
{"id":60191,"date":"2016-10-21T08:48:04","date_gmt":"2016-10-21T06:48:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=60191"},"modified":"2016-10-21T08:48:04","modified_gmt":"2016-10-21T06:48:04","slug":"alla-fondazione-pasquinelli-milano-opere-kandinsky-klee-miro-prampolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/60191\/arte\/alla-fondazione-pasquinelli-milano-opere-kandinsky-klee-miro-prampolini.html","title":{"rendered":"Alla Fondazione Pasquinelli di Milano  opere di Kandinsky, Klee, Mir\u00f2 e Prampolini."},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_container\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_block-grid\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"x_col x_num12\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-60192\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/PRAMPOLINI-175x400.jpg\" alt=\"PRAMPOLINI\" width=\"175\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/PRAMPOLINI-175x400.jpg 175w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/PRAMPOLINI.jpg 528w\" sizes=\"auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><\/p>\n<p><strong>21 ottobre \u2013 3 dicembre 2016<\/strong><\/p>\n<p><strong>GEOMETRIE E LIRISMI INTORNO AL 1930<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alla Fondazione Pasquinelli di Milano<\/strong><\/p>\n<p><strong>opere di Kandinsky, Klee, Mir\u00f2 e Prampolini.<\/strong><\/p>\n<p>Con la mostra d\u2019autunno dedicata all\u2019astrattismo europeo ritorna il consueto appuntamento con <em><strong>L\u2019arte in una stanza<\/strong><\/em>, il ciclo di esposizioni d\u2019arte ideato e organizzato dalla Fondazione Pasquinelli di Corso Magenta, che offre al pubblico piccole e curatissime mostre con opere della collezione privata Antognini.<\/p>\n<p><em><strong>Geometrie e Lirismi intorno al 1930<\/strong><\/em>,\u00a0a cura di Antonello Negri, dal 21 ottobre al 3 dicembre raccoglier\u00e0 in una stanza quattro nomi fondamentali del panorama artistico del Novecento. Un\u2019occasione preziosa di vedere sotto lo stesso tetto Kandinsky, Klee, Mir\u00f2 e Prampolini, maestri della pittura che hanno condiviso l\u2019esperienza dell\u2019astrattismo, anche di persona come Kandinsky e Klee, che abitarono sotto lo stesso tetto durante la loro docenza al Bauhaus.<\/p>\n<p>Sono ormai due anni che i milanesi scoprono volta per volta i capolavori privati della collezione Antognini, che la presidente della Fondazione Pasquinelli ha deciso di offrire al pubblico in un percorso attraverso autori sempre nuovi. Da Boccioni, a Carr\u00e0, da Modigliani a Balla, passando per Rousseau, Picasso e Magritte: come a voler racchiudere gran parte del panorama artistico del Novecento in un\u2019unica stanza. \u201c<em>Proprio come piaceva a mio marito, il Maestro Pasquinelli, a cui la Fondazione \u00e8 dedicata<\/em>\u201d- racconta Pina Antognini \u2013 \u201c<em>Raccogliere opere tra loro varie e anche molto differenti, ma ciascuna significativa nel percorso dell\u2019artista<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Tutto nasce nella Parigi del 1925: nella capitale francese si respirava un clima intellettuale nuovo, favorito dal convergere di diverse avanguardie artistiche che videro nell\u2019astrazione la nuova linea direttiva: da una parte l\u2019astrattismo di Mir\u00f2 e Prampolini, pi\u00f9 lirico, che si allontanava dalla figurazione con una progressiva astrazione delle forme naturali; dall\u2019altra la pittura geometrica che partiva dalla linea, dal punto e dal cerchio per arrivare ad una nuova realt\u00e0, come nelle opere di Kandinsky e di Klee. Geometrie e lirismi intorno al 1930, che prosegue fino al 3 dicembre, espone Divenire (1925), tela dipinta dal \u2018maestro della forma\u2019, Kandinsky, utilizzando un vocabolario geometrico e cromatico familiare al pubblico, ma di difficile interpretazione: il pittore non copia la natura ma propone una serie di segni in sintonia con l\u2019animo umano. Come lui anche Paul Klee desiderava mostrare l\u2019invisibile agli occhi, portando sulla tela un mondo immaginario, che ha perso le coordinate tradizionali in favore di spazi atmosferici evocativi accompagnati da segni grafici, che rompono la lettura lineare dell\u2019opera. Ne \u00e8 un esempio Reg\u00eca nella tempesta, esposto in mostra, dove numeri, linee e semicerchi circondano una figura a cavallo al centro della tempesta, resa attraverso l\u2019uso sapiente delle pennellate e del colore.