
{"id":60993,"date":"2016-11-25T02:14:05","date_gmt":"2016-11-25T00:14:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=60993"},"modified":"2016-11-25T02:22:21","modified_gmt":"2016-11-25T00:22:21","slug":"bellotto-canaletto-gallerie-ditalia-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/60993\/arte\/bellotto-canaletto-gallerie-ditalia-milano.html","title":{"rendered":"Bellotto e Canaletto Gallerie d\u2019Italia Milano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60995\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/2016_11_24_GdI_BellottoCanaletto_Preview6-300x200.jpg\" alt=\"2016_11_24_GdI_BellottoCanaletto_Preview6\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/2016_11_24_GdI_BellottoCanaletto_Preview6-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/2016_11_24_GdI_BellottoCanaletto_Preview6-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/2016_11_24_GdI_BellottoCanaletto_Preview6-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/2016_11_24_GdI_BellottoCanaletto_Preview6-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/2016_11_24_GdI_BellottoCanaletto_Preview6-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/2016_11_24_GdI_BellottoCanaletto_Preview6.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60996\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Bellotto_01-300x197.jpg\" alt=\"Bellotto_01\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Bellotto_01-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Bellotto_01-768x504.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Bellotto_01-500x328.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60997\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Canaletto_01-300x178.jpg\" alt=\"Canaletto_01\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Canaletto_01-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Canaletto_01-768x457.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/Canaletto_01-500x297.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Gallerie d\u2019Italia \u2013 Piazza Scala Sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano<\/p>\n<p>25 novembre 2016 \u2013 5 marzo 2017<\/p>\n<p>Mostra a cura di Bo\u017cena Anna Kowalczyk<\/p>\n<p>Le Gallerie d\u2019Italia di Intesa Sanpaolo presentano nella sede museale di Piazza Scala la grande mostra Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce, il primo progetto espositivo che Milano dedica al genio pittorico e all\u2019intelligenza creativa di due artisti di spicco del Settecento europeo: Antonio Canal, detto \u201cil Canaletto\u201d (Venezia 1697-1768) e suo nipote Bernardo Bellotto (Venezia 1722-Varsavia 1780).<\/p>\n<p>La mostra, aperta al pubblico dal 25 novembre al 5 marzo 2017, \u00e8 organizzata da Intesa Sanpaolo con la curatela di Bo\u017cena Anna Kowalczyk e il coordinamento di Gianfranco Brunelli in partnership con alcuni tra i pi\u00f9 importanti musei europei che conservano le opere dei due artisti: la Gem\u00e4ldegalerie Alte Meister di Dresda, lo Zamek Kr\u00f2lewski (Castello Reale) di Varsavia nonch\u00e9 il Castello Sforzesco di Milano.<\/p>\n<p>Patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo e dal Comune di Milano, l\u2019esposizione si avvale della collaborazione di prestigiose istituzioni private e musei pubblici nazionali e internazionali, tra cui la Pinacoteca di Brera, il Museo di Capodimonte, il Museo Correr di Venezia, The Royal Collection, capofila tra i prestatori inglesi da cui arrivano opere mai esposte prima in Italia, il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid, l\u2019Hermitage di San Pietroburgo, The Metropolitan Museum of Art di New York, The J. Paul Getty Museum di Los Angeles, The National Gallery of Victoria di Melbourne.