
{"id":60866,"date":"2016-10-09T02:06:55","date_gmt":"2016-10-09T00:06:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=60866"},"modified":"2016-11-19T02:15:51","modified_gmt":"2016-11-19T00:15:51","slug":"infertilita-50-donne-15-uomini-levento-piu-grave-della-propria-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/60866\/medicina\/infertilita-50-donne-15-uomini-levento-piu-grave-della-propria-vita.html","title":{"rendered":"INFERTILIT\u00c0: PER IL 50% DONNE E IL 15% UOMINI \u00c8 L\u2019EVENTO PI\u00d9 GRAVE DELLA PROPRIA VITA"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n<ul>\n<li><strong>NASCE \u201cPAROLE FERTILI\u201d: IL PROGETTO PER LE COPPIE CHE DESIDERANO UN FIGLIO<\/strong><\/li>\n<li><strong>PROCREAZIONE ASSISTITA: LO STRESS CAUSA DI ABBANDONO PRIMA DEL TERMINE DEI 3 CICLI PREVISTI<\/strong><\/li>\n<li><strong>NUOVA GENERAZIONE DI ORMONI NATURALI PER LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019infertilit\u00e0 ha un enorme impatto emotivo sul vissuto delle persone accompagnato da un profondo senso di colpevolezza e negazione. Secondo uno studio pubblicato sull\u2019Hasting Centre Report, il 50% delle donne e il 15% degli uomini considera l\u2019infertilit\u00e0 l\u2019evento pi\u00f9 grave della loro vita<sup>1<\/sup>. Le donne infertili in particolare presentano un quadro psicologico sovrapponibile alle pazienti affette da patologie come il cancro.<\/p>\n<p>\u00abLa difficolt\u00e0 o l\u2019impossibilit\u00e0 a generare \u00e8 vissuta come un tab\u00f9. A differenza di altre patologie, nell\u2019infertilit\u00e0 si diventa \u2018pazienti\u2019 solo nel momento in cui si desidera un figlio. Senza il desiderio, si resta fertili, anche se medicalmente sterili. Le difficolt\u00e0 a realizzare il desiderio di maternit\u00e0\/paternit\u00e0 sono vissute con colpa, dolore, frustrazione, invidia, emozioni difficilmente comunicabili, chiarisce <strong>Cristina Cenci, antropologa, fondatrice del Center for Digital Health Humanities<\/strong>. Spesso lo spazio digitale consente di uscire dalla solitudine, offre un\u2019intimit\u00e0 anonima che facilita l\u2019espressione e la condivisione del vissuto di infertilit\u00e0. Da questa esigenza, con il supporto non condizionante di IBSA PMA, nasce \u2018Parole fertili\u2019 (www.parolefertili.it), un nuovo progetto di storytelling, dedicato alla condivisione di storie sulla ricerca di un figlio. Uno spazio online in cui raccontarsi senza filtri, aperto a tutte le storie, anche le pi\u00f9 difficili, anche quelle di chi, senza figli, cerca altre modalit\u00e0 di reinventarsi fertile. Molte donne scrivono, ma molte di pi\u00f9 sono quelle che leggono le storie di altre. Al momento tra le nostre storie il grande assente \u00e8 l\u2019uomo, intrappolato in un silenzio che nasce dal rifiuto del fallimento, che spesso porta anche al rifiuto della diagnosi. La sfida che le storie pubblicate finora ci lanciano \u00e8 quella di trasformare la PMA in un percorso pi\u00f9 personalizzato e meno artificiale. Oggi \u00e8 infatti vissuto con un senso di grande estraneit\u00e0 e molta sofferenza, anche quando l\u2019esito \u00e8 positivo\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019infertilit\u00e0 \u00e8 una malattia vera e propria riconosciuta nel 2013 dalle Nazioni Unite nella <em>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo<\/em> e come tale riconosciuto \u00e8 il diritto universale ad accedere alle cure a prescindere da razza, nazionalit\u00e0 o religione. Diritto alla famiglia che viene sancito anche dall\u2019art. 31 della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>\u00abDal 2004, anno di promulgazione della legge 40, molti passi avanti sono stati fatti nel nostro Paese e oggi molte sono le strutture che possono offrire terapie sempre pi\u00f9 complesse e tecnologicamente avanzate, spiega <strong>Andrea Borini<\/strong>, <strong>presidente della Societ\u00e0 Italiana di Fertilit\u00e0 e Sterilit\u00e0, SIFES e MR, <\/strong>e con l\u2019ingresso della procreazione medicalmente assistita (PMA) nei LEA, l\u2019infertilit\u00e0 \u00e8 riconosciuta a tutti gli effetti come una malattia. I limiti di et\u00e0 e il di numero di tentativi (cicli di PMA) sono per\u00f2 ad oggi trattati solo in termini di allocazione delle risorse e di scelte di politica sanitaria. Il SSN pone dei limiti alle prestazioni di PMA, ma l\u2019esperienza clinica ci dice che ci\u00f2 che non \u00e8 avvenuto in 3 cicli pu\u00f2 succedere in quelli successivi e, ovviamente, pi\u00f9 tentativi corrispondono a maggiori possibilit\u00e0 di successo. Gli studi che hanno portato a limitare a tre i cicli della PMA sono stati smentiti da altri dati di letteratura (NICE 2013). Alla coppia, bisognerebbe dare la possibilit\u00e0 di tentare protocolli diversi e terapie diverse, per aumentare le motivazioni a ripetere i cicli di PMA, conclude Borini\u00bb.