
{"id":59993,"date":"2016-10-14T19:12:25","date_gmt":"2016-10-14T17:12:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59993"},"modified":"2016-10-14T19:12:25","modified_gmt":"2016-10-14T17:12:25","slug":"teatro-manzoni-milano-aperitivo-concerto-2016-17-piu-geniali-maestri-dellimprovvisazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59993\/musica\/teatro-manzoni-milano-aperitivo-concerto-2016-17-piu-geniali-maestri-dellimprovvisazione.html","title":{"rendered":"Teatro Manzoni Milano Aperitivo in Concerto 2016-17: I pi\u00f9 geniali maestri dell&#8217;improvvisazione"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_59994\" aria-describedby=\"caption-attachment-59994\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-59994\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/San-Francisco-Jazz-Collective-5-500x334.jpg\" alt=\"SF Jazz Collective photograhed in San Francisco, CA October 23, 2015\u00a9Jay Blakesberg\" width=\"500\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/San-Francisco-Jazz-Collective-5-500x334.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/San-Francisco-Jazz-Collective-5-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/San-Francisco-Jazz-Collective-5-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/San-Francisco-Jazz-Collective-5-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/San-Francisco-Jazz-Collective-5-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-59994\" class=\"wp-caption-text\">SF Jazz Collective photograhed in San Francisco, CA October 23, 2015\u00a9Jay Blakesberg<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Stagione 2016-2017<\/strong><strong>Teatro Manzoni &#8211; Milano<\/strong><\/p>\n<p><strong>12 concerti30 ottobre \u2013 5 marzo<\/strong><\/p>\n<p><strong><em><u>Calendario descrittivo<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Spettacolarit\u00e0, coinvolgimento, creativit\u00e0, originalit\u00e0: sono i tratti che contraddistinguono ancora una volta la rassegna musicale <em>\u201cAperitivo in Concerto\u201d 2016-2017 <\/em>ospitata al Teatro Manzoni di Milano, trentaduesima edizione. Un vero e proprio caleidoscopio di esperienze inusitate. Dodici straordinari eventi con grandissimi artisti, che di rado frequentano o hanno frequentato le sale concertistiche italiane, e con progetti in grado di offrire al pubblico italiano un\u2019emozionante, vitale e approfondita visione d\u2019insieme delle nuove musiche contemporanee, con una grande attenzione alle pi\u00f9 originali proposte che vanno delineando il futuro del jazz e della musica improvvisata, cio\u00e8 di alcune fra le pi\u00f9 significative testimonianze che hanno animato le culture musicali dal Novecento ad oggi. <\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 30 ottobre 2016, ore 11.00\u00a0 &#8211; PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>SF JAZZ COLLECTIVE<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>The Music of Miles Davis &amp; Original Compositions <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Si presenta per la prima volta in Italia questo folgorante ensemble che gi\u00e0 da alcuni anni, negli Stati Uniti, ha prodotto alcune fra le pi\u00f9 significative e interessanti riletture di autori diversi appartenenti alla tradizione del jazz e della musica popolare di origine africano-americana come Joe Henderson, Stevie Wonder, Chick Corea, McCoy Tyner, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ornette Coleman, John Coltrane, Thelonious Monk. Otto eccezionali musicisti (il trombettista Sean Jones, il trombonista Kevin Eubanks, i sassofonisti Miguel Zen\u00f3n e David S\u00e1nchez, il vibrafonista Warren Wolf, il pianista Edward Simon, il contrabbassista Matt Penman e il batterista Obed Calvaire), fra i protagonisti del concertismo improvvisato contemporaneo, presenteranno le lori vibranti reinterpretazioni di alcuni capolavori del jazz moderno e, soprattutto, delle pi\u00f9 belle e attraenti composizioni di quel genio che \u00e8 stato Miles Davis, riproponendo con scrittura agilissima e brillanti contributi solistici il costante riallaccio fra la musica improvvisata e le sue radici popolari africano-americane. <\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 