
{"id":59770,"date":"2016-09-29T08:32:57","date_gmt":"2016-09-29T06:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59770"},"modified":"2016-09-29T08:32:57","modified_gmt":"2016-09-29T06:32:57","slug":"antonio-calderara-lac-lugano-arte-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59770\/spettacoli\/antonio-calderara-lac-lugano-arte-cultura.html","title":{"rendered":"ANTONIO CALDERARA Lac Lugano Arte e Cultura"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-59771\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/image002-5-500x341.jpg\" alt=\"image002 (5)\" width=\"500\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/image002-5-500x341.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/image002-5-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/image002-5-768x523.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/image002-5.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/div>\n<div><span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\">&#8220;Una luce senza ombre&#8221; &#8211; ANTONIO CALDERARA<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\">2 ottobre 2016 &#8211; 22 gennaio 2017<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\">Lac Lugano Arte e Cultura<\/span><\/div>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">Parallelamente alla mostra dedicata a Paul Signac, il Museo d\u2019arte della Svizzera italiana <\/span><span style=\"font-size: large;\">prosegue la sua riflessione su alcuni momenti e figure che hanno segnato la storia della<\/span> <span style=\"font-size: large;\">pittura moderna e contemporanea presentando, dal 2 ottobre al 22 gennaio 2017, una <\/span><span style=\"font-size: large;\">grande retrospettiva che ripercorre l\u2019opera di Antonio Calderara.<\/span> <span style=\"font-size: large;\">L\u2019esposizione intende presentare al grande pubblico la ricerca artistica di questa singolare <\/span><span style=\"font-size: large;\">figura del panorama artistico italiano del Novecento, che partendo dalle riflessioni sugli<\/span> <span style=\"font-size: large;\">elementi costitutivi del linguaggio pittorico \u00e8 approdato a un\u2019astrazione che nella sua <\/span><span style=\"font-size: large;\">radicalit\u00e0 appare perfettamente in sintonia con le coeve esperienze del minimalismo<\/span> <span style=\"font-size: large;\">internazionale.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">Attraverso un\u2019accurata indagine critica, il Museo riporta l\u2019attenzione su questo grande maestro della <\/span><span style=\"font-size: large;\">pittura aniconica con una retrospettiva che evidenzia la dimensione internazionale della sua opera e<\/span><span style=\"font-size: large;\"> l<\/span><span style=\"font-size: large;\">\u2019attualit\u00e0 della sua poetica nel panorama contemporaneo. Inserita nell\u2019ambito della programmazione <\/span><span style=\"font-size: large;\">espositiva riservata ai protagonisti della pittura insieme alla mostra dedicata a Paul Signac (visitabile<\/span> <span style=\"font-size: large;\">fino all\u20198 gennaio 2017), l\u2019esposizione instaura un dialogo tra due artisti di primo piano della storia <\/span><span style=\"font-size: large;\">dell\u2019arte del Novecento che hanno concentrato la loro ricerca attorno al tema della luce.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">Antonio Calderara (1903-1978), figura appartata del panorama artistico italiano per molti versi <\/span><span style=\"font-size: large;\">paragonabile a quella di Giorgio Morandi, si avvicina all\u2019arte da autodidatta negli anni Venti, dopo aver<\/span> <span style=\"font-size: large;\">abbandonato gli studi in ingegneria al Politecnico di Milano. Da questa decisione radicale prende il <\/span><span style=\"font-size: large;\">via un percorso affascinante e complesso che disegna una traiettoria singolare e totalmente<\/span> <span style=\"font-size: large;\">autonoma, ma di altissimo valore, all\u2019interno della storia dell\u2019arte italiana del Novecento.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">La pittura di Calderara degli anni Venti e Trenta, contraddistinta da paesaggi e scene domestiche, <\/span><span style=\"font-size: large;\">appare saldamente radicata nella tradizione lombarda, muovendosi lungo due direttrici generali che<\/span> <span style=\"font-size: large;\">ne definiscono le referenze stilistiche: da un lato la tradizione del Divisionismo, dall\u2019altra l\u2019esperienza <\/span><span style=\"font-size: large;\">milanese di Novecento. Caratterizzata da semplificazioni plastiche e da una luce chiara in cui si<\/span> <span style=\"font-size: large;\">avvertono gli echi di Piero della Francesca \u2013 maestro di luce e di matematiche armonie che sar\u00e0 per i<\/span><span style=\"font-size: large;\">l pittore un punto di riferimento costante \u2013 e di Georges Seurat, la pittura di Calderara appare<\/span> <span style=\"font-size: large;\">segnata nei decenni successivi da un intimismo stilizzato, vicino alle esperienze del Realismo magico. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Intorno alla met\u00e0 degli anni Trenta, in un ristretto gruppo d\u2019opere di grandissima qualit\u00e0, Calderara<\/span> <span style=\"font-size: large;\">dimostra di aver ormai raggiunto una piena maturit\u00e0 espressiva. Al culmine di questa fase, in cui <\/span><span style=\"font-size: large;\">l\u2019artista sembra aver trovato finalmente la propria strada attraverso un pieno dominio delle forme e<\/span> <span style=\"font-size: large;\">dei volumi, sottoposti alla semplificazione di un grafismo geometrizzante e torniti dalla luce, si <\/span><span style=\"font-size: large;\">comincia gi\u00e0 ad avvertire l\u2019emergere di un nuovo paradigma che si manifesta in un crescente gusto<\/span> <span style=\"font-size: large;\">per le pennellate libere e le vibrazioni luminose. I decenni successivi sono infatti segnati da un<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">progressivo disfacimento delle forme nelle vibrazioni luministiche grazie alla tecnica delle velature, <\/span><span style=\"font-size: large;\">mentre i formati dei dipinti si fanno sempre pi\u00f9 piccoli, fino a rasentare la miniatura.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">A segnare una svolta decisiva nella sua pittura \u00e8 il passaggio, nel 1959, all\u2019astrazione, in cui ogni <\/span><span style=\"font-size: large;\">riferimento alla figura \u00e8 abbandonato in favore di un\u2019assoluta non-oggettivit\u00e0. Un processo che<\/span> <span style=\"font-size: large;\">matura lentamente a partire dal 1954, dopo l\u2019incontro con la pittura di Mondrian. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Trasferitosi di nuovo a Milano al termine della guerra, Calderara rompe in parte l\u2019isolamento dei<\/span> <span style=\"font-size: large;\">decenni precedenti, inserendosi nel vivace e dinamico contesto culturale del capoluogo lombardo.<\/span><span style=\"font-size: large;\">Vicino a Lucio Fontana, Piero Manzoni, Dadamaino, Gianni Colombo ed Enrico Castellani per affinit\u00e0<\/span> <span style=\"font-size: large;\">concettuali e teoriche, Calderara trova nella Milano della seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta, in cui si <\/span><span style=\"font-size: large;\">respira una voglia d\u2019infinito e un\u2019aspirazione a un grado zero dell\u2019arte, le condizioni ideali per<\/span> <span style=\"font-size: large;\">arricchire e nutrire le riflessioni che guidano la sua evoluzione pittorica. Nei dipinti degli anni <\/span><span style=\"font-size: large;\">Sessanta e Settanta, quasi sempre di piccolo formato, prende cos\u00ec corpo una luce-colore che traduce <\/span><span style=\"font-size: large;\">la sua aspirazione a \u201cdipingere il nulla, il vuoto, che \u00e8 il tutto, il silenzio, la luce, l\u2019ordine, l\u2019armonia.<\/span> <span style=\"font-size: large;\">L\u2019infinito\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 grazie a questa rigorosa astrazione che Calderara ottiene importanti riconoscimenti internazionali, <\/span><span style=\"font-size: large;\">conquistando grande attenzione soprattutto in area tedesca, dove la sua opera presentata<\/span> <span style=\"font-size: large;\">nell\u2019ambito di numerose mostre personali e collettive conquista rapidamente una larga schiera di <\/span><span style=\"font-size: large;\">ammiratori.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">La mostra<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">Prima grande retrospettiva di Calderara in Svizzera dopo quella curata da Jean-Christophe Ammann <\/span><span style=\"font-size: large;\">al Kunstmuseum di Lucerna nel 1969, la mostra comprende quasi 200 opere, provenienti da musei<\/span> <span style=\"font-size: large;\">e collezioni private europee, che permettono di documentare nella sua interezza la singolare <\/span><span style=\"font-size: large;\">traiettoria che questo artista ha disegnato all\u2019interno del panorama artistico italiano del Novecento.