<\/p>\n<p>Il pittore \u00e8 regista di un nuovo mondo anche nell\u2019astrattismo pi\u00f9 lirico e naturale di Mir\u00f2 e Prampolini, che guardavano il mondo attraverso la forza sintetica del colore e delle linee morbide, fino e dipingere singoli elementi in reciproca relazione. Come in Donna (1932) dell\u2019artista spagnolo, dove il corpo umano conserva la morbidezza delle forme femminili anche se sottoposto a continuo cambiamento e a una costante evoluzione.<\/p>\n<p>La stessa idea di metamorfosi guida l\u2019opera in mostra di Enrico Prampolini dal titolo Paesaggio femminile (1929): l\u2019artista, che visse in prima persona il clima artistico parigino degli anni \u201830, lavor\u00f2 sul tema del divenire della materia; nel quadro le forme piene contornate da linee curve perdono qualsiasi contatto con la realt\u00e0 contingente e danno origine a una composizione astratta, quasi un\u2019arte pura.<\/p>\n<p>Prampolini fu la figura di riferimento per i rapporti tra l\u2019astrattismo internazionale presentato a Parigi nel 1925 e l\u2019ambiente artistico italiano, in quegli anni rappresentato dalla milanese Galleria il Milione. Tra il 1929, quando apr\u00ec, e il 1937, la Galleria ebbe un ruolo fondamentale nella promozione della giovane arte sia attraverso esposizioni all\u2019avanguardia, che con pubblicazioni periodiche di grande qualit\u00e0; i bollettini esposti in mostra sono la testimonianza di una disponibilit\u00e0 non comune negli anni \u201830 verso le giovani avanguardie europee.<\/p>\n<p>La mostra viene accompagnata da tre incontri, sempre alle 18.30, tenuti da Antonello Negri &#8211; mercoled\u00ec 2 novembre &#8211; Silvia Bignami \u2013 mercoled\u00ec 16 novembre \u2013 e Andrea Kerbaker \u2013 mercoled\u00ec 30 novembre \u2013 che mettono a fuoco aspetti particolari della stagione storica dell\u2019astrattismo.<\/p>\n<p>Per tutta la durata della mostra, la sezione didattica propone ai bambini dai 6 ai 10 anni \u00a0delle scuole primarie, dal luned\u00ec al venerd\u00ec mattina: Ci sono un russo, uno svizzero, uno spagnolo e un italiano\u2026<\/p>\n<p>Mentre per le famiglie gli appuntamenti sono sabato 22 ottobre, 12 e 26 novembre e sabato 3 dicembre dalle 16.00 alle 17.30. I laboratori sono a entrata libera su prenotazione obbligatoria:<a href=\"http:\/\/gwep.musvc2.net\/e\/t?q=6%3dKe0YF%26G%3d7%26G%3dEXF%26H%3dEV7c%269%3dHg4o6gBzOu_KexV_VoR3P.z6xMsDtN26yMoI64_6vYs_HelH29gSwJt846yJ9Dt8zGo.H6B%26j%3dF9N26F.IkM\" target=\"_blank\">www.larteinunastanza@fondazionepasquinelli.org<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_container\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_block-grid\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"x_col x_num12\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div>\n<div>\n<strong>Geometrie e lirismi intorno al 1930 \u2013 Le opere<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_container\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_block-grid x_two-up\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"x_col x_num6\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div>\n<div>\n<p><strong>Wassily Kandinsky<\/strong><\/p>\n<p><strong>Divenire (Werden, Devenir, Becoming, Growing)<\/strong><\/p>\n<p><strong>1925<\/strong><\/p>\n<p>Il titolo del quadro suggerisce un\u2019idea di crescita: la tensione verso l\u2019alto nasce alla base della composizione e viene prodotta da due forme triangolari concatenate