13 novembre 2016, ore 11.00 \u2013 PRIMA E UNICA DATA ITALIANA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>AVI LEBOVICH &amp; THE ORCHESTRA \u2013 feat. Omer Klein<\/strong><\/p>\n<p><strong>La spettacolare orchestra guidata dal trombonista Avi Lebovich\u00a0 racchiude i migliori solisti israeliani in una formula che rilegge e aggiorna il linguaggio <em>mainstream<\/em> delle <em>big band<\/em> degli ultimi trent\u2019anni, senza intenti enciclopedici ma con un fortissimo senso della contemporaneit\u00e0 e della \u201cinclusivit\u00e0\u201d culturale che essa oggi impone: il linguaggio improvvisativo si arricchisce perci\u00f2 di una molteplicit\u00e0 di elementi che provengono da pi\u00f9 tradizioni e che rimescolano in continuazione le carte dell\u2019espressivit\u00e0. L\u2019esibizione dell\u2019orchestra vanta inoltre la presenza, come solista ospite, di uno fra i pi\u00f9 brillanti pianisti israeliani dell\u2019ultima decade, Omer Klein.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 20 novembre 2016, ore 11.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>SLY &amp; ROBBIE meet NILS PETTER MOLVAER <\/strong><\/p>\n<p><strong>feat. Eivind Aarset, Vladislav\u00a0 Delay<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una fra le pi\u00f9 celebri sezioni ritmiche della musica degli ultimi trent\u2019anni, quella formata dai giamaicani Sly Dunbar (batteria) e Robbie Shakespeare (basso), incontra un pioniere dell\u2019electro-jazz come il poetico trombettista Nils Petter Molv\u00e6r, con la collaborazione di due alchimisti dei suoni elettrici e elettronici pi\u00f9 evocativi come il chitarrista Eivind Aarset e il mago dell\u2019elettronica Vladislav Delay. Mondi apparentemente opposti che s\u2019incontrano, timbri e armonie complesse che si fondono in un unico, poderoso e trascinante impulso ritmico dal gusto noir. Un vero evento, all\u2019insegna di una teatralit\u00e0 arcana, in cui si dipanano culture estremamente diverse ma accomunate dallo stessa volont\u00e0 di dialogo e di creativit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 27 novembre 2016, ore 11.00 &#8211;\u00a0\u00a0 PRIMA DATA ITALIANA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>ALEXANDER HAWKINS ENSEMBLE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Del pianista inglese Alexander Hawkins da tempo non si fa che dire tutto il bene possibile. Ed \u00e8 giusto, perch\u00e9 Hawkins, che molti conoscono per le sue proficue collaborazioni con protagonisti della scena musicale improvvisativa britannica quali il batterista Louis Moholo-Moholo e il sassofonista Evan Parker, \u00e8 artista dalla spiccata originalit\u00e0, capace di muoversi con uguale efficacia nel complesso mondo delle avanguardie cos\u00ec come in quello della tradizione. Brillante pensatore musicale, questo pianista di Oxford sa rendere affascinante e persino accessibile una serie di complesse realizzazioni musicali, che s\u2019arricchiscono non solo del suo virtuosismo, ma di un senso poetico che non rinuncia all\u2019indagine, allo scandaglio gettato nel mare di nuove sonorit\u00e0. Hawkins si presenta per la prima volta a Milano a capo di un brillante sestetto che comprende musicisti di eccezionale levatura come il sassofonista Jason Yarde e il contrabbassista Neil Charles, gi\u00e0 collaboratore del celebre batterista Jack DeJohnette.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 4 dicembre 2016, ore 11.00 &#8211; UNICA DATA ITALIANA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>FREDERIC RZEWSKI<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>The People United Will Never Be Defeated \u2013 El Pueblo Unido Jam\u00e1s Ser\u00e1 Vencido<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Dopo lunghi anni di assenza, si ripresenta a Milano uno fra i pi\u00f9 grandi talenti compositivi delle avanguardie storiche americane, l\u2019affascinante pianista virtuoso Frederic Rzewski, autore capace di fondere con infallibile spirito poetico i pi\u00f9 complessi procedimenti delle avanguardie con una ricchezza lessicale che sa toccare ogni genere, dalle tradizioni popolari americane e africano-americane all\u2019improvvisazione. A Milano presenter\u00e0 l\u2019opera che per molti \u00e8 il suo capolavoro e che sicuramente \u00e8 fra i grandi capisaldi della letteratura pianistica del tardo Novecento, le spettacolari, mobilissime, camaleontiche 36 variazioni sulla celebre canzone di Sergio Ortega, <em>El Pueblo Unido Jam\u00e1s Ser\u00e1 Vencido<\/em>, che Rzewski ha composto come contraltare alle celebri <em>Variazioni Diabelli<\/em> di Beethoven. Un vero e proprio evento di grande, grandissima musica.