
{"id":59699,"date":"2016-09-25T09:23:13","date_gmt":"2016-09-25T07:23:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59699"},"modified":"2016-09-25T11:27:25","modified_gmt":"2016-09-25T09:27:25","slug":"beethoven-linvenzione-della-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59699\/musica\/beethoven-linvenzione-della-musica.html","title":{"rendered":"Beethoven, l\u2019invenzione della musica   M.A.C. MILANO"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59700\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/FulvioLuciani_MassimilianoMotterle-840x1024-246x300.jpg\" alt=\"FulvioLuciani_MassimilianoMotterle-840x1024\" width=\"246\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/FulvioLuciani_MassimilianoMotterle-840x1024-246x300.jpg 246w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/FulvioLuciani_MassimilianoMotterle-840x1024-768x936.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/FulvioLuciani_MassimilianoMotterle-840x1024-328x400.jpg 328w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/FulvioLuciani_MassimilianoMotterle-840x1024.jpg 840w\" sizes=\"auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/p>\n<p>Stagione 2016\/Musica da camera<\/p>\n<p><strong><em>Beethoven, l\u2019invenzione della musica \u00a0\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Settimo appuntamento con il duo Luciani-Motterle e il ciclo ideato per laVerdi dedicato alle Sonate del Genio di Bonn<\/p>\n<p>Ricomincia, dal settimo dei suoi dieci concerti, il viaggio del duo formato dal violinista <strong>Fulvio Luciani<\/strong> e dal pianista <strong>Massimiliano Motterle<\/strong> per laVerdi, entro le Sonate per pianoforte e violino di Beethoven. Appuntamento <strong>domenica 25 settembre (ore 11.30)<\/strong>, al \u00a0in <strong>Piazza Tito Lucrezio Caro 1<\/strong>. In locandina: <strong>Beethoven<\/strong>, 6 Allemande (WoO n.42) (1795-96); <strong>Chopin<\/strong>, Preludi dall\u2019op.28, versione di Mario Castelnuovo-Tedesco (1944) prima esecuzione mondiale; <strong>\u0160ostakovi\u010d<\/strong>, Preludi dall\u2019op.34; <strong>Beethoven<\/strong>, Sonata in la maggiore op.12 n.2 (1798).<\/p>\n<p>Al ciclo per <em>la<\/em>Verdi si lega un progetto di formazione presso l\u2019<strong>Universit\u00e0 Statale Milano Bicocca<\/strong>, e un ciclo di conferenze in cui, strumento alla mano, Luciani e Motterle leggono le Sonate una a una e affrontano i grandi temi dell\u2019interpretazione beethoveniana oggi. La settima conferenza, in programma <strong>mercoled\u00ec 21 settembre <\/strong>(ore 18.00, ingresso libero<strong>)<\/strong>, <strong>Universit\u00e0 degli Studi di Milano Bicocca<\/strong> (Edificio U6, aula 7, piano terra), Piazza dell\u2019Ateneo Nuovo 1, si intitola: \u201cVerso la Francia. Varcato il confine cambia a luce. La Sonata in la maggiore op.12 n.2 e le 6 Allemande WoO n.42\u201d.<\/p>\n<p>(<strong>Biglietti<\/strong>: euro 15,00\/9,00; <strong>Info e prenotazioni<\/strong>: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, orari apertura: mar \u2013 dom, ore 14.30 \u2013 19.00, chiuso luned\u00ec Tel. 02.83389401\/2\/3; on line: <a href=\"http:\/\/www.laverdi.org\/\">www.laverdi.org<\/a> o www.vivaticket.it.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cIn anni molto vicini \u2013 <\/em>spiega <strong>Fulvio Luciani<\/strong><em> &#8211; a quelli in cui Beethoven inseguiva l\u2019idea di una forma di grandi proporzioni, che in qualche misura si costruisse da s\u00e9 grazie alla tecnica della variazione, Chopin scrisse i Preludi, che descrivono il mondo in un solo gesto. Tutti sappiamo che poche parole possono essere intense quanto un appassionante romanzo, e rimanere, e lavorare nella nostra memoria e nella nostra coscienza altrettanto a lungo. Nel Novecento \u0160ostakovi\u010d volle rifarsi a Chopin, e Mario Castelnuovo-Tedesco volle destinare al violino e pianoforte quel che Chopin aveva destinato al pianoforte solo. Li si ascolta qui a confronto, Castelnuovo-Tedesco per la prima volta. <\/em><em>Per anni il nome di Castelnuovo Tedesco \u00e8 stato associato all\u2019idea di una piacevole retroguardia: un compositore a cui non si poteva non riconoscere un talento, ma senza importanza. Si era abituati a pensare che la strada maestra dell\u2019esperienza musicale del Novecento fosse quella della Nuova Musica, quella della seconda scuola di Vienna e poi di Darmstadt, e che tutto quanto non fosse schierato sul fronte dell\u2019Avanguardia non meritasse interesse. Poi, ci si \u00e8 resi conto che la Nuova Musica faticava ad essere accolta dal pubblico, e che molte altre esperienze andavano riconsiderate, prima fra tutte quella della musica da film.