
{"id":60099,"date":"2016-10-19T00:42:35","date_gmt":"2016-10-18T22:42:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=60099"},"modified":"2016-10-19T00:42:35","modified_gmt":"2016-10-18T22:42:35","slug":"henri-cartier-bresson-fotografo-villa-reale-monza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/60099\/arte\/henri-cartier-bresson-fotografo-villa-reale-monza.html","title":{"rendered":"HENRI CARTIER-BRESSON  FOTOGRAFO  Villa Reale di Monza"},"content":{"rendered":"<p class=\"x_Body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60100\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/image003-203x300.jpg\" alt=\"image003\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/image003-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/image003-271x400.jpg 271w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/image003.jpg 637w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/p>\n<p class=\"x_Body\"><b>HENRI CARTIER-BRESSON<\/b><\/p>\n<p class=\"x_Body\"><b>FOTOGRAFO<\/b><\/p>\n<p class=\"x_Body\">Villa Reale di Monza<\/p>\n<p class=\"x_Body\">Secondo Piano Nobile<\/p>\n<p class=\"x_Body\">20 ottobre 2016 \u2013 26 febbraio 2017<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>140 scatti di Henri Cartier Bresson, in mostra alla Villa Reale di Monza dal 20 ottobre, dedicati al grande maestro, per immergerci nel suo mondo,\u00a0 per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realt\u00e0 storica e sociologica.\u00a0 <strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/b><\/p>\n<p><strong>Quando scatta l\u2019immagine guida che \u00e8 stata scelta per questa sua nuova rassegna monografica allestita alla Villa Reale di Monza, Henri Cartier-Bresson ha appena 24 anni. <\/strong>Ha comprato la sua prima Leica<strong> da appena<\/strong>due anni, ma \u00e8 ancora alla ricerca del suo futuro professionale. \u00c8 incerto e tentato da molte strade: dalla pittura, dal cinema. <i>\u201cSono solo un tipo nervoso, e amo la pittura.\u201d \u2026\u201dPer quanto riguarda la fotografia, non ci capisco nulla\u201d<\/i> affermava.<\/p>\n<p>Non capire nulla di fotografia significa, tra l\u2019altro, non sviluppare personalmente i propri scatti: \u00e8 un lavoro che lascia agli specialisti del settore. Non vuole apportare alcun miglioramento al negativo, non vuole rivedere le inquadrature, perch\u00e9 lo scatto deve essere giudicato secondo quanto fatto nel <i>qui e ora<\/i>, nella risposta immediata del soggetto.<\/p>\n<p>Per Cartier-Bresson la tecnica rappresenta solo un mezzo che non deve prevaricare e sconvolgere l\u2019esperienza iniziale, reale momento in cui si decide il significato e la qualit\u00e0 di un\u2019opera.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><i>\u201cPer me, la macchina fotografica \u00e8 come un block notes, uno strumento a supporto dell&#8217;intuito e della spontaneit\u00e0, il padrone del momento che, in termini visivi, domanda e decide nello stesso tempo. Per &#8220;dare un senso&#8221; al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ci\u00f2 che si inquadra nel mirino. Tale atteggiamento richiede concentrazione, disciplina mentale, sensibilit\u00e0 e un senso della geometria. Solo tramite un utilizzo minimale dei mezzi si pu\u00f2 arrivare alla semplicit\u00e0 di espressione\u201d.<\/i><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Henri Cartier-Bresson non torna mai ad inquadrare le sue fotografie, non opera alcuna scelta, le accetta o le scarta. Nient\u2019altro. Ha quindi pienamente ragione nell\u2019affermare di non capire nulla di fotografia, in un mondo, invece, che ha elevato quest\u2019arte a strumento dell\u2019illusione per eccellenza.<i><\/i><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Lo scatto \u00e8 per lui il passaggio dall\u2019immaginario al reale. Un passaggio \u201cnervoso\u201d, nel senso di lucido, rapido, caratterizzato dalla padronanza con la quale si lavora, senza farsi travolgere e stravolgere.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><i>\u201cFotografare \u00e8 trattenere il respiro quando tutte le nostre facolt\u00e0 di percezione convergono davanti alla realt\u00e0 che fugge. In quell&#8217;istante, la cattura dell&#8217;immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale\u201d.<\/i><\/p>\n<p>I suoi scatti colgono la contemporaneit\u00e0 delle cose e della vita. Le sue fotografie testimoniano la nitidezza e la precisione della sua percezione e l\u2019ordine delle forme.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Egli compone geometricamente solo per\u00f2 nel breve istante tra la sorpresa e lo scatto. La composizione deriva da una percezione subitanea e afferrata al volo, priva di qualsiasi analisi. La composizione di Henri Cartier-Bresson \u00e8 il riflesso che gli consente di cogliere appieno quel che viene offerto dalle cose esistenti, che non sempre e non da tutti vengono accolte, se non da un occhio disponibile come il suo.