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 11 dicembre 2017, ore 11.00 &#8211; <\/u><\/strong><strong><u>CONCERTO DI NATALE<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>ESTER RADA ENSEMBLE<\/strong><strong>\u00a0 &#8211; <\/strong><strong><u>PRIMA E UNICA DATA ITALIANA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ogni anno, \u201c<em>Aperitivo in Concerto<\/em>\u201d presenta, in prossimit\u00e0 delle feste natalizie, uno spettacolo che sappia coniugare la pi\u00f9 alta qualit\u00e0 ideativa con la capacit\u00e0 d\u2019intrattenere, nella convinzione che la Cultura possa e sappia essere anche un\u2019altissima forma di comunicazione e divulgazione. Ancora una volta \u00e8 stato scelto un progetto capace di innovare e rinnovare la tradizione, come nel caso della spettacolosa cantante etiope-israeliana Ester Rada, interprete che ha dimostrato di saper rileggere con trascinante ed esplosiva vitalit\u00e0 tradizioni come quella etiope e quelle mediorientali all\u2019insegna di una vocalit\u00e0 che trae esempio dalle lezioni di interpreti storiche africano-americane come Ella Fitzgerald, Nina Simone, Aretha Franklin e, in tempi ancora pi\u00f9 vicini a noi, Eryka Badu e Lauryn Hill. Autentico animale da palcoscenico, Ester Rada testimonia la nuova creativit\u00e0 che quotidianamente ormai ci giunge da ogni parte del globo, fondendo linguaggi, culture e tradizioni diverse e dando vita a sincretismi che gi\u00e0 oggi sono la colonna sonora del nostro domani.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 15 gennaio 2017, ore 11.00 &#8211; <\/u><\/strong><u>\u00a0<strong>\u00a0PRIMA E UNICA DATA ITALIANA<\/strong><\/u><\/p>\n<p><strong>VIJAY IYER &amp; WADADA LEO SMITH <\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A Cosmic Rhythm With Each Stroke<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Due appassionati e appassionanti poeti e esploratori dei suoni e dell\u2019improvvisazione: Vijay Iyer e Wadada Leo Smith spingono la musica improvvisata verso nuove frontiere, varcate con la funambolica capacit\u00e0 creativa di chi \u00e8 in possesso delle chiavi di accesso di arcani sistemi lessicali. Musica che sa agire attraverso nuove concezioni del tempo e dello spazio, in un dialogo fitto e intenso che sa per\u00f2 trovare nuove libert\u00e0, nuova scioltezza, nuovi terreni d\u2019incontro. Un duo che sa liberare la musica da lacci e lacciuoli per entrare nel campo della pura libert\u00e0 poetica e che, con la collaborazione del contrabbassista Stephan Crump e del batterista Marcus Gilmore, si trasformer\u00e0 nel corso del concerto anche in un inedito quartetto.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 22 gennaio 2017, ore 11.00\u00a0 &#8211; PRIMA MONDIALE<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>JOE DALEY TUBA TRIO \u2013 feat. Warren Smith &amp; Scott Robinson<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0with special guest Bill Cole<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201cPrayer Rituals: A Quest For Inner Peace\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Strepitoso solista alla tuba (chi non ricorda le sue collaborazioni con Sam Rivers, Howard Johnson, Gil Evans, Charlie Haden, Carla Bley?), pensatore musicale sopraffino, da tempo Joe Daley conduce un\u2019esplorazione, sofisticata e attraente al contempo, delle radici della musica improvvisata africano-americana e dei suoi incontri con altre culture. La sua esibizione a Milano ci permette di ritrovare un musicista straordinario, accompagnato da strumentisti eccelsi che \u00e8 difficile ascoltare di frequente in Italia, come il trombettista Bill Cole, il sassofonista e polistrumentista Scott Robinson, il geniale vibrafonista, batterista e percussionista Warren Smith.