
{"id":59873,"date":"2016-10-05T17:47:41","date_gmt":"2016-10-05T15:47:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59873"},"modified":"2016-10-05T17:47:41","modified_gmt":"2016-10-05T15:47:41","slug":"pino-pinelli-la-rottura-del-quadro-spazio-paepa-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59873\/arte\/pino-pinelli-la-rottura-del-quadro-spazio-paepa-milano.html","title":{"rendered":"PINO PINELLI La Rottura del Quadro SPAZIO PAePA Milano"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59874\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/LOWPittura-R.-2011-45x60-cm-4-elementi-300x200.jpg\" alt=\"LOWPittura R. 2011 - 45x60 cm -  4 elementi\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/LOWPittura-R.-2011-45x60-cm-4-elementi-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/LOWPittura-R.-2011-45x60-cm-4-elementi-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/LOWPittura-R.-2011-45x60-cm-4-elementi-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/LOWPittura-R.-2011-45x60-cm-4-elementi.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div align=\"center\">PINO PINELLI<\/div>\n<div align=\"center\">\n<div>La Rottura del Quadro.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A cura di Giorgio\u00a0Bonomi<\/div>\n<div>SPAZIO PAePA |\u00a0Via Alberto Mario 26\/b \u00a0Milano<\/div>\n<div>5 ottobre \u2013 20 novembre 2016<\/div>\n<div>Opening: giovded\u00ec 5 ottobre | Ore 19.00<\/div>\n<div>Da mercoled\u00ec 5 ottobre, fino al 20 novembre 2016, presso lo Spazio PAePA di Milano (via Alberto Mario 26\/b), diretto da Giuliano e Nunzia Papalini, va in scena una raffinata personale di Pino Pinelli.<\/div>\n<div>Un progetto espositivo dal titolo \u201cLa rottura del Quadro\u201d curato da Giorgio Bonomi, per celebrare il quarantennale della grande intuizione del Maestro che nel 1976 rompe i rassicuranti confini del quadro e dissemina la sua pittura nello Spazio.<\/div>\n<div>Ma \u2013 come sottolinea il curatore &#8211; \u00a0lo fa in modo organizzato, \u201csenza disperdere caoticamente i frammenti. Al contrario questi, dopo la forza centrifuga della \u2018esplosione\u2019, subiscono una forza centripeta che riporta ordine e forma a quei \u2018pezzi\u2019 che divengono componenti elementari di una totalit\u00e0 pi\u00f9 complessa: l\u2019opera\u201d.<\/div>\n<div>La mostra ripercorre l\u2019intero percorso della sua ricerca artistica con una serie di opere che evidenziano le diverse declinazioni della \u201cfrattura\u201d, a cominciare da una delle prime: \u201cPittura Gr.\u201ddel 1977, passando per \u201cPittura Bl.\u201d del 1996, fino a una decina di lavori realizzati appositamente per l\u2019esposizione.<\/div>\n<div>\u201c<i>E\u2019 nel 1976, con Pittura GR<\/i> \u2013 spiega Giorgio Bonomi &#8211; c<i>he si origina la \u2018rottura del quadro\u2019, la sua frammentazione, la sua dislocazione: la \u2018disseminazione\u2019, concetto, e pratica, questo che va molto al di l\u00e0, di un semplice \u2018spargimento\u2019. Il lavoro sopracitato \u00e8 un rettangolo \u2018virtuale\u2019, in quanto \u00e8 composto dai quattro angoli del poligono equiangolo con il vuoto al centro e nelle interruzioni dei quattro lati. I quattro elementi angolari hanno uno spessore di circa cinque centimetri e sono ricoperti di flanella non preparata grigia. Da qui poi Pinelli, nell\u2019arco di un quarantennio, svilupper\u00e0 le sue disseminazioni multiple, le sue traiettorie; user\u00e0 altri materiali; arricchir\u00e0 le cromie con i colori fondamentali da cui derogher\u00e0 pochissime volte; ma non abbandoner\u00e0 mai la forma quadrangolare \u2013 infatti al \u201crettangolo tagliato\u201d affiancher\u00e0 anche il \u2018quadrato tagliato\u2019 \u2013 spezzata nei quattro lati, oppure solo in due, \u00a0il \u2018vuoto\u2019 al\u00a0centro dell\u2019opera avr\u00e0 in alcuni casi una forma a \u201ccroce\u201d, in pi\u00f9 il materiale sar\u00e0 quello \u2018vellutato\u2019, tipico dell\u2019artista, le superfici saranno anche parzialmente \u2018rigonfie\u2019 o \u2018solcate\u2019, i colori essenzialmente i primari e, a volte, i complementari, oltre al bianco e il nero<\/i>\u201d.