<\/p>\n<p>Ma si evidenzia anche un altro ostacolo, ancora pi\u00f9 subdolo: la paura, lo stress, l\u2019essere messi ogni volta di fronte alle proprie difficolt\u00e0 porta quasi il 50% delle coppie ad abbandonare il percorso di procreazione medicalmente assistita prima del termine dei cicli previsti. E\u2019 un comportamento osservato in diversi Paesi e che sta portando le maggiori societ\u00e0 scientifiche, l\u2019ESHRE European Society of Human Reproduction and Embriology, l\u2019ASRM, American Society for Reproductive Medicine, a studiare fattori correttivi per migliorare l&#8217;adesione dei pazienti al trattamento.<\/p>\n<p>\u00abLa difficolt\u00e0 riproduttiva ha molte sfaccettature: ormonali, meccaniche, infettive e immunitarie. Non esiste una fertilit\u00e0 della donna o dell\u2019uomo, a meno di patologie molto severe, esiste una sterilit\u00e0 di coppia, afferma <strong>Rossella Nappi<\/strong>, <strong>Professore associato Universit\u00e0 degli Studi di Pavia e responsabile del Centro di Ricerca per la Procreazione Medicalmente Assistita della Clinica Ostetrica e Ginecologica del San Matteo di Pavia<\/strong>. Ad oggi le terapie per l\u2019infertilit\u00e0 sono sempre pi\u00f9 personalizzate. Gli ormoni, tanto spesso demonizzati e associati erroneamente a conseguenze negative per la salute non causano certamente tumori ma, in taluni casi addirittura li prevengono.<sup>2 <\/sup>La procreazione medicalmente assistita (PMA) rappresenta un\u2019area delicata e la richiesta delle donne \u00e8 sempre pi\u00f9 rivolta a prodotti efficaci e, allo stesso tempo naturali e ben tollerati.<\/p>\n<p>Il progetto IBSA PMA intende promuovere una nuova generazione di ormoni di derivazione umana, che assomigliano strettamente alle specie molecolari prodotte naturalmente. Ne \u00e8 un esempio il Pleyris\u00ae, farmaco utilizzato per la supplementazione della fase luteale nella procreazione medicalmente assistita e nei cicli di ovodonazione, cos\u00ec come le gonadotropine, utilizzate nella stimolazione ovarica, che mimano il modello fisiologico del reclutamento follicolare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNella procreazione medicalmente assistita (PMA) non va dimenticato il ruolo centrale del maschio, spesso troppo misconosciuto e forse da qui l\u2019origine della mancanza di \u201cparola\u201d; spesso il maschio della coppia \u00e8 &#8220;schiacciato&#8221; dalla preponderanza del ruolo femminile, e dalle attenzioni che questo riveste in seno al progetto genitoriale, che dovrebbe comunque rimanere di entrambi i partner e non solo espressione del gentil sesso. In tal senso, anche il maschio, infatti, \u00e8 attore fondamentale del percorso di PMA, meritevole di una attenta valutazione diagnostica, e di una eventuale adeguata terapia, ivi comprendendo nei casi specifici una supplementazione ormonale, capace di aumentare anche considerevolmente le possibilit\u00e0 di successo, spiega <strong>Andrea Salonia<\/strong>, <strong>Professore Associato di Urologia dell\u2019Universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele, Divisione di Oncologia Sperimentale, Unit\u00e0 di Urologia, URI-Urological Research Institute, IRCCS Ospedale San Raffaele<\/strong>. Alcuni ormoni follicolo stimolanti di tipo estrattivo utilizzati per l\u2019induzione della spermatogenesi, in associazione alla gonadotropina corionica umana hanno infatti raggiunto ottimi risultati\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSolo nel 2014 le coppie che hanno fatto ricorso alle tecniche di PMA sono state 70.826 per un totale di 16.041 gravidanze e 12.720 bambini nati, afferma <strong>Giulia Scaravelli<\/strong>,<strong>ginecologa, Responsabile del Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 e membro dell\u2019Esecutivo del registro Europeo (EIM)<\/strong>. Il Registro censisce le strutture autorizzate ad