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 29 gennaio 2017, ore 11.00 \u2013 PRIMA EUROPEA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>ROSCOE MITCHELL ENSEMBLE<\/strong> <strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Roscoe Mitchell Plays John Coltrane<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Geniale compositore e polistrumentista, fra le anime del multiforme e storico Art Ensemble of Chicago, Roscoe Mitchell non \u00e8 solo un protagonista delle pi\u00f9 creative avanguardie musicali africano-americane, ma un conoscitore profondo delle tradizioni della propria cultura, che affonda le radici nel jazz e nella sua storia. Mitchell, in occasione del cinquantenario della morte di John Coltrane, affronta alcune fra le pi\u00f9 significative pagine coltraniane, rivivificandone lo spirito, cogliendone l\u2019essenza e il pi\u00f9 profondo significato, esaltandone la perenne modernit\u00e0. Un progetto originale, concepito appositamente per \u201c<em>Aperitivo in Concerto<\/em>\u201d, e che vede Mitchell attorniato da musicisti di indiscutibile rilevanza come la violoncellista Tomeka Reid, la violinista Mazz Swift, la contrabbassista Silvia Bolognesi, il contrabbassista Junius Paul, il batterista Vincent Davis.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 5 febbraio 2017, ore 11.00 &#8211; UNICA DATA ITALIANA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>OMER AVITAL QUINTET <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ritorna sulle scene italiane il gruppo di uno fra i pi\u00f9 affermati musicisti di oggi, il contrabbassista israeliano Omer Avital. Trapiantatosi da lunghi anni a New York, Avital non ha mai cessato di condurre una vera e propria esplorazione delle proprie radici culturali marocchino-yemenite. Il mondo delle arcaiche ma ancora vitali tradizioni sefardite, con le sue melodie ascensionali e le sue perorazioni incantatorie e arcane \u00e8 particolarmente presente nell\u2019opera di questo musicista, questa volta a capo di un gruppo di giovanissimi virtuosi israeliani, cui si aggiunge il noto pianista Yonathan Avishai: emerge una serie di lavori ricchi di quella peculiare energia che oggi caratterizza la migliore produzione musicale mediorientale, conscia del proprio passato ma tesa a rifletterlo con innovativi e affascinanti risultati nel nostro presente.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 26 febbraio 2017, ore 11.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>PRIMA DATA EUROPEA E UNICA DATA ITALIANA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>INDUSTRIAL REVELATION with Special Guest Okanomod\u00e9\u00a0 Souldchilde<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il centro del mondo musicale americano, e uno fra i principali perni culturali nel mondo, \u00e8 sicuramente New York. Citt\u00e0 come Chicago, New Orleans, Detroit, Philadelphia hanno sicuramente contribuito a delineare le sorti storiche della musica improvvisata, senza mai scalfire il magnetismo e la capacit\u00e0 d\u2019attrazione della Grande Mela. Persino una vera e propria megalopoli come Los Angeles, con tutto il suo calderone polietnico, pare impallidire di fronte alla ricchezza culturale newyorkese. Industrial Revelation \u00e8 il nome di un eccezionale gruppo di giovani musicisti provenienti da Seattle, citt\u00e0 che negli Stati Uniti \u00e8 ironicamente conosciuta soprattutto per le abitualmente pessime condizioni atmosferiche e che nel mondo \u00e8 assurta a fama musicale per essere stata la culla dello stile \u201cgrunge\u201d e di un gruppo come i Nirvana di Kurt Cobain. Ma i musicisti che compongono Industrial Revelation, e che oggi vanno affermandosi sui principali palcoscenici americani, dimostrano che non solo anche al di fuori di New York esiste una musica improvvisata particolarmente creativa e originale, ma che a Seattle sta nascendo un modo di intendere l\u2019improvvisazione al di fuori degli schemi. \u00c8 una musica, quella degli Industrial Revelation, che ha abbandonato certi contrasti forti, certe dinamiche accese del jazz, concentrandosi su aspetti dell\u2019improvvisazione di gran lunga meno battuti: colpisce nei lavori di questi musicisti l\u2019intenso afflato poetico, la malinconica bellezza dei materiali tematici, l\u2019eleganza