale di Ferrara<\/strong><\/p>\n<p><em>con il contributo di<\/em> <strong>Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali<\/strong>,<\/p>\n<p><strong>Regione Emilia Romagna<\/strong>&#8211;<strong>Assessorato alla Cultura<\/strong>, <strong>Provincia e Comune di Parma<\/strong><\/p>\n<p>presentano<\/p>\n<p><strong>TRAVIATA<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>prima milanese<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>coreografia, regia, scene, luci e costumi<\/em> Monica Casadei<\/p>\n<p><em>assistente alla coreografia<\/em> Elena Bertuzzi<\/p>\n<p><em>musiche<\/em> Giuseppe Verdi<\/p>\n<p><em>elaborazione musicale<\/em> Luca Vianini<\/p>\n<p><em>drammaturgia musicale<\/em> Alessandro Taverna<\/p>\n<p><em>debutto<\/em><\/p>\n<p>Danza Contemporanea Festival 2011, Teatro Comunale (Ferrara, 4-5 novembre 2011)<\/p>\n<p><strong><em>Traviata<\/em><\/strong> \u00e8 il primo capitolo di un coraggioso progetto firmato da <em>Monica Casadei<\/em>, eclettica coreografa emiliana formatasi fra Italia, Inghilterra, Francia e vari soggiorni in Oriente, dedicato al celebre Maestro <em>Giuseppe Verdi<\/em>, che si propone di tradurre nel linguaggio della danza i melodrammi pi\u00f9 celebri del pi\u00f9 amato compositore italiano.<\/p>\n<p><em>Violetta contro tutti. Violetta in bianco, speranza di purezza, Violetta in rosso, perch\u00e9 le sanguina il cuore. Un cuore che forse sarebbe stato meglio non fosse mai battuto. Meno dolore, meno contrasto. Violetta, una storia in cui scorre il senso della fine ad ogni alzar di calice. Nulla si risolve. \u00c8 tardi. \u00c8 tardi. Dietro i valzer, il male che attende. Dietro le feste e la forma, il marciume di una societ\u00e0 in vendita, vuota, scintillante. Addio, del passato bei sogni ridenti. Perch\u00e9 non si \u00e8 pura siccome un angelo. Questa donna conoscete? Amami, Alfredo\u2026<\/em><\/p>\n<p>Aver conversato con Monica Casadei sul debutto di <em>Traviata<\/em>, ci ha catapultati all\u2019interno di un viaggio coreografico in cui la danza e l\u2019opera duettano dando corpo a un fluire di immagini sbrigliato da qualsiasi volont\u00e0 di aderenza didascalica, eppure legato a doppio filo al dramma di Violetta. Viaggio in cui vibra il sentimento amoroso di chi spera, legato tragicamente alla sensazione di sapere che tutto finisce, mentre si consuma il conflitto tra singolo e societ\u00e0, pubblica facciata e privato sentire.<\/p>\n<p>[\u2026] Un <em>corpo a corpo<\/em>, nato dal fatto di misurarsi con una musica che non possiamo pensare slegata dalle scene, complice un artista, Verdi, drammaturgo ancor prima che compositore. Per <em>Traviata<\/em>, quell\u2019<em>Amami, Alfredo<\/em>, quel <em>libiam ne\u2019 lieti calici<\/em>, quel <em>croce e delizia<\/em>, quel <em>s\u00ec, piangi, quell\u2019\u00e8 tardi<\/em>, qualunque sia la taratura della passione per il bel canto di chi legge, sono parole che si legano nella memoria a voci, ad arie, musiche, storie, teatri, a partire dalle pagine del libro, fonte dell\u2019opera verdiana. Alfredo e Violetta si mischiano nella mente con Marguerite e Armand, i protagonisti dello struggente romanzo <em>La Dame aux cam\u00e9lias<\/em> di Alexandre Dumas figlio, 1848, una storia, scriveva il suo autore, che ha un solo merito: <em>quello di essere vera<\/em>. Perch\u00e9 \u00e8 la societ\u00e0 reale con il suo conformismo di copertura che pulsa nelle pagine di Dumas e in Marguerite, nome di fantasia, sotto cui si nascondeva quella Marie Duplessis, morta di tisi, sepolta a Montmartre e amata dal giovane scrittore.