
{"id":61008,"date":"2016-11-24T18:46:03","date_gmt":"2016-11-24T16:46:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=61008"},"modified":"2016-11-25T16:33:28","modified_gmt":"2016-11-25T14:33:28","slug":"laverdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/61008\/musica\/laverdi.html","title":{"rendered":"laVerdi Jader Bignamini Dvo\u0159\u00e1k  Smetana"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_61011\" aria-describedby=\"caption-attachment-61011\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-61011\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Maximillian-Hornung2c-violoncello2-289x300.jpg\" alt=\"Maximillian Hornung Photo: Marco Borggreve\" width=\"289\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Maximillian-Hornung2c-violoncello2-289x300.jpg 289w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Maximillian-Hornung2c-violoncello2-768x798.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Maximillian-Hornung2c-violoncello2-385x400.jpg 385w\" sizes=\"auto, (max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-61011\" class=\"wp-caption-text\">Maximillian Hornung<br \/>Photo: Marco Borggreve<\/figcaption><\/figure>\n<p>STAGIONE SINFONICA 2016<\/p>\n<p><strong>Tutto il sapore dell\u2019Est<\/strong><\/p>\n<p>Jader Bignamini torna a dirigere laVerdi<\/p>\n<p>in un programma all\u2019insegna di Dvo\u0159\u00e1k e Smetana<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 24, venerd\u00ec 25 <\/strong>e<strong> domenica 27 novembre<\/strong><\/p>\n<p>Auditorium di Milano, largo Mahler<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi<\/strong><\/p>\n<p>Violoncello<strong> Maximilian Hornung<\/strong><\/p>\n<p>Direttore<strong> Jader Bignamini<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dvo\u0159\u00e1k<\/strong>,<strong> Smetana <\/strong>e il<strong> sapore dell\u2019Est<\/strong>. Un programma immaginifico, di forte impatto emotivo, tutto all\u2019insegna dei due grandi compositori cechi, vedr\u00e0 il ritorno di <strong>Jader Bignamini<\/strong> alla guida de laVerdi, dopo il successo del <em>Requiem<\/em> verdiano.<\/p>\n<p>Triplice appuntamento <strong>gioved\u00ec 24 (ore 20.30)<\/strong>,<strong> venerd\u00ec 25 (ore 20.00) <\/strong>e<strong> domenica 27 novembre (ore 16.00)<\/strong>, all\u2019<strong>Auditorium di Milano<\/strong>, con l\u2019<strong>Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi <\/strong>impegnata nell\u2019esecuzione di <em>Danze Slave<\/em> (op. 46: n. 1\/3\/5\/7; op. 72: n. 2\/7) di Anton\u00edn Dvo\u0159\u00e1k e <em>La Moldava<\/em> di Bed\u0159ich Smetana.<\/p>\n<p>Sul palco di <strong>largo Mahler<\/strong> anche il violoncello solista del tedesco <strong>Maximilian Hornung<\/strong>, protagonista del Concerto per violoncello e orchestra in Si minore di Dvo\u0159\u00e1k, al debutto con laVerdi.<\/p>\n<p>Lasciamo la parola a <strong>Jader Bignamini<\/strong>, che ci introduce all\u2019ascolto:<\/p>\n<p>\u201c<em>Il binomio Dvo\u0159\u00e1k-Smetana ci regala appieno il carattere e il colore\u00a0\u00a0 della musica ceca, espressi compiutamente, quasi fisicamente direi, ne <\/em>La Moldava<em> e nelle <\/em>Danze<em>. Il <\/em>Concerto<em> va pi\u00f9 visto infatti come una sinfonia con il violoncello obbligato, dove la parte dell\u2019orchestra \u00e8 molto pi\u00f9 importante di quella abitualmente sostenuta in un concerto, e diventa dialogante, prima ancora che accompagnatrice; il secondo movimento, in particolare, evidenzia al meglio le caratteristiche baritonali del suono del violoncello.