
{"id":59598,"date":"2016-09-20T19:06:03","date_gmt":"2016-09-20T17:06:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59598"},"modified":"2016-09-20T19:06:03","modified_gmt":"2016-09-20T17:06:03","slug":"visto-un-re-nellappartamento-del-principe-palazzo-reale-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59598\/arte\/visto-un-re-nellappartamento-del-principe-palazzo-reale-milano.html","title":{"rendered":"&#8216;HO VISTO UN RE&#8217; NELL&#8217;APPARTAMENTO DEL PRINCIPE A PALAZZO REALE MILANO"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59599\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/14358810_1101915959902450_7489338713682897988_n-300x225.jpg\" alt=\"14358810_1101915959902450_7489338713682897988_n\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/14358810_1101915959902450_7489338713682897988_n-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/14358810_1101915959902450_7489338713682897988_n-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/14358810_1101915959902450_7489338713682897988_n.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Apre oggi \u2018Ho visto un re\u2019, mostra promossa e prodotta dal Comune di Milano \u2013 Cultura, Palazzo Reale e Alcantara che animer\u00e0 le stanze dell\u2019Appartamento del Principe fino al 23 Ottobre 2016 e sar\u00e0 visitabile gratuitamente.<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 confine tra pubblico e privato quando si parla di espressione della creativit\u00e0 \u2013 dichiara l\u2019assessore alla Cultura Filippo Del Corno \u2013. Il mondo intimo di un artista diventa pubblico nel momento stesso in cui si concretizza in un gesto, un\u2019opera, un\u2019idea che prende forma, quale essa sia. Per questo la mostra prodotta da Alcantara si inserisce perfettamente nel contesto civico e al tempo stesso \u2018nobiliare\u2019 dell\u2019Appartamento del Principe di Palazzo Reale, che sempre pi\u00f9 spesso ospita le espressioni pi\u00f9 nuove e originali degli artisti di ogni parte del mondo, che trovano casa in una delle sedi espositive pubbliche pi\u00f9 prestigiose a livello internazionale\u201d.<\/p>\n<p>Alcantara, l\u2019azienda che produce e commercializza l\u2019omonimo materiale innovativo nel mondo, con questa mostra a Palazzo Reale interpreta in chiave contemporanea l\u2019atmosfera di uno spazio dalle connotazioni storiche, con un progetto nato per coinvolgere e stupire. \u2018Ho visto un re\u2019 presenta infatti opere realizzate ad hoc da 9 artisti internazionali provenienti da diversi mondi creativi. Un incontro tra arte, teatro, suono e moda che d\u00e0 vita a un percorso di sperimentazione intorno al materiale Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> e al contesto nel quale il progetto avviene: l\u2019Appartamento del Principe.<\/p>\n<p>Gli artisti sono: Maurizio Anzeri, Arthur Arbesser, Paola Besana, Gentucca Bini, Matthew Herbert, Taisuke Koyama, Francesco Simeti, Adrian Wong &amp; Shane Aspegren.<\/p>\n<p>\u201cUn progetto Alcantara-specific e site-specific, un doppio binario di pensiero che ha impegnato gli artisti e noi in una riflessione accurata e leggera, grazie a una committenza originale e a un modo diverso di interagire con uno spazio come l\u2019Appartamento del Principe. Invece di considerarlo \u2018vetrina\u2019 o \u2018scenografia\u2019, l\u2019abbiamo pensato \u2018spirito\u2019 e \u2018luogo\u2019. Uno spunto che ha stimolato tutti a reinventare spazio e materiale in forme che a noi per primi son sembrate sorprendenti\u201d, dice Massimo Torrigiani, uno dei curatori della mostra.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si articola lungo le 10 stanze dell\u2019Appartamento del Principe in cui ogni artista d\u00e0 vita a una narrazione coerente e condivisa.<\/p>\n<p>Per loro Alcantara \u00e8 diventata l\u2019ispirazione attraverso cui hanno potuto scrivere un racconto collettivo i cui protagonisti sono quelli del nostro immaginario fiabesco: re, regine, principi e principesse, ranocchi e labirinti, che si muovono attraverso il volo della nostra immaginazione e delle loro storie. Fili conduttori di una mostra poliedrica, in dialogo con l\u2019architettura e i decori dell\u2019Appartamento, in un vivace gioco di rimandi e sovrapposizioni, guidato dai curatori.<\/p>\n<p>Palazzo Reale regala cos\u00ec al pubblico una selezione di opere inedite di grandi dimensioni concepite per le sue sale. Sculture, fotografie, abiti, installazioni e performance dialogano con l\u2019Appartamento del Principe in una reinvenzione continua.<\/p>\n<p>Il titolo<strong> \u2018<\/strong>Ho visto un re\u2019 mira dritto al cuore di Milano, citando la celebre\u00a0canzone di Enzo Jannacci. Un brano dal ritmo scanzonato, un\u2019ironica presa di posizione contro l\u2019arroganza dei potenti. Uno spirito, che qui, con l\u2019arte e con le stesse suggestioni fiabesche della canzone, si riappropria di uno spazio che un tempo era destinato a pochi, restituendolo gratuitamente a tutti, con una veste contemporanea.