<\/p>\n<p>Romanzo che diventa prima dramma teatrale, poi opera lirica, poi balletto. Da Eleonora Duse a Sarah Bernhardt, da Maria Callas a Alessandra Ferri, Marie\/Marguerite\/Violetta con la voce, il canto o l\u2019emozione del corpo che danza ha fatto piangere intere generazioni.<\/p>\n<p>Ma quale Traviata <em>vedremo<\/em>?<\/p>\n<p>Una <em>Traviata<\/em> letta dal punto di vista di Violetta. Violetta, appunto, contro tutti. Violetta al centro di una societ\u00e0 maschilista espressa da un coro in nero. Violetta moltiplicata in tanti elementi femminili, in tanti spaccati di cuore. Violetta disprezzata, che anela, pur malata, pur cortigiana, a qualcosa di puro. Violetta contro cui si scagliano le regole borghesi espresse dal padre di Alfredo, Giorgio Germont, emblema di una societ\u00e0 dalla morale malsana. Una societ\u00e0 in cui per certi versi si rispecchia a distanza anche la nostra.<\/p>\n<p>Ed ecco Violetta in mezzo a altre Violette, gonna bianca, gonna della festa, gonna del <em>libiam<\/em>, ma anche del dolore, di un assolo danzato di schiena, in cui assolo significa solitudine, viaggio verso la morte, cammino verso il proprio funerale: e intanto ascoltiamo l\u2019addio, del passato.<\/p>\n<p><em>Traviata<\/em> ha significato per <em>Monica Casadei<\/em> e i suoi collaboratori, da <em>Alessandro Taverna<\/em>, autore della drammaturgia musicale, a <em>Luca Vianini<\/em>, che ha curato l\u2019elaborazione musicale, entrare nel dramma di Violetta, di questa donna a cui \u00e8 negata la speranza di un sentimento d\u2019amore. Perch\u00e9, se come prostituta felice del suo ruolo poteva essere integrata nascostamente dalla societ\u00e0, da cortigiana animata dal desiderio di uscire dal suo destino, non poteva che essere punita dalla malattia, dalla morte, dal disprezzo. Uccisa dall\u2019ipocrisia del coro.<\/p>\n<p>Alfredo perci\u00f2 \u00e8 nello spettacolo soprattutto un uomo di poco spessore, schiacciato dalle azioni del padre. Appartiene anch\u2019egli al coro. Viene evocato pi\u00f9 per la scena della festa da Flora, che per le sue dichiarazioni d\u2019amore. Ancora il disprezzo, ancora lo scontro con la societ\u00e0 delle apparenze: <em>qui testimon vi chiamo\/ che qui pagata io l\u2019ho<\/em>.<\/p>\n<p>E allora ecco perch\u00e9 quell\u2019 <em>\u00c8 tardi<\/em> diventa la chiave di <em>Traviata<\/em> della <em>compagnia Artemis<\/em>. Due parole che risuonano come una campana a morte. Perch\u00e9 nulla pu\u00f2 essere recuperato. Perch\u00e9 Violetta, in abito rosso, danza e il suo cuore non pu\u00f2 che grondare sangue, sangue che \u00e8 la tisi, ma che \u00e8 anche segno di una ferita interiore da cui non c\u2019\u00e8 che scampo. La societ\u00e0 che tutto vede e controlla vuole il suo sacrificio. <em>S\u00ec, piangi, o misera<\/em>.<\/p>\n<p>Come finire dunque? Come terminare questa visione in bianco e nero, sporcata dal rosso e dal dolore? Che sia con <em>Amami, Alfredo<\/em>, che ascolteremo in un mix di tante edizioni celebri, un\u2019invocazione che \u00e8 un grido di morte. Perch\u00e9 se nell\u2019opera ascoltiamo <em>Amami, Alfredo<\/em> dopo l\u2019incontro decisivo tra Violetta e il padre di Alfredo, nello spettacolo quest\u2019invocazione \u00e8 spostata al finale. Un urlo di disperazione, un grido di solitudine, in una Traviata molto femminile nella quale la partita non si gioca sulla decorazione, ma sull\u2019esplodere di un\u2019energia fisica di dolore, specchio dell\u2019anima.