degli sviluppi e, al contempo, la capacit\u00e0 di dare una veste drammatica e coinvolgente a un vero e proprio stile che \u00e8 tutt\u2019altro che incline a una grazia accondiscendente. Perch\u00e9 delle tradizioni del jazz gli Industrial Revelation hanno saputo conservare, e persino ampliare, il pathos del cosiddetto \u201cstorytelling\u201d, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di narrare una storia facendone diventare protagonista il pubblico. Esiste oggi, grazie a questi superbi interpreti e strumentisti, un vero e proprio \u201cstile\u201d di Seattle che sembra non casualmente riflettere la complessa introspezione della citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Domenica 5 marzo 2017, ore 11.00\u00a0\u00a0\u00a0 PRIMA E UNICA DATA ITALIANA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>DANIEL ZAMIR QUARTET<\/strong><\/p>\n<p><strong>Daniel Zamir \u00e8 un genio che l\u2019Italia non ha ancora scoperto. Questo incendiario sopranista israeliano, che da anni elabora la tradizione ebraica all\u2019insegna della pi\u00f9 libera e disinibita improvvisazione, \u00e8 stato per anni un segreto ben custodito, che solo il mitico sassofonista e compositore americano John Zorn ha saputo svelare, chiedendo a Zamir di realizzare alcune superbe incisioni per la sua casa discografica, la benemerita Tzadik. Un concerto di Zamir \u00e8 un evento irripetibile, irreplicabile, tanta \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 estatica, una vera e propria trance, in cui egli sa immergersi e sa immergere gli ascoltatori. Erede delle tradizioni yiddish pi\u00f9 mistiche, in cui la danza diventa strumento liberatorio di energie vitali consacrate a Dio, Zamir possiede le chiavi d\u2019accesso a un mondo in cui l\u2019improvvisazione \u00e8 uno strumento di intensa, quasi selvaggia ascesa spirituale, in cui ritmo e melodia sono al servizio di un atto creativo che replica, in ambito terreno, il respiro del Creatore. Raramente \u00e8 dato ascoltare musica cos\u00ec poeticamente e teatralmente capace di creare uno spirito comunitario attorno a una capacit\u00e0 narrativa che ha l\u2019epico piglio e il titanico accento dei grandi Profeti biblici, e che pure, al contempo, \u00e8 capace di comunicare una gioia irrefrenabile e liberatoria. Accompagnato da superbi musicisti, Zamir si avvale delle capacit\u00e0 non meno virtuosistiche del giovane ma gi\u00e0 affermato batterista Amir Bresler (che qualcuno ricorder\u00e0 proprio al Teatro Manzoni, in una memorabile esibizione del gruppo del contrabbassista Avishai Cohen). <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Info Stagione 2016-2017 :<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Abbonamento n. 12 concerti \u20ac 138<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Abbonamenti speciali \u2018coppie\u2019 n. 12 concerti \u20ac 240 (\u20ac 120 cad.)<\/u><\/strong><\/p>\n<p>In vendita alla cassa del Teatro 02 7636901 \u2013 dir.02 763690669 &#8211; 616<\/p>\n<p>Via Manzoni, 42 &#8211; Milano<\/p>\n<p><strong>dal 27 maggio al 30 ottobre<\/strong><\/p>\n<p><strong>posti fissi e numerati<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Prevendita<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Biglietto intero \u20ac 15 + \u20ac 1 prev.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ridotto giovani \u20ac 10 + \u20ac 1 prev.<\/strong><\/p>\n<p><strong>dal 3 ottobre <\/strong><\/p>\n<p>alla cassa del Teatro<\/p>\n<p><strong>posti fissi e numerati<\/strong><\/p>\n<p>Numero Verde 800-914350<\/p>\n<p>Online<\/p>\n<p>www.aperitivoinconcerto.com<\/p>\n<p>www.teatromanzoni.it<\/p>\n<p>www.Ticketone.it + Call Center 892.101<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.aperitivoinconcerto.com\/\">www.aperitivoinconcerto.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stagione 2016-2017Teatro Manzoni &#8211; Milano 12 concerti30 ottobre \u2013 5 marzo Calendario descrittivo Spettacolarit\u00e0, coinvolgimento, creativit\u00e0, originalit\u00e0: sono i tratti che contraddistinguono ancora una volta la rassegna musicale \u201cAperitivo in Concerto\u201d 2016-2017 ospitata al Teatro Manzoni di Milano, trentaduesima edizione. 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