<\/p>\n<p>Con 100 opere, tra dipinti (72 in tutto, di cui 10 di Canaletto e 62 di Bellotto), 14 disegni (2 di Canaletto e 12 Bellotto) e 14 incisioni (2 di Canaletto, 9 di Bellotto e 3 di Fabio Berardi), il percorso espositivo intende illustrare uno dei pi\u00f9 affascinanti episodi della pittura europea, il vedutismo veneziano, attraverso l\u2019opera dei due artisti che, legati da vincolo di parentela, seppero trasformare questo peculiare\u00a0genere nella corrente d\u2019avanguardia che tanto caratterizz\u00f2 il Settecento. Bellotto e Canaletto, pittori dotati di un talento che supera di molto quello dei vedutisti che li hanno preceduti, portano questo genere artistico al massimo livello.<\/p>\n<p>Molte le ragioni che rendono imperdibile questa mostra. \u00c8 un\u2019occasione unica per poter ammirare raccolti uno accanto all\u2019altro tanti capolavori di Bellotto, altrimenti conservati in istituzioni e dimore private distribuite in tre continenti. Un terzo delle opere, in particolare degli esordi del pi\u00f9 giovane vedutista, \u00e8 esposto in Italia per la prima volta.<\/p>\n<p>Soprattutto la mostra \u00e8 stata l\u2019occasione per puntualizzare la complessa vicenda attributiva dei due pittori che ha appassionato gli studiosi di arte veneta negli ultimi decenni, con vari ritrovamenti eccezionali ricondotti alla mano di Bellotto e mai esposti al pubblico. Il molo verso ovest con la colonna di San Teodoro, acquistato a Londra lo scorso 15 ottobre da un collezionista spagnolo, \u00e8 messo a confronto per la prima volta con l\u2019omonima opera di Canaletto proveniente dalla Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano. Altro capolavoro recentemente ri-attribuito a Bellotto \u00e8 ll Canal Grande verso est dal Palazzo Loredan Cini nel Campo San Vio, acquistato tantissimi anni fa come Canaletto dall\u2019allora proprietario. Da citare anche La Piazza San Marco del Cleveland Museum of Art e il suo pendant Il Canal Grande con Santa Maria della Salute dal Campo Santa Maria del Giglio del Paul Getty Museum di Los Angeles. Considerati due Canaletto per secoli, sono stati esposti nella stessa casa inglese e venduti all\u2019asta nel 1961. Molti studiosi si sono appassionati alla vicenda attributiva dei due capolavori e ora \u00e8 assodato che le due opere siano di Bellotto. Nella mostra sono esposti nella stessa sala con due Canaletto, mettendo cos\u00ec in evidenza le differenze di tecnica e di stile dei due artisti.<\/p>\n<p>Fra le opere mai esposte in Italia, da segnalare la prima delle tre versioni della Fantasia architettonica con autoritratto di Bellotto, venduto pochi mesi fa da un noto antiquario newyorchese all\u2019Agnes Etherington Art Centre Queen\u2019s University.<\/p>\n<p>Notevoli due incisioni di Canaletto entrambe provenienti dall\u2019Istituto Centrale per la Grafica: Il carro che passa sul ponte, un raro primo stato di cui si conosce solo quello conservato nelle collezioni reali britanniche, e Il portico con la lanterna del quale sono noti solo altri tre esemplari.<\/p>\n<p>Se in passato Canaletto e Bellotto sono stati riconosciuti come i precursori della fotografia, questa mostra invece evidenzia la loro affinit\u00e0 con la cinematografia: l\u2019uso combinato di schizzi a mano e disegni preparatori, tracciati utilizzando la camera oscura, anticipano lo sviluppo del fotogramma.<\/p>\n<p>Molte le differenze fra i due artisti, che oggi dialogano in un percorso di mostra articolato in dieci sezioni e caratterizzato da un\u2019impostazione non cronologica bens\u00ec tematica con l\u2019obiettivo di mettere in rilievo gli interessi pi\u00f9 importanti di Bellotto a confronto con quelli di Canaletto. Mentre quest\u2019ultimo si impose sul teatro europeo grazie ai particolari procedimenti compositivi risultato del razionalismo di matrice illuminista e delle pi\u00f9 moderne ricerche sull\u2019ottica (\u00e8 in mostra anche la \u201ccamera ottica\u201d che egli mise a punto e utilizz\u00f2 per le sue creazioni), Bellotto ne comprese i segreti della tecnica per poi sviluppare secondo una personale chiave interpretativa il proprio originale contributo. Il nipote si distingue infatti dallo zio per molti aspetti: agli inizi lo segue per poi trovare un suo modo di vedere la realt\u00e0. Pur mantenendosi negli schemi compositivi canalettiani, modifica la luce, cambia tecnica, risultando cos\u00ec pi\u00f9 incisivo: vede le ombre pi\u00f9 profonde, la luce pi\u00f9 argentata, dedica maggior attenzione al particolare e al quotidiano.