
{"id":59833,"date":"2016-10-03T16:54:59","date_gmt":"2016-10-03T14:54:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59833"},"modified":"2016-10-03T16:54:59","modified_gmt":"2016-10-03T14:54:59","slug":"giancarlo-ossola-palazzo-della-permanente-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59833\/arte\/giancarlo-ossola-palazzo-della-permanente-milano.html","title":{"rendered":"Giancarlo Ossola  Palazzo della Permanente Milano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-59834\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/GiancarloOssola_interno_olio-su-tela_1977_50x50-400x400.jpg\" alt=\"GiancarloOssola_interno_olio su tela_1977_50x50\" width=\"400\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/GiancarloOssola_interno_olio-su-tela_1977_50x50-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/GiancarloOssola_interno_olio-su-tela_1977_50x50-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/GiancarloOssola_interno_olio-su-tela_1977_50x50-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/GiancarloOssola_interno_olio-su-tela_1977_50x50.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-59835\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/Giancarlo-Ossola_fonderia-raggio-di-luce_olio-su-tela_1995-96_80x120-266x400.jpg\" alt=\"Giancarlo Ossola_fonderia raggio di luce_olio su tela_1995-96_80x120\" width=\"266\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/Giancarlo-Ossola_fonderia-raggio-di-luce_olio-su-tela_1995-96_80x120-266x400.jpg 266w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/Giancarlo-Ossola_fonderia-raggio-di-luce_olio-su-tela_1995-96_80x120-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/10\/Giancarlo-Ossola_fonderia-raggio-di-luce_olio-su-tela_1995-96_80x120.jpg 582w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/p>\n<p><strong>Giancarlo Ossola<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019inquietudine dello spazio<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a cura di Cristina Sissa<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con testi di Chiara Gatti e Alberto Pellegatta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>inaugurazione<\/em><\/strong><strong> luned\u00ec 3 ottobre ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p><em>sede<\/em> Museo della Permanente, via Filippo Turati 34, 20121 Milano<\/p>\n<p><em>apertura al pubblico<\/em> \u00a0<strong>4 &#8211; 22 ottobre 2016<\/strong><\/p>\n<p><em>orari<\/em> da luned\u00ec a sabato 10.00 &#8211; 13.00 e 14.30 &#8211; 18.30<\/p>\n<p><em>ingresso libero<\/em><\/p>\n<p>Il Museo della Permanente inaugura la stagione espositiva con una <strong>importante retrospettiva dedicata, a un anno dalla scomparsa, a un maestro milanese che ha legato parte della sua esperienza alla storia dell&#8217;Istituzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Giancarlo Ossola ha attraversato da protagonista il secondo Novecento, \u00e8 stato un pittore colto, amico di Vittorio Sereni e presentato, oltre che dai maggiori critici italiani (da Tassi a Arcangeli, da De Micheli a Giovanni Testori ecc.), anche da Giovanni Raboni. La specificit\u00e0 del suo lavoro, anticipatore di linguaggi e tematiche poi riprese da artisti pi\u00f9 giovani che ancora oggi avvertono l\u2019attualit\u00e0 della sua proposta, sta altres\u00ec nell\u2019apparato teoretico di saggi e articoli che fanno di lui un personaggio unico, attivo come curatore di mostre che hanno animato l\u2019\u00abet\u00e0 dell\u2019oro\u00bb della cultura milanese, negli anni sessanta e settanta.<\/p>\n<p><strong>La mostra antologica presenta una selezione di circa 50 opere, oli su tela, che ripercorrono l&#8217;evoluzione del suo pensiero, i suoi temi e il suo inconfondibile stile<\/strong>. Pittore milanesissimo, ha sempre lavorato nel silenzio notturno di via Pastrengo, applicando per prime le categorie prospettiche, creando una sintassi dell\u2019opera, fatta di margini dissolti nel gesto istintivo. La sua \u00e8 stata una ricerca costante sulle possibilit\u00e0 stesse del mezzo pittorico, come indagine sui significati intravisti nelle cose, sui sentimenti appena percepibili. Gli oggetti e i paesaggi compongono la scena, ma \u00e8 lo sguardo ci\u00f2 che il pittore ci propone, non le cose.<\/p>\n<p>Si parte allora dagli esordi, dalla violenza deformante della guerra e dall\u2019esplorazione di un mondo sommerso che, disceso nelle profondit\u00e0 della mente, riaffiora rifatto. Una luna sconsacrata illumina le cose, sulle scrivanie si depositano \u00abgli strumenti umani\u00bb e le sedie conservano residui di chi se ne \u00e8 gi\u00e0 andato. I pavimenti sprofondano in altre storie, in paesaggi sognati tra corpuscoli di luce, briciole, polveri, descritte come presenze lampeggianti. E i panorami che si allargano improvvisi sulle pareti, come muffe e macchie enigmatiche, contengono fascinazioni fiabesche. I laboratori, le fabbriche, le officine non sono le tristi retoriche dell\u2019abbandono, dell\u2019archeologia, ma si riaccendono di colori. I lavori pi\u00f9 recenti ci depistano, nascondendo dietro alla quiescenza il delirio che disorienta, il thriller.