i cui angoli acuti puntano in su, mentre i rettangoli neri allungati in verticale confermano un\u2019impressione di stabilit\u00e0. La composizione \u00e8 tuttavia complicata dalle sottili strisce oblique di diversa inclinazione in accentuazione od opposizione rispetto alle spinte dinamiche dei rettangoli. Le forme tondeggianti e spigolose, e i numerosi cerchi di diverse grandezze sono l\u2019immagine di un\u2019instabile mancanza di peso che fa da contrappunto ai triangoli saldamente ancorati alla base del quadro. \u00c8 un classico esempio di equilibrio di forme colorate godibile come un brano musicale, ottenuto attraverso relazioni tra tensioni opposte: peso e leggerezza, stabilit\u00e0 e instabilit\u00e0 e cos\u00ec via.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"x_col x_num6\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" class=\"x_center x_fullwidth\" title=\"Image\" src=\"http:\/\/img.musvc2.net\/static\/70462\/images\/1\/KANDINSKY.jpg\" alt=\"Image\" width=\"300\" align=\"center\" border=\"0\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_container\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_block-grid x_two-up\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"x_col x_num6\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" class=\"x_center x_fullwidth\" title=\"Image\" src=\"http:\/\/img.musvc2.net\/static\/70462\/images\/1\/KLEE.jpg\" alt=\"Image\" width=\"300\" align=\"center\" border=\"0\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"x_col x_num6\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div>\n<div>\n<p><strong>Paul Klee<\/strong><\/p>\n<p><strong>Reg\u00eca nella tempesta<\/strong><\/p>\n<p><strong>1938<\/strong><\/p>\n<p>Il quadro risale all\u2019ultimo difficile periodo della vita di Klee, incominciato con il ritorno forzato in Svizzera a seguito della presa di potere nazista del 1933. Il prevalere di figure e segni neri di considerevole spessore rispetto ai pi\u00f9 leggeri sistemi grafici sviluppati negli anni precedenti \u00e8 una scelta stilistica tipica di quegli anni.<\/p>\n<p>La tempesta del titolo si manifesta in un movimento vorticante intorno al centro restituito da un\u2019alternanza di colori bianchi e verdastri che fanno immaginare ventate turbinose e scrosci di pioggia, evocati da punti e tratti neri che convergono a gran velocit\u00e0 verso il personaggio a cavallo al centro della scena. Per la rappresentazione di quest\u2019ultimo Klee passa a un segno grafico nero, marcato, con il quale delinea figure che ricordano una decorazione parietale arcaica, preistorica. Si tratta di una tempera eseguita su un supporto d\u2019occasione, carta di giornale, che s\u2019intravvede sotto il colore.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_container\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_block-grid x_two-up\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"x_col x_num6\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div>\n<div>\n<p><strong>Joan Mir\u00f3<\/strong><\/p>\n<p><strong>Donna (Une femme)<\/strong><\/p>\n<p><strong>1932<\/strong><\/p>\n<p>Il quadro appartiene a una serie di dipinti su tavola intorno al tema della figura femminile cominciata da Mir\u00f3 nel gennaio 1932 a Barcellona<\/p>\n<p>Nell\u2019opera le forme ora biomorfiche, ora geometriche, introducono a fantasmagoriche proiezioni di una fantasia in assoluta libert\u00e0, \u00a0come fossero singoli elementi in reciproca relazione, tra astrazioni assolute e allusioni antropomorfiche.<\/p>\n<p>Donna appartiene al periodo della cosiddetta \u201cconcentrazione plastica\u201d caratterizzata da grande forza sintetica, basata su nette e sonore campiture cromatiche e forme essenziali chiaramente definite.