<\/p>\n<p>Nell\u2019atelier di Canaletto il lavoro era basato sull\u2019organizzazione delle riprese e degli schizzi in vista delle repliche e delle ripetizioni delle scene rappresentate. Bellotto, ai suoi esordi, pur riprendendo allo stesso modo dello zio, non copia le composizioni, bens\u00ec parte dagli schizzi documentali giungendo a un risultato sempre diverso, seppur simile a quello di Canaletto.<\/p>\n<p>Il confronto tra le loro soluzioni pittoriche offre l\u2019occasione per cogliere un eloquente panorama sulla colta Europa del tempo e sulla sua classe dirigente, che fece a gara per commissionare i dipinti ai due grandi\u00a0veneziani: il viaggio artistico parte da Venezia per toccare Roma, Firenze, Verona, Torino, Milano e il suo territorio, con Vaprio e Gazzada \u2013 dove Bellotto mette a frutto l\u2019insegnamento di Canaletto nelle sue vedute e paesaggi di stupefacente modernit\u00e0 \u2013 e prosegue quindi alla volta dell\u2019Europa, con i ritratti di Londra, Dresda, Varsavia o Wilan\u00f2w, fino a raggiungere luoghi fantastici e immaginari, immortalati nei memorabili \u201ccapricci\u201d.<\/p>\n<p>Proprio a Milano Bellotto sa conquistare quel collezionismo illuminato milanese da cui venne accolto, divenendo, come lo definisce la curatrice della mostra, \u201cil pi\u00f9 europeo dei pittori vedutisti\u201d. In un solo anno di permanenza nel capoluogo lombardo, citt\u00e0 europea per eccellenza, esegue una decina di importanti dipinti tra cui alcuni dei suoi massimi capolavori.<\/p>\n<p>La mostra alle Gallerie d\u2019Italia \u00e8 arricchita anche dallo studio condotto sull\u2019inventario della biblioteca appartenuta a Bellotto e andata distrutta nel bombardamento prussiano a Dresda del luglio 1760. In esposizione il documento originale, con l\u2019inventario e una selezione di 28 libri nelle stesse edizioni di quelle appartenute a Bellotto, che materializza la straordinaria raccolta messa insieme dall\u2019artista nella sua casa di Dresda. Si tratta forse della pi\u00f9 straordinaria biblioteca d\u2019artista della storia, con oltre mille titoli, un numero sorprendente considerata la giovane et\u00e0 del pittore (36 anni). I volumi spaziavano su campi totalmente imprevedibili: dai classici come Dionigi di Alicarnasso, Pausania, Plauto, Terenzio, Cesare, Cicerone, Orazio ai moderni Dante, Petrarca, Ariosto, Machiavelli, Aretino, Tasso senza dimenticare il molto amato Boccaccio. La biblioteca conteneva anche opere filosofiche, tra cui Agrippa di Nettesheim, Erasmo, Montaigne, Tesauro, Hume, Newton, Berkeley, Montesquieu, fino a giungere a quelle sorprendentemente anticlericali di Gregorio Leti e Paolo Sarpi.<\/p>\n<p>Una riscoperta che rivela ulteriormente la personalit\u00e0 di Bellotto. Un uomo dal carattere complesso e spesso burrascoso, che lo inserisce a pieno titolo tra i ferventi sostenitori di quell\u2019illuminismo estremo che sfocer\u00e0 nella rivoluzione francese del 1789.