\u00a0Oggi, che quel pregiudizio sembra definitivamente superato e che perfino i Wiener Philharmoniker hanno eseguito in concerto le musiche di Star Wars, abbiamo l\u2019occasione di guardare alla storia musicale del Novecento con sguardo pi\u00f9 lucido e da un nuovo punto di vista: in questo ci soccorre Castelnuovo Tedesco, la cui vicenda getta un ponte tra la pi\u00f9 alta tradizione colta europea, quella della sua formazione a Firenze sotto la guida di Pizzetti, e le esperienze della musica cinematografica hollywoodiana e del jazz della costa occidentale compiute come autore e didatta, e percorre in fondo una vicenda esemplare della musica del Novecento. Basterebbe ricordare che John Williams (l\u2019autore della colonna sonora di Star Wars), Henry Mancini e Andr\u00e9 Previn sono stati suoi allievi, in un rapporto privato, dunque liberamente scelto, e che interpreti della sua musica sono stati nientemeno che Toscanini, Mitropoulos, Koussevitzky, Heifetz, Gieseking, Segovia e Piatigorsky, non semplicemente personaggi illustri ma l\u2019assoluto non plus ultra internazionale di quell\u2019epoca. Quella di quest\u2019oggi \u00e8 una prima mondiale. Ne seguir\u00e0 una seconda, nell\u2019ottavo concerto del ciclo, con il Concerto per violino e pianoforte n.3<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Biografie<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fulvio Luciani<\/strong>, <em>violino<\/em>. \u00c8 stato allievo di Paolo Borciani, primo violino del Quartetto Italiano, Franco Gulli e Norbert Brainin. Per 21 anni si \u00e8 dedicato al quartetto d\u2019archi, come fondatore e primo violino del Quartetto Borciani. Nel 1984 Borciani gli permise di dar vita ad un quartetto d\u2019archi che avrebbe portato il suo nome, a indicare un\u2019eredit\u00e0 ideale e una linea di continuit\u00e0 nella lezione dell\u2019indimenticabile Quartetto Italiano. Dal 1984 al 2005 il Quartetto Borciani ha tenuto centinaia di concerti, in Europa e negli Stati Uniti, realizzato dischi e registrazioni radiotelevisive, commissionato ed eseguito opere nuove, tenuto corsi in Italia e all\u2019estero; \u00e8 stato il primo quartetto di italiani a eseguire in concerto il ciclo integrale dei Quartetti di Beethoven, un ricercato interprete della musica del presente e una figura moderna del panorama concertistico, capace di strutturare la propria attivit\u00e0 in cicli e progetti a tema, l&#8217;ultimo dei quali, \u201cIl giro del mondo in ottanta quartetti\u201d, \u00e8 stato in residenza presso la Fondazione Benetton di Treviso. Ancora oggi <em>The Penguin Guide To Recorded Classical Music<\/em> indica le sue esecuzioni dei Quartetti di Boccherini per Naxos fra i migliori dischi della produzione mondiale.<\/p>\n<p>Luciani \u00e8 protagonista della riscoperta di Camillo Sivori, celebre virtuoso dell\u2019Ottocento: per primo ne ha eseguito i 12 Capricci, a Venezia, presso la Fondazione Cini, li ha registrati per Naxos e sta per pubblicarne la revisione per Casa Ricordi. Accanto al repertorio pi\u00f9 tradizionale, coltiva scelte pi\u00f9 segrete: esegue l\u2019integrale per violino e pianoforte di Robert Schumann, che ha registrato per Amadeus e per il canale satellitare <em>Classica<\/em>; l\u2019intero ciclo delle Sonate e Partite di Bach nella rara versione con pianoforte di Schumann; lo straordinario repertorio del duo Dushkin-Stravinskij e la musica per violino e pianoforte di Liszt, per dire solo di alcune monografie. Nel 2011 ha presentato \u201cIl violino e altri racconti\u201d presso il Festival <em>Ondemusicali<\/em> di Iseo: un ciclo di tre concerti narrati per violino solo, nel quale ha eseguito un repertorio che abbracciava sette secoli e, come un antico cantastorie, divagato a parole intorno alla musica. Si \u00e8 esibito per le principali istituzioni musicali con numerosissime orchestre, oltre che come direttore-solista: in questa veste ha tenuto la prima esecuzione di <em>Lydia<\/em> di Fabio Vacchi con gli Archi dei Pomeriggi al Teatro Dal Verme di Milano.