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPer quanto riguarda le <\/em>Danze<em>, Dvo\u0159\u00e1k ne ha composte 16, divise in 2 suite: le prime composizioni che gli hanno dato universale notoriet\u00e0. \u201cInteressante notare che lui le scrisse per pianoforte; fu l\u2019editore a chiedergli di orchestrarle, cosa che gli ha garantito poi l\u2019<\/em>exploit<em>. I temi sono tutti originali, frutto della fantasia e dell\u2019invenzione dell\u2019autore, che tuttavia mantiene costante la struttura delle danze tradizionali slave. La scelta dei brani \u00e8 stata fatta al fine di consentire allo spettatore di cogliere la differenza dell\u2019orchestrazione tra prima e seconda serie: la seconda pi\u00f9 raffinata e pi\u00f9 matura, laddove nella prima si sente il genio inventivo ma non ancora la ricerca raffinata, propria della seconda.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c<\/em>La Moldava<em> \u00e8 pezzo strepitoso: \u00e8 uno dei 6 poemi sinfonici che fa parte de <\/em>La mia Patria<em> di Smetana: musica prettamente descrittiva \u2013 con la descrizione del fiume e della vita lungo il suo corso &#8211; che mantiene sempre questo ritmo incalzante, che non frena mai, cos\u00ec com\u2019\u00e8 il corso dell\u2019acqua, lungo il quale si alternano varie figure, dalla caccia ei balli; sapiente orchestrazione di una impressiva tavolozza dinamica<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(<strong>Biglietti<\/strong>: euro 35,00\/15,00; <strong>Info e prenotazioni<\/strong>: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar\/dom, ore 14.30\/ 19.00. Tel. 02.83389401\/2\/3, <a href=\"http:\/\/www.laverdi.org\/\">www.laverdi.org<\/a>).<strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Programma<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bed\u0159ich Smetana<\/strong> e <strong>Anton\u00edn Dvo\u0159\u00e1k<\/strong> rappresentano i due poli fondamentali della scuola nazionale ceca, tendenza musicale che si diffonde intorno alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Di Smetana viene eseguita La <em>Moldava<\/em>, descrizione musicale del fiume nazionale boemo, che brilla come una gemma nel ciclo di sei poemi sinfonici <em>La mia patria, <\/em>composti tra il 1874 e il 1879. L\u2019influenza di Smetana sui musicisti cechi \u00e8 da subito immensa. Chi meglio la coglie \u00e8 proprio Anton\u00edn Dvo\u0159\u00e1k, che ne fa il filo conduttore, in particolare nella sua produzione sinfonica.<\/p>\n<p>Per dare una base originale, appunto nazional-popolare, al suo linguaggio di matrice romantico-tedesca, Dvo\u0159\u00e1k punta le sue prime carte orchestrali sulle note etniche. La prima serie di <em>Danze slave<\/em> op. 46 nasce nel 1878 ed \u00e8 subito apprezzata da Brahms. Una seconda serie di <em>Danze slave<\/em> op. 72 \u00e8 datata 1886 e irrobustisce un linguaggio messo a punto nelle sinfonie maggiori. Il <em>Concerto per violoncello<\/em> risale invece all\u2019ultimo periodo del suo soggiorno americano. L\u2019impianto del <em>Concerto<\/em> \u00e8 \u201cclassico\u201d, ma \u00e8 rivissuto da Dvo\u0159\u00e1k attraverso la sua sensibilit\u00e0 slava e il ricordo della propria terra che il soggiorno americano aveva acuito, grazie anche alla frequentazione di comunit\u00e0 di emigrati boemi presenti in alcuni stati americani.<\/p>\n<p><strong>Biografie<\/strong><\/p>\n<p><strong>Jader Bignamini<\/strong>, <em>direttore<\/em>. Scelto nel 1998 da Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell\u2019Orchestra Sinfonica\u00a0di Milano Giuseppe Verdi,\u00a0inizia il suo percorso all\u2019interno dell\u2019Istituzione che lo vedr\u00e0 passare dalle file dell\u2019orchestra al podio, fino ad essere nominato nel 2010 Direttore Assistente e dal 2012 Direttore Associato.\u00a0Nato a Crema, dopo gli studi al Conservatorio di Piacenza inizia giovanissimo a collaborare, anche come solista, con diverse orchestre e avvia contemporaneamente l\u2019attivit\u00e0 di direttore con gruppi da camera, orchestre sinfoniche e di enti lirici.