<\/p>\n<p>\u201cDa molti anni Intesa Sanpaolo si \u00e8 assunta una precisa responsabilit\u00e0 sociale nel campo dell\u2019arte e della cultura impegnandosi in modo attivo e concreto\u201d, afferma Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo. \u201cA questo scopo, mettiamo in campo tutte le nostre professionalit\u00e0, intervenendo direttamente nella progettazione e realizzazione delle nostre iniziative culturali. Non siamo pertanto uno sponsor, bens\u00ec organizziamo e curiamo tutte le fasi dei nostri eventi espositivi avvalendoci anche della collaborazione di istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, in un sistema di proficue sinergie e valori condivisi. Realizzando mostre come quella su Bellotto e Canaletto presentata oggi alle Gallerie di Piazza Scala, intendiamo offrire non una mera visione di opere ma l\u2019occasione di riscoprire la storia e l\u2019arte italiana. Presso le Gallerie d\u2019Italia proseguiremo nella programmazione di iniziative che rappresentino importanti momenti di conoscenza del patrimonio, anche storico, del Paese nella convinzione che la cultura sia imprescindibile fattore di crescita, innovazione e benessere collettivo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLe mostre realizzate nell\u2019affascinante sede di Piazza Scala legano Milano all\u2019Italia e all\u2019Europa in una prospettiva internazionale e offrono un contributo originale di approfondimento essendo curate da studiosi riconosciuti come specialisti pressoch\u00e9 esclusivi in materia\u201d, dichiara Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo. \u201cLa nuova mostra di Piazza Scala illustra l\u2019apporto originale di Bellotto, nipote e allievo di Giovanni Antonio Canal (detto Canaletto), alla pittura europea del Settecento, mettendo a confronto la sua produzione giovanile con quella dello zio ed evidenziando le loro differenti interpretazioni delle vedute delle capitali italiane ed europee. Attraverso questa mostra, la prima che Milano dedica ai due grandi artisti veneti, Intesa Sanpaolo conferma il suo profondo legame con questa citt\u00e0, contribuendo alla valorizzazione del centro storico \u2013 come \u00e8 dimostrato dalla trasformazione degli uffici di Piazza Scala in sede museale e di attivit\u00e0 culturali e dal recente intervento di recupero di Casa Manzoni \u2013 e alla realizzazione di iniziative che sottolineano il ruolo fondamentale che il capoluogo lombardo da sempre svolge nella storia artistica e culturale del nostro Paese.\u201d<\/p>\n<p>La mostra si completa con una sezione multimediale in cui il visitatore \u00e8 accompagnato alla scoperta del Vedutismo, di Venezia e del Settecento europeo, fruibile anche al sito www.ilbookshopdellemeraviglie.it .<\/p>\n<p>Il catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale in italiano e inglese, contiene saggi di Bo\u017cena Anna Kowalczyk e Sergio Marinelli su ambedue gli artisti, sulla nuova ricerca storica e archivistica e sui risultati delle innovative analisi tecniche che hanno permesso il confronto dei due artisti.<\/p>\n<p>Informazioni mostra<\/p>\n<p>25 novembre 2016 &#8211; 5 marzo 2017 Gallerie d\u2019Italia \u2013 Piazza della Scala 6, Milano<\/p>\n<p>Apertura<\/p>\n<p>Marted\u00ec &#8211; domenica 9.30-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) Gioved\u00ec 9.30-22.30 (ultimo ingresso ore 21.30) Luned\u00ec chiuso<\/p>\n<p>Aperture straordinarie<\/p>\n<p>8 e 26 dicembre 2016, 1 gennaio 2017 (apertura gratuita 14.30-19.30, ultimo ingresso alle ore 18.30), 6 gennaio 2017<\/p>\n<p>Chiusure<\/p>\n<p>7 dicembre chiusura anticipata alle 14.30 (ultimo ingresso ore 13.30) 24, 25 e 31 dicembre 2016<\/p>\n<p>Biglietto<\/p>\n<p>Biglietto: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ridottissimo 5 euro Gratuito per le scuole, minori di 18 anni e la prima domenica del mese<\/p>\n<p>Informazioni<\/p>\n<p>Numero verde 800.167619; info@gallerieditalia.com; www.gallerieditalia.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Gallerie d\u2019Italia \u2013 Piazza Scala Sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano 25 novembre 2016 \u2013 5 marzo 2017 Mostra a cura di Bo\u017cena Anna Kowalczyk Le Gallerie d\u2019Italia di Intesa Sanpaolo presentano nella sede museale di Piazza Scala la grande mostra Bellotto e Canaletto. 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