
{"id":60505,"date":"2016-11-03T11:34:03","date_gmt":"2016-11-03T09:34:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=60505"},"modified":"2016-11-03T11:34:03","modified_gmt":"2016-11-03T09:34:03","slug":"100-donne-gli-stereotipi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/60505\/cultura\/100-donne-gli-stereotipi.html","title":{"rendered":"100 DONNE CONTRO GLI STEREOTIPI Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio Genova"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-60506\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/14716354_10209508640825320_5217303733018389048_n-500x179.jpg\" alt=\"14716354_10209508640825320_5217303733018389048_n\" width=\"500\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/14716354_10209508640825320_5217303733018389048_n-500x179.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/14716354_10209508640825320_5217303733018389048_n-300x107.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/14716354_10209508640825320_5217303733018389048_n-768x275.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/11\/14716354_10209508640825320_5217303733018389048_n.jpg 825w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><strong>100 SCIENZIATE VANNO ONLINE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Online dal 3 novembre una banca dati che raccoglie nomi e CV di esperte <\/strong><strong>per favorire la visibilit\u00e0 delle donne come fonti di sapere nei media e nei dibattiti pubblici.<\/strong><\/p>\n<p>Numerose ricerche sull\u2019informazione continuano a dimostrare che le donne sono raramente interpellate dai media in qualit\u00e0 di esperte. Secondo i risultati del <em>Global Media Monitoring Project 2015, <\/em>il pi\u00f9 ampio e longevo progetto di ricerca sulla visibilit\u00e0 delle donne nei mezzi d\u2019informazione, <strong>radio, stampa e TV italiane danno molta pi\u00f9 visibilit\u00e0 agli uomini che alle donne<\/strong> (79% vs il 21%). In particolare, tra gli esperti le fonti femminili sono soltanto il 18%.<\/p>\n<p>A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini. Eppure le donne esperte ci sono. E possono svecchiare un linguaggio mediatico che, ignorando le esperte, trascura i segni del tempo, e disconosce l&#8217;apporto delle donne in tutti i diversi ambiti della societ\u00e0, dalla politica alla scienza.<\/p>\n<p>Per questo l\u2019<strong>Osservatorio di Pavia<\/strong> e l\u2019associazione <strong>GiULiA,<\/strong> in collaborazione con <strong>Fondazione Bracco<\/strong> e con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, hanno realizzato\u00a0 <strong>100 DONNE CONTRO GLI STEREOTIPI<\/strong>, <strong>una piattaforma online che inizia a raccogliere 100 nomi e CV di esperte nell\u2019ambito delle STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), un settore storicamente sottorappresentato dalle donne e al contempo strategico per il nostro Paese<\/strong>.<\/p>\n<p>Un sito che si propone anzitutto come strumento di ricerca di fonti femminili competenti <strong>per giornaliste e giornalisti<\/strong>, ma anche come risorsa di voci prestigiose e autorevoli che possono contribuire al dibattito pubblico, dentro e fuori i media.<\/p>\n<p>Dopo il lancio del progetto il 23 giugno scorso a Roma, <strong>la banca dati sar\u00e0 presentata al Festival della Scienza di Genova<\/strong> nell\u2019incontro \u201c<strong>100 scienziate vanno online<\/strong>. Segni del tempo\u201d (3 novembre 2016, h 17:30, Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio) che vedr\u00e0 la partecipazione delle ideatrici del progetto e di alcune delle 100 esperte selezionate (Lucia Cattani Seas-sa, \u2028Greta Radaelli IIT &#8211; Istituto Italiano di Tecnologia, Claudia Sorlini Universit\u00e0 degli Studi di Milano, \u2028Luisa Torsi Universit\u00e0 degli Studi\u2028 di Bari).<\/p>\n<p>100 DONNE CONTRO GLI STEREOTIPI \u00e8 un progetto dell\u2019Osservatorio di Pavia Media Research e dell\u2019associazione Gi.U.Li.A. (Giornaliste Unite Libere Autonome) con la partnership tecnica del Centro Genders (Gender &amp; Equality in Research and Science) dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, e di Wikimedia Italia, in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.<\/p>\n<p>Il progetto gode del patrocinio non oneroso del Consiglio Nazionale dell\u2019Ordine dei Giornalisti e della Consigliera Nazionale di Parit\u00e0, istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e del sostegno delle associazioni Wister e Stati Generali dell\u2019Innovazione.<\/p>\n<p><strong>Iniziativa valida ai fini della formazione professionale continua dei giornalisti.<\/strong><\/p>\n<p>Sito: <a href=\"http:\/\/www.100esperte.it\/\">www.100esperte.it<\/a> (attivo dal 3 novembre)<\/p>\n<p>Facebook: <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/events\/1188128151232767\">www.facebook.com\/events\/1188128151232767<\/a>) hashtag: #100esperte<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Osservatorio di Pavia\u00a0<\/strong>\u00e8 un istituto di ricerca e di analisi della comunicazione, fondato nel 1994 dalla\u00a0C.A.R.E.S., Cooperativa di analisi e rilevazione economiche e sociali. Oggetto della sua attivit\u00e0 \u00e8 lo studio della comunicazione di massa (stampa, radio, televisione e internet), con un settore specificamente dedicato a Media e Gender. Dal 1994 svolge continuativamente l\u2019attivit\u00e0 di monitoraggio del pluralismo politico sulle televisioni nazionali, i cui risultati vengono utilizzati dalla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.parlamento.it\/bicamerali\/43775\/43777\/48818\/48821\/paginabicamerali.htm\">Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI<\/a><\/p>\n<p><strong>Gi.U.Li.A.\u00a0<\/strong>\u00e8 un&#8217;associazione cui hanno aderito, a oggi, pi\u00f9 di 1000 giornaliste unite per il cambiamento attorno a un manifesto e a un acronimo (Giornaliste Unite Libere Autonome), per promuovere l\u2019uguaglianza dei generi nella societ\u00e0, con particolare attenzione al mondo del giornalismo, e battersi contro le discriminazioni e resistenze; difendere l\u2019immagine della donna dall\u2019uso umiliante di merce o tangente, costruendo una sua rappresentazione mediatica aderente alla realt\u00e0 e rispettosa delle differenze.<\/p>\n<p><strong>Fondazione Bracco<\/strong> nasce dal patrimonio di valori maturati in quasi 90 anni della storia della Famiglia e del Gruppo Bracco, con l\u2019intento di creare e diffondere espressioni della cultura, dell\u2019arte e della scienza quali mezzi per migliorare la qualit\u00e0 della vita e la coesione sociale. La Fondazione sviluppa e realizza progetti, anche internazionali, all\u2019interno delle tre macroaree \u201carti e cultura\u201d, \u201cscienza e cultura\u201d, \u201csociet\u00e0 e sociale\u201d, privilegiando ricerca e innovazione. Particolare attenzione viene riservata all\u2019universo femminile e al mondo giovanile nei vari ambiti della vita. La multidisciplinariet\u00e0 di ambiti e l\u2019integrazione tra diversi saperi sono criteri qualitativi importanti sia nella progettazione, sia nella selezione delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>100 SCIENZIATE VANNO ONLINE Online dal 3 novembre una banca dati che raccoglie nomi e CV di esperte per favorire la visibilit\u00e0 delle donne come fonti di sapere nei media e nei dibattiti pubblici. Numerose ricerche sull\u2019informazione continuano a dimostrare che le donne sono raramente interpellate dai media in qualit\u00e0 di esperte. 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