\u00a0Nell\u2019autunno 2012 partecipa per il secondo anno consecutivo al Festival MiTo con la\u00a0<em>Messe Solennelle<\/em>\u00a0di Berlioz. Prosegue inoltre la sua intensa collaborazione con laVerdi dove dirige, oltre a quello inaugurale, svariati concerti con programmi lirici e sinfonici (Brahms, Cajkovskij, Glinka, Musorgskij, Prokofiev, Ravel, Respighi, Rimsky-Korsakov, Paganini, Piazzolla, Stravinskij, Vivaldi), sia a Milano che nella tourn\u00e9e in Russia (Cajkovskij Hall a Mosca e Glinka Philarmonic Hall a San Pietroburgo), collaborando con solisti quali Karen Gomyo, Francesca Dego, Natasha Korsakova, Kolya Blacher e Lylia Zilberstein.\u00a0Seguono i debutti sinfonici in Giappone alla Biwako Hall di Otsu, in Brasile al Teatro Municipal di Sao Paulo, a Palermo con l\u2019Orchestra Sinfonica Siciliana e a Firenze col Maggio Musicale.\u00a0Inaugura poi il XXXIX Festival della Valle d\u2019Itria con\u00a0<em>Crispino e la Comare<\/em>, la XX Stagione Sinfonica de\u00a0laVerdi con un programma verdiano e il Festival Verdi 2013 a Parma con\u00a0<em>Simon Boccanegra<\/em>, a seguito del quale gli viene offerto dal Teatro Regio un invito triennale per il Festival.<\/p>\n<p>Tra gli impegni recenti, oltre ai numerosi appuntamenti sinfonici con\u00a0laVerdi, tra i quali il verdiano\u00a0<em>Requiem<\/em>, ricordiamo i\u00a0<em>Carmina Burana<\/em>\u00a0con la Filarmonica del Comunale di Bologna,\u00a0<em>La boh\u00e8me<\/em>\u00a0al Municipal di Sao Paulo e al Teatro la Fenice di Venezia, <em>L\u2019elisir d\u2019amore<\/em>\u00a0ad Ancona,\u00a0<em>Tosca<\/em>\u00a0al Comunale di Bologna,\u00a0<em>La forza del destino<\/em>\u00a0al Festival Verdi di Parma e <em>La boh\u00e8me<\/em> al Filarmonico di Verona.<\/p>\n<p>Il 2015 lo ha visto protagonista di felici debutti come\u00a0<em>Cavalleria rusticana<\/em>\u00a0e\u00a0<em>L\u2019amor brujo<\/em>\u00a0al Teatro Filarmonico di Verona,\u00a0<em>Aida<\/em>\u00a0al Teatro dell&#8217;Opera di Roma,\u00a0<em>Madama Butterfly<\/em>\u00a0al Teatro la Fenice di Venezia oltre\u00a0al debutto americano con <em>Rigoletto<\/em>\u00a0al Festival di\u00a0Santa Fe in New Mexico, dove torner\u00e0 nel 2018 per una nuova produzione di <em>Madama Butterfly<\/em>.<\/p>\n<p>Reduce del successo americano ha quindi diretto un concerto al Teatro alla Scala di Milano con laVerdi per poi inaugurare anche la stagione autunnale all\u2019 Auditorium di Milano con una serie di concerti sinfonici, la <em>Messa da Requiem<\/em> di Giuseppe Verdi e un gala lirico sinfonico al Musikverein di Graz con il soprano Anna Netrebko.<\/p>\n<p>Il 2016\u00a0l&#8217;ha gi\u00e0 visto protagonista a Francoforte per<em>\u00a0Oberto, conte di San Bonifacio<\/em>, in tourn\u00e9e in Korea e Giappone per una serie di concerti con Anna Netrebko, a Tokyo con per una produzione di\u00a0<em>Andrea Chenier<\/em>\u00a0e al Teatro dell&#8217;Opera di\u00a0Roma con un nuovo allestimento di\u00a0<em>Traviata<\/em>\u00a0con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino.<\/p>\n<p>I debutti del 2016: all&#8217;Arena di Verona per la produzione di <em>Traviata<\/em> nel cartellone estivo, al Rossini Opera Festival con <em>Ciro in Babilonia<\/em>\u00a0per la regia di Davide Livermore, a Palermo con\u00a0<em>Madama Butterfly<\/em>\u00a0e al Bolshoi a Mosca con\u00a0<em>Manon Lescaut\u00a0<\/em>di Puccini con Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, oltre a Colonia e Amburgo per concerti.<\/p>\n<p>Nel 2017 debutter\u00e0 poi\u00a0ne <em>Il<\/em> t<em>rovatore<\/em>\u00a0al Teatro dell&#8217;Opera di Roma e Francoforte e, sempre nel 2017, \u00e8 atteso al Metropolitan di New York.