
{"id":59387,"date":"2016-09-07T09:23:49","date_gmt":"2016-09-07T07:23:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59387"},"modified":"2016-09-07T09:23:49","modified_gmt":"2016-09-07T07:23:49","slug":"scrittura-scena-festivaletteratura-mantova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59387\/cultura\/scrittura-scena-festivaletteratura-mantova.html","title":{"rendered":"Scrittura in scena a Festivaletteratura di Mantova"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59388\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/Festivaletteratura_logo-300x197.jpg\" alt=\"LogoFestival\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/Festivaletteratura_logo-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/Festivaletteratura_logo-768x504.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/Festivaletteratura_logo-500x328.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/Festivaletteratura_logo.jpg 967w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>La scrittura in scena \u00e8 il \u201ccentro di accoglienza\u201d per le scritture teatrali che Festivaletteratura ha aperto lo scorso anno al fine di restituire piena cittadinanza alle parole del teatro nella riflessione sulla letteratura di oggi. Quattro incontri a tutto campo con alcuni degli autori di spicco del panorama teatrale contemporaneo.<\/p>\n<p><em><br \/>\nDai tragici greci ai protagonisti della drammaturgia contemporanea, tutti abbiamo letto o sentito parlare dei grandi nomi del teatro italiano e mondiale. Oggigiorno, nondimeno, la <strong>scrittura drammaturgica<\/strong> sembra spesso percepita come un corpo estraneo rispetto alla letteratura. A partire dalla parola di alcuni tra i pi\u00f9 apprezzati autori del teatro italiano degli ultimi tempi e sotto il coordinamento diMagdalena Barile<\/em>&lt;<a href=\"http:\/\/www.festivaletteratura.it\/it\/2015\/autori\/magdalena-barile\">http:\/\/www.festivaletteratura.it\/it\/2015\/autori\/magdalena-barile<\/a>&gt; <em>, autrice teatrale e televisiva, il Festival intende riportare questo tipo di testo al centro dell&#8217;attenzione, come ci spiega la coordinatrice del progetto.<br \/>\n<\/em>Se il <strong>teatro contemporaneo<\/strong> abbia un posto di diritto all&#8217;interno della grande famiglia della letteratura o appartenga piuttosto all&#8217;area delle arti performative \u00e8 una questione complessa. In Italia, dopo <strong>Luigi Pirandello<\/strong> e <strong>Eduardo de Filippo<\/strong>, la diffusione capillare di una letteratura teatrale si \u00e8 disgregata fra regionalismi e circuiti molto ristretti. Si pensi a <strong>Giovanni Testori<\/strong>, i cui <em>Segreti di Milano<\/em>, per le parti romanzesche hanno avuto circolazione assai maggiore dei suoi testi teatrali.<br \/>\nFino al secolo scorso quasi tutti gli scrittori illustri erano anche autori di teatro o di libretti d&#8217;opera. <strong>Dalla pagina al palco il passo era naturale<\/strong>, a tratti necessario, basti citare il caso clamoroso di <strong>Giovanni Verga<\/strong> con <em>Cavalleria Rusticana<\/em>. La parola si incarnava e trovava immediata destinazione nel pubblico. In mancanza di cinema, tv e computer il teatro era per eccellenza il luogo dove la letteratura incontrava la societ\u00e0, la pubblica piazza, luogo di scambio, innovazione e divertimento.