<\/p>\n<p>\u2026\u201c Vedendo il coordinamento dei colori e delle forme dei suoi quadri \u2013 osserva il coreografo L\u00e9onide Massine \u2013 si prova in maniera del tutto involontaria un sentimento di gioia e un bisogno di danzare\u2026\u201d; infatti il quadro possiede un intrinseco dinamismo: la figura \u00e8 sottoposta a una deformazione che pare prodotta da un movimento selvaggio, da una danza estatica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"x_col x_num6\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" class=\"x_center x_fullwidth\" title=\"Image\" src=\"http:\/\/img.musvc2.net\/static\/70462\/images\/1\/JOAN_MIRO.jpg\" alt=\"Image\" width=\"300\" align=\"center\" border=\"0\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_container\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_block-grid x_two-up\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"x_col x_num6\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" class=\"x_center x_fullwidth\" title=\"Image\" src=\"http:\/\/img.musvc2.net\/static\/70462\/images\/1\/PRAMPOLINI.jpg\" alt=\"Image\" width=\"300\" align=\"center\" border=\"0\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"x_col x_num6\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Enrico Prampolini<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paesaggio femminile<\/strong><\/p>\n<p><strong>1929 c.<\/strong><\/p>\n<p>Il Paesaggio femminile di collezione Antognini esemplifica alla perfezione la fase matura dell\u2019evoluzione artistica di Prampolini, che egli stesso defin\u00ec \u201crealismo astratto o idealismo cosmico\u201d.<\/p>\n<p>Il primo elemento paesaggistico \u201crealista\u201d del dipinto \u00e8 il cielo azzurro segnato da qualche nuvola; ancor pi\u00f9 realista \u00e8 una forma a triangolo irregolarmente frastagliata con evidente allusione alla Sicilia. Tuttavia la somma dei due fattori porta a un risultato \u201castratto\u201d (un\u2019isola che vola nel cielo), ulteriormente rafforzato da segni curvilinei e retti e dal torso femminile nudo sovrastante la Sicilia.<\/p>\n<p>Il carattere visionario della composizione \u00e8 accentuato dalla morbida finestra, allungata e tondeggiante, che si apre sullo spettacolare scenario cosmico dove sembra proiettarsi questa sorta di \u201cnascita di Venere\u201d. L\u2019idea della visione zenitale della Sicilia \u00e8 legata alle esperienze aeropittoriche di Prampolini, che era stato tra i firmatari del futurista Manifesto dell\u2019aeropittura; ma un\u2019immagine come questa \u00e8 un risultato del tutto mentale, poich\u00e9 una prospettiva di questo tipo era impossibile con gli strumenti dell\u2019epoca.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_container\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table class=\"x_block-grid\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"x_col x_num12\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div>\n<div>\n<p><strong>Geometrie e lirismi intorno al 1930 &#8211; Le conferenze del mercoled\u00ec alle 18:30<\/strong><\/p>\n<p>Oltre alla mostra, un ciclo di conferenze mette a fuoco aspetti particolari della stagione storica dell\u2019astrattismo: la sua fortuna milanese negli anni Trenta, gli scambi tra Russia, Germania e Francia attraverso la figura di Kandinsky, e lo stretto legame tra il surrealismo e le poesie di Pr\u00e9vert.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 L\u2019ASTRATTISMO E LA GALLERIA DEL MILIONE A MILANO<\/p>\n<p>Antonello Negri<\/p>\n<p>mercoled\u00ec 2 novembre 2016, ore 18,30<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2 WASSILY KANDINSKY. DALLA RUSSIA CON AMORE<\/p>\n<p>Silvia Bignami<\/p>\n<p>mercoled\u00ec 16 novembre 2016, ore 18,30<\/p>\n<p>3 MIR\u00d2, PR\u00c9VERT E GLI ALTRI POETI<\/p>\n<p>Andrea Kerbaker<\/p>\n<p>mercoled\u00ec 30 novembre 2016, ore 18,30<\/p>\n<p><strong>Geometrie e lirismi intorno al 1930 &#8211; La didattica<\/strong><\/p>\n<p>La sezione didattica della Fondazione Pasquinelli \u00e8 dedicata a un pubblico dai 6 ai 10 anni e offre ai bambini la possibilit\u00e0 di avvicinarsi all\u2019arte contemporanea divertendosi.