<\/div>\n<div>Disponibile in Galleria un catalogo con le foto delle opere in mostra e un saggio critico di Giorgio Bonomi (edizioni Quaderni PAePA).<\/div>\n<div>Spazio PAePA<\/div>\n<div>Via Alberto Mario 26\/b<\/div>\n<div>Telefono 348 2314811 &#8211; +39 02 39401170<\/div>\n<div>Orari apertura: lun. &#8211; ven. 10,00 \/ 12,30 &#8211; 15,30 \/ 19,00 &#8211;\u00a0sabato su appuntamento<\/div>\n<div>Ingresso libero<\/div>\n<div>Pino Pinelli, cenni biografici<\/div>\n<div>Pino Pinelli \u00a0nasce a Catania nel 1938 dove frequenta gli studi artistici. Arriva a Milano nel 1964 dove la comunit\u00e0 artistica, che ruota intorno al mitico Bar Giamaica, \u00e8 animata, oltre che dal maestro per eccellenza, Lucio Fontana, \u00a0dalle \u201cprovocazioni\u201d dadaiste di Piero Manzoni e dal genio inquieto di Enrico Baj. \u00a0Intorno a loro una schiera di artisti, giovani e meno giovani, \u00a0alla ricerca di una identit\u00e0, del colpo di genio, del grande gesto, che \u00a0li consacri definitivamente aprendogli la strada del successo che non sempre arriva per tutti.<\/div>\n<div>Pino Pinelli guarda, osserva, annusa, ma da buon siciliano non si butta nella mischia. Lui \u00e8 un pittore e alle provocazioni ( anche se \u00a0adora quelle di Manzoni) \u00a0preferisce la pittura.\u00a0E\u2019 pi\u00f9 nelle sue corde. Tuttavia sente \u00a0il richiamo dello spazio. Di quell\u2019immensa superficie aperta da Fontana \u00a0con il suo \u00a0\u201ctaglio\u201d \u00a0 liberatorio. \u00a0Inizialmente aderisce e diventa subito uno dei protagonisti di quella corrente che Filiberto Menna definisce \u201cPittura Analitica\u201d nella quale si distingue per la monocromaticit\u00e0 dei suoi lavori . Giorgio Griffa, Claudio Olivieri, Claudio Verna, tra gli altri, sono suoi compagni di strada. Ma il suo carattere inquieto e passionale e il sacro fuoco della ricerca da cui \u00e8 costantemente animato lo spingono oltre.<\/div>\n<div>Anche lui, come Fontana, si sente soffocare all\u2019interno del quadro, vuole \u00a0superare quel limite, varcare quella soglia, senza per\u00f2 rinunciare alla pittura. \u00a0Ed ecco che arriva la grande intuizione: con un gesto altrettanto definitivo, Pinelli \u201cstraccia\u201d la \u00a0tela. La riduce in tanti \u201cframmenti\u201d che dissemina in modo organizzato nello spazio. E\u2019 la met\u00e0 degli anni \u201970 e inizia cos\u00ec la lunga e fortunata stagione delle disseminazioni che diventano il codice interpretativo della sua ricerca. Un linguaggio chiaro e inconfondibile che partendo dalla ideale &#8220;rottura&#8221; \u00a0del quadro si concretizza collocando in uno spazio definito, ma potenzialmente infinito, i \u00a0suoi \u00a0&#8220;frammenti &#8220;, le sue \u00a0&#8220;scaglie\u201d che nel loro insieme vanno a ricomporre l&#8217;opera sulla parete, riconfigurandosi secondo una nuova relazione con la spazialit\u00e0.<\/div>\n<div>Una operazione di grande valore concettuale che \u2013 come spiega il critico Bruno Cor\u00e0 \u2013 \u00a0rimanda alla concezione spaziale dei Quanta sviluppata negli anni Sessanta da Lucio Fontana.Intensa la sua attivit\u00e0 espositiva con mostre personali in spazi pubblici e privati in Italia e all&#8217;estero.<\/div>\n<div>Tra le pi\u00f9 significative quelle al Kunstverein Villa Franck di Ludwigsburg, al Mus\u00e8e d&#8217;Art di Langres, alla Versiliana di Forte dei Marmi. Ha inoltre partecipato a numerose collettive in importanti musei, tra i quali: la Galleria Civica di Torino, il Mus\u00e8e d&#8217;Art moderne di Parigi, la Galleria Nazionale di Roma, Villa Arson di Nizza, la Kunsthalle di Darmstadt, il Palazzo della Permanente di Milano, la Landsgalerie di Linz, la Dumontkunsthalle di Colonia, la Galleria d&#8217; Arte Moderna di Bologna, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Mann di Mosca. E&#8217; stato invitato alle edizioni del 1986 e del 1997 della Biennale di Venezia e a quelle del 1986 e del 2005 della Quadriennale di Roma. Le sue opere sono entrate in prestigiose collezioni e un suo lavoro \u00e8 esposto in permanenza al Museo del Novecento di Milano.<\/div>\n<h1><\/h1>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PINO PINELLI La Rottura del Quadro. 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