<\/p>\n<p>\u201cQuesta abitazione raramente abitata, insieme alla possibilit\u00e0 che gli artisti hanno avuto di incontrarsi e stare insieme, parlare e lavorare approfonditamente con il materiale, sono state la fonte di ispirazione per tutti. Hanno provocato intrecci, sovrapposizioni e collaborazioni, liberando un immaginario tutto nuovo, una sana e irriverente creativit\u00e0\u201d, commenta Davide Quadrio, curatore della mostra.<\/p>\n<p><strong>LA MOSTRA<\/strong><br \/>\nApre l\u2019esposizione <em>Skinned<\/em> di Gentucca Bini, un lavoro sul disturbo, sull\u2019errore che crea distorsioni, rivelazioni indesiderate, lasciando che si veda quello che non si dovrebbe. In questo caso, lo strato sottostante alle decorazioni: un fittizio muro di cemento armato. Realizzata mediante fotografie ad altissima risoluzione stampate su Alcantara<sup>\u00ae<\/sup>, l\u2019opera dialoga con il primo episodio di <em>Giochi per un principe<\/em> di Maurizio Anzeri: due grandi mani, ricoperte da un lato di Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> e dall\u2019altro di materiale specchiante, che giocano con lo spazio e con noi, riflettendoci e distorcendoci.<\/p>\n<p>La seconda stanza \u00e8 dedicata a due lavori di Arthur Arbesser che ci immergono in due favole classiche ri-raccontate. <em>Il principe ranocchio<\/em> \u00e8 una fontana rivestita di Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> stampata con un motivo a nuvole, nella cui acqua ognuno si pu\u00f2 specchiare, interpretando fugacemente i ruoli della principessa o del principe. Ne <em>Il re nudo,<\/em> le sei figure degli scacchi, di proporzioni umane e agghindate con accessori in Alcantara<sup>\u00ae <\/sup>disegnati da Arbesser, seguono le mosse nostre e del re, solitario e spoglio.<\/p>\n<p>Protagonista delle due stanze che ospitano le opere di Francesco Simeti \u00e8 il teatro. Qui i visitatori entrano in una narrazione tutta scenografica. Il primo dei suoi interventi, intitolato <em>Xanadu<\/em> \u2013 come la citt\u00e0 edificata da Kublai Khan e raccontata da Marco Polo \u2013 \u00e8 costituito da una serie di quinte, statiche e in movimento, fregiate da stampe di viaggi esotici verso terre lontane, che si incrociano e confondono, come in un teatrino<br \/>\nsettecentesco. Per la seconda delle sue stanze, Simeti ha invece realizzato <em>Cistula<\/em> <em>catottrica<\/em>: una scatola ottagonale rivestita in Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> goffrata al cui interno un gioco di specchi deforma e moltiplica i manufatti realizzati dall\u2019artista. Illusioni ottiche nelle quali l\u2019architettura e i fregi dell\u2019Appartamento si rifrangono, come nei disegni visionari di Simeti.<\/p>\n<p>Con l\u2019opera <em>Unconcealed<\/em> di Matthew Herbert la quarta stanza diventa uno spazio intimo in cui ci \u00e8 chiesto un gesto essenziale: sedersi su una sedia. Da questa, rivestita di Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> rossa e illuminata da un occhio di bue, emergono le voci di chi lavora nello stabilimento e negli uffici di Alcantara. Le storie del fantastico s\u2019intrecciano con quelle del reale in una condivisione delle vite passate, presenti e future degli uomini e delle donne che rendono materialmente possibile il seme stesso di questo progetto.<\/p>\n<p>Nella sesta stanza torna Gentucca Bini con <em>Frange reali. <\/em>Alcantara<sup>\u00ae<\/sup>, stampata iperrealisticamente e successivamente sfrangiata e accartocciata, ricopre le pareti e i pavimenti della sala fittamente decorata riproducendo i motivi decorativi di un\u2019altra delle sale dell\u2019Appartamento del Principe, in modo che l\u2019articolazione decorativa degli interni diventi visibile solo attraverso un\u2019interazione diretta con noi, gli spettatori dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Nella settima stanza il fotografo giapponese Taisuke Koyama esplora la morfologia di Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> attraverso riproduzioni fotografiche macroscopiche, appropriandosi delle forature geometriche applicabili al materiale, che danno il titolo all\u2019opera: ???. Una parete a Z \u00e8 completamente rivestita di stampe fotografiche su Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> e su carta<br \/>\nHahnem\u00fchle; tutt\u2019intorno, tre grandi elementi verticali creano un\u2019illusione ottica che rende il materiale indistinguibile dalla sua riproduzione. Mentre i grandi specchi che decorano la stanza moltiplicano relazioni e rimandi.