<\/p>\n<p>Per le scuole primarie:<\/p>\n<p>CI SONO UN RUSSO, UNO SVIZZERO, UNO SPAGNOLO E UN ITALIANO\u2026<\/p>\n<p>Dal luned\u00ec al venerd\u00ec dalle 9.30 alle 11.00<\/p>\n<p>Visita guidata di un\u2019ora e mezza alla scoperta dei diversi astrattismi<\/p>\n<p>di Kandinsky, Klee, Mir\u00f3 e Prampolini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per bambini e famiglie:<\/p>\n<p>\u201cI MIEI DISEGNI POSSONO VOLARE!\u201d<\/p>\n<p>Sabato 22 ottobre, 26 novembre e 3 dicembre dalle 16.00 alle 17.30.<\/p>\n<p>Un pomeriggio alla scoperta dell\u2019universo fantastico di Paul Klee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I COLORI DELLA MUSICA<\/p>\n<p>Sabato 12 novembre 2016 dalle 16.00 alle 17.30.<\/p>\n<p>Dopo una breve visita guidata alla mostra, i bambini della PYO \u2013 Pasquinelli Young Orchestra- diretti dal Maestro Carlo Taffuri, intratterranno il giovane pubblico con esecuzioni di brani riferiti ai quattro artisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Entrata libera su prenotazione obbligatoria:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gwep.musvc2.net\/e\/t?q=3%3dTaPVO%26C%3dM%26D%3dNTV%26E%3dNRMZ%26H%3dDw1x2w99KA_Hntl_Sx554xKF9z2_Dqpq_PZ3F04xQ5EA6B1FHG9A68B6.FD7%261%3dDGII4N.D2K\" target=\"_blank\">didattica@fondazionepasquinelli.org<\/a>\u00a0oppure 3481946932<\/p>\n<p>(luned\u00ec &#8211; venerd\u00ec, 9.00 &#8211; 13.00 \/ 14.00 &#8211; 16.00)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Geometrie e lirismi intorno al 1930<\/p>\n<p>21 ottobre \u2013 3 dicembre 2016 \u00a0Apertura luned\u00ec \u2013 venerd\u00ec 15:00 \u2013 19:00; sabato 10:00 \u2013 12:00<\/p>\n<p>Inaugurazione gioved\u00ec 20 ottobre ore 18.00<\/p>\n<p>Fondazione Pasquinelli &#8211; Corso Magenta 42, Milano<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gwep.musvc2.net\/e\/t?q=4%3d8Z8W3%26B%3d5%26E%3d2SD%26F%3d2Q5a%26v%3d8x2b1eKq_HUtQ_Se_IRsT_Sg_HUtQ_RjNxM.p2sJi0oKr2tJeE11.jFo4eQjEr6q1wHv9r6mBm.Fs7%26h%3dDvIz43.DiK\" target=\"_blank\">www.larteinunastanza.fondazionepasquinelli.org<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/gwep.musvc2.net\/e\/t?q=5%3dMdNXH%26F%3dK%26F%3dGWT%26G%3dGUKb%26A%3dBD3q5uL6_Lkuf_Wu_Jgwj_Tv_Lkuf_VzOCQ.zG48uRyI8765CIAC872F3.G8A%26x%3dEAMF5H.HyL\" target=\"_blank\">www.fondazionepasquinelli.org<\/a> \u2013<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni:\u00a0<a href=\"http:\/\/gwep.musvc2.net\/e\/t?q=3%3dTfEVO%26H%3dB%26D%3dNYK%26E%3dNWBZ%26H%3dIl1x7l99Pz_Hnya_SxEy6B_Nbsm_ZK6BJo1MEzD2LlIDQtD2Hw9.BNr%264%3d0Q4LzX.y5G\" target=\"_blank\">info@fondazionepasquinelli.org<\/a> &#8211; 02.45409551<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>21 ottobre \u2013 3 dicembre 2016 GEOMETRIE E LIRISMI INTORNO AL 1930 Alla Fondazione Pasquinelli di Milano opere di Kandinsky, Klee, Mir\u00f2 e Prampolini. Con la mostra d\u2019autunno dedicata all\u2019astrattismo europeo ritorna il consueto appuntamento con L\u2019arte in una stanza, il ciclo di esposizioni d\u2019arte ideato e organizzato dalla Fondazione Pasquinelli di Corso Magenta, che &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/60191\/arte\/alla-fondazione-pasquinelli-milano-opere-kandinsky-klee-miro-prampolini.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Alla Fondazione Pasquinelli di Milano  opere di Kandinsky, Klee, Mir\u00f2 e Prampolini.<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":60192,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[16458,12638,4750,2483,18795],"class_list":["post-60191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-fondazione-pasquinelli","tag-kandinsky","tag-klee","tag-miro","tag-prampolini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60191"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60191\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60193,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60191\/revisions\/60193"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60192"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}