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">Dispiegandosi cronologicamente lungo tre sezioni principali, l\u2019allestimento prende avvio dalle opere <\/span><span style=\"font-size: large;\">figurative degli anni Venti e Trenta, marcate dalla vicinanza al Novecento italiano, per poi soffermarsi<\/span> <span style=\"font-size: large;\">sul periodo degli anni Quaranta e Cinquanta, caratterizzato dal progressivo passaggio all\u2019astrazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">La sezione pi\u00f9 ampia della mostra si concentra invece sulla ricca produzione astratta degli anni <\/span><span style=\"font-size: large;\">Sessanta e Settanta che ha decretato il successo internazionale dell\u2019artista.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight, Italic;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight, Italic;\"><i>Antonio Calderara. Una luce senza ombre <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\">vuole evidenziare il valore internazionale della ricerca<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">astratta di Calderara, la quale non conosce molti altri esempi in area italiana per la sua radicalit\u00e0,<\/span> <span style=\"font-size: large;\">perfettamente in sintonia con le coeve esperienze europee che tendono al grado zero della pittura.<\/span><span style=\"font-size: large;\">Pur partendo dalle esperienze maturate all\u2019interno dell\u2019arte concreta della prima met\u00e0 del Novecento,<\/span> <span style=\"font-size: large;\">l\u2019opera di Calderara evolve in una direzione diversa che lo avvicina a quegli artisti americani,<\/span><span style=\"font-size: large;\">variamente collocabili tra Espressionismo astratto, Color field e Minimalismo, che negli anni<\/span> <span style=\"font-size: large;\">Cinquanta e Sessanta esplorano, a partire da un linguaggio formale ridotto al minimo, le potenzialit\u00e0 <\/span><span style=\"font-size: large;\">del colore sulla base di una forte tensione spirituale e di un\u2019aspirazione alla trascendenza. Uno degli<\/span> <span style=\"font-size: large;\">elementi che maggiormente lega Calderara ad artisti quali Ad Reinhardt, Mark Rothko, Barnett <\/span><span style=\"font-size: large;\">Newman e Agnes Martin \u00e8 proprio la comune aspirazione ad ampliare la superficie del dipinto in una<\/span> <span style=\"font-size: large;\">dimensione spirituale. Nelle opere che Calderara dipinge a partire dal 1960, quello che lo spettatore <\/span><span style=\"font-size: large;\">si trova di fronte, infatti, non \u00e8 pi\u00f9 uno spazio ottico-percettivo, ma piuttosto \u201cuno spazio mentale\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">Realizzata, grazie alla collaborazione con la Fondazione Antonio e Carmela Calderara, l\u2019ultima sezione <\/span><span style=\"font-size: large;\">della mostra \u00e8 costituita da un\u2019ampia selezione di opere provenienti dalla collezione che l\u2019artista ha<\/span> <span style=\"font-size: large;\">raccolto attraverso una fitta serie di scambi con artisti a lui legati da rapporti di amicizia o di stima, <\/span><span style=\"font-size: large;\">quali Josef Albers, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Yves Klein, Dadamaino, Fran\u00e7ois Morellet, Max Bill,<\/span> <span style=\"font-size: large;\">Jan Schoonhoven, Almir Mavignier e Reimer Jochims. In questa sezione le opere dello stesso <\/span><span style=\"font-size: large;\">Calderara dialogano con quelle dei suoi colleghi, dimostrando in questo modo non solo le affinit\u00e0 e le<\/span> <span style=\"font-size: large;\">assonanze che legano la sua opera a molte delle ricerche pi\u00f9 avanzate degli anni Sessanta e <\/span><span style=\"font-size: large;\">Settanta, ma anche la straordinaria singolarit\u00e0 del suo percorso.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">Nella primavera del 2017 il Kunstmuseum Winterthur riprender\u00e0 parzialmente la mostra, <\/span><span style=\"font-size: large;\">concentrando la sua attenzione sulla ricezione dell\u2019opera di Calderara al Nord delle Alpi.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">La Collezione Calderara<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">Grazie al riconoscimento internazionale che incontr\u00f2 il suo lavoro a partire dai primi anni Sessanta, <\/span><span style=\"font-size: large;\">Calderara ebbe modo di costruire una fitta rete di amicizie con colleghi le cui ricerche erano affini <\/span><span style=\"font-size: large;\">alle sue. Grazie agli scambi di opere con questi artisti, egli riusc\u00ec a costituire, nel corso del tempo, un <\/span><span style=\"font-size: large;\">nucleo sempre pi\u00f9 ampio di dipinti e sculture che ben rappresentano il contesto all\u2019interno del quale <\/span><span style=\"font-size: large;\">si colloca il suo lavoro. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Calderara cominci\u00f2 a maturare l\u2019idea di dare una sede stabile a questo insieme nel 1971, come si <\/span><span style=\"font-size: large;\">evince da una lettera che l\u2019artista indirizz\u00f2 a Virgilio Guidi: \u201cCaro Guidi, non appena mi verr\u00e0 libera <\/span><span style=\"font-size: large;\">una casetta davanti alla mia casa di Vacciago ho in animo di raccogliere la mia collezione, circa 80 <\/span><span style=\"font-size: large;\">opere di avanguardia\u201d. Attingendo alla vastissima rete di amicizie e contatti, italiani e stranieri, che si <\/span><span style=\"font-size: large;\">era creato, Calderara riusc\u00ec, negli anni successivi, ad ampliare ulteriormente questa raccolta che <\/span><span style=\"font-size: large;\">venne a riassumere un\u2019ampia parte delle ricerche neoconcrete e ottico-percettive della seconda <\/span><span style=\"font-size: large;\">met\u00e0 del Novecento. La raccolta ancor oggi conservata nella casa-museo di Vacciago d\u2019Ameno<\/span><span style=\"font-size: large;\">secondo la disposizione immaginata dall\u2019artista stesso, venne completata nel 1976, e comprende<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">271 opere di 133 artisti diversi.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\">Intitolata <\/span><\/span><i><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight, Italic;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight, Italic;\">La storia di Antonio Calderara e una scelta di artisti contemporanei suoi amici<\/span><\/span><\/i><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\">, la collezione,<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\">in cui sono incluse anche una cinquantina di opere dello stesso Calderara, non \u00e8 solo l\u2019espressione <\/span><span style=\"font-size: large;\">dei gusti e della visione del mondo del suo creatore e il riconoscimento dei suoi numerosissimi <\/span><span style=\"font-size: large;\">legami artistici, di amicizia e di stima, ma anche una sorta di opera d\u2019arte totale all\u2019interno della quale <\/span><span style=\"font-size: large;\">il suo percorso artistico si iscrive. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Affidata alla gestione della Fondazione Antonio e Carmela Calderara, la casa-museo di Vacciago \u00e8 <\/span><span style=\"font-size: large;\">visitabile dal pubblico da maggio ad ottobre.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight; font-size: large;\">Il catalogo<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\">La mostra \u00e8 accompagnata dalla pubblicazione <\/span><\/span><i><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight, Italic;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight, Italic;\">Antonio Calderara. Una luce senza ombre <\/span><\/span><\/i><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\"><span style=\"font-family: Akzidenz-GroteskStdLight;\">(bilingue\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: large;\">italiano-inglese) edita da Skira che presenta immagini a colori delle opere esposte accompagnate da <\/span><span style=\"font-size: large;\">testi critici di Elio Schenini, Hans Rudolf Reust, Paola Bacuzzi ed Eraldo Misserini, nonch\u00e9 dalla<\/span><span style=\"font-size: large;\">prefazione del direttore del Museo d\u2019arte della Svizzera italiana Marco Franciolli.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">foto:Antonio Calderara Olio 1973 Olio su tavola 27 x 27 cm Sammlung Hackenberg, M\u00fcnchen Foto: Rupert Walser<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Una luce senza ombre&#8221; &#8211; ANTONIO CALDERARA 2 ottobre 2016 &#8211; 22 gennaio 2017 Lac Lugano Arte e Cultura Parallelamente alla mostra dedicata a Paul Signac, il Museo d\u2019arte della Svizzera italiana prosegue la sua riflessione su alcuni momenti e figure che hanno segnato la storia della pittura moderna e contemporanea presentando, dal 2 ottobre &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59770\/spettacoli\/antonio-calderara-lac-lugano-arte-cultura.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">ANTONIO CALDERARA Lac Lugano Arte e Cultura<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":59771,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[18635,7401,18636],"class_list":["post-59770","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-spettacoli","tag-antonio-calderara","tag-lac","tag-lugano-arte-e-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59770"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59772,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59770\/revisions\/59772"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}