<\/p>\n<p><em>Giochi per un principe<\/em> di Maurizio Anzeri torna a riempire l\u2019Appartamento nell\u2019ottava stanza. Grandi volti stilizzati si sovrappongono tra loro, rivestiti in Alcantara<sup>\u00ae<\/sup>di diverse tonalit\u00e0 di blu e marrone, come arazzi o stendardi, perimetrando la sala. Un grande paravento centrale, anche questo composto di volti, incombe su di noi, seducente e inquietante insieme, come sanno essere le favole.<\/p>\n<p>Paola Besana, per la nona stanza, con <em>Notti a palazzo<\/em> crea un nido familiare che intreccia la sua storia personale a quella di Palazzo Reale. L\u2019Appartamento del Principe, percepito dall\u2019artista come luogo raramente abitato e vissuto, si trasforma con il suo intervento in un luogo intimo. Due letti appartenuti alla sua famiglia \u2013 in stile Restaurazione, lo stesso dell\u2019ultimo intervento di arredo dell\u2019Appartamento \u2013 sono circondati da una lunga fascia di Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> stampata con il distintivo motivo degli arazzi di Besana, con inserti di fettuccia intrecciata, quasi a volerli proteggere. L\u2019opera si appropria con delicatezza dello spazio, restituendogli una dimensione calda e domestica.<\/p>\n<p>A chiudere il percorso espositivo <em>Ci ha visto un re, <\/em>l\u2019opera a quattro mani di Adrian Wong &amp; Shane Aspegren, una nuova occasione di perderci \u2013 questa volta letteralmente \u2013 nelle potenzialit\u00e0 di Alcantara<sup>\u00ae<\/sup>. La stanza \u00e8 difatti trasformata in un labirinto articolato che impedisce di raggiungere la guardia reale, della quale spuntano al di sopra dei cespugli e delle mura, ricoperti di foglie e festoni in Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> tagliata a laser, solo cappello e baionetta. La guardia \u00e8 solo il primo dei personaggi di un\u2019immaginaria corte che, interpretati da attori, animano inaspettatamente l\u2019ambiente, trasformando tutta la mostra in un atto performativo.<\/p>\n<p>I costumi delle performance sono stati realizzati per Adrian Wong &amp; Shane Aspegren da Arthur Arbesser e Gentucca Bini.<\/p>\n<p>Alcantara<sup>\u00ae<\/sup> \u00e8 un materiale versatile, utilizzato dall\u2019industria automobilistica sino alla moda, che entra qui a pieno titolo nell\u2019arte contemporanea con una mostra caleidoscopica, nella quale si sente e si vede che gli artisti si sono divertiti a esplorare un medium innovativo. Il risultato \u00e8 un\u2019esposizione giocosa e sorprendente che viaggia sui binari del loro immaginario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSiamo estremamente compiaciuti di questa nuova collaborazione con Palazzo Reale \u2013 ha dichiarato Andrea Boragno, Presidente e Amministratore Delegato di Alcantara \u2013 Questo progetto esplicita e ribadisce la nostra identit\u00e0 di impresa attraverso una serie di commissioni a sostegno della cultura del nostro tempo. Alcantara \u00e8 un materiale unico e questa mostra ne ha messo in luce l\u2019incredibile versatilit\u00e0 anche all\u2019interno di un processo di ricerca creativa, dimostrando inoltre come un gioco di variazioni sul tema possa creare una sfida dalle soluzioni imprevedibili\u201d.<\/p>\n<p>Alcantara diventa cos\u00ec un modernissimo libro di fiabe che accompagna i visitatori attraverso gli ambienti di uno dei palazzi pi\u00f9 prestigiosi di Milano, plasmando una visione creativa piena di sorprese.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/informa-mi-comune-milano.custmta.com\/re?l=D0Iarlxh0I35wcuqoI0\" target=\"_blank\">www.palazzorealemilano.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apre oggi \u2018Ho visto un re\u2019, mostra promossa e prodotta dal Comune di Milano \u2013 Cultura, Palazzo Reale e Alcantara che animer\u00e0 le stanze dell\u2019Appartamento del Principe fino al 23 Ottobre 2016 e sar\u00e0 visitabile gratuitamente. \u201cNon c\u2019\u00e8 confine tra pubblico e privato quando si parla di espressione della creativit\u00e0 \u2013 dichiara l\u2019assessore alla Cultura &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59598\/arte\/visto-un-re-nellappartamento-del-principe-palazzo-reale-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">&#8216;HO VISTO UN RE&#8217; NELL&#8217;APPARTAMENTO DEL PRINCIPE A PALAZZO REALE MILANO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":59599,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[10837,17,140,18579],"class_list":["post-59598","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-alcantara","tag-milano","tag-palazzo-reale","tag-ho-visto-un-re"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59598"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59598\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59600,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59598\/revisions\/59600"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}