
{"id":59928,"date":"2016-10-10T12:04:03","date_gmt":"2016-10-10T10:04:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59928"},"modified":"2016-10-10T12:04:03","modified_gmt":"2016-10-10T10:04:03","slug":"human-odissea-ribaltata-scena-al-piccolo-teatro-strehler-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59928\/teatro\/human-odissea-ribaltata-scena-al-piccolo-teatro-strehler-milano.html","title":{"rendered":"HUMAN, \u201codissea ribaltata\u201d in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59793\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/it_human850-ok_original-300x225.jpg\" alt=\"it_human850-ok_original\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/it_human850-ok_original-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/it_human850-ok_original-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/it_human850-ok_original-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/it_human850-ok_original.jpg 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Partendo da una considerazione dettata\u00a0 dall&#8217;urgenza di interrogarsi e interrogarci sul significato profondo del concetto di umanit\u00e0, per riflettere su migrazione e integrazione, su umano e disumano viene lecito porsi domande come quelle che seguono:<\/p>\n<p><strong><em>&#8220;Ma noi, come potremmo noi cantare. Per dire cosa?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Che in fondo siamo brave persone? Che di sicuro non proviamo odio? Che la loro tragedia ci coinvolge, ci sconvolge davvero, solo non sappiamo se siamo autorizzati alla piet\u00e0, dove ci porta questa fratellanza forzata, nuova, inquieta\u2026&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le vicissitudini quotidiane con le quali ognuno di noi\u00a0 \u00e8 portato a confrontarsi sin dall\u2019antichit\u00e0, lo sgomento per gli atti insani commesssi\u00a0 in nome della normalit\u00e0, la violenza verbale e non che acceca gli animi, quel senso di vuoto e di impotenza\u00a0 che attanaglia i nostri cuori quando vediamo che non tutto \u00e8 possibile comprendere sono gli argomenti che hanno dato spunto per portare a teatro quanto ognuno di noi va dicendo, sussurrando, urlando, scrivendo ogni giorno.<\/p>\n<p>Lella Costa e Marco Baliani hanno ascoltato, introitato, riflettuto e tradotto in testo teatrale tutto ci\u00f2 in <strong><em><span style=\"text-decoration: line-through;\">HUMAN<\/span><\/em>, \u201codissea ribaltata\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCon la nostra ricerca teatrale vorremmo insinuarci in quella soglia in cui l\u2019essere umano perde la sua connotazione universale, utilizzare le forme teatrali per indagare quanto sta accadendo in questi ultimi anni, sotto i nostri occhi, nella nostra Europa, intesa non solo come entit\u00e0 geografica, ma come sistema \u201coccidentale\u201d di valori e di idee: i muri che si alzano, i fondamentalismi che avanzano, gli attentati che sconvolgono le citt\u00e0, i profughi che cercano rifugio.\u201d<\/p>\n<p>Con questo lavoro teatrale\u00a0 vogliono\u00a0 che lo spettatore esca dal teatro pi\u00f9 consapevole di quanto gli accade intorno e nello stesso tempo vogliono \u201cspiazzarlo, inquietarlo, turbarlo, assediarlo\u00a0 di domande. E insieme incantarlo e divertirlo, ch\u00e9 \u00e8 il nostro mestiere.\u201d<\/p>\n<p>E ci riescono egregiamente.<\/p>\n<p>Ci riesce\u00a0 anche Marras con i suoi costumi,ove predomina il rosso, il colore del sangue, e abiti usati, sistemati uno sugli altri per dare il senso della stratificazione degli accadimenti della storia.Lui che viene da una terra, la Sardegna, che ha visto nel tempo le sue genti andare e venire dal &#8220;continente&#8221; e ben sa cosa si prova in quei viaggi.<\/p>\n<p>Cosi pure Fresu, che dall\u2019analisi di fatti a lui accaduti, ha saputo con la sua musica far vivere lo strazio o\u00a0 il dolore o lo stupore di quanto si andava raccontando<\/p>\n<p>In un\u2019ora e quaranta minuti una serie di quadri induce lo spettatore ad essere attento e a chiedersi cosa viene dopo. Quadri scenici che partono dalla storia di Ero e Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte del fiume Ellesponto costretti a vedersi\u00a0 di nascosto e solo quando il mare lo permette; alla carretta con i migranti che nel mar di Sicilia sono in balia delle onde che li travolgono, li annegano, li\u00a0 sprofondano negli abissi sotto gli occhi di chi impotente vorrebbe salvarli tutti o deve tapparsi le orecchie per non sentire le loro voci; ad Ettore che porta sulle sue spalle Anchise e per mano il figlioletto che fuggono da Troia per approdare in luoghi lontani dalla terra natia; a Giuseppe e Maria costretti a fuggire per sottrarsi alla persecuzione:<strong>cosi come, oggi come ieri, coloro che per lavoro, ricerca di cibo, per guerre sono costretti a migrare verso l\u2019incognito.<\/strong><\/p>\n<p>Lella Costa, Marco Baliani\u00a0 e quattro giovani attori (David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis e Luigi Pusceddu) con la loro interpretazione, \u201csenza rinunciare all\u2019ironia, perch\u00e9 solo il teatro sa toccare nodi conflittuali terribili con la leggerezza del sorriso, la visionariet\u00e0 delle immagini, l\u2019irriducibilit\u00e0 della poesia.\u201d, fanno si che lo spettatore esca, s\u00ec consapevole,ma anche divertito, come avviene\u00a0 nei due quadri della casalinga veneta, che pur essendo figlia di una regione che ha avuto pi\u00f9 di una generazione di migranti, fa delle riflessioni sul fenomeno attuale cos\u00ec come fan moltissimi, indipententemente dalla loro estrazione sociale. Una casalinga\u00a0 magistralmente interpretata da Lella Costa.<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 in scena sino al 14 ottobre al Piccolo Teatro Strehler, Largo Greppi, Milano<\/p>\n<p>La redazione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partendo da una considerazione dettata\u00a0 dall&#8217;urgenza di interrogarsi e interrogarci sul significato profondo del concetto di umanit\u00e0, per riflettere su migrazione e integrazione, su umano e disumano viene lecito porsi domande come quelle che seguono: &#8220;Ma noi, come potremmo noi cantare. Per dire cosa? Che in fondo siamo brave persone? 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