applicare le tecniche di PMA, raccoglie annualmente i dati sui cicli di trattamento eseguiti, sulle gravidanze ottenute e sui bambini nati e delinea il quadro epidemiologico della loro efficacia e sicurezza. In Italia l\u2019accesso alle tecniche e la loro offerta sono migliorate negli anni, tanto \u00e8 che il 2,5 % dei bambini nati in Italia sono nati grazie all\u2019applicazione di tecniche di PMA e che l\u2019offerta dei cicli per milione di abitanti \u00e8 paragonabile a quella europea (1.102 in Italia contro 1.253 in Europa). L\u2019elemento preoccupante \u00e8 il progressivo aumento dell\u2019et\u00e0 media delle donne che fanno ricorso a tecniche di PMA, dai 35,3 anni del 2005 ai 36,7 del 2014. Dai dati raccolti emerge inoltre che un ricorso alla PMA in et\u00e0 pi\u00f9 precoce porta ad una percentuale maggiore di successi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPer motivi legati a mutamenti di natura socio-culturale ed economica si assiste ad un continuo calo delle nascite, 12.000 in meno rispetto al 2013 conferma<strong> Alessandro Solipaca<\/strong>, <strong>Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane &#8211; Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma<\/strong>. Oltre 700.000 coppie nel nostro Paese sono affette da infertilit\u00e0<sup>3<\/sup>. Per il futuro ci si aspetta un ulteriore calo delle nascite, dovuto al fatto che la popolazione femminile\u00a0residente tra 15 e 30 anni \u00e8, in termini assoluti, poco pi\u00f9 della met\u00e0 di quella tra 30 e 49 anni, in altre parole, in prospettiva ci saranno meno donne in et\u00e0 feconda con la prospettiva di un Paese destinato ad \u201cinvecchiare\u201d sempre di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa metafora di parolefertili.it, conclude Cristina Cenci, \u00e8 il dono: della propria storia di vita, delle proprie emozioni, di come ci si pu\u00f2 sentire sempre e comunque fertili, anche senza diventare madre o padre. L\u2019invito \u00e8 a donare ma anche ad adottare queste storie per rispecchiarsi e ritrovarsi nel racconto degli altri. Parolefertili.it \u00e8 una delle modalit\u00e0 con cui le storie possono prendersi cura: offrendo significati, ispirazione, coraggio, forza, parole per dire la paura e lo sconforto\u00bb.<sup>\u00a0<\/sup><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>TAG: PMA, Infertilit\u00e0, Parole fertili, Ormoni naturali, Borini, Cenci, Salonia, Solipaca, Scaravelli, Nappi, Pleyris, Fostimon, Gonasi<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup> Why We Should All Pay for Fertility Treatment: An Argument from Ethics and Policy Authors Josephine Johnston, Michael K. Gusmano First published: 12 March 2013<\/p>\n<p><sup>2\u00a0 <\/sup>Gierisch JM, Coeytaux RR, Urrutia RP, Havrilesky LJ, Moorman PG, Lowery WJ, Dinan M, McBroom AJ, Hasselblad V, Sanders GD, Myers ER. Oral contraceptive use and risk of breast, cervical, colorectal, and endometrial cancers: a systematic Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2013 Nov;22(11):1931-43.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>Dati Ministero della Salute<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NASCE \u201cPAROLE FERTILI\u201d: IL PROGETTO PER LE COPPIE CHE DESIDERANO UN FIGLIO PROCREAZIONE ASSISTITA: LO STRESS CAUSA DI ABBANDONO PRIMA DEL TERMINE DEI 3 CICLI PREVISTI NUOVA GENERAZIONE DI ORMONI NATURALI PER LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA L\u2019infertilit\u00e0 ha un enorme impatto emotivo sul vissuto delle persone accompagnato da un profondo senso di colpevolezza e negazione. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/60866\/medicina\/infertilita-50-donne-15-uomini-levento-piu-grave-della-propria-vita.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">INFERTILIT\u00c0: PER IL 50% DONNE E IL 15% UOMINI \u00c8 L\u2019EVENTO PI\u00d9 GRAVE DELLA PROPRIA VITA<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[19050,19049,19047,19048],"class_list":["post-60866","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-medicina","tag-andrea-borini","tag-andrea-salonia","tag-infertilita","tag-rossella-nappi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60866"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60867,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60866\/revisions\/60867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}