<\/p>\n<p>Insegna al Conservatorio di Milano. Nel 2013 ha creato Officine Luciani, libera scuola di violino e musica da camera. Suona un antico violino costruito a Cremona da Lorenzo Storioni la cui conservazione e messa a punto \u00e8 curata da Igor Moroder e un arco moderno opera di Beno\u00eet Rolland.<a href=\"http:\/\/www.fulvioluciani.it\/\">http:\/\/www.fulvioluciani.it\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Massimiliano Motterle<\/strong><em>, pianoforte<\/em>. Bresciano di nascita e formazione musicale, ha studiato con Sergio Marengoni, si \u00e8 diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano ed \u00e8 stato premiato in pi\u00f9 di venti concorsi nazionali e internazionali tra cui il Concorso Liszt di Budapest, il Concorso di Cincinnati, il Concorso Iturbi di Valencia e il Concorso Pianistico Internazionale Franz Liszt \u201cPremio Zanfi\u201d di Parma, dove ha ottenuto anche il premio speciale della giuria per la migliore esecuzione della Sonata di Liszt. Ha completato la sua formazione sotto la guida dei celebri pianisti Lazar Berman, Paul Badura-Skoda e Alexis Weissenberg. Pianista lisztiano per eccellenza, \u00e8 stato invitato ad eseguire\u00a0<em>Malediction<\/em>\u00a0nella Great Concert Hall di Budapest con la Liszt Chamber Orchestra, e\u00a0<em>Totentanz\u00a0<\/em>con la Hungarian Matav Symphony Orchestra diretta da Andras Ligeti, nella prestigiosa Sala dell\u2019Accademia Liszt. Esegue in concerto i 12\u00a0Studi d\u2019esecuzione trascendentale\u00a0e nel 2002 ha avuto l\u2019onore di suonarli su uno dei pianoforti B\u00f6sendorfer appartenuti a Liszt. A soli 21 anni ha debuttato nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano eseguendo il 3\u00b0 Concerto di Sergej Rachmaninov con l\u2019Orchestra della RAI di Milano diretta da Daniele Callegari. Ha tenuto concerti in Austria, Belgio, Germania, Francia, Svizzera, Spagna, Svezia, Ungheria e negli Stati Uniti. Nel 2009, dopo essersi incontrati per l\u2019esecuzione di\u00a0<em>The Turn of the Screw<\/em>\u00a0di Britten, ha costituito un duo con Fulvio Luciani, violinista col quale ha inciso per l\u2019etichetta discografica Naxos. Insegna pianoforte presso il Conservatorio di Foggia ed \u00e8 direttore dell&#8217;Accademia Pasini di Cortefranca; nel 2004 ha tenuto una masterclass all\u2019Universit\u00e0 di Cincinnati e oggi tiene corsi di perfezionamento estivi a Roana (VI) e Rovato (BS). \u00c8 attivo anche nell\u2019organizzazione: nel 2010 ha fondato e da allora dirige il Festival\u00a0<em>Onde Musicali<\/em>\u00a0di Iseo.\u00a0La sua discografia comprende alcuni capisaldi della letteratura pianistica quali le 4 Ballate di Chopin.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stagione 2016\/Musica da camera Beethoven, l\u2019invenzione della musica \u00a0\u00a0 Settimo appuntamento con il duo Luciani-Motterle e il ciclo ideato per laVerdi dedicato alle Sonate del Genio di Bonn Ricomincia, dal settimo dei suoi dieci concerti, il viaggio del duo formato dal violinista Fulvio Luciani e dal pianista Massimiliano Motterle per laVerdi, entro le Sonate per &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59699\/musica\/beethoven-linvenzione-della-musica.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Beethoven, l\u2019invenzione della musica   M.A.C. MILANO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":59700,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[1919,16657,17],"class_list":["post-59699","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-musica","tag-beethoven","tag-m-a-c","tag-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59699","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59699"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59699\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59701,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59699\/revisions\/59701"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59700"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59699"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59699"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59699"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}