<\/p>\n<p>(<em>Un cuore che gronda- Appunti da una conversazione con Monica Casadei intorno a Corpo a Corpo Traviata<\/em><\/p>\n<p>di Francesca Pedroni)<\/p>\n<p>1 | 3 dicembre<\/p>\n<p><strong>Compagnia Artemis Danza<\/strong>\/<strong>Monica Casadei<\/strong><\/p>\n<p><em>coproduzione<\/em> <strong>Lugo Opera Festival<\/strong>, <strong>Festival La Versiliana<\/strong><\/p>\n<p><em>in collaborazione con<\/em><\/p>\n<p><strong>Teatro Comunale di Bologna<\/strong>,<strong> AMAT<\/strong>\u00a0<strong>&amp;<\/strong>\u00a0<strong>Teatro dell\u2019Aquila\/Comune di Fermo<\/strong><\/p>\n<p><em>con il contributo di<\/em> <strong>Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali, <\/strong><\/p>\n<p><strong>Regione Emilia Romagna-Assessorato alla Cultura<\/strong>,<strong> Provincia di Parma<\/strong><\/p>\n<p>presenta<\/p>\n<p><strong>TOSCA X\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong><u>prima milanese<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>coreografia, regia, luci, scene e costumi<\/em> Monica Casadei<\/p>\n<p><em>musica<\/em> Giacomo Puccini<\/p>\n<p><em>elaborazione musicale<\/em> Luca Vianini<\/p>\n<p><em>assistente alle coreografie<\/em> Camilla Negri<\/p>\n<p><em>debutto<\/em> 15 aprile 2015, Teatro Regio di Parma<\/p>\n<p>Con <strong><em>Tosca X<\/em><\/strong> <em>Monica Casadei<\/em> esplora l\u2019universo pucciniano interpretando la celeberrima opera lirica con segno impetuoso ed empatia intellettuale. Anche questo titolo prosegue il percorso di indagine che da diverse stagioni appassiona la coreografa: la relazione tra il gesto coreografico e la parola drammaturgica, foriera di una cifra stilistica in s\u00e9 gi\u00e0 eloquente. Un nesso, quello tra fisicit\u00e0 e drammaturgia, particolarmente evidente nell\u2019opera pi\u00f9 drammatica di <em>Giacomo Puccini<\/em>, che concentra le tensioni e le sfide tra opposti nel secondo atto, il pi\u00f9 ricco di colpi di scena, capaci ancora di tenere lo spettatore in costante apprensione. Sono proprio le accentazioni del secondo atto, che resta il nucleo della pi\u00e8ce, ad interessare <em>Monica Casadei<\/em>, per il c\u00f4t\u00e9 musicale quanto per il fiume di dramma e sadismo che ne scaturisce. L\u2019elaborazione della partitura originale con l\u2019inserimento di tracce contemporanee e soprattutto con la reiterazione di parole significanti del libretto origina una vera e propria drammaturgia musicale. Su questo appassionante tappeto sonoro si impongono con forza i protagonisti, Tosca, Scarpia, che per la prima volta in <em>Monica Casadei<\/em> sono identificati come personaggi riconoscibili. Dominante la figura del barone Scarpia, avido di potere e di brama di possesso, cos\u00ec crudelmente giganteggiante da far pensare a molti che sia lui, piuttosto che Tosca, il vero protagonista dell\u2019opera. Proprio in questo contrasto di personalit\u00e0, che nell\u2019opera si affrontano musicalmente e drammaturgicamente nel secondo atto, si rintraccia l\u2019intuizione artistica della Tosca coreografica per <em>Artemis Danza<\/em>, creativamente radicata e artisticamente sviluppata sul contrasto tra estremi. Coreografie energiche e fulminee, toniche e nervose corrispondono all\u2019azione drammatica concitata e al ritmo musicale impetuoso, quasi da inseguimento, se non addirittura da thriller, della pi\u00e8ce. Una danza corale, gonfia di impulsi e passioni, istintiva e a tratti selvaggia, che fa un uso vorticoso dello spazio e appare, anche simbolicamente, come visivamente piena: tra le altre anime nere vi si riconosce Scarpia, spietato per sguardi, atteggiamenti, postura. La contrapposizione \u00e8 con assoli rarefatti e delicati, puri e sensibili, per corpi fragili e indifesi dai quali scaturisce una danza dell\u2019anima che ha invece il vuoto come metafora e la disarmata