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Ossola ha descritto l\u2019ansia e l\u2019opacit\u00e0 contemporanea con grande efficacia. Se negli anni settanta (opere come le <em>Cosmogonie<\/em>) ha privilegiato il disegno come strumento ideale, anche nel successivo lavoro a olio la mano sembra guidata da una musica interna &#8211; si tratta, non a caso, di <em>Ritmi vegetali<\/em>. Con la deflagrazione del nucleo, gli oggetti cominciano poi a vagare nel vuoto, proiettati da una forza eruttiva, magmatica, seguendo un movimento a cono, centrifugo, che dal centro si disperde verso le periferie della scena. Sono gli anni delle <em>Memorie epiche<\/em> e della riscoperta degli interni. Non pu\u00f2 sfuggire l\u2019incontro dell\u2019artista con le incisioni di Seghers, con quei paesaggi fatti di materia cerebrale, cos\u00ec misteriosi, pieni di rami contorti, stratificati. La vita emerge da un indistinto nucleo primordiale. Le molecole viaggiano nello spazio e lo configurano. Ossola stesso parla di <em>Oggetti intermedi<\/em>, non descritti, cifre di una scrittura nervosa, impellente. Quando gli oggetti troveranno il loro posto, definendo chiaramente gli spazi, le stanze, gli interni, le piazze, il profilo della Milano industriale delle periferie, allora saremo nell\u2019ultima fase, forse pi\u00f9 nota, della sua produzione. Non solo di interni, ma strade che si aprono; la citt\u00e0 ci si offre col suo orizzonte bassissimo. Le tematiche sono luoghi: \u00abQueste \u201cperiferie della civilt\u00e0\u201d sono terreno riservato all\u2019arte, alla poesia, all\u2019immaginazione, all\u2019evocazione\u2026 sono serbatoi di una realt\u00e0 declassata e di un\u2019umanit\u00e0 latente. Gli spazi marginali si sottraggono al controllo umano. Luoghi dove l\u2019uomo ha cessato di operare, involucri d\u2019industrie, terre di nessuno, fasce intermedie, angoli inutilizzabili\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>Biografia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Giancarlo Ossola<\/strong> (Milano 1935 \u2013 2015) tiene la sua prima mostra personale, presentata da Mario De Micheli, al Salone dell&#8217;Annunciata di Milano nel 1961. Nel 1963 vince il primo premio San Fedele. Partecipa, in Italia e all&#8217;estero, a numerose rassegne pubbliche di gruppo, di generazione, ricognizioni della pittura contemporanea ed allestisce una serie ininterrotta di mostre personali, in particolare alla Galleria Bergamini di Milano negli anni settanta e alla Galleria Appiani Arte 32 negli anni ottanta e novanta. Tiene numerose antologiche in sedi pubbliche, fra cui Palazzo Sarcinelli di Conegliano (1993), Palazzo Sertoli a Sondrio (1996-97), al Museo Epper di Ascona (1998). Del suo lavoro si interessano, tra gli altri, importanti critici come Marco Valsecchi, Luigi Carluccio, Roberto Tassi, Gianfranco Bruno, Gian Alberto Dell\u2019Acqua, Giovanni Testori, Dante Isella, Vittorio Sereni, Giovanni Raboni. Nel 2011 partecipa alla 54\u00b0 Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi e nel 2014 a Nati nei \u201930. Milano e la generazione di Piero Manzoni, a cura di Elena Pontiggia e Cristina Casero. Si \u00e8 dedicato per decenni all&#8217;organizzazione culturale, curatore di rassegne pubbliche, in particolare al Museo della Permanente di Milano, e ha rivestito incarichi istituzionali.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Giancarlo Ossola L\u2019inquietudine dello spazio a cura di Cristina Sissa\u00a0 con testi di Chiara Gatti e Alberto Pellegatta inaugurazione luned\u00ec 3 ottobre ore 18.00 sede Museo della Permanente, via Filippo Turati 34, 20121 Milano apertura al pubblico \u00a04 &#8211; 22 ottobre 2016 orari da luned\u00ec a sabato 10.00 &#8211; 13.00 e 14.30 &#8211; 18.30 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59833\/arte\/giancarlo-ossola-palazzo-della-permanente-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Giancarlo Ossola  Palazzo della Permanente Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":59834,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[18657,17,8043],"class_list":["post-59833","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-giancarlo-ossola","tag-milano","tag-palazzo-della-permanente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59833","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59833"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59833\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59836,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59833\/revisions\/59836"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59834"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59833"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59833"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59833"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}