<br \/>\nOggi il teatro ha perso la sua centralit\u00e0 come medium ma <strong>come ogni arte in difficolt\u00e0 ci ha guadagnato in vitalit\u00e0<\/strong>. Complice la crisi economica e l&#8217;esigenza di rinnovamento, la drammaturgia contemporanea continua a dialogare con il presente. Dopo un decennio di teatro visuale, dagli anni &#8217;80 i cartelloni nazionali tradizionalmente saturi di classici hanno cominciato a proporre nuovi titoli, a <strong>puntare sull&#8217;inventiva di giovani compagnie dal taglio sempre pi\u00f9 autoriale <\/strong>e l&#8217;esperimento sembra funzionare. Divi del cinema e della televisione lasciano la protezione del set per approdare a lunghe tourn\u00e9e teatrali dove ogni sera rischiano davanti a un pubblico nuovo interpretando autori spesso sconosciuti ai pi\u00f9. Anche i giovani sembrano andare a teatro pi\u00f9 volentieri. Forse di fronte a tutti gli eccessi dell&#8217;era digitale la dimensione &#8220;live&#8221; del teatro, si \u00e8 riconquistata un ruolo attivo nella dimensione sociale dell&#8217;individuo, dalla piccola alla grande citt\u00e0.<br \/>\nNegli ultimi anni molti autori italiani e stranieri hanno scelto il teatro per raccontare la realt\u00e0. Diversi sono gli approcci alla scrittura, dalla classica forma di commedia alla performance, dalla poesia al teatro di narrazione, generi sempre pi\u00f9 soggetti a sconfinamenti e contaminazioni con altri linguaggi, la musica, la danza, le arti visive.<br \/>\nSono quattro gli autori italiani coinvolti in questa prima edizione di<em> <strong>Scritture in Scena<\/strong><\/em> al Festivaletteratura di Mantova: Lucia Calamaro<strong>, <\/strong>Fausto Paravidino,Letizia Russo e Michele Santeramo, esponenti di spicco della drammaturgia di oggi. Ogni autore parler\u00e0 del suo rapporto con la scrittura teatrale, delle influenze e delle connessioni con la narrativa, la poetica e la scrittura cinematografica; dei limite e della forza di tecniche e espressioni.<br \/>\nPer dare concretezza ai temi e fare da contrappunto alla conversazione gli incontri saranno scanditi da <strong>letture di testi <\/strong>estratti dai lavori teatrali pi\u00f9 rappresentativi nel percorso di ciascun autore. Quando non interpreti dei propri testi, gli autori saranno affiancati da attori professionisti scelti da loro.<\/p>\n<p>Testo di Magdalena Barile<\/p>\n<p><strong>EVENTI<\/strong><br \/>\n<strong>Gioved\u00ec 8 settembre<br \/>\n<\/strong><strong>Ore 17:30 presso la chiesa di san Barnaba &#8211; sagrestia<\/strong><br \/>\n<strong>Linda Dalisi <\/strong>con <strong>Magdalena Barile<br \/>\n<\/strong><strong>ABITARE IL CONFINE CON UNA CANNA DA PESCA<br \/>\nla scrittura in scena<br \/>\n<\/strong>Linda Dalisi deve il suo ingresso nel mondo del teatro all\u2019incontro con Leo de Berardinis. Dopo quell\u2019esperienza inizia a collaborare come aiuto regista con Pierpaolo Sepe e Renato Carpentieri, e dal 2011 \u00e8 socia fondatrice di Stabilemobile Compagnia Antonio Latella. Con Latella avvia un sodalizio artistico proprio nella scrittura drammaturgica (<em>Don Giovanni a cenar teco<\/em>, [<em>H<\/em>] <em>L_Dopa<\/em>, <em>C\u2019\u00e8 del pianto in queste lacrime <\/em>e numerosi altri lavori). \u201cIl mio rapporto con la scrittura nasce in teatro\u201d racconta Dalisi: \u201cgli strumenti artigianali imprescindibili sono per me l\u2019incontro con l\u2019attore, che ti fa confrontare con la \u201cnecessit\u00e0\u201d delle parole, e la ricerca di musica\u201d.<br \/>\n<em><br \/>\n<\/em><strong>Venerd\u00ec 9 settembre<br \/>\n<\/strong><strong>Ore 15:00 presso la chiesa di san Barnaba &#8211; sagrestia<\/strong><br \/>\n<strong>Marco Martinelli <\/strong>con <strong>Magdalena Barile<br \/>\n<\/strong><strong>METTERE IN VITA<br \/>\nla scrittura in scena<br \/>\n<\/strong>\u201cChi scrive? Chi \u00e8 che mi scrive, mentre scrivo? Chi mi racconta, mentre racconto? E come entra il mondo, dalla piccola feritoia dell\u2019io, prigioniero, prigioniero dei suoi limiti, dei confini che lo disegnano e mi disegnano? E come si dilata quasi all\u2019infinito, nel contenere il passato e i suoi fantasmi, l\u2019anima di chi racconta? Siamo in tanti, nel momento in cui, solo, scrivo\u201d. Marco Martinelli ha fondato nel 1983 il Teatro delle Albe ed \u00e8 fra i maggiori registi e drammaturghi del teatro italiano. Autore di testi teatrali originali e di riscritture dai classici, ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali, tra cui ben quattro volte il Premio Ubu per la drammaturgia, la regia, la pedagogia teatrale. I suoi ultimi lavori sono <em>Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi<\/em>, <em>Rumore di acque, Pantani<\/em>. La drammaturgia di Martinelli si caratterizza per una scrittura insieme raffi nata e popolare, semplice e profonda, capace insieme di emozionare e far pensare, sulla scia della pi\u00f9 alta tradizione teatrale, da Aristofane a Brecht.