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Maximilian Hornung<\/strong>,<em> violoncello. <\/em>\u00a0Musicalit\u00e0 penetrante, esatta percezione dello stile, sorprendente maturit\u00e0 interpretativa: queste le qualit\u00e0 che il giovane violoncellista Maximilian Hornung, vincitore nel 2005 del German Music Council\u2019s Competition, sta portando come un fulmine sulla scena internazionale. Nel 2011 il suo primo cd edito dalla Sony \u00e8 premiato con l\u2019ECHO Klassik come miglior giovane interprete e l\u2019anno successivo la sua registrazione del concerto di Dvorak con la Bamberg Symphony e la direzione di Sebastian Tewinkel riceve un secondo ECHO Klassik come miglior registrazione di un\u2019opera per violoncello e orchestra. Nell\u2019Agosto del 2014 l\u2019artista ha debuttato al Festival di Salisburgo con la Philarmonia Orchestra e la direzione di Esa- Pekka Salonen e realizzato due cd, uno dedicato a Richard Strauss con la Bavarian Radio Symphony Orchestra e Bernard Haiting e il secondo con i concerti per violoncello di Haydn e il direttore Antonello Manacorda per Sony Classical.<\/p>\n<p>\u00c8 ospite abituale di rinomate orchestre quali la Tonhalle di Zurigo, la Filarmonica Ceca, la Sinfonica di Vienna, la Bavarian Radio Symphony Orchestra e la Bamberg Symphony, con la direzione di direttori quali Daniel Harding, Ji\u0159\u00ed B\u011blohl\u00e1vek, Heinrich Schiff, Yakov Kreizberg, Krzysztof Urb\u00e1nski, Robin Ticciati, Bernard Haitink, Manfred Honeck, Semyon Bychko. \u00a0\u00a0Molti Festival lo hanno avuto come ospite: Schleswig-Holstein, Mecklenburg-Vorpommern, Rheingau, Lucerna, Verbier, Ravinia, Hong Kong; di grande pregio le sale dove si \u00e8 esibito: Filarmonica di Berlino, di Colonia e Essen, Konzerthaus di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam e\u00a0 Wigmore Hall di Londra. Nel corso della stagione 2015\/16 ha interpretato il Doppio concerto di Brahms con la violinista Anne-Sophie Mutter e la Bavarian Radio Symphony diretto da Mariss Jansons, con Lisa Batiashvili e la London Philarmonic e la direzione di Yannick N\u00e9z\u00e9t- S\u00e9guin. Ha collaborato anche con il Quartetto Arcanto a Monaco.<\/p>\n<p>Gli appuntamenti pi\u00f9 significati della stagione 2016\/17 lo vedranno ospite della Pittsburgh Symphony Orchestra assieme al direttore David Zinman, dell\u2019Orchestra Verdi di Milano con Jader Bignamini, della NDR Radiophilarmonie di Hannover e Andrew Manze nel doppio concerto di Brahms con la violinista Antje Weithaas e con l\u2019Orchestra della Svizzera Italiana e Nicholas Collon. L\u2019interprete sar\u00e0 artista in residenza della Neubrandenburg Philarmonic.<\/p>\n<p>Maximilian Hornung \u00e8 nato ad Augsburg nel 1986, iniziando lo studio del violoncello a otto anni e perfezionandolo in momenti successivi con Eldar Issakadze, Thomas Grossenbacher e David Geringas. Come violoncellista del Trio Tecchler, nel quale ha suonato fino al 2011, ha vinto il primo premio al Concorso ARD nel 2007. All\u2019et\u00e0 di soli 23 anni ha ricoperto il ruolo di primo violoncello della Bavarian Radio Symphony Orchestra, conservandolo fino al 2013. Dal 2010 ha un esclusivo contratto con Sony Classical, ma ha inciso anche con le etichette Genuin, Bridge Records, CC ClassicClips e CPO. L\u2019interprete gode del sostegno della Fondazione Anne-Sophie Mutter e del Borletti-Buitoni Trust di Londra.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; STAGIONE SINFONICA 2016 Tutto il sapore dell\u2019Est Jader Bignamini torna a dirigere laVerdi in un programma all\u2019insegna di Dvo\u0159\u00e1k e Smetana Gioved\u00ec 24, venerd\u00ec 25 e domenica 27 novembre Auditorium di Milano, largo Mahler\u00a0 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Maximilian Hornung Direttore Jader Bignamini Dvo\u0159\u00e1k, Smetana e il sapore dell\u2019Est. 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