Tosca a resistere nel mezzo. Al genere <em>maschile<\/em> delle coreografie di gruppo e a quello invece <em>femminile<\/em> degli assoli in esse racchiusi, prestano corpi e anime gli interpreti della <em>Compagnia Artemis Danza<\/em>. Da sempre riconoscibili per la muscolare virilit\u00e0 dei danzatori e la fierezza da amazzoni delle danzatrici, ma se ancora una volta \u00e8 l\u2019impulso maschile a prevalere, al segno femminile sono riservati spazi preziosi. Interpreti generosi, capaci di darsi senza riserve, che adombrano i tormentati rapporti tra Puccini e le donne della sua vita. Il lavoro sullo spazio, che con l\u2019ampliamento della compagnia permette all\u2019autrice di allargare la propria attenzione dall\u2019interprete al <em>corpo di ballo<\/em>, dal suo personalissimo teatro-danza a complesse architetture di corpi, trova corrispondenze negli intenti scenografici di questa Tosca. <em>Monica Casadei<\/em> li pensa, come la coreografia, di segni estremi: pieni e vuoti, sontuosit\u00e0 ed essenzialit\u00e0, e si affida alla creativit\u00e0 degli artisti che da tempo seguono il suo lavoro. La legge dei contrasti \u00e8 applicata anche alla scelta dei costumi, con la nudit\u00e0 pudica che ancor pi\u00f9 si nota tra gli abbigliamenti aggressivi e imperiosi, simboli del male gratuito e dell\u2019abuso di potere, messi in atto su una scena scarna e algida ma torbida, tristemente simile a una camera di torture. Un altro modo per mantenere viva, anche in questa Tosca, la tensione febbrile e l\u2019energia divorante che identificano l\u2019arte di <em>Monica Casadei<\/em>.<\/p>\n<p><strong>IL TERRITORIO IN SCENA<\/strong>: <em>Le Anime di Artemis<\/em><\/p>\n<p>Gli spettacoli di <em>Artemis<\/em> viaggiano in vari Teatri in Italia e all\u2019estero, ogni coreografia studiata e provata con i danzatori della Compagnia si apre al territorio che la accoglie, attraverso il progetto <em>Anime di Artemis<\/em> incontrando allievi, danzatori, attori che entrano come parte viva e attiva nello spettacolo. Sono laboratori gratuiti dedicati a far conoscere l\u2019identit\u00e0 coreografica di <em>Monica Casadei<\/em> e di <em>Artemis<\/em> nei quali si apprende, si danza e si sviluppa la conoscenza necessaria per partecipare allo spettacolo attraverso inserimenti coreografici appositamente valutati e preparati.<\/p>\n<p>Il cuore delle <em>Anime di Artemis<\/em> risiede nella curiosit\u00e0 e nella pratica dell\u2019incontro come spazio di crescita reciproca, tra la Compagnia, le sue creazioni e gli allievi che di volta in volta hanno la possibilit\u00e0 di fare un\u2018incursione guidata in uno degli spettacoli di <em>Artemis<\/em>.<\/p>\n<p><strong>MONICA CASADEI<\/strong><\/p>\n<p>Di origine ferrarese e laureata in Filosofia con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi al The Place di Londra, infine a Parigi dove si trasferisce sul finire degli anni \u201880. Qui, decisivi nel suo percorso formativo, i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz e le contaminazioni derivate dalla pratica delle arti marziali: frequenta a Parigi l\u2019Acad\u00e9mie des Arts Martiaux et Arts Contemporaines diretta dal maestro Andr\u00e9 Cognard Hanshi So shihan, consegue il grado di 2\u00b0 dan di Aikido e il diploma di insegnamento di Aikishintaiso all\u2019Acad\u00e9mie Autonome d&#8217;Aikido Kobayashi Hirokazu. Nel 1994 fonda in Francia la <em>Compagnia Artemis Danza<\/em>, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 e dal 1998 al 2007 \u00e8 in residenza al Teatro Due-Teatro Stabile di Parma e Reggio Emilia.