<\/p>\n<p><strong>Sabato 10 settembre<br \/>\n<\/strong><strong>ore 15.00<\/strong> <strong>presso la chiesa di san Barnaba &#8211; sagrestia<\/strong><br \/>\n<strong>Davide Carnevali <\/strong>con <strong>Magdalena Barile<br \/>\n<\/strong><strong>LA PAROLA E LA CARNE<br \/>\nla scrittura in scena<br \/>\n<\/strong>\u201cIo non scrivo teatro, io scrivo per il teatro. \u00c8 letteratura drammatica. (&#8230;) Mi interessa che arrivi una certa atmosfera, un certo senso di estraneit\u00e0. Il mio obiettivo \u00e8 lavorare con lo spettatore e portarlo fuori da una visione egemonica della realt\u00e0 basata sulla cronologia lineare, sulla relazione causa ed effetto, sulla visione di un mondo perfettamente dominabile dall\u2019uomo\u201d. Dopo un dottorato di ricerca in Teoria del teatro, Davide Carnevali (<em>Variazioni sul modello di Kraepelin, Sweet Home Europa<\/em>), ha scelto di lasciare l\u2019Italia per intraprendere la carriera di drammaturgo. Vincitore per due volte del Premio Riccione, oggi vive tra Barcellona e Berlino e le sue opere sono state rappresentate in numerosi contesti internazionali e tradotte in sei lingue. Nei suoi testi Carnevali punta a creare una relazione spiazzante tra forma e contenuto, in cui la comunicazione \u00e8 sempre scivolosa, dubbio il suo rapporto con il mondo circostante, interpretando in questa decostruzione delle forme consolidate di lettura della realt\u00e0 il ruolo che il teatro oggi pu\u00f2 avere nella societ\u00e0.<br \/>\n<strong><br \/>\nDomenica 11 settembre<br \/>\n<\/strong><strong>Ore 10:00<\/strong><strong> \u00a0presso la chiesa di san Barnaba &#8211; sagrestia<\/strong><br \/>\n<strong>Daniele Villa <\/strong>con <strong>Magdalena Barile<br \/>\n<\/strong><strong>DAL SOTTERRANEO<br \/>\nla scrittura in scena<br \/>\n<\/strong>\u201cIl mio \u00e8 un lavoro di scrittura integrato col processo creativo di una produzione. Non ho mai scritto in termini di narrazione, con dei personaggi inseriti in un racconto lineare: la mia scrittura vive in relazione alla scena da cui \u00e8 scaturita, parlerei di scrittura scenica, pi\u00f9 che di veri e propri testi\u201d. Daniele Villa svolge il suo lavoro di drammaturgo all\u2019interno di Teatro Sotterraneo, un collettivo di ricerca teatrale con il quale ha realizzato progetti quali <em>11\/10 in apnea<\/em>, <em>Post-it<\/em>, <em>La Cosa 1<\/em>, <em>Dies irae<\/em>,<em>L\u2019origine delle specie<\/em>, <em>La Repubblica dei bambini <\/em>e <em>Homo ridens<\/em>. Il lavoro di Sotterraneo \u00e8 in qualche modo un assedio alla complessit\u00e0 dell\u2019immaginario collettivo contemporaneo, condotto attraverso armi quali l\u2019ironia, la rinuncia alla storia e al personaggio, il montaggio degli spettacoli per quadri, il coinvolgimento diretto del pubblico secondo una modalit\u00e0 ludica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scrittura in scena \u00e8 il \u201ccentro di accoglienza\u201d per le scritture teatrali che Festivaletteratura ha aperto lo scorso anno al fine di restituire piena cittadinanza alle parole del teatro nella riflessione sulla letteratura di oggi. Quattro incontri a tutto campo con alcuni degli autori di spicco del panorama teatrale contemporaneo. 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