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u201c<i>Fotografare, \u00e8 riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. E\u2019 mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore<\/i>\u201d.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Per parlare di Henri Cartier-Bresson \u2013 afferma Denis Curti, curator per la Villa Reale &#8211;\u00a0 \u00e8 bene tenere in vista la sua biografia. La sua esperienza in campo fotografico si fonde totalmente con la sua vita privata. Due episodi la dicono lunga sul personaggio:\u00a0 nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1946\" target=\"_blank\">1946<\/a> viene a sapere che il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/MOMA\" target=\"_blank\">MOMA<\/a> di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/New_York\" target=\"_blank\">New York<\/a> intende dedicargli una mostra &#8220;postuma&#8221;, credendolo morto in guerra e quando si mette in contatto con i curatori, per chiarire la situazione, con immensa ironia dedica oltre un anno alla preparazione dell&#8217;esposizione, inaugurata nel 1947. Sempre nello stesso anno fonda, insieme a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Robert_Capa\" target=\"_blank\">Robert Capa<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/George_Rodger\" target=\"_blank\">George Rodger<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/David_Seymour\" target=\"_blank\">David Seymour<\/a>, e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=William_Vandivert&amp;action=edit&amp;redlink=1\" target=\"_blank\">William Vandivert<\/a> la famosa<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Magnum_photos\" target=\"_blank\">agenzia Magnum<\/a><span class=\"x_MsoHyperlink\"> Photos<\/span>. Insomma, Cartier \u2013 Bresson \u00e8 un fotografo destinato a restare immortale, capace di riscrivere il vocabolario della fotografia moderna e di influenzare intere generazioni di fotografi a venire.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">A proposito della creazione Magnum Photos, ancora oggi fondamentale punto di riferimento per il fotogiornalismo, Ferdinando Scianna, per molti anni unico membro italiano ha scritto: <i>Magnum continua a sopravvivere secondo l\u2019utopia egualitaria dei suoi fondatori. In modo misterioso \u00e8 riuscita finora a fare convivere le pi\u00f9 violente contraddizioni. Questa \u00e8 la cosa che pi\u00f9 mi appassiona. Per quanto mi riguarda, sicilianissimo individualista, ho difficolt\u00e0 a sentirmi parte di qualunque tipo di gruppo, ma so che se devo riferirmi a una appartenenza culturale \u00e8 in quella tradizione che mi riconosco.<\/i><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">La mostra Henri Cartier Bresson Fotografo \u00e8 una selezione curata in origine dall\u2019amico ed editore Robert Delpire e realizzata in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, istituzione creata nel 2000 assieme alla moglie Martine Franck ed alla figlia M\u00e9lanie e che ha come scopo principale la raccolta delle sue opere e la creazione di uno spazio espositivo aperto ad altri artisti.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><strong>Obiettivo della rassegna \u00e8 far conoscere e capire il modus operandi di Henri Cartier-Bresson, la sua ricerca del contatto con gli altri, nei luoghi e nelle situazioni pi\u00f9 diverse, alla ricerca della sorpresa che rompe le nostre abitudini, la meraviglia che liberer\u00e0 le nostre menti, grazie alla fotocamera che ci aiuta ad essere pronti a coglierne e ad immortalarne il contenuto.<\/strong><\/p>\n<p class=\"x_Body\">La mostra, curata da Denis Curti per la Villa Reale, \u00e8 promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e da Nuova Villa Reale di Monza in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos Parigi e organizzata da Civita Mostre con il supporto di Cultura Domani.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>HENRI CARTIER-BRESSON FOTOGRAFO Villa Reale di Monza Secondo Piano Nobile 20 ottobre 2016 \u2013 26 febbraio 2017 140 scatti di Henri Cartier Bresson, in mostra alla Villa Reale di Monza dal 20 ottobre, dedicati al grande maestro, per immergerci nel suo mondo,\u00a0 per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/60099\/arte\/henri-cartier-bresson-fotografo-villa-reale-monza.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">HENRI CARTIER-BRESSON  FOTOGRAFO  Villa Reale di Monza<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":60100,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[18773,17660,171,2725],"class_list":["post-60099","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-fotografo","tag-henri-cartier-bresson","tag-monza","tag-villa-reale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60099","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60099"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60101,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60099\/revisions\/60101"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60100"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}