\u00a0Da maggio 2014 Artemis Danza \u00e8 in residenza artistica presso il Teatro Comunale di Bologna. Ad oggi Monica Casadei ha realizzato oltre trenta creazioni per la Compagnia, cui si affiancano le coreografie per altre compagnie di danza,\u00a0 spettacoli teatrali e d\u2019opera lirica:\u00a0<em>AIDA<\/em>\u00a0(2014, di Francesco Micheli),\u00a0<em>Traviata<\/em>\u00a0(2012, di Rosetta Cucchi), <em>Fellini&#8217;s Road<\/em> (2006, Compagnia di Hip-Hop, Suresnes), <em>Rock Stars<\/em> (2005, Cie TNT),\u00a0<em>Don Chisciotte<\/em>\u00a0(2002, di Henning Brockhaus),\u00a0<em>Traviata<\/em>\u00a0(2001, di Giuseppe Bertolucci),\u00a0<em>Macbeth<\/em>\u00a0(2001, di Dominique Pitoiset),\u00a0<em>La signora dalle scarpe strette<\/em>\u00a0(2001, di Walter Le Moli),\u00a0<em>Jenufa<\/em>\u00a0(2000, allestimento del Teatro San Carlo di Napoli),\u00a0<em>Alice oltre lo specchio<\/em>\u00a0(1999, di Giorgio Gallione),\u00a0<em>Romeo e Giulietta<\/em>\u00a0(1997, di Walter Le Moli). Monica Casadei \u00e8 inoltre direttrice artistica, dal 2002, della rassegna\u00a0<em>Danza del III Millennio<\/em>\u00a0al Teatro Due di Parma (artisti ospiti Dominique Mercy, Susanne Linke, Josef Nadj, Ismael Ivo, Nigel Charnock, A. Preljocaj, ecc) e al Teatro delle Briciole &#8211; Solares Fondazione delle Arti di Parma; dal 2002 al 2005 del Festival\u00a0<em>Corpi Multipli\u00a0<\/em>al Teatro Rossini di Lugo di Romagna; dal 2002 al 2006 della rassegna\u00a0<em>La Danza Altrove<\/em>\u00a0al Teatro H.O.P. Altrove di Genova. A partire dal 2005 Monica Casadei si dedica intensamente alla realizzazione di Artemis. Incontra Culture Altre (AICA), un progetto di residenze artistiche e tourn\u00e9e della Compagnia all\u2019estero (Brasile, Cuba, Messico, India, Turchia, Vietnam, Corea, Giappone, Indonesia, Singapore, Filippine, Malesia, Russia, Africa, Stati Uniti d&#8217;America, Hong Kong) che ha dato vita non solo a spettacoli, ma anche a laboratori, pubblicazioni, video, reportage e mostre fotografiche. Parallelamente sviluppa un percorso di ricerca legato alla grande tradizione lirica. L&#8217;esordio \u00e8 il\u00a0<em>Progetto Verdi<\/em>\u00a0(2011-2013) in coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara (<em>Traviata<\/em>),\u00a0il Th\u00e9\u00e2tre de Suresnes Jean Vilar di Parigi (<em>Rigoletto<\/em>)\u00a0e il Teatro Comunale di Bologna (<em>La Doppia Notte. Aida e Tristan<\/em>), il quale, in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, commissiona lo spettacolo. Nel 2015 Monica Casadei si \u00e8 ispirata all\u2019universo poetico femminile di Giacomo Puccini e alla figura di Floria Tosca per mettere in scena <em>Tosca X<\/em> che ha debuttato al Teatro Regio di Parma. Anche la nuova creazione 2016 \u00e8 dedicata ad una figura femminile, uno dei personaggi pi\u00f9 carismatici del mondo del melodramma, Carmen, cui si ispira la pi\u00e8ce Carmen K (kimera), nuova commissione del Teatro Comunale di Bologna con l&#8217;Orchestra del Teatro dal vivo. Grazie al personale percorso formativo all\u2019estero ed ai numerosi viaggi e soggiorni di studio, Monica Casadei intrattiene rapporti internazionali che hanno dato vita a prestigiose coproduzioni e debutti. Si ricordano:\u00a0<em>Rep\u00e9rage (<\/em>Lille, 1999<em>), Le Man\u00e8ge-Sc\u00e8ne National (<\/em>Maubeuge, 2000<em>), Festival Montpellier Danse (<\/em>Montpellier, 2000<em>), Festival Chor\u00e8ge (<\/em>Bourges, 2000<em>), Rencontres Chor\u00e9graphiques Internationales de Seine-Saint-Denis (<\/em>Parigi, 2002<em>), DeSingel (<\/em>Antwerpen, 2001<em>), Th\u00e9\u00e2tre Municipale (<\/em>Esch sur Alzette, 2001<em>), Maison de la Culture de Loire-Atlantique (<\/em>Nantes, 2004<em>), Th\u00e9\u00e2tre Saint Michel (<\/em>Bruxelles, 2009<em>), Suresnes cit\u00e9s danse, Th\u00e9\u00e2tre Jean Vilar (<\/em>Suresnes, 2012<em>), Teatro di Wolfsburg<\/em>\u00a0(Germania, 2013), Odin Teatret (Danimarca, 2015). Grazie all\u2019attiva partecipazione a numerose reti internazionali la Compagnia \u00e8 stata ospite di prestigiosi festival e teatri extraeuropei, fra i principali:\u00a0<em>Encuentro Internacional de Danza-Habana Vieja Ciudad en Movimento<\/em>\u00a0(Cuba, 2006);\u00a0<em>Feria Internacional del Libro de Guadalajara<\/em>\u00a0(Messico, 2008), <em>SIDance Festival<\/em>\u00a0(Seoul-Corea, 2009),\u00a0<em>XX International Film Festival Message to man <\/em>(San Pietroburgo-Russia, 2011),\u00a0<em>International Jazz Festival<\/em>\u00a0(Harare-Zimbabwe, 2012),\u00a0<em>Festival Cultural International de la Danse Contemporaine<\/em>\u00a0(Algeri-Algeria, 2013),\u00a0<em>Dance For All<\/em>, <em>Artscape Theatre<\/em> (Citt\u00e0 del Capo-Sudafrica, 2014), <em>Y-Theatre<\/em> (Hong Kong, 2015), <em>Ciputra Artpreneur Theatre<\/em> (Jakarta-Indonesia 2015 e 2016).<\/p>\n<p><strong>BIGLIETTERIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>PREZZI<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>intero 26,50 \u20ac (25,00 \u20ac + 1,50 \u20ac prevendita)<\/li>\n<li>ridotto over\/under 14,00 \u20ac (12,50 \u20ac + 1,50 \u20ac prevendita)<\/li>\n<li>ridotto convenzionato aziende, cral etc.16,50 \u20ac (15,00 \u20ac + 1,50 \u20ac prevendita)<\/li>\n<li>ridotto studenti e associazioni 11,50 \u20ac (10,00 \u20ac + 1,50 \u20ac prevendita)<\/li>\n<li>ridotto operatori 6,00 \u20ac (5,00 \u20ac + 1,00 \u20ac prevendita)<\/li>\n<li>ridotto scolastiche mattin\u00e9e 10,00 \u20ac (9,00 \u20ac + 1,00 \u20ac prevendita)<\/li>\n<li>ridotto scolastiche serale 11,50 \u20ac (10,00 \u20ac +1,50 \u20ac prevendita)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>ABBONAMENTI<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>MENOTTI 10 spettacoli\u00a0 \u00a0\u00a0150 \u20ac (abbonamento libero e strettamente personale)<\/li>\n<li>MENOTTI 5 spettacoli \u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a080 \u20ac (abbonamento libero e strettamente personale)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>TEATRO MENOTTI<\/strong><\/p>\n<p>Via Ciro Menotti 11, Milano &#8211; tel. 02 36592544 &#8211; <a href=\"mailto:biglietteria@tieffeteatro.it\">biglietteria@tieffeteatro.it<\/a><\/p>\n<p><strong>ORARI BIGLIETTERIA<\/strong><\/p>\n<p>luned\u00ec e mercoled\u00ec dalle ore 15.00 alle ore 18.00<\/p>\n<p>marted\u00ec, gioved\u00ec, venerd\u00ec\u00a0 dalle ore 15.00 alle ore 19.00<\/p>\n<p>sabato dalle ore 15.30 alle ore 19.00<\/p>\n<p>domenica dalle ore 15.00 alle ore 17.00 <strong><u>solo per la vendita della replica pomeridiana<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Acquisti online<\/p>\n<p>con carta di credito su <a href=\"http:\/\/www.teatromenotti.org\/\">www.teatromenotti.org<\/a><\/p>\n<p><strong>ORARI SPETTACOLI<\/strong><\/p>\n<p>feriali ore 20.30<\/p>\n<p>domenica ore 16.30<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 28 novembre al 3 dicembre DANZA D\u2019AUTORE\u00a0 al Teatro Menotti con la Compagnia Artemis Danza di Monica Casadei Il progetto triennale del Teatro Menotti dedicato alla danza contemporanea italiana quest\u2019anno punta l\u2019attenzione sul focus dedicato alla Compagnia Artemis Danza di Monica Casadei, una delle nostre coreografe pi\u00f9